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Posts Tagged ‘malattie’

Seduti sulla fortuna

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La scorsa estate il mio romantico fidanzato mi ha regalato un anello come pegno del suo amore, peccato che era un semplice e delizioso anellino di calamaro e che dopo qualche ora è andato via nello scarico… avrei voluto seguire il suo viaggio nelle fogne ma come fare? Non restava che pensare positivo, sarebbe diventato cibo per pesci, credo.

Chi avrebbe immaginato che a distanza di poco, qualcuno avrebbe reso possibile il viaggio nelle fogne… tranquilli, non parlo di una gita nelle fetide acque che scorrono sotto le nostre città, parlo di seguire in diretta il flusso del nostro scarico grazie alla tecnologia fornita da Google Maps… e pensare che è possibile spiare anche i flussi in partenza da Montecitorio, dal Vaticano, dalla Torre di Pisa!

domestos

Potrebbe sembrare un gioco perverso, eppure l’app Flushtracker.com ha una valida ragione di esistere. Capiremo quanto siamo fortunati solo quando ci mancherà la comodità di tutti i giorni, e io lo so bene. Agli scout non abbiamo comode tazze di porcellana su cui appoggiare i nostri sederini, nè uno sciacquone da tirare… ci si arrangia con ” le latrine” , buchi scavati nel terreno su cui appoggiare una pedana e una specie di gabinetto arrangiato con qualsiasi materiale. Immaginate le condizioni delle latrine dopo una settimana di scoutismo e qualche mal di pancia dei ragazzi del reparto… mosche, puzza che si alza con il caldo, si rischia di stare male! E mentre io sopporto solo per una settimana all’anno, il 40% della popolazione mondiale vive con questo disagio quotidianamente, e gli ultimi nati neanche sanno dell’esistenza e della comodità dei nostri wc con il risultato che molte persone, specialmente bambini, si ammalano di diarrea, epatite, colera, tifo e altre malattie. Per questo le Nazioni Unite hanno addirittura inserito l’accesso a servizi igienici tra i diritti umani fondamentali.

L’iniziativa  è nata per promuovere la World Toilet Organization il cui scopo è aiutare le popolazioni più svantaggiate a costruire bagni ed educarle all’igiene, grazie alle donazioni volontarie e anche al sostegno concreto di Domestos. E’ stata organizzata anche una giornata dedicata, la World Toilet Day, svoltasi il 19 novembre.

Ora che sono consapevole della fortuna su cui mi siedo, vado su  www.flushtracker.com  e seguo lo scarico..chissà, magari ritrovo l’anello!

Articolo sponsorizzato

Viral video by ebuzzing

“Perché nascere con una malattia genetica non sia più una condanna”.

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In 20 anni Telethon ha finanziato più di 2200 progetti di ricerca e il lavoro di oltre 1400 ricercatori. Con il tuo contributo aiuterai a finanziare i migliori progetti di ricerca per scrivere la parola “cura” accanto al nome di ogni malattia genetica.

Telethon, dal 1990, finanzia e promuove ricerca scientifica eccellente sulla distrofia muscolare e le altre malattie genetiche. Un impegno preso nei confronti di “malattie dimenticate”. Le malattie genetiche, prese singolarmente, sono infatti malattie rare e quindi trascurate dai grandi investimenti pubblici e privati, che finanziano soprattutto la ricerca sulle patologie più diffuse. Tuttavia le cause di una malattia genetica spesso coinvolgono meccanismi fondamentali e vitali per l’uomo e la loro comprensione può essere utile anche per lo studio di malattie più diffuse.

Grazie ad una gestione trasparente dei fondi e a un meccanismo di finanziamento che premia solo il merito, Telethon è riconosciuto nel mondo come un esempio di eccellenza italiana. Un attestato che deriva soprattutto dai risultati raggiunti in questi anni.

Tra tutti si ricorda il successo raggiunto con l’individuazione di una cura definitiva per l’Ada-Scid, malattia che costringeva i bambini che ne erano affetti a vivere dentro una bolla sterile (da qui il termine “bambini bolla”). A oggi sono quattordici i bambini curati da questa gravissima immunodeficienza, mentre sono positivi anche i risultati di un intervento di terapia genica per la cura di una forma di cecità, l’amaurosi congenita di Le ber.

Nel 2010, infine, sono iniziate le sperimentazioni cliniche sulla leucodistrofia metacromatica, una malattia neurodegenerativa e sulla sindrome di Wiskott‐Aldrich, una grave immunodeficienza: i trial coinvolgeranno quattordici bambini in tre anni e, se avranno il risultato sperato, altre due terribili malattie saranno definitivamente sconfitte.

Le Donne, Facebook ed il giochino del “Mi Piace…”

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Ottobre è il mese della prevenzione contro il cancro al seno. Ma le Donne, le dirette interessate, ne saranno al corrente? In un’Italia in cui i mass media preferiscono informare sulla presunta omosessualità di Costantino Vitagliano o sui nuovi partecipanti del GF, è normale che vi sia un completo vuoto attorno ad un argomento così delicato, nonostante questo riguardi una fetta ben nutrita della nostra società.
Come fare, quindi, per bypassare un sistema limitato e quanto mai strumentalizzato come quello dei mass media, ed arrivare direttamente alle Donne?
La risposta si chiama Facebook!!
Il notissimo social network, infatti, durante tutto il mese di Ottobre è stato utilizzato come supporto per il gioco tutto femminile del “Mi piace…”. Un messaggio di posta privata è rimbalzato fra le caselle postali dei profili di gran parte delle Donne italiane, invitandole ad indicare il posto dove “abbandonano” la borsa al rientro a casa, preceduto da un “Mi piace…”. Gli stati sono passati dagli scontati “Mi piace sul letto” o “Mi piace sul pavimento”, ai più articolati “Mi piace nel cassettone dell’armadio”, oppure “Mi piace sull’appendiabiti”.
I commenti che le donne si sono scambiate, sfruttando l’apparente maliziosità del messaggio, si sono rivelati spassosi e molto spesso hanno dato il via a discussioni esilaranti e divertenti, contribuendo comunque a dare visibilità all’iniziativa.


L’intento di tutto questo, comunque, è rimasta la prevenzione e l’informazione delle Donne che, troppo spesso, trascurano se stesse in nome dei loro impegni e della loro vita, essendo sempre più indispensabili protagoniste nel mondo moderno. Si, perché, come pochi sanno, ogni anno, solo in Italia, più di 40 mila donne si ammalano di tumore al seno. E, secondo le statistiche, se vi fosse una adeguata prevenzione 8 casi su 10 potrebbero risolversi in una completa guarigione. Questo è il motivo per cui la LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) ha dato il via alla campagna “Nastro Rosa” che ha permesso, in t

utta la nazione, di adibire circa 400 ambulatori a visite completamente gratuite e specializzate.
Tornando a Facebook, come hanno reagito gli uomini al trovarsi invasi da post facilmente interpretabili come un doppio senso? Alcuni, molto pochi, hanno compreso la positività dell’idea, scherzando e, a loro modo, incentivando l’iniziativa. Ma gli altri? La maggior parte degli uomini, come ha visto e come ha elaborato il gioco del “Mi piace…”?
Un tempo in Italia andavano di moda i vestiti di Versace, la 500, la Vespa. Insomma, l’Italia intera era moda e costume. Ma l’Italia è cambiata, in Italia ora va di moda la violenza. In un paese in cui il sopruso verso il prossimo è diventato pane quotidiano, dove gli zii ammazzano e violentano le nipoti, dove sconosciuti si aggrediscono fra loro senza motivo, e dove non è nemmeno più possibile andare allo stadio senza rischiare la pelle, come ci si poteva aspettare comprensione ed interesse da parte del genere maschile?
“A me piace sul comodino..a me piace sul tavolo.. a me piace sulla sedia… avete rotto il cazzo!!! A me piace dove volete basta che me la date!!…”

Questo è solo l’ultimo grido in fatto di link sharing su Facebook, da parte di tanti ragazzi che non sono arrivati a comprendere l’importanza di una simile iniziativa, impossibilitati, probabilmente per limitatezza mentale, a scavare più affondo, comprendendo la natura prima e fondamentale di quel “Mi piace…”. La cui mente, con molta probabilità, è ottenebrata dalla medievale concezione che solo le esigenze di chi ha il (provvisorio) predominio sulla società siano degne d’attenzione e d’una seria riflessione. Ma anche questa, dopo tutto, è pubblicità, un modo per attirare attenzione su un problema che, purtroppo (o per fortuna), riguarda solamente noi donne.
In ogni caso la compattezza dell’”Altra metà del cielo”, come amò definirci Mao Tse-tung, è andata oltre le aspettative, dimostrando agli uomini, ed in primis a noi donne, che se il Potere Rosa può sconvolgere Facebook con un semplice messaggio, più sconvolgere ed eventualmente ribaltare anche il mondo reale che, gestito al femminile, potrebbe essere sicuramente libero da ottusità, ignoranza, violenza e prevaricazioni.

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Bere latte fa dimagrire e previene l'osteoporosi ma secondo alcuni provoca malattie anche serie. Ecco come proteggere la propria salute senza rinunciare alla tazza di latte a colazione!

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Questo articolo l'ho pensato mentre facevo colazione stamattina! :)

Il latte fa ingrassare?

Nessun alimento di per sé fa ingrassare se inserito all’interno di un’alimentazione variata ed equilibrata.

Una tazza di latte apporta in media 130 Kcal che appaiono minime se paragonate al fabbisogno calorico giornaliero che è di circa 2500 Kcal per l’adulto di riferimento con attività fisica leggera. Consumare latte, ad esempio a colazione o agli spuntini, non solo non fa ingrassare ma aiuta ad equilibrare l’intera giornata evitando di accumulare una fame che altrimenti spingerebbe a consumare pasti eccessivi e scorretti. Potrebbe bastare un bicchiere di latte in piu' al giorno per dimagrire senza dover 'tirare la cinghia' o passare ore in palestra. La scoperta, che potrebbe far contenti pigri e buongustai, arriva dai ricercatori statunitensi dell'Universita' delle Hawaii ed e' stata presentata a San Diego al meeting dell'American Society for Nutritional Sciences Experimental Biology.
In particolare, gli esperti hanno scoperto che le ragazze che seguono una dieta ricca di calcio sono meno inclini a prendere peso e hanno meno massa grassa.
Il team universitario ha chiesto a 321 ragazze tra i 9 e 14 anni di annotare tutto quello che mangiavano, bevevano e gli eventuali integratori multivitaminici o a base di calcio che prendevano.
Quindi hanno misurato il loro 'girovita'. Come previsto, le ragazze che mangiavano di piu' e facevano meno esercizio erano quelle piu' in carne.
Ma, mettendo a confronto soggetti con stessa eta', statura, maturita' sessuale, calorie assunte ogni giorno e abitudine all'esercizio fisico, hanno scoperto che quelle abituate a mangiare cibi ricchi di calcio erano quelle piu' magre. ''Il calcio – spiega alla Bbc on line Rachel Novotny, che ha condotto lo studio – sembra stimolare la capacita dell'organismo di bruciare i grassi e, contemporaneamente, di diminuirne la sintesi''.
E non importa se il calcio arriva dai cibi freschi o da integratori.
''Secondo quanto abbiamo rilevato – conclude la ricercatrice – anche un poco di latte o formaggio in piu' possono fare una grande differenza''.

Il latte è un alimento completo?

Un alimento può essere definito completo quando contiene, nelle giuste proporzioni, tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno così da poter rappresentare l’unico alimento della dieta. Il latte assolve a questa funzione solo per il neonato della stessa specie ed in seguito all’allattamento la dieta deve essere integrata con altri alimenti.
Il latte è comunque l’alimento che più si avvicina a questa definizione. La sua ricchezza in proteine di elevato valore biologico, zuccheri, grassi , calcio e alcune vitamine ne fanno infatti un ottima sorgente nutrizionale che si completa, ad esempio, con cereali, frutta e verdura.

Una corretta prima colazione può essere rappresentata da una tazza di latte?

La presenza del latte è importate nella prima colazione ma deve essere accompagnata da una buona fonte di zuccheri complessi in grado di saziarci fino al pasto successivo. Esempi di colazioni complete sono latte e fette biscottate o latte e biscotti secchi o ancora latte e cornflakes.

Quali vitamine contiene il latte?

Le vitamine maggiormente rappresentate sono quelle del gruppo B, in particolare la vitamina B2, coinvolta nel metabolismo dei vari principi nutritivi.
In modeste quantità troviamo la vitamina D, importante per la salute delle ossa, e la vitamina A, fondamentale per molte funzioni del nostro organismo tra cui la vista, l’accrescimento e la riproduzione.

Le caratteristiche nutrizionali dei formaggi sono le stesse del latte?

I formaggi rappresentano una sorta di concentrato del latte. Con

tengono quindi gli stessi nutrienti ma in concentrazioni maggiori fornendo in questo modo un ricco apporto energetico. Vanno quindi considerati come un secondo con cui sostituire a volte carne o pesce e non come un contorno.

La donna in menopausa quanto latte può bere?

Un consumo di 3-4 bicchieri al giorno, suddivisi tra prima colazione e spuntini, può essere sufficiente a garantire un adeguato apporto di calcio, minerale molto importante in questo periodo della vita della donna caratterizzato da un maggior rischio di osteoporosi. E’ infatti dimostrato che il calcio della dieta previene questa patologia proteggendo dalla perdita di tessuto osseo.

Il latte contiene molto colesterolo?

Il contenuto in colesterolo è minimo. Una tazza di latte contiene infatti circa 28mg di colesterolo, se intero, 18mg se parzialmente scremato e 5 mg se scremato. Considerando che per il soggetto sano si raccomanda un apporto di colesterolo con gli alimenti non superiore a 300mg al giorno si capisce che bere latte, specialmente se parzialmente scremato o scremato, influenzi di poco l’ apporto dietetico di colesterolo.

Perchè, a volte, il latte fa stare male?

Il latte è costituito da più elementi, tra i quali la caseina e il lattosio, detto anche lattoso, zucchero di latte, lattobiosio.
La maggior parte delle intolleranze che insorgo- no, specie in età adulta, sono da attribuirsi al lattosio.
L’azione lassativa, che esercita il lattosio in alcune persone, è causata dalla carente produzione dell’enzima lattasi.
Tale deficit comporta la mancata scissione del lattosio che non è debitamente assorbito dall’organismo e di conseguenza si comporta come un purgante salino.
L’allergia alle proteine del latte vaccino (APLV) è una condizione patologica caratterizzata da una risposta allergica ad alcune proteine contenute nel latte vaccino (soprattutto caseina e b-lattoglobulina) e va tenuta distinta dall’intolleranza al latte vaccino, definita come idiosincrasia al lattosio (principale zucchero contenuto nel latte) per deficit di lattasi (enzima intestinale deputato alla sua digestione). L’APLV clinicamente si manifesta con sintomi cutanei, gastrointestinali, respiratori e può addirittura portare a manifestazioni di tipo anafilattico.

Fa davvero così bene il latte?

Il direttore del reparto pediatrico alla prestigiosa prestigiosa John Hopkins University di Baltimora, il professor Oski è categorico: «Non vedo proprio il motivo di bere latte di mucca, in nessuna fase della nostra vita. È roba fatta per le mucche, non per gli esseri umani. Dovremmo smettere completamente di berlo. Fin da oggi stesso».

Il latte animale può essere sostituito?

< Dovrebbe consolidarsi quindi il concetto che il latte è un alimento non essenziale dopo lo svezzamento al seno materno. […] Tutti i tipi di latte vegetale possono essere utilizzati come alternativa al latte vaccino sia per una colazione tradizionale, sia per la preparazione di piatti salati e dolci.>>

Come sostituiamo il latte vaccino?

Ecco bevande vegetali alternative al latte animale!
Oltre a poter preparare in casa il latte di riso, di mandorla o quello d’avena, oggi sono disponibili nei negozi di alimentazione naturale vari tipi di latte vegetale con la garanzia del biologico e, nel caso del latte di soia, con la garanzia di non essere geneticamente manipolato.
C’è una vasta gamma di latte di riso fresco con data di scadenza, di latte vegetale di riso e di soia biologici a lunga conservazione.
Avere la garanzia di alimentarsi con latte vegetale biologico, non manipolato geneticamente cambia di molto le cose. Per le persone con disturbi di allergie o intolleranze agli alimenti è fondamentale!

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Ho visto la morte nei suoi occhi

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Sono seduta sulla fredda sedia scomoda della sala d'attesa del reparto di rianimazione. Sono un pezzo di ghiaccio fra quella gente che soffre; di fronte una donna sconvolta piange e stringe forte il braccio della sorella che dal dolore pone una leggera smorfia,non è facile per nessuno,neanche per me. Un banale incidente sul lavoro,le visite e la scoperta.

Quella caduta dal soppalco non è stata la solita disattenzione di un carpentiere che lavora a nero,ma le vertigini di un tumore. Prima di scoprire la malattia la vita scorre lenta,di punto in bianco poi la fine sembra sempre più vicina.

Guardo quella donna disperata,vorrei dirle qualcosa,aiutarla,parlarle,ma non trovo le parole. In pochi mesi una famiglia distrutta: la caduta,il tumore ,le kemio,le operazioni,la speranza di sopravvivenza e poi la delusione,altre kemio,un barlume di speranza e poi il vuoto.

“Dove c'è famiglia c'è casa”, ormai la donna vive nella sala d'attesa. Ha con sè una sedia sdraio per la notte, una borsa con qualche vestito di ricambio e tanto dolore. Ha perso la casa, ha perso il lavoro e sta per perdere il

marito…

La porta si apre,un'infermiera con parole nude e crude dice: ” Se lo intubiamo può vivere altri 2 massimo 3 giorni con sofferenza,altrimenti dovete firmare per togliergli il respiratore ma non posso permettervi di vedere vostro marito prima che sia morto”.

E' triste.

Perdere per sempre un familiare senza neanche potergli dire arrivederci.

In nessun ospedale esiste la “stanza dell'ultimo saluto”; questo avviene tra le mura color ghiaccio,l'odore di urina, tra tanti malati,senza un minimo d'intimità,senza la possibilità di potersi raccogliere in un ultimo forte abbraccio.

Lui è morto solo,un muro lo divideva dalla sua famiglia,neanche un sorriso prima del grande viaggio.

La sua famiglia si è sentita morire dentro. Una sola lacrima su quel muro,un nodo in gola e un vuoto incolmabile..fino al ritrovo.

Non conoscevo i nomi di nessuno di questa famiglia,eppure ho sofferto con loro,immobile su quella sedia.

Ci vorrebbe una stanza color pesca piena di luce,con fiori sedie comode e un buon odore.

E' così che ogni malato merita di salutare la sua famiglia

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Risuicte a leeggre qustea dmaonda? Il nostro cervello legge meglio dei nostri occhi

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Come è possibile questo?

La nostra mente interpreta, e quindi anticipa il messaggio, prima che l'occhio registri con precisione quello che in effetti c'è scritto; si chiama lettura intuitiva e volte ci frega facendoci prendere fischi per fiaschi a volte ,invece, come in questo caso, ci permette di intuire quello che il testo vuol significare  ma che NON c'è scritto.

E' un po' come quando scrivi i messaggini col t9  e il telefonino ad ogni lettera spara interpretazioni a raffica scegliendo  fra le possibili opzioni.

Hai avuto problemi? Forse sei dislessico.

La dislessia  è caratterizzata dalla difficoltà a effettuare una lettura accurata e/o fluente e da scarse abilità nella scrittura. Se questo problema non viene identificato nei primi anni della scuola primaria, tramite la valutazione di un esperto nel campo dei disturbi dell'apprendimento, le conseguenze possono risultare di una certa gravità. Se il bambino dislessico è sottoposto a un metodo d'apprendimento usuale, egli riuscirà solo con un grande dispendio di energia e concentrazione a ottenere risultati che per i suoi compagni e per il suo maestro sono quasi banali. Durante la scuola dell'infanzia è possibile effettuare una valutazione dei prerequisiti per l'abilità di lettura, in modo da poter intervenire precocemente e rafforzare delle competenze eventualmente carenti.

I problemi maggiori nascono quando i bambini dislessici non vengono compresi, poiché spesso passano per pigri o addirittura per stupidi. Questo li porta spesso a perdere la propria autostima, a forme di depressione o ansia, a crisi d'identità e molto spesso a rigettare in toto  il mondo della scuola, rinunciando in questo modo a molte possibilità che la loro capacità di memoria standard invece consentirebbe.

Come si manifesta la dislessia?

La dislessia si può presentare in modalità molto diverse da soggetto a soggetto. Di seguito vengono presentate le caratteristiche più comuni relative alla decodifica della singola parola o del testo scritto. Queste possono non essere tutte presenti contemporaneamente.

  • Scarsa discriminazione di grafemi diversamente orientati nello spazio

Il soggetto mostra chiare difficoltà nel discriminare grafemi uguali o simili, ma diversamente orientati. Egli, ad esempio, confonde la “p” e la “b”;  la “d” e la “q”;  la “u” e la “n”;  la “a” e la “e”;  la “b” e la “d”… Nell'alfabeto italiano sono molte le coppie di grafemi che differiscono rispetto al loro orientamento nello spazio, per cui le incertezze e le difficoltà di discriminazione possono rappresentare un impedimento alla lettura.

  • Scarsa discriminazione di grafemi che differiscono per piccoli particolari

Il soggetto mostra difficoltà nel discriminare grafemi che presentano somiglianze. Egli, ad esempio, può confondere la “m” con la “n”; la “c” con la “e”; la “f” con la “t”…

Il soggetto mostra difficoltà nel discriminare grafemi relativi a fonemi con somiglianze percettivo-uditive. L’alfabeto è composto di due gruppi di fonemi: i fonemi sordi e i fonemi sonori che, tra loro risultano somiglianti, per cui, anche in questo caso l’incertezza percettiva può rappresentare un ostacolo alla lettura. Le coppie di fonemi simili sono le seguenti:

F     V
T     D
P     B
C     G
L     R
M     N
S     Z

  • Difficoltà di decodifica sequenziale

Leggere richiede al lettore di procedere con lo sguardo in direzione sinistra-destra e dall'alto in basso; tale processo appare complesso per tutti gli individui nelle fasi iniziali di apprendimento della lettura ma, con l’affinarsi della tecnica e con l'uso della componente intuitiva, la difficoltà diminuisce gradualmente fino a scomparire. Nel soggetto dislessico, invece, talvolta ci troviamo di fronte a un ostacolo nella decodifica sequenziale, per cui si manifestano con elevata frequenza i seguenti errori:

  • Omissione di grafemi e di sillabe

Il soggetto omette la lettura di parti della parola; può tralasciare la decodifica di consonanti (ad esempio può leggere “fote” anziché “fonte”; oppure “capo” anziché “campo”…) o di vocali (può leggere, ad esempio, “fume” anziché “fiume”; “puma” anziché piuma”…) e, spesso, anche di sillabe (può leggere “talo” anziché “tavolo”; “paro” anziché “papavero”…)

  • Salti di parole e salti da un rigo all’altro

Il soggetto dislessico presenta evidenti difficoltà a procedere sul rigo e ad andare a capo, per cui sono frequenti anche “salti” di intere parole o di intere righe di lettura.

  • Inversioni di sillabe

Spesso la sequenza dei grafemi viene invertita provocando errori particolari di decodifica della sillaba (il soggetto può, ad esempio, leggere “li” al posto di “il”; “la” al posto di “al”, “ni” al posto di “in”…) e della parola (può leggere, ad esempio, “talovo” al posto di “tavolo”…).

  • Aggiunte e ripetizioni

La difficoltà a procedere con lo sguardo nella direzione sinistra-destra può dare origine anche ad errori di decodifica caratterizzati dall'aggiunta di un grafema o di una sillaba (ad esempio “tavovolo” al posto di “tavolo”…).

  • Prevalenza della componente intuitiva

Il soggetto che presenta chiare difficoltà di lettura privilegia, indubbiamente, l’uso del processo intuitivo rispetto a quello di decodifica. L’intuizione della parola scritta rappresenta un valido strumento ma, al tempo stesso, è fonte di errori, definiti di anticipazione. Non di rado, infatti, il soggetto esegue la decodifica della prima parte della parola, talvolta anche solo del primo grafema o della prima sillaba, e procede “intuendo”/“inventando” l’altra parte. La parola contenuta nel testo viene così ad essere spesso trasformata in un’altra, il cui significato può essere affine ma anche completamente diverso.

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Il futuro di chi ami sono le cellule staminali (?)

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In questi giorni mi sono trovata davanti a questa insegna:

Aspetti un bambino?

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Oggi hai un’opportunità

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in più per

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proteggere il suo futuro.

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Se aspetti un figlio, sai quanto sia importante il futuro. E sai che il futuro di tuo figlio dipenderà anche dalle tue scelte di oggi. Le cellule staminali presenti nel cordone ombelicale al momento della nascita sono un patrimonio unico e insostituibile: conservarle è una scelta responsabile, conservarle in Svizzera è la scelta migliore

Ma cosa sono le cellule staminali?

Le cellule staminali sono cellule il cui destino non è ancora “deciso”. Possono originare vari tipi di cellule diverse, attraverso un processo denominato “differenziamento”.
Nelle fasi iniziali dello sviluppo umano, le cellule staminali, situate nell'embrione, sono diverse da tutti i tipi di cellule esistenti nell'organismo, ovvero da quelle cerebrali, ossee, cardiache, muscolari, epidermiche…
La possibilità di controllare lo spettacolare potere di queste cellule staminali embrionali, allo scopo di curare vari tipi di malattie, entusiasma gli studiosi. Per esempio, il morbo di Parkinson e l'Alzheimer sono il risultato di lesioni in gruppi determinati di cellule cerebrali. Con la realizzazione di un trapianto di cellule staminali derivate da un embrione alla parte del cervello colpita, gli scienziati sperano di sostituire la parte di tessuto cerebrale danneggiata.
In un futuro prossimo, la ricerca sulle cellule staminali potrà rivoluzionare il modo di curare tante altre “malattie mortali” come l'ictus, il diabete, le malattie cardiache e, addi

rittura, le paralisi.
Gli atteggiamenti verso l'uso di cellule staminali a fini di ricerca o di cure mediche variano da un paese all'altro. In Germania, per esempio, l'estrazione di cellule staminali da un embrione umano è considerata illegale.
In Gran Bretagna, invece, è perfettamente legale, ma le leggi in materia sono rigorose: gli scienziati britannici possono utilizzare embrioni umani a fini di ricerca fino a quattordici giorni dopo la fecondazione dell'ovulo. In questo momento, l'embrione è un insieme di cellule, grande più o meno come un quarto della testa di uno spillo (0,2 mm).
In molti paesi non esistono ancora leggi esplicite atte a disciplinare la ricerca sulle cellule staminali umane.
Essendo l'utilizzo di embrioni una questione di grande controversia in termini etici, gli scienziati di tutto il mondo cercano altre fonti di cellule staminali. Il tipo di cellule staminali che si trova nel midollo osseo degli adulti sembra essere una possibilità. Queste cellule staminali sono potenzialmente già capaci di differenziarsi in una gran varietà di globuli rossi nell'arco del ciclo vitale.
In futuro, gli scienziati sperano di manipolare queste cellule staminali adulte affinché, invece di produrre soltanto globuli rossi, possano dare origine a cellule cerebrali, epatiche, cardiache e nervose.

Diversi filoni di pensiero stanno dibattendo sull'argomento, persino le iene se ne sono interessati qualche tempo fa:

Giulio Golia e le cellule staminali

Voi cosa ne pensate?

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Il mondo sta morendo

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L’uomo sta avvelenando tutta la terra;  l’inquinamento ha raggiunto anche le zone più sperdute del nostro pianeta.Alcuni scienziati infatti, hanno trovato tracce di D.D.T ( potente insetticida) perfino nelle nevi dell’ Alaska.

Molte zone della terra sono già morte come ad esempio: il lago Erie (da non confondere con il grande lago Erie) negli Stati Uniti,le cui acque sono così inquinate che se qualcuno ,per disgrazia, vi cade, deve vaccinarsi immediatamente contro il tetano; in Francia, la Senna, ha acque grigiastre e melmose, le sue sponde sono squallide, l’aria intorno è nauseabonda, in poche parole è un fiume in pericolo di morte; a Londra,nell’inverno di una decina di anni fa, a causa dello smog e e di un improvviso aumento della temperatura morirono 4 mila persone; a Milano, la città cui spetta in Italia il primato dell’inquinamento atmosferico, l’aria che normalmente si respira è una specie di miscela mortale che produce in tempi brevi o lunghi le più diverse malattie soprattutto agli organi della respirazione.

In Giappone sono ormai frequenti nella popolazione i casi di persone colti da improvvisa pazzia o paralisi dovuti al consumo di pesci e crostacei pescati in acque inquinate da grosse dosi di mercurio, provenienti dagli scarichi delle industrie; a Napoli i mitili ( molluschi marini ) allevati nelle acque del porto sono una continua minaccia di tifo e anche di colera.

E l’elenco potrebbe continuare all’infinito!!!

Un altro drammatico grido d’allarme si leva da parte di molti scienziati.Stiamo avvelenando il mare; ogni anno le petroliere scaricano nelle acque del mare, per il lavaggio delle loro cisterne, una quantità di prodotti petroliferi vari.

In tal modo vaste superfici di acqua marina vengono coperte  da una coltre nerastra e densa che, limitando il processo di ossigenazione dell’acqua, procura la morte di milioni e milioni di pesci.

Nel mare si scaricano ,poi, dopo aver distrutto gran parte del patrimonio ittico dei fiumi, migliaia e migliaia di tonnellate di D.D.T ; particelle minime di questo potente veleno vengono assorbite anche dall’uomo attraverso le carni dei pesci,dagli uccelli, il latte,attraverso l’erba di cui si cibano le mucche.

Alcuni studiosi hanno accertato che l’uomo può immagazzinare queste piccole quantità di veleno per lungo tempo senza che si verifichi alcun danno apparente,ma con il passar degli anni si potrà verificare un improvviso avvelenamento generale per intere popolazioni.

Ciò nonostante, la quantità di insetticidi che si usa in agricoltura aumenta sempre più.

Ma non è soltando il mare che sta morendo; l’aria che avvolge il nostro pianeta è satura di gas velenosi.

La crescita rapida e disordinata delle grandi città e la corsa sfrenata al consumismo hanno creato e creano le condizioni favorevoli per la diffusione della sporcizia e delle malattie; le esigenze delle città crescono e con esse i bisogni di quelli che le abitano.

Le strade a scorrimento veloce,le autostrade, i lavori per le tubazioni di scarico, i depositi delle immondizie, le cave, le estrazioni di materiali vari per l’edilizia o per l’industria riducono di giorno in giorno gli spazi verdi.

Il volto della terra è sfigurato e continua ad esserlo con un ritmo sempre più accellerato.

A questo punto viene naturale una domanda: cosa ci riserverà il futuro?

Noi siamo colpevoli di questo drammatico terricidio che secondo una rivista americana porterà alla fine del  genere umano entro il 2030.