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Skoda Yeti: ai bauscia gliele cantiamo noi!

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La Skoda Yeti torna in televisione con un nuovo divertente spot che fa eco a quello precedente di “El ga el Suv“, con la versione tirolese della canzone che si intitola Ga el Züv.

Questa volta di tratta della versione Green Line della vettura e la canzone ne esalta le doti; infatti dopo la versione che criticava il comportamento di tanti automobilisti maleducati che per il solo fatto di possedere un suv si sentivano i re del mondo, parcheggiando in seconda fila o facendo manovre al limite del lecito, ora la nuova canzone tirolese parla di quelli che hanno il suv e arrivano nelle valli incontaminate del Trentino ad inquinare a destra e a manca.

Infatti in questa nuova versione si parla ancora dei bauscia milanesi che arrivano nelle ridenti valli montane a fare le vacanze, vanno negli alpeggi a duemila metri dove si mangia polenta e camoscio e chiedono sushi.
Anche in questo spot non poteva mancare DJ Ice che insieme al suo inseparabile compagno di avventure, indica alla famiglia di turisti milanesi la via da seguire, naturalmente a bordo della Yeti GreenLine.

Ecco il testo:

suv - skoda yeti

Vengon su da tutto il Nord
con i loro Züv giganti
ad inquinare i nostri monti
ma a cantargliele questa volta siamo pronti
el ga Züv
Vedi di inquinare meno
prendi Yeti o prendi il treno
altrimenti tu lo sai
un bauscia resterai
lalalala el ga Züv
Su al rifugio c’è lo spek, la polenta coi camosci
ma lui chiede “avete il sushi?”
e dal fondo della valle la risposta eccola qua.
Vengon su da tutto il Nord
con i loro Züv giganti
lalalal el ga Züv
Fai girare questa song
che i bauscia fermeran
lalala el ga Züv
ei zanza ci si becca in Sempione
spettacolo!
spacchiamo!
questa spacca!
uè sem chi a pettinar le bambole?
Ogni prato di genziane,
ogni alpeggio si trasforma in un parcheggio
sembra di essere al salone
delle auto da cafone
tutti i grandi scalatori
con le tute technosci
al massimo ci fanno un bel picnic
lalalala el ga Züv
lalalala el ga Züv
lalalala el ga Züv

Strage sulle strade: un campo di battaglia

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L’uomo in possesso d’un congegno che potenzia a dismisura le sue povere forze fisiologiche,improvvisamente se ne esalta, subisce uno squilibrio emotivo, tende a perdere quel controllo che dovrebbe far di lui un atomo ferrigno, e inconsapevolmente allenta i freni della propria “persona sociale” , lasciando emergere le ambizioni, le tensioni, le frustrazioni che costituiscono il sostrato della vita d’ogni giorno. Il volante diventa il perno attorno al quale ruotano le profonde e oscure forze della sua psiche.

Scorrere le statistiche sotto questo profilo è un’impresa che agghiaccia.

Dei trecentomila incidenti annuali, infatti, risulta che soltanto il sei per cento sono provocati dal difetto o dall’avaria del veicolo; per il resto è il famoso <fattore umano> ,con tutte le sue implicazioni di ineducazione civica, di affaticamento, di ostentazione, di aggressività, che è responsabile della quasi totalità degli infortuni.

Tra le cause,ad esempio, è al primo posto, con il quarantaquattro per cento, l’inosservanza alle norme della circolazione come non dare la dovuta precedenza agli altri veicoli,non frenare a tempo, ed eccedere in velocità.

Ed è proprio al maledetto eccesso di velocità,nato dal bisogno di affermare il proprio istinto di potenza o di compensare se stessi dalle frustrazioni della vita,che è dovuta la quinta parte degli infortuni mortali,cioè le migliaia di decessi che si hanno ogni anno sulle strade d’Italia, con alte punte di trenta morti ogni domenica.

Si ha un bel parlare di misure più severe del Codice, di miglioramento progressivo delle strade, di perfezionamento del veicolo : ciò che resta alla base degli incidenti è la presenza di quel centauro in carne ed ossa, per metà ingrato all’automezzo e per metà portatore di disorientamenti psichici, di stanchezze fisiologiche, di anormalità del carattere, che si chiama uomo moderno.

Un centauro che cerca disperatamente d’essere ferreo, automatizzato, inattaccabile, ed invece è condannato a subire le tensioni, le oppressioni e i ritmi innaturali della vita attuale.

Ma per i drogati al volante la mia parola è una sola:  COLPEVOLI DI OMICIDIO VOLONTARIO!!!

L’Italia è uno dei pochi paesi in cui non si fa nulla di concreto per combattere il massacro nelle strade,anche se si trova il modo di spendere parecchi soldi a questo scopo.