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Posts Tagged ‘mamme’

Dalla parte delle donne, CGIL.

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Tante, troppe volte la ricerca di un lavoro si è trasformata nel mettere in piazza i propri affari. Chi se ne frega se sei laureata, se parli 3 lingue e hai più competenze del direttore..ciò che conta ad un colloquio per avere il posto di lavoro è dire quello che vogliono loro.

“Mi chiamo Samantha, non ho legami sentimentali, non voglio figli, la mia vita ideale sarebbe fare la zitella in una casa grande con tanti gatti”.

Davvero troppe volte le donne vengono scartate solo perchè potrebbero un giorno decidere di metter su famiglia, e per quelle che lavorano non c’è giustificazione che regga se tardano 10 minuti o si assentano perchè hanno il bambino in ospedale.

Mi chiedo, queste donne sono sole?

La CGIL, il sindacato dei lavoratori e non, scende in campo a favore della tutela del lavoro femminile e lotta al fianco delle mamme, mogli e donne che hanno investito sulla propria formazione e chiedono di essere rivalutate in quanto lavoratrici!

L’universo femminile ha un nuovo alleato: www.donnechelavorano.it

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La violenza sotto le scarpe

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Caro uomo violento che dopo aver picchiato tua moglie, la tua fidanzata o tua figlia vai al bar a prendere un alcolico con gli amici come se niente fosse stato, dico vergognati.

Tu, uomo delle caverne, che non hai mai imparato a parlare e usi la violenza per imporre il tuo pensiero, che sfoghi la tua rabbia sugli altri, che non hai pietà neanche di tua figlia di appena 3 anni, dico che dovresti sprofondare.

Tu, che non accettando la verità, scaraventi la tua fidanzata e la trascini.

Voi uomini violenti,altro non siete che rifiuti per la società. La vostra testa comandata da un dio ignoto vi impone la violenza e tutto intorno a voi diventa terra bruciata.  Non amate la persona che maltrattate e mai sarete amati perchè la brutalità è nella vostra indole.

Non mi rivolgo a voi perchè siete feccia, ma il mio pensiero va alle donne che vi amano perchè so cosa vuol dire perdonare nonostante i lividi e i dolori delle percosse, voi donne forti che credete di poter cambiare il vostro uomo con la forza dell’amore, voi che dopo ogni abuso vi ripetete che cambierà, che non accadrà più..

A voi donne forti dico,non illudetevi, non sarà una doccia a purificarvi dalla violenza subita e a tranquillizzarvi dalla paura,l’unico modo per smettere di soffrire è allontanare quella persona; so quanto è difficile, soprattutto se ci sono dei bambini a farne poi le conseguenze, ma un giorno potrete alzare la testa,guardarvi intorno e capire quanto ingiusta fosse la vostra vita prima, prima di dire BASTA ALLA VIOLENZA.

Un amore smette di essere tale quando viene macchiato dalla prepotenza. A voi donne umiliate auguro di trovare nel nuovo anno in arrivo la forza di contrastare l’ira violenta.

Io VagaMondo

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Vi racconto la storia di 5 impiegati stressati che per fuggire dalla realtà dell’ufficio creano un buco spaziale per poter viaggiare e comunicare con il resto del mondo al di là delle pareti,anche se solo con la fantasia..e un pò di tecnologia. Una sposa,una mamma, una vagabonda, una hip, un bad man..il diario di 5 persone diverse le cui vite si incrociano con la scopo di evadere dalla routine, di andare,fare,diventare senza oltrepassare la scrivania.

VagaMondo si muove pur stando fermo, viaggia senza spostarsi, c’è anche se non si vede..ma tu puoi trovarlo! Ti parlerà della tua vita riflessa in uno di loro, sarà la tua guida nelle tappe della vita..Cercaci.

Io VagaMondo

Sogni tranquilli con Huggies DryNites

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huggies

drynites

enuresi

Articolo sponsorizzato

Vogli raccontarvi questo episodio che mi ha intenerito molto.

L’altra mattina, ho trovato il mio cuginetto nella vasca da bagno che cercava di lavare la sua copertina; in un primo momento non avevo capito cosa fosse successo,poi il suo imbarazzo ha parlato chiaro.

Ha 6anni, quando gioca si immerge completamente nella fantasia dimenticando, a volte, le necessità fisiologiche..e peggio ancora,è pigro e non ha mai voglia di andare a fare la pipì prima di andare a nanna, con il risultato di trovarsi bagnato al mattino.

Prima di metterlo in imbarazzo con discorsi del genere “Sei grande, non devi fare la pipì a letto”, ho ricercato le cause involontarie,forse trovandole.

L’enuresi è il volontario o involontario rilascio ripetuto di urina nei vestiti o a letto ed è diagnosticata in molti bambini di età compresa fra i 5 e gli 8 anni.

In questi casi come comportarsi?

  • È importante ottenere la collaborazione del bambino nell’affrontare tale problema. Premiarlo per non aver bagnato il letto si dimostra utile.
  • I bambini dovrebbero urinare prima di andare a letto.
  • Vanno assolutamente scoraggiate punizioni e umiliazioni al bambino.
  • Non occorre svegliare ripetutamente il bambino durante la notte. Anzi, può risultare controproducente e suscitare irritazione nel genitore.
  • Non isolare il bambino dai suoi amici, lasciarlo andare alle feste e dormire fuori di casa, magari portando con sé delle mutandine assorbenti.

Huggies conoscendo la vergogna provocata da questo fastidio, ha creato le mutandine assorbenti DryNites, comode e discrete da indossare sotto il pigiama. Sono studiate appositamente per garantire la comodità e la protezione di nostri bambini grazie ad un materassino superassorbente a barriere antifuoriuscita e al rivestimento impermeabile esterno, e le bande elastiche garantiscono una vestibilità perfetta.

Da quando “abbiamo” provato le mutandine Huggies DryNites, il mio cuginetto ha smesso di fare il lavandaio e la mamma è più tranquilla proteggendo il piccolo segreto tra lei e il suo bambino.

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Huggies Natural Fit : segue i bambini passo dopo passo

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Sin da piccoli, i bambini vanno seguiti passo passo..e quando sono loro a poter camminare da soli è compito delle mamme facilitargli l’impresa.  E’ con questa idea che Huggies ha creato “Huggies Natural Fit “, il pannolino dalla forma sagomata che aderisce al corpo del bambino in maniera naturale così  da non rappresentare un ostacolo alla sua voglia di scorazzare alla scoperta del mondo.

Risuicte a leeggre qustea dmaonda? Il nostro cervello legge meglio dei nostri occhi

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Come è possibile questo?

La nostra mente interpreta, e quindi anticipa il messaggio, prima che l’occhio registri con precisione quello che in effetti c’è scritto; si chiama lettura intuitiva e volte ci frega facendoci prendere fischi per fiaschi a volte ,invece, come in questo caso, ci permette di intuire quello che il testo vuol significare  ma che NON c’è scritto.

E’ un po’ come quando scrivi i messaggini col t9  e il telefonino ad ogni lettera spara interpretazioni a raffica scegliendo  fra le possibili opzioni.

Hai avuto problemi? Forse sei dislessico.

La dislessia  è caratterizzata dalla difficoltà a effettuare una lettura accurata e/o fluente e da scarse abilità nella scrittura. Se questo problema non viene identificato nei primi anni della scuola primaria, tramite la valutazione di un esperto nel campo dei disturbi dell’apprendimento, le conseguenze possono risultare di una certa gravità. Se il bambino dislessico è sottoposto a un metodo d’apprendimento usuale, egli riuscirà solo con un grande dispendio di energia e concentrazione a ottenere risultati che per i suoi compagni e per il suo maestro sono quasi banali. Durante la scuola dell’infanzia è possibile effettuare una valutazione dei prerequisiti per l’abilità di lettura, in modo da poter intervenire precocemente e rafforzare delle competenze eventualmente carenti.

I problemi maggiori nascono quando i bambini dislessici non vengono compresi, poiché spesso passano per pigri o addirittura per stupidi. Questo li porta spesso a perdere la propria autostima, a forme di depressione o ansia, a crisi d’identità e molto spesso a rigettare in toto  il mondo della scuola, rinunciando in questo modo a molte possibilità che la loro capacità di memoria standard invece consentirebbe.[ad]

Come si manifesta la dislessia?

La dislessia si può presentare in modalità molto diverse da soggetto a soggetto. Di seguito vengono presentate le caratteristiche più comuni relative alla decodifica della singola parola o del testo scritto. Queste possono non essere tutte presenti contemporaneamente.

  • Scarsa discriminazione di grafemi diversamente orientati nello spazio

Il soggetto mostra chiare difficoltà nel discriminare grafemi uguali o simili, ma diversamente orientati. Egli, ad esempio, confonde la “p” e la “b”;  la “d” e la “q”;  la “u” e la “n”;  la “a” e la “e”;  la “b” e la “d”… Nell’alfabeto italiano sono molte le coppie di grafemi che differiscono rispetto al loro orientamento nello spazio, per cui le incertezze e le difficoltà di discriminazione possono rappresentare un impedimento alla lettura.

  • Scarsa discriminazione di grafemi che differiscono per piccoli particolari

Il soggetto mostra difficoltà nel discriminare grafemi che presentano somiglianze. Egli, ad esempio, può confondere la “m” con la “n”; la “c” con la “e”; la “f” con la “t”…

  • Scarsa discriminazione di grafemi che corrispondono a fonemi sordi e fonemi sonori

Il soggetto mostra difficoltà nel discriminare grafemi relativi a fonemi con somiglianze percettivo-uditive. L’alfabeto è composto di due gruppi di fonemi: i fonemi sordi e i fonemi sonori che, tra loro risultano somiglianti, per cui, anche in questo caso l’incertezza percettiva può rappresentare un ostacolo alla lettura. Le coppie di fonemi simili sono le seguenti:

F     V
T     D
P     B
C     G
L     R
M     N
S     Z

  • Difficoltà di decodifica sequenziale

Leggere richiede al lettore di procedere con lo sguardo in direzione sinistra-destra e dall’alto in basso; tale processo appare complesso per tutti gli individui nelle fasi iniziali di apprendimento della lettura ma, con l’affinarsi della tecnica e con l’uso della componente intuitiva, la difficoltà diminuisce gradualmente fino a scomparire. Nel soggetto dislessico, invece, talvolta ci troviamo di fronte a un ostacolo nella decodifica sequenziale, per cui si manifestano con elevata frequenza i seguenti errori:

  • Omissione di grafemi e di sillabe

Il soggetto omette la lettura di parti della parola; può tralasciare la decodifica di consonanti (ad esempio può leggere “fote” anziché “fonte”; oppure “capo” anziché “campo”…) o di vocali (può leggere, ad esempio, “fume” anziché “fiume”; “puma” anziché piuma”…) e, spesso, anche di sillabe (può leggere “talo” anziché “tavolo”; “paro” anziché “papavero”…)

  • Salti di parole e salti da un rigo all’altro

Il soggetto dislessico presenta evidenti difficoltà a procedere sul rigo e ad andare a capo, per cui sono frequenti anche “salti” di intere parole o di intere righe di lettura.

  • Inversioni di sillabe

Spesso la sequenza dei grafemi viene invertita provocando errori particolari di decodifica della sillaba (il soggetto può, ad esempio, leggere “li” al posto di “il”; “la” al posto di “al”, “ni” al posto di “in”…) e della parola (può leggere, ad esempio, “talovo” al posto di “tavolo”…).

  • Aggiunte e ripetizioni

La difficoltà a procedere con lo sguardo nella direzione sinistra-destra può dare origine anche ad errori di decodifica caratterizzati dall’aggiunta di un grafema o di una sillaba (ad esempio “tavovolo” al posto di “tavolo”…).

  • Prevalenza della componente intuitiva

Il soggetto che presenta chiare difficoltà di lettura privilegia, indubbiamente, l’uso del processo intuitivo rispetto a quello di decodifica. L’intuizione della parola scritta rappresenta un valido strumento ma, al tempo stesso, è fonte di errori, definiti di anticipazione. Non di rado, infatti, il soggetto esegue la decodifica della prima parte della parola, talvolta anche solo del primo grafema o della prima sillaba, e procede “intuendo”/“inventando” l’altra parte. La parola contenuta nel testo viene così ad essere spesso trasformata in un’altra, il cui significato può essere affine ma anche completamente diverso.