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Non ragionare con il pene, previeni l’aids.

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Conoscete il nuovo spot francese di prevenzione all’AIDS?

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Graffiti sul muro per sensibilizzare i giovani francesi all’uso del preservativo.  Il video, realizzato da Yoann Lemoine che si è fatto conoscere per aver girato il videoclip di Mistakes di Moby , sta rimbalzando su internet a una velocità impressionante. La storia di questo film – della durata di 90 secondi – prende spunto dai disegni che affollano i bagni pubblici e, come tutti sappiamo, il graffito da toilette più gettonato è quello a sfondo sessuale.

E’ la storia di un pene-cartoon che, partendo solitario dal bagno degli uomini incontra – inaspettatamente – una vagina-cartoon e decide di inseguirla. Lei fugge inorridita finché, entrambi, arrivano al bagno delle donne. Il luogo è costellato da una miriade di seni-cartoon, gambe-cartoon e vagine-cartoon di ogni forma e dimensione. Il pene-cartoon prova a fiondarsi in quel ben di dio, ma tutti i graffiti di sesso femminile fuggono al solo vederlo… Così, triste e sconsolato, fa per andare via. Mentre attraversa i muri del bagno, una ragazza (in carne ed ossa) lo vede e, utilizzando una matita per gli occhi, gli disegna intorno un preservativo. A quel punto, tutti i graffiti di sesso femminile gli si fiondano addosso. La Francia non è nuova a pubblicità anti-AIDS di tipo provocatorio e questi messaggi sociali colpiscono nel segno! E’ fondamentale l’informazione,soprattutto quando riguarda malattie mortali,ma in Italia non vedremo mai uno spot così..chissà perchè.

Quasi sette nuovi sieropositivi ogni 100 mila abitanti. Sono le cifre, relative al 2008, che il Ministero della Salute ha reso note durante la campagna italiana 2009 a favore del test per l’Aids. Nei paesi più avanzati il rischio maggiore risiede proprio nella sottovalutazione del virus: in Italia si stima che un sieropositivo su quattro non sappia di esserlo, e diventi così inconsapevole veicolo di contagio. Si constata un aumento delle pratiche sessuali non protette, tale tendenza è particolarmente evidente presso la popolazione omossessuale, nella quale risorgono massicciamente pratiche “bareback”, ovvero volontariamente non protette.

Io direi ” Non ragionare con il pene, usa il preservativo” oppure ” Se non lo usi sei una testa di C “.

La sessualità femminile: dalla repressione del piacere alla cura per la poca libido

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Per millenni ci si è occupati della sessualità femminile per reprimerla.   L’infibulazione (asportazione del clitoride,piccole labbra e parte delle grandi labbra) si diffuse in Grecia nel 500,dove si pensava che il clitoride se non asportato diventava un pene.In Inghilterra nel 1865 Isaac Baker Brown,chirurgo, spiegò che la masturbazione causava eccitamento periferico del nervo pubico,causando malattia e morte negli 8 stadi: isteria, irritazione spinale, crisi epilettoidi, crisi catalettiche , crisi epilettiche, idiozia, follia e morte…rischi scongiurabili con la clitoridectomia. La sessualità degli uomini era ed è sempre stata ok, quella femminile invece eraconsiderata una malattia e andava curata.

Secondo alcuni studi,solo il 30%  delle donne ha raccontato di raggiungere l’orgasmo con la penetrazione vaginale,mentre il restante 70%  lo raggiunge mediante stimolazione clioridea diretta o indiretta. Ma che sia vaginale o clitoridea è comunque,secondo Tiresia, 9 volte più piacevole di quella maschile; questo racconta il mito dell’indovino Tiresia che nato maschio fu trasformato in femmina per 7 anni per poi tornare maschio.Avendo vissuto entrambe le sessualità fu convocato a risolvere un litigio circa il piacere maschile e femminile  tra Era e Zeus. Tiresia rispose che il piacere sessuale è fatto da 10 componenti,l’uomo ne prova una sola,la donna le restanti nove,quindi il piacere femminile è di 9 volte maggiore.

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Ma non sempre il piacere è stato cosiderato una malattia,infatti già dal 4° secolo A.C. nelle opere di Ippocrate,Celso e Galeno, si legge che una cura all’isteria era la masturbazione che doveva essere praticata alle donne dai medici,e dato che questa era la malattia più diffusa di tutte dopo le febbri si cercò un rimedio che non impegnasse i sanitari in prima persona.E’ così che furono inventati i vibromassaggiatori che sostituivano l’attività manuale.

Il punto G (ghiandola prostatica,vasi sanguigni come nel corpo cavernoso del pene,nervi dedicati al piacere e muscoli che si contraggono quando questa zona viene stimolata) fu scoperto nel 1950 da un ginecologo tedesco: è un’area della parte anteriore della vagina che se opportunamente stimolata sarebbe responsabile di orgasmi vaginali. Ma secondo lo studio di Emanuele Jannini il punto G non è una cosa da tutte,ma solo una delle porte per accedere al piacere,l’altra è appunto il clitoride ma il piacere non cambia dato che il punto G altro non è che la radice di questo.

Quanto all’orgasmo, è una percezione, e dipende dalla lettura che ne dà il nostro cervello: è lui a decidere quali particolari contrazioni muscolari sono piacevoli. Per raggiungerlo è necessario conoscersi,toccarsi, vivere una propria sessualità..ma anche questo risulta difficile a molte donne.

Eppure le donne che vivono una sessualità piena risultano più equilibrate,estroverse,meno ossessive,molto attive nella vita privata e nel lavoro. Al contrario,le donne che non “giocano da sole” risultano meno equilibrate,introverse,ossessive,meno predisposte a successi lavorativi e privati.

E dopo che per anni hanno cercato di reprimere il desiderio sessuale delle donne, oggi vorrebbero curarlo con pillole e farmaci vari.  Ma perchè non avere voglia di fare sesso è una malattia? Secondo Ed Laumann si,e ne soffre il 45% delle donne anche se secondo molti la sua opinione non è da prendere in considerazione visto che è un consulente dell’azienda produttrice di Viagra.

Esistono donne con poca libido,donne che provano più piacere nei preliminari che nel sesso vero e proprio,che c’è di male? E’ anche vero che l’uomo impiega il 90% delle sue energie a pensare al sesso e il 10% a cercare di farlo ecco perchè non mi meraviglio se chi considera “malate” le donne poco venerate al sesso sono medici solo maschi.