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Nasce a Napoli il primo consultorio per transessuali

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Nasce a Napoli il primo consultorio creato esclusivamente per i transgender. Tale struttura rappresenta il primo consultorio del Sud che si occupa di dare supporto ed assistenza ai transessuali malati, anziani e non completamente autosufficienti, in quali non hanno famiglie alle spalle che possono badare a loro. I servizi offerti dal consultorio sono diversi: tutela legale, aiuto nell’inserimento nel mondo del lavoro, informazione sulle tematiche sanitarie ed assistenza medica.

L’iniziativa è realizzata dalla cooperativa sociale Dedalus, con il sostegno della Fondazione con il Sud e la collaborazione dell’Università di Napoli “Federico II”, la Asl Napoli 1 Centro e una rete di associazione tra cui Federconsumatori, Mit-Movimento di identità transessuale e Associazione trans Napoli.

In questo interessante e utile progetto, che sicuramente abbatte le barriere del pregiudizio e dà a queste persone un valido aiuto nella vita quotidiana, sarebbe inclusa la creazione di una casa di accoglienza temporanea per i trans che hanno bisogno di supporto. Non è stata ancora individuata l’ubicazione precisa della struttura. La città partenopea è quella in cui vivono più transgender: infatti, si stimano circa 3.000 transessuali presenti sul territori. Molte di queste persone vivono in condizioni di disagio economico e sociale molto elevato, quindi questa iniziativa giova, seppur minimamente, a un miglioramento della loro vita quotidiana.

Il matrimonio fa bene…se è gay!

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Gli uomini gay sono più soggetti a depressione e manie di suicidio per via dell’esclusione sociale, ma da quando in sei stati americani le nozze gay sono state legalizzate il numero di ricoveri è sceso sensibilmente.

Il matrimonio è un’ottima soluzione per migliorare la propria salute… non ci credete? Ebbene non proprio per tutti, ma per i maschi gay è proprio vero. Lo confermerebbe una ricerca pubblicata dal “Journal of Public Health”, secondo cui sarebbe possibile dimostrare come i costi sanitari dei maschi omosessuali siano calati sensibilmente da quando il matrimonio gay è stato legalizzato in sei stati americani.

La ricerca ha analizzato le statistiche riguardanti le visite mediche a cui si sono sottoposti gli uomini gay negli ambulatori del Massachusetts, che è lo stato che ha effettuato questa riforma da più tempo (cioè fin dal 2003), ed i dati hanno dimostrato come questi soggetti abbiano avuto una netta diminuzione di ricoveri dopo essersi sposati ed in percentuale minore anche ai single.

La letteratura scientifica sull’argomento fornisce già un quadro molto preciso e sicuro sul fatto che i maschi omosessuali hanno maggiori possibilità di essere depressi o afflitti da pensieri inerenti il suicidio rispetto a quelli eterosessuali; tuttavia non si era mai davvero valutato quanto l’esclusione sociale, come ad esempio l’impossibilità di sposarsi, potesse essere determinante in questo genere di problematiche.

Gli studiosi della Columbia Univesity Mailman School of Public Health hanno preso in esame 1211 maschi gay, sia nei 12 mesi precedenti l’approvazione delle leggi sul matrimonio a Boston e sia nei 12 mesi immediatamente successivi. Il risultato, considerando che lo studio prende in esame un lasso di tempo relativamente breve per una simile ricerca, è stato davvero stupefacente: le richieste di visite mediche per disturbi come l’ipertensione o la depressione sono calate del 13%.

Secondo il dottor Mark Hatzenbuehler ed i suoi collaboratori ciò sarebbe il risultato di una importante riduzione dello stress: “i nostri risultati suggeriscono che la rimozione di queste barriere migliora la salute degli uomini gay e bisessuali. Il matrimonio può produrre benefici per la salute pubblica, riducendo l’insorgenza di stress.”