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L’uva amica dell’organismo

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Secondo Coldiretti un pronto aiuto all’organismo per combattere lo stress post-vacanze ci verrebbe dalla natura, in particolare dall’uva, un vero toccasana.  E’ un alimento delizioso e stuzzicante che potrebbe aiutarci a combattere lo “stress da rientro”  che fa la sua comparsa subito dopo la fine delle vacanze estive ed in corrispondenza del ritorno alla vita di tutti i giorni

La scoperta arriva da una ricerca condotta dall’Istituto di patologia vegetale dell’Università di Milano, prontamente pubblicata nelle pagine del Journal of the Science of Food and Agricolture : l’uva, ricchissima di melatonina e di Vitamina B6, sarebbe in grado di combattere l’insonnia e riequilibrare il ritmo sonno-veglia, essenziale per consentirci di vivere ogni giornata con energia e vitalità e di riposare in maniera sana e corretta.

Va ricordato che, però, l’uva garantisce un alto apporto di zuccheri, bisogna quindi fare attenzione alle dosi e al tipo di uva mangiata. Per esempio, l’uva passa è molto più calorica rispetto all’uva fresca perché fa assumere ben 260 calorie ogni 100 grammi. D’altra parte l’uva è ricca di Vitamine A, B e C, molto importanti per il corretto funzionamento del nostro organismo, in particolar modo utili al benessere del sistema cardiocircolatorio. E’ inoltre un frutto dal valore energetico elevato, positivo per i soggetti che hanno una vita attiva e movimentata e che hanno, per questo, bisogno di un buon “carburante”.

Altre sostanze positive contenute nell’uva sono l’Acido Folico, il Resveratrolo, le fibre, i sali minerali e molto altro. E’ inoltre il frutto antiossidante per eccellenza. L’uva, oltre a combattere lo “stress da rientro”:

  1. Facilita la digestione
  2. Fluidifica il sangue
  3. Depura l’organismo
  4. Riduce il colesterolo
  5. Combatte la stitichezza
  6. Riduce l’ipertensione

Insomma, sfrutta la frutta per stare bene!

 

La promozione delle fonti rinnovabili: l’eolico

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La promozione delle fonti rinnovabili
Lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile costituisce un fattore determinante per il conseguimento dei tre grandi obiettivi di politica energetica comunitaria, e cioè una migliore competitività, la sicurezza dell’approvvigionamento energetico e la protezione dell’ambiente.
La Commissione Europea nel 1997 ha elaborato un Libro Bianco1 contenente una Strategia ed un Piano d’azione della Comunità. Tale documento propone di raddoppiare la quota di energia rinnovabile nei consumi interni dell’Unione, raggiungendo l’obiettivo indicativo del 12% entro il 2010. Data la scarsa dotazione di risorse energetiche che caratterizza la maggior parte dei paesi europei, il conseguimento di tale obiettivo contribuirebbe a ridurre la dipendenza dell’Unione dalle importazioni e ad aumentare la sicurezza dell’approvvigionamento.
Lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili potrebbe inoltre contribuire attivamente alla
creazione di posti di lavoro, soprattutto a livello delle piccole e medie imprese e ad una maggiore coesione economica e sociale nella Comunità. Una penetrazione più celere di tali fonti risulta infine indispensabile per ridurre l’intensità di carbonio e quindi le emissioni di CO2, contribuendo così al rispetto degli impegni assunti dall’Unione Europea con il Protocollo di Kyoto.
Il raggiungimento dell’obiettivo del 12% richiede tuttavia l’adozione di politiche incisive da parte degli Stati membri, i quali devono fissare propri obiettivi specifici nell’ambito del quadro più generale ed elaborare conseguenti strategie nazionali per conseguirli. La scelta delle fonti di energia rinnovabile da promuovere deve infatti rispondere alla particolare situazione socioeconomica, ambientale, energetica e geografica di ciascuno Stato.

L’eolico attualmente rappresenta l’unica grossa possibilità di aumentare l’energia elettrica prodotta dalle fonti rinnovabili, entro i prossimi 10-15 anni almeno.
Senza eolico l’apporto delle nuove rinnovabili diventa, in questo intervallo di tempo, quasi trascurabile. Rinunciare all’eolico significa nel breve-medio termine rinunciare alle fonti rinnovabili.
Oggi non si può più dire che l’energia elettrica producibile con l’eolico sia marginale!

L’IMPATTO AMBIENTALE

L’unico limite è quello relativo a possibili impatti visivi nel caso di interventi non inseriti nel contesto paesaggistico e realizzati in assenza di linee guida e in aree non adatte.
È necessaria una rigorosa selezione dei siti utilizzabili, in cui concentrare le potenze eoliche. Va ricordato che il territorio occupato dalle torri eoliche è perfettamente utilizzabile ad altri fini, quali ad esempio agricoltura o allevamento e alla fine del ciclo produttivo dell’iniziativa tutte le strutture e infrastrutture eoliche sono eliminabili e il territorio si può ricondurre alle condizioni iniziali.

energia eolica

L’OPERATIVITA’ DELLA PROPOSTA
Il conseguimento dell’obiettivo proposto di 10.000 MW eolici entro il 2010 richiede una pianificazione delle installazioni coerente e partecipata. Si possono ipotizzare due tipi di interventi, uno concentrato, indirizzato ad aree vaste e caratterizzato da installazioni di potenza rilevante (wind farm) ed uno diffuso sul territorio, caratterizzato da installazioni di potenza limitata e legato a realtà produttive esistenti (agri farm).

CONFRONTIAMO I COSTI

Confronto tra nucleare ed eolico commissionato da Greenpeace: come si vede, siamo in presenza di costi nell’intervallo 4-6 centEuro

- 6,49 cent Euro / kWh per il nucleare
- 4,26 cent Euro / kWh per l’eolico

Se ci si riferisce invece alle stime ufficiali del Dipartimento dell’energia USA (DOE-EIA, 2004),
per impianti in funzione al 2010, i costi industriali dell’elettricità prodotta dalle principali fonti
energetiche sono:
Nucleare 6,1 cent $/kWh
Gas 5,0 cent $/kWh
Carbone 5,3 cent $/kWh
Eolico 5,1 cent $/kWh

Se a questi costi industriali aggiungiamo i costi associati alle emissioni di CO2 (nel range 10-20
$/tonnellata), otteniamo il quadro seguente:
Nucleare 6,1 cent $/kWh
Gas 5,3-5,7 cent $/kWh
Carbone 6,1-6,8 cent $/kWh
Eolico 5,1 cent $/kWh

L’eolico è valutato negli USA già competitivo rispetto ai costi industriali delle altre fonti; il suo vantaggio cresce se si considerano gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 e i relativi costi dei permessi di emissione.

fonti rinnovabili,energia eolica

L’OCCUPAZIONE, NUOVA INDUSTRIA DI QUALITA’
Riguardo all’occupazione, esiste una letteratura specializzata per l’eolico.
Di conseguenza, alcune cifre meritano ormai fiducia:
• per quanto riguarda la produzione di impianti, è affidabile la cifra di 22 uomini/anno per 1 MW nuovo installato
• per quanto riguarda i lavori di “gestione e manutenzione”, che vanno rapportati al MWh prodotto, le cifre sono meno sicure, ma certamente più piccole delle precedenti.

Producendo industrialmente 1.000 MW all’anno, si ha quindi un’occupazione stabile di 22.000 lavoratori, ai quali si possono aggiungere, 1.000 unità circa per gestione e manutenzione, per untotale di 23.000 addetti.

L’esperienza spagnola, in particolare in Navarra, dimostra che una politica regionale ben
determinata può aumentare questi valori, per cui si può attribuire al Mezzogiorno intero una quota di occupati stabili intorno a 18.000 unità.
Considerati questi elementi, tra cui in particolare le esperienze di diverse regioni della Spagna, un paese per molti versi paragonabile all’Italia, emergono due grandi possibilità di interesse strategico per il Paese e per il Mezzogiorno:

- l’integrazione dell’eolico, delle biomasse, del solare, delle fonti rinnovabili in generale, con particolare attenzione per il Mezzogiorno, rilanciando il territorio agricolo ed economie ora marginalizzate; questa possibilità va considerata anche di fronte alle previsioni di possibili diminuzioni degli incentivi agricoli europei; il numero degli occupati segnalati è solo un primo indicatore di ciò che si può ottenere nell’ambito di una politica agro–energetica, di un impulso all’azienda multi–funzionale, di una politica di presenza attiva sul territorio e di una valorizzazione anche turistica di zone al di fuori dei circuiti più noti;
- la creazione di una industria italiana delle fonti rinnovabili, particolarmente collegata alle piccole e medie imprese, che potrebbe puntare ad un obiettivo intorno a 70.000 occupati (in Germania il settore ne occupa già 130.000), cui si dovranno aggiungere gli interventi sull’efficienza e la cogenerazione.

Dalla parte delle donne, CGIL.

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Tante, troppe volte la ricerca di un lavoro si è trasformata nel mettere in piazza i propri affari. Chi se ne frega se sei laureata, se parli 3 lingue e hai più competenze del direttore..ciò che conta ad un colloquio per avere il posto di lavoro è dire quello che vogliono loro.

“Mi chiamo Samantha, non ho legami sentimentali, non voglio figli, la mia vita ideale sarebbe fare la zitella in una casa grande con tanti gatti”.

Davvero troppe volte le donne vengono scartate solo perchè potrebbero un giorno decidere di metter su famiglia, e per quelle che lavorano non c’è giustificazione che regga se tardano 10 minuti o si assentano perchè hanno il bambino in ospedale.

Mi chiedo, queste donne sono sole?

La CGIL, il sindacato dei lavoratori e non, scende in campo a favore della tutela del lavoro femminile e lotta al fianco delle mamme, mogli e donne che hanno investito sulla propria formazione e chiedono di essere rivalutate in quanto lavoratrici!

L’universo femminile ha un nuovo alleato: www.donnechelavorano.it

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In tempo di elezioni tutto diventa lecito,anche gli imbrogli!

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Parlo a nome dei cittadini del mio paese.

Negli ultimi 5 anni,nonostante le continue  lamentele di noi cittadini,il paese dove vivo non è cambiato di una virgola.Le strade non presentavano buche ma burroni,le strisce pedonali erano un ricordo degli anni 90,i semafori amesso che fossero ancora integri non funzionavano e per avere un incontro con il Sindaco bisognava prenotarsi e attendere quasi quanto per ricere un rene in ospedale!

Lunedì,a 6 giorni dalle votazioni,al nostro risveglio ci siamo trovati nel bel mezzo di un paese in mutamento; tutte le vie principali sono state chiuse per rifacimento del manto stradale,i lampioni senza luce hanno ricominciato a fare il loro dovere,il Sindaco che prima era al limite della paranormalità perchè alcuni dicevano di averne visto la presenza ma per molti era solo un fantasma o un’illusione ottica,da qualche giorno sembra di vederlo ovunque. Dopo 5 anni di lentezza e staticità improvvisamente la gente per strada sorride,saluta e si muove!

I candidati al titolo di Sindaco con potenziale successo sono 2 big dell’incoerenza : l’attuale sindaco è considerato per molti un dittatore fascista,il suo degno avversario però è un gran mafioso! Insomma sarà davvero difficile scegliere in quali mani mettersi.

Certo che il sindaco attuale,anche se con 5 anni di ritardo ci sta dando belle soddisfazioni! Vogliamo ad esempio parlare delle guardie ambientali? Ma si,parliamone.

Le Guardie Ambientali sono dei giovani ragazzi che svolgono un servizio simile al servizio civile ,almeno dovrebbe essere così.In realtà sono una decina di ragazzi che hanno avuto _la spintarella_ da mamma e papà per donare il loro prezioso tempo( con un rimborso spese di 250 euro)  in attività di rilievo quali passeggiate con gelato,pic nic in montagna,uscita con gli amici nella macchina di servizio,si appoggiano ai cartelli stradali fissando per ore il vuoto e addirittura una di queste persone nell’orario di lavoro fa la commessa in un negozio di abbigliamento con la divida addosso! Sarà mica l’ultima moda?

Ma poi,le guardie ambientali non dovrebbero rispettare l’ambiente mi chiedo? E se dovrebbe essere così,allora perchè girano in una macchina che spara fumo nero dalla marmitta? Per rispettare l’ambiente dovrebbero girare in bicicletta,tanto mica devono correre all’inseguimento dei cani che calpestano le aiuole o defecano sul prato?!Che spreco di danaro![ad]

E meraviglia delle meraviglie in un paese di quasi un kilometro,il mio,sono sorte ben 3 rotatorie,dette volgarmente rotande, con l’unico scopo di abbellire mentre vi ricordo che dovrebbero servire a:

1) facilitare la percezione di chi ha la precedenza, che spetta a chi già occupa la rotatoria;

2) evitare gli scontri devastanti tipici degli incroci a raso;

3) danno a chi sta per approcciarle quel minimo di ansia che induce a rallentare;

4) non necessitano di semafori e segnali, ritenuti elementi di distrazione per chi guida;

5) snellire il traffico (con minori consumi) .

Altra idea di grande successo è stata dare lavoro ai capi famiglia disoccupati.Peccato che i posti erano solo 7,chiunque ha fatto carte false nel vero senso del termine per entrare in graduatoria e alla fine dopo 2 mesi di attesa i fortunati seven hanno lavorato solo 1 mese,poi altra graduatoria,altre persone,altro mese. Ma mica possiamo mangiare un mese ciascuno? Alla fine però gli ultimi 7 dell’ennesimo cambio di graduatoria mensile sono risultati figli di dottori,proprietari di case e benestanti il cui contratto da mensile è diventato a tempo indefinito.

E tutto questo è sorto solo in occasione delle elezioni! Infatti per ribadire la propria onestà,ogni candidato ha organizzato serate di grandi abbuffate per i cittadini,così tra la pizza e il dessert cercano di acquisire voti,magari facendo firmare piccoli contratti per assicurarsi la fedeltà della parola dei votanti.

E tutti a dire le solite baggianate: ” Rialzeremo il paese,più possibilità di lavoro,più importanza ai giovani,più democrazia,più…più…più…”, a me sembrano solo sempre più cavolate!

Italia-Svizzera: 2 mondi paralleli

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Vi siete chiesti che fine ho fatto?

C’è un tempo per correre e un tempo per fermarsi a riflettere,io mi sono fermata.

Credevo che l’Italia fosse il paese più suggestivo e turisticamente attraente d’Europa,ma mi sbagliavo,quanto mi sbagliavo…

Basta uscire a pochi metri dal confine per scoprire che c’è di meglio,molto di meglio!

Italia-Svizzera un confronto perso in partenza.

Italia 27 agosto:  afa,caos,immondizia,incendi su ogni montagna,persone arrabbiate,accaldate,sfinite.

Svizzera 27 agosto: fresco,calma,pulizia,montagne completamente ricoperte di grandi alberi e vasti prati verdi,persone simpatiche sempre con il sorriso a portata di mano.

Avete presente Heidi sui monti con le caprette che fanno ciao?! Uguale,forse Heidi era svizzera.

Ci vuole una foto per spiegarsi.

svizzera 009

Questa è Ringgenberg,una tranquilla cittadina di 2.556 abitanti del Canton Berna, sul lago di Brienz.

Cosa mi ha colpito di questo luogo?

Indubbiamente la bellezza.

Le case,tutte in legno,della stessa dimensione,provviste di giardini ben curati e fioriti,davano un senso di “comunità”.

Il paesaggio: il verde dei monti terminava nel verde dei laghi,un’acqua così cristallina non esce neanche dal rubinetto delle nostre fontane.

Il silenzio: ora capisco D’Annunzio cosa provava quando scriveva…

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.

Il rispetto per l’ambiente : gli unici colori erano il verde dei monti e dei laghi e il marrone del legno delle case.Nessuna carta a terra,nessuna busta d’immondizia,nessun mozzicone di sigaretta guastava l’equilibrio dei colori.

L’aria: senza intenzione di offendere chi ama la patria,ma l’Italia se la sogna un’aria così pura.Altro che le polveri sottili e l’inquinamento di ogni specie…

Le opportunità: ideale per chi deve cominciare a vivere o ricominciare da zero.

La sicurezza: non ci sono ladri nè incivili.

In questi pochi giorni di soggiorno svizzero,mi sono sentita amata e coccolata da questo paese che si è rivelato decisamente molto più progredito del nostro,ovviamente 300 anni di democrazia più di noi fanno un bel pò di differenza.

Questo è solo l’inizio del mio viaggio,ho ancora molto da raccontare…