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Gli errori delle donne a dieta

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Dopo un inverno nascosto tra i maglioni, è rituale per noi donnine, svegliarci a pochi giorni dall’estate e pretendere un miracolo contro la ciccia accumulata. Da persone di compagnia a tavola, stimatrici dei piatti locali e ingurgitatrici di ogni bene alimentare perchè avvolte dai pullover che ingannano e il cui unico sport è il sollevamento della forchetta, ci trasformiamo in macchine brucia grassi senza pietà. Il nostro obiettivo, come ogni anno, è quello di perdere peso senza sforzo nè sacrificio, così giù con la saga delle diete “depuratrici” “sgonfianti” “tonificanti” e tutti gli altri aggettivi che portano ad una sola e unica parola: fallimento.

dieta

Eh si, perchè per dimagrire c’è bisogno di forza di volontà, costanza, sport e dieta equilibrata…ma noi, instancabili sognatrici, non ci arrendiamo alla dura realtà del dimagrimento serio, e perseguiamo il miraggio di sgrassare 5 chili alla volta con uno starnuto! E’ dura accettare la sconfitta di ogni dieta, così ostinate come delle asine, e stupide come delle capre ci facciamo raggirare dai soli truffatori professionisti. E così ci buttiamo sulle novità sul mercato, il palloncino intestinale, l’operazione chirurgica, la dieta delle flebo, e ultimo ma non meno inutile il magnete all’orecchio!

dieta

Più cresce la voglia di piacersi come un tempo, più il nostro cervello si rimpicciolisce!

Come abbiamo fatto a pensare che un cerotto possa saziare la nostra immonda fame? Avrebbe funzionato solo se invece di applicarli sul corpo li avremmo mangiati!

E la dieta delle flebo? Andare in giro come dei malati per evitare di mangiare, assurdo!

E il magnete che applicato all’orecchio dà effetti immediati? Daiiii, anche mia nipote Giulia che ancora non è nata avrebbe capito che è una bufala.

I maschietti ormai ci amano per quello che siamo, cominciamo cose che non finiremo mai, la nostra costanza di stare a dieta dura 2 giorni, e anche se perdessimo quei maledetti chili in eccesso ci sarebbe comunque ancora qualcosa di noi che non ci piace.

 

 

 

Sgonfiare la pancia in un giorno!

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Week end romantico con il fidanzato a capri, il giorno prima la vostra pancia è gonfia come non mai. Cosa fare?

pancia gonfia

Sgonfiare la pancia in un giorno vi sembra impossibile? Seguite i miei consigli e vi ritroverete con un ventre più asciutto e tonico.

Mangiate con calma!

Visto che nessuno vi corre dietro, potete prendervi tutto il tempo che vi serve per masticare e ingoiare bene il cibo, in modo da non sovraccaricare di lavoro il vostro apparato digerente. Se mangiate troppo in fretta, infatti, nel vostro intestino si formerà una sorta di ingorgo che non farà altro che rallentare il vostro metabolismo. Quindi masticate piano e fate qualche pausa ogni tanto… Vi aiuterà a sgonfiare la pancia in un giorno.

Bevete molta acqua!

L’acqua è fondamentale per il vostro organismo ( visto che è proprio composto per l’80% da liquidi ), mantenere il proprio corpo idratato è quindi il modo ideale per eliminare le tossine in eccesso e sgonfiare la pancia in un giorno.

Se volete far fronte al vostro problema dovete mettere da parte tutte le bibite gassate o alcoliche, cause principali del vostro gonfiore.

Non esagerate con la quantità!

Mangiate piuttosto tante volte durante il giorno, ma assicuratevi di ridurre le porzioni.

Così facendo manterrete in vostro metabolismo sempre attivo e scattante, e lo indurrete a bruciare più grassi negativi per il vostro corpo. Inoltre, se fate un pasto abbondante, oltre alla sensazione di gonfiore e malessere, dopo poco tempo vi verrà ancora fame, inducendovi a mangiare ancora.

Facendo pasti regolari durante tutto l’arco della giornata (piccole porzioni, ovvio), avrete tutta l’energia che vi serve per far lavorare al meglio il vostro corpo.

pancia gonfia

Meno stress = più salute

Uno dei peggiori nemici del vostro corpo, nonchè una delle cause principali dei dolori allo stomaco, è lo stress.

Se volete sgonfiare la pancia in un giorno dovete evitare qualsiasi forma di nervosismo o ansia, preferendo invece prendere la vita più positivamente e con il sorriso stampato in faccia.

Se avete bisogno di scaricare lo stress dopo una giornata di lavoro, esistono moltissimi modi in cui potete farlo: una camminata al parco, una corsetta in campagna, un giro in bici…

Trovate un’attività stimolante per voi, e fatene il vostro pane quotidiano. Così ridurrete lo stress e riuscirete a raggiungere l’obiettivo che vi siete prefissati!

Occhio ai cibi che gonfiano

Fate attenzione ad alcuni tipi di cibo, che potrebbero essere la causa scatenante del vostro problema intestinale: le verdure, innanzitutto, riguardatevi dal cucinarle troppo spesso. Una volta cotte, infatti, rilasciano nel vostro organismo gas e tossine provocandovi quel fastidioso senso di gonfiore allo stomaco.

Provate a ridurre anche alcuni alimenti lievitati, come il pane, la pasta, la birra (eh sì… anche la birra) ed i legumi. Questi ultimi, anche se importantissimi per il loro alto contenuto di fibre, provocano una fermentazione nel vostro stomaco facendovi gonfiare l’addome.

Se volete sgonfiare la pancia in un giorno provate a cucinarli per bene!

Prestate attenzione anche ai latticini! Il lattosio che contengono è infatti una delle bestie nere per tutte le persone che ne sono intolleranti, visto la sua caratteristica negativa che fa gonfiare lo stomaco.

Infusi di erbe per sgonfiare la pancia

Se avete problemi di stomaco e volete sgonfiare la pancia in un giorno, potete provare alcuni infusi indicati per eliminare il gas dal vostro intestino.

Questi sono completamente naturali (presenti in qualsiasi erboristeria), buoni e sani; il modo migliore per sgonfiare la pancia in un giorno!

Queste tisane, come il tè verde, l’infuso di mele, il tè alla menta piperita, prese prima o dopo i pasti, aiuteranno il vostro organismo a digerire meglio e quindi eviteranno la formazione di gas nella vostra pancia.

Se seguite le nostre indicazioni intraprenderete la strada più veloce e sicura verso il vostro traguardo.

Riduci la fame, mastica una gomma!

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Resistere alla tentazione di uno spuntino dopo pranzo è un sacrificio degno solo di un fioretto. Se poi hai delle colleghe golose con le borse sempre colme di m&m’s, togo, biscotti, grissini e nutella, allora la guerra alla cellulite è già persa. Ho trovato un modo per resistere alla fame e alle tentazioni: masticare un chewing-gum per passare il tempo ammazza la noia, toglie la fame e dà energia. Ovviamente deve essere senza zucchero, altrimenti ingrassa. Secondo un nuovo studio finanziato dal Wrigley Science Institut, gli amanti della cicca mangiano meno.

chewing gum

Alcune vip già lo avevano scoperto e utilizzavano le gomme per evitare di concedersi qualche snack nei periodi di dieta. Ma ora è un dato scientifico: la gomma può rallentare il desiderio di zuccheri. Se siete tentati da una merenda, prendere una chewing-gum al suo posto potrebbe non soltanto aumentare la vostra energia, ma anche calmare le voglie.

Sono state esaminate quasi 200 persone, tra i 18 e i 54 anni, che masticano cicca abitualmente. Lo studio ha dimostrato come la gomma da masticare sia capace di rallentare il desiderio di mangiare prodotti zuccherati e anche di fumare. Inoltre, i ricercatori hanno rilevato che aiutano anche a mantenere l’energia durante tutto il giorno e ridurre la sonnolenza dopo i pasti.

Paula J. Geiselman, ricercatrice responsabile dello studio e direttrice del dipartimento della salute e delle abitudini alimentari della donna presso la Pennington Biomedical Research Center all’Università della Luisiana, ha dichiarato: “Questa ricerca parla della gomma da masticare come di un mezzo semplice e pratico per gestire il cibo in eccesso, particolarmente i dolcetti, ed anche il desiderio di fumare”.

Potrebbe essere davvero una nuova strategia alimentare, sempre che siano tollerati gli effetti lassativi indesiderati.

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La caffeina: un’alleata contro la fame e la cellulite

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Sin da piccola sono stata una salutista, sempre attenta a cosa mangiavo e cosa mi faceva stare male. Ho scoperto le delizie del Mc Donald’s solo a 21 anni, ho assaporato un caffè a 22 anni, non ho mai fumato e ho sempre preferito una passeggiata a piedi che un passaggio in macchina. Le uniche “schifezze” che mi concedevo erano la nutella e le patatine fritte, poi ho smesso anche con quelle. La mia dieta varia a seconda del mio umore, ho attraversato il “periodo finocchi”, finocchi con aceto, finocchi e tonno, finocchi e insalata..”il periodo carote” sempre cotte con aglio e prezzemolo (mamma che alito!), carote e pomodori, carote e insalata..il” periodo insalata” e così via. Nell’ultimo anno, lavorando in ufficio senza pausa pranzo, ho dovuto adeguare le mie diete depurative all’impossibilità di cuocere,cucinare,tagliuzzare e ho spesso sostituito il pranzo con un caffè. Perchè per 22 anni ho evitato il caffè? Forse da piccola sapevo cose che ora ho dimenticato? Conosciamolo meglio.

I suoi benefici

Tra le molte componenti nutrizionali del caffè, la più nota e studiata è senza dubbio la caffeina, poiché dotata di proprietà importanti, come:

l’effetto stimolatorio sulla secrezione gastrica e su quella biliare (ecco perché si ritiene che un caffè a fine pasto faciliti la digestione);
l’effetto tonico e stimolatorio sulla funzionalità cardiaca e nervosa (ecco perché molte persone ne apprezzano l’effetto energetico, utile tra l’altro per non abbioccarsi in seguito ad un lauto pasto);
l’effetto lipolitico, cioè favorente il dimagrimento (la caffeina stimola l’utilizzo di grassi a scopo energetico e la termogenesi , aumentando la quantità di calorie bruciate dalla “macchina uomo”);
l’effetto anoressizzante (il caffè assunto in dosi massicce diminuisce l’appetito).

Oltre alla caffeina, nel caffè sono contenute molte sostanze, il cui potenziale ruolo benefico sull’organismo è ancora in fase di studio. In particolare, sono state isolate diverse componenti dalle spiccate proprietà antiossidanti,  antimutagene ed antinfiammatorie, che sono comunque insufficienti per compensare il rischio derivante da un consumo elevato di caffè.

I rischi del caffè

Le ripercussioni della caffeina sulla salute umana sono dose dipendenti. Un consumo elevato di caffè  espone l’organismo a diversi rischi:

quando è eccessivo, l’effetto stimolatorio sulla secrezione gastrica può causare danni al sistema digerente – per via dell’elevata acidità dei succhi riversati nello stomaco – (ecco perché il caffè è controindicato se si soffre di ulcera, gastrite o reflusso gastroesofageo);
l’effetto tonico e stimolatorio sulla funzionalità cardiaca e nervosa, può rivelarsi dannoso per persone che soffrono di insonnia, vampate di calore ed ipertensione; all’aumentare della dose la caffeina determina tachicardia, sbalzi pressori e tremori anche nelle persone sane.
L’effetto lipolitico, cioè favorente il dimagrimento, è annullato e addirittura ribaltato se al caffè viene aggiunto dello zucchero (+ 20 calorie a cucchiaino) o del latte (+ 10 calorie se il caffè è macchiato).
L’effetto inibitorio sull’assorbimento di calcio e ferro può favorire l’instaurarsi di quadri anemici ed osteoporotici.

caffè

A chi fa male – Il caffè è sconsigliato solo:
a) a chi soffre di aritmie, ulcera, gastrite, patologie dell’orecchio interno
b) ai soggetti stressati, ansiosi, eccitabili o che soffrono d’insonnia
c) ai soggetti ipertesi
d) ai soggetti affetti da ipercolesterolemia

 

A chi fa bene – Nell’individuo sano la caffeina attenua la stanchezza, agisce sul tono muscolare e sull’umore, migliora la concentrazione, riduce l’incidenza di cefalee, stimola la digestione. Altri due vantaggi notevoli sono l’effetto dimagrante e la sua azione negli sport di resistenza. Entrambi i punti vengono trattati separatamente più avanti.Soppesando danni e svantaggi, una dose salutistica non dovrebbe superare i 400 mg al giorno.

Quanto caffè

Il contenuto di caffeina di un caffè dipende da:
a) metodo di preparazione
b) miscela usata
c) quantità di caffè usata.

Contrariamente a quanto si crede, la quantità di caffeina non dipende dal volume di caffè bevuto.
I dati medi sono:
Espresso: 60-120 mg
Caffè fatto con Moka (35-50 ml): 60-120 mg
Caffè americano (100 ml): 95-125 mg.
Per quanto riguarda la miscela una miscela Robusta ha un contenuto 2,5 volte più alto di caffeina di una miscela arabica.

Gli effetti della caffeina sono molto conosciuti: leggero aumento della pressione arteriosa, eccitabilità, insonnia, tachicardia, aumentata secrezione gastrica (da evitare quindi in caso di ulcera o gastrite), aumento della diuresi, aumento del metabolismo basale (500 mg di caffeina possono aumentare il metabolismo basale del 10 e talora del 25% con un massimo fra la prima e la terza ora dall’assunzione).

caffè

La caffeina rilassa la valvola che si trova fra la parte bassa dell’esofago e la parte alta dello stomaco. Quando questa valvola si apre i liquidi contenuti nello stomaco possono passare nella gola, provocando bruciori. Inoltre, caffè, tè e bevande con caffeina possono aggravare eventuali ulcere provocando un aumento delle secrezioni acide nello stomaco. Poiché la caffeina incrementa il flusso sanguigno nei reni, agisce anche come un diuretico, favorendo la minzione.

In base a queste considerazioni viene generalmente fissato un limite di tre tazzine di espresso al giorno – per le donne e gli uomini di corporatura esile – e di quattro tazzine per i maschi che vantano una costituzione fisica più robusta (robusta, per la cronaca, è anche la specie di caffè – Coffea robusta – più ricca in caffeina).

In gravidanza è buona regola limitare al massimo il consumo di caffè, in quanto alte dosi di caffeina risultano pericolose per la salute del feto.

Caffeina per gambe più snelle – Tra gli ingredienti naturali efficaci contro la cellulite c’è la caffeina, contenuta come principio attivo in creme cosmetiche applicate sulla zone colpite da usare almeno per almeno due settimane. In cosmesi la caffeina è utilizzata come coadiuvante per il trattamento della cellulite, per le potenzialità lipolitiche e termogeniche. Risulta utile l’applicazione cosmetica della caffeina per la sua capacità di stimolare il drenaggio e la rimozione dei liquidi stagnanti (funzione antiedematosa), anche se la principale azione della molecola è quella di stimolare la mobilizzazione degli acidi grassi nel tessuto adiposo. Un buon metodo fai da te tramandato dalle nonne  è quello dell’impacco: fatevi un buon caffè ma non buttate i fondi, conservateli in un vasetto di vetro da svuotare una volta a settimana, dopo averli ridotti in una poltiglia abbastanza omogenea – non sempre riesce ahimè ma l’effetto è garantito anche con la polverina – applicateli sulle cosce. Potete unire ai fondi di caffè, del miele oppure un po’ di olio d’oliva. Fissate con della pellicola trasparente e lasciate in posa per circa mezz’ora. La pelle acquisterà da subito luminosità grazie all’effetto scrub e in poche settimane la caffeina farà il resto.

Curiosità sul cappuccino:

caffè e latte caldo, che formano il buonissimo e famoso cappuccino italiano, hanno potere saziante grazie alla combinazione di temperatura, acido tannico del caffè e caseina del latte.

Una corretta dieta fai da te

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L’estate avanza, la temperatura sale e come ogni anno inventiamo nuove diete “fai da te” che spesso non ci danno risultati.Per farsi una coscienza alimentare “intuitiva” che funzioni occorre suddividere gli alimenti in classi e all’interno delle classi scegliere bene.  Ecco le informazioni utili alla creazione di una dieta con coscienza!

dieta dimagrante

Barrette sostitutive del pasto -  Non vanno confuse con gli snack o altre forme di dolci da passeggio. Devono avere un alto contenuto di proteine e di grassi per simulare un pasto completo e saziante. Consentite quelle da 160 a 220 kcal/100 g, come le Pesoforma o le Enervit Protein.
Bibite – Non ha nessun senso assumere calorie dalle bibite contenenti zucchero (o fruttosio). Se si ha particolarmente sete, mezzo litro di una bibita dolce può apportare oltre 200 calorie senza togliere il senso di arsura. Sono invece consentite le bevande light che utilizzano dolcificanti e non hanno praticamente calorie.
Biscotti – Praticamente in commercio esistono pochissime varietà di biscotti al di sotto delle 400 calorie per 100 g (anche quelli senza zucchero o senza grassi). È chiaro che i biscotti sono un alimento da tenere sotto controllo e da assumere preferibilmente solo a colazione. Provate a pesare 200 g di biscotti (800 calorie) e, vedendone la quantità, ne capirete il pericolo dietetico.
Margarina, grassi vegetali idrogenati e grassi (oli) vegetali in genere – La margarina e i grassi vegetali idrogenati (contenuti in biscotti, gelati, piatti liofilizzati e/o surgelati, dolci ecc.) non dovrebbero mai essere usati. I grassi (oli) vegetali dovrebbero essere moderati. L’olio extravergine d’oliva spremuto a freddo può essere considerato il grasso migliore, ma senza santificarlo demonizzando altri grassi come il burro, 30 g di olio d’oliva contengono gli stessi grassi saturi di 10 g di burro, ma apportano 270 kcal contro 76: quindi piuttosto che tanto olio meglio poco burro.
Anche il consiglio di usare gli oli di semi al posto dell’olio d’oliva per friggere può essere tranquillamente dimenticato : il miglior olio per friggere è l’olio d’oliva perché ha un punto di fumo alto e non genera residui dannosi.
Caffè – Il caffè (lo stesso discorso vale per il tè) viene trattato non per porre una limitazione al suo consumo, quanto per ricordare che chi beve più caffè al giorno e li zucchera introduce un centinaio di calorie (zucchero e, per chi usa il liofilizzato, il caffè stesso che è molto calorico, quasi 300 kcal/100 g) che possono sfuggire al conteggio giornaliero. Utilizzate il dolcificante o bevetelo amaro.
Caramelle – Le caramelle sono alimenti inutili o dannosi dal punto di vista dietetico; il loro alto indice glicemico (dovuto al saccarosio o allo sciroppo di glucosio) e l’alto valore calorico sconsigliano l’uso delle caramelle tradizionali; anche in questo caso sono ammesse quelle senza zucchero.
Carni e pesce – Per carni grasse s’intendono quelle in cui la presenza di lipidi è significativa (in genere il potere calorico supera le 200 calorie). Normalmente si tratta di parti ben identificabili (fino ad arrivare ai casi estremi del lardo, cioè il pannicolo adiposo del dorso del maiale, dello strutto, ottenuto a caldo per estrazione dai tessuti adiposi del maiale, e dei ciccioli che sono gli esempi più deleteri dal punto di vista alimentare) o di carni particolari (come quella d’oca). I grassi animali sono grassi saturi strettamente correlati al rischio cardiovascolare e anche in questo caso sembra del tutto illogico assumerne con alimenti che possono essere facilmente evitati. Quando si decide per un secondo a base di carne/pesce si può scegliere fra carni rosse magre (vitello, manzo, cavallo), carni bianche (pollo, tacchino ecc.) e pesce (per esempio i tranci di spada). La carne o il pesce devono essere cucinati senza condimenti in modo da avere un contenuto calorico inferiore a 150 kcal/100 g.
Cioccolato – Il cioccolato è un alimento estremamente calorico (oltre 500 calorie per 100 g) che andrebbe assunto solo come forma di integrazione alimentare (per sopperire cioè alle calorie perse con l’esercizio fisico); inserirlo normalmente nella propria dieta significa porsi facilmente nelle condizioni di sforare oppure mangiarlo in sostituzione di altri cibi che meglio saziano.
Corn flakes – Anche in questo caso non sono tutti uguali: spesso decisamente calorici, il limite è a 300 kcal/100 g. Ottime le Fibre 1 Nestlé (260 kcal circa).
Cracker e grissini – Non ha nessun senso sostituire il pane con questi due alimenti molto più calorici e inutilmente ricchi di sodio.
Dessert - Si tratta di dessert a basso tenore di grassi, poche proteine, cioè sono alimenti glicidici (escludiamo ogni forma di dolce ipercalorico). In genere sono poco sazianti e pertanto devono avere meno di 120 kcal/100 g; il riferimento sul mercato è il dessert Vitasnella Danone (81 kcal/100 g)
Dolci e pasticceria – Per i dolci vale lo stesso principio del cioccolato, con l’aggravante che spesso non è possibile nemmeno risalire alla composizione alimentare. Dolci ricchi di burro o di zucchero superano facilmente le 400 calorie per 100 g. I prodotti di pasticceria sono i più calorici; se si vuole finire il pranzo con un dolce, attualmente esistono in commercio dolci semifreddi (attenzione comunque ai grassi idrogenati e alla margarina) il cui contenuto calorico non supera le 250 calorie per 100 g.
Formaggi grassi – Utilizzare solo formaggi o latticini inferiori alle 300 kcal/100 g. Possono essere divisi in tre categorie: normali (superiori alle 250 kcal -> il riferimento è la Robiola Vallelata Galbani, 285 kcal/100 g.), light (fra 180 e 250 kcal; il riferimento è il Philadelphia light della Kraft, 190 kcal/100 g) e ultralight (il riferimento è la Ricotta Vallelata Galbani, 165 kcal/100 g). Per quest’ultima categoria esistono molte alternative (più o meno appetibili) e molto meno caloriche (la Jocca per esempio apporta 128 kcal/100 g, ma alcuni come i fiocchi di latte Vitasnella Danone sono sotto le 90 kcal/100 g): occorre trovare un giusto compromesso con la sazietà. Per questa ragione è da escludere la mozzarella (troppo calorica per il grado di sazietà).
Frullati – Il frullato (o la spremuta) è una forma di assunzione della frutta non giustificata dal punto di vista alimentare: si introduce un maggior numero di calorie (evitando la masticazione l’assunzione è più rapida e inoltre, saziando di meno, induce a consumare una maggior quantità di cibo), spesso aumentato dall’aggiunta di latte e/o zucchero.

dieta fai da te
Frutta – Imparate a riconoscere quella mediamente calorica (banane, fichi, kaki, mandaranci, mandarini, uva fino ad arrivare a castagne, datteri e cocco). Evitate abbuffate di frutta secca: 100 g al netto di noci o di arachidi equivalgono a oltre 600 kcal, una quantità pari a circa 3 kg di fragole!
Frutta sciroppata – Penso che ormai al lettore sia chiaro che gli alimenti vanno consumati per quello che sono; ogni manipolazione per migliorarne il gusto si rivela spesso un errore alimentare. Per la frutta sciroppata, l’aggiunta di glucosio e la distruzione di parte del contenuto vitaminico sconsigliano l’inserimento di questo alimento nella dieta.
Gelati – Il gelato è un ottimo alimento, spesso meno calorico di quanto si pensi. Gli errori alimentari che si commettono sono sostanzialmente tre. Il primo consiste nell’assumerlo come dissetante; a causa dell’elevato contenuto di zuccheri, lo pseudopotere dissetante del gelato è dato solo dalla temperatura: una volta sciolto nello stomaco, i carboidrati assunti non faranno altro che richiedere altra acqua, aggravando la condizione. Questo errore è comune anche con i ghiaccioli o le granite, alimenti assolutamente inutili, visto l’elevato potere calorico (150 calorie per 100 g) e il potere dissetante nullo a medio termine. Il secondo errore consiste nell’assumere il gelato (classicamente a passeggio) al di fuori dei pasti, magari in sostituzione dello spuntino: a causa dell’appetibilità del prodotto lo spuntino va spesso al di là del contenuto calorico previsto per un vero e proprio brunch e ha inoltre caratteristiche prettamente glicidiche o glicidico-lipidiche, essendo la parte proteica quasi sempre trascurabile. Non si vede pertanto nessun motivo per attivare il meccanismo insulinico con uno spuntino ipercalorico. L’ultimo errore sta nella scelta, fatta spesso a caso, erroneamente pensando che tutti i gelati siano uguali. La scelta può effettivamente essere libera, purché si scelgano gelati inferiori alle 200-240 kcal/100 g. Quelli meno calorici sono poco sazianti, quelli troppo calorici non sono adatti alla dieta. Sul mercato si va dalle 100 kcal di alcuni sorbetti alle 300 kcal/100 g e oltre di molti gelati industriali, spesso confezionati con ingredienti di scarsa qualità.
Liquori – Per i liquori vale lo stesso discorso fatto per molti altri alimenti inutili: assumere calorie con un digestivo (che spesso non aiuta affatto la digestione) o con un superalcolico è del tutto ingiustificato. Stessa strategia per il vino o la birra ai pasti.
Maionese e salse – L’uso di salse in cucina andrebbe attentamente controllato; è inutile cucinare piatti leggeri se poi sono accompagnati da salse ipercaloriche. Preferite le versioni light che dimezzano il potere calorico.
Marmellata – Il discorso fatto per la frutta sciroppata vale anche per le marmellate: preferite quelle senza zuccheri aggiunti, al di sotto delle 150 calorie (alcune arrivano a 120 calorie) per 100 g. Da evitare invece le marmellate sotto le 100 kcal perché poco sazianti (in realtà sono mousse di frutta con un contenuto eccessivo di acqua).
Merendine – Decisamente ipercaloriche sarebbero da evitare; se proprio volete usarle come spuntino (poco saziante), le uniche ragionevoli sono quelle al pan di Spagna con meno di 350 kcal/100 g.
Miele – Il miele è un alimento spesso sopravvalutato, a cui sono attribuiti poteri taumaturgici che assolutamente non ha. È certamente un alimento energetico (308 calorie per 100 g), ma con alto indice glicemico e quindi molto simile al comune zucchero dal punto di vista nutrizionale.
Olio – Abbiamo già chiarito che l’unico olio che dovrebbe essere usato è l’olio extravergine d’oliva spremuto a freddo. Voglio solo ricordare che l’olio entra in modo massiccio come componente di molti sughi (per esempio il pesto) di cui non deve essere assolutamente sottovalutato il potere calorico.
Pane – Il pane è un alimento che non può sfuggire alla dieta. Un qualunque piano alimentare può fallire se non sapete esattamente la quantità di pane che utilizzate. Cercate di evitare la brutta abitudine di accompagnare tutti i piatti con il classico panino. Per semplificare e per risparmiare molte calorie, utilizzate pane a fette, possibilmente secco come il Pane Vitasnella Saiwa.
Panna – La panna è un alimento lipidico (il 90% del potere calorico deriva dai grassi), anche se in assoluto non è supercalorico (dalle 240 alle 300 kcal/ 100 g). Contrariamente alla credenza comune, è meno calorica di una crostata e molto più saziante. Andrebbe pertanto inserita in un piano alimentare. Può essere usata da sola (per esempio con la frutta) o come dolce a sé stante nella versione panna cotta (250 kcal/100 g). Evitare le panne cotte con zuccheri aggiunti e pochi grassi, perché i carboidrati snaturano completamente il prodotto e diminuiscono la sazietà. Per la panna fresca, quella vegetale è meno calorica, ma è sconsigliata per la presenza di grassi idrogenati.
Pasta e riso – Sono ottimi alimenti che la dieta mediterranea ha purtroppo reso troppo importanti. Un piatto di pasta al pomodoro è completamente sbilanciato a favore dei carboidrati; se durante il pasto non si assume null’altro si avrà un picco d’insulina con tutti i problemi connessi; se viceversa si cercherà di bilanciare con un piatto proteico (il classico secondo) si supererà la soglia di calorie, visto che già il primo non è certo un piatto ipocalorico. I primi a base di pasta o di riso vanno cioè assunti con moderazione (dai 60 ai 90 g in relazione al sugo usato; se usate un sugo al pesto potrete permettervi solo qualche spaghetto!) e non più di una volta al giorno. Per chi usa piatti pronti con l’indicazione calorica (per esempio surgelati) attenzione a non aggiungere olio come indicato nelle istruzioni. Si tenga inoltre presente che, poiché i piatti pronti conteggiano anche l’acqua assorbita dal riso o dalla pasta, valori ipocalorici si devono considerare quelli che non superano le 140 kcal/100 g. Per i piatti pronti non è possibile fare sostituzioni del tipo “non trovo quella marca ne prendo un’altra” perché i valori potrebbero essere completamente diversi.
Patate – La disputa sulle patate è infinita: sono o non sono alimenti ipercalorici? La risposta è: dipende. In sé non lo sono (solo 79 kcal/100 g), ma lo possono diventare in due situazioni ben precise; la prima è l’assunzione di una porzione eccessiva (500 g equivalgono a 400 calorie; se vi piacciono le patate, mezzo chilo non è poi una quantità enorme), la seconda è il modo di cucinarle. Le patate hanno il difetto di assorbire i condimenti grassi e l’olio in particolare: cucinata (o fritta) nell’olio una piccola patata diventa una bomba calorica. Se proprio non se ne può fare a meno, almeno mangiatele cotte al forno con Patasnella.
Pizza – È sempre difficile abbattere un mito, ma la pizza non è certo un alimento ottimale. La vera pizza (preparata con pomodori freschi, olio extravergine d’oliva e mozzarella di bufala) è praticamente introvabile, sostituita da prodotti appetibili, ma che destano notevoli perplessità (per esempio per l’uso di formaggi fusi). Inoltre le dimensioni ne fanno quasi sempre un piatto ipercalorico che spesso raggiunge o supera le 1000 calorie. Scegliete pizze di dimensioni contenute, possibilmente alle verdure e con poca mozzarella (se così si può chiamare). Fra quelle già pronte ne esistono poche inferiori alle 200 kcal/100 g; fra di esse la pizza Valsoia (150 kcal circa).
Polenta – Piatto tipico del nord, è un alimento glicidico che viene consumato ormai come contorno di secondi in quantità spesso esagerate; ricordatevi che 100 g apportano oltre 350 calorie.
Salumi grassi – Salami, coppe, mortadelle, salsicce, pancette, würstel, hot dog e tutti i salumi con un contenuto calorico superiore alle 200 calorie per 100 g andrebbero esclusi dall’alimentazione. Fanno eccezione quelli che sono poveri di grassi come la bresaola, il prosciutto cotto magro e quello crudo magro. In ogni caso scegliete versioni magre di questi prodotti: non ha senso comprare prosciutto cotto grasso o semigrasso e poi scartare le parti lipidiche. Attenzione al contenuto di sale (soprattutto nella bresaola) che può causare ritenzione idrica in chi è predisposto.
Succhi di frutta – I succhi di frutta sono versioni industriali delle spremute. Come bevanda hanno un potere calorico elevato, dovuto all’aggiunta di zucchero o alla concentrazione, ottenuta eliminando parte dell’acqua (anche in questo caso si migliora il gusto, ma si peggiora nutrizionalmente l’alimento). Deve essere evitata l’abitudine di utilizzarli come bevanda al posto dell’acqua.
Uova – Anche la disputa sulle uova sembra non finire mai; condannate perché contengono troppo colesterolo (213 mg per 100 g di uova), ma riabilitate quando si considera che solo il 20% del colesterolo è imputabile a quello assunto con i cibi. Controindicate per chi soffre di calcolosi epatobiliare, sono invece apprezzate per il valore proteico e tutto sommato ipocalorico. In realtà si dovrebbe mettere sotto accusa solo il tuorlo dell’uovo, ricco di colesterolo, ipercalorico (325 kcal/100g). L’albume è privo di colesterolo ed è ipocalorico (40 kcal/100g).
Yogurt – È opportuno scegliere uno yogurt saziante; sono da evitare quelli da bere o quelli magri, ma troppo liquidi. Gli yogurt interi vanno dalle 60 alle 70 kcal/100 g, quelli magri da 45 a 60 kcal/100 g. Controllate attentamente che gli “yogurt alla frutta” non siano addizionati di zucchero che porta spesso il contenuto calorico attorno od oltre le 100 kcal/100 g. Se proprio volete uno yogurt alla frutta e non vi piacciono quelli magri con dolcificante, scegliete uno yogurt intero e aggiungete frutta fresca.

Dieta a zona 5 su 7

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La dieta a zona è un metodo di alimentazione ideata dal dottor Barry Sears negli Stati Uniti. Si basa sul corretto modo di mangiare dal punto di vista ormonale e genetico per migliorare l’efficienza del nostro organismo.

Il dottor Barry Sears ha identificato il giusto rapporto tra carboidrati-grassi-proteine che fa si che il nostro corpo produca una determinata quantità di secrezione ormonale.

La dieta a zona è consigliata a chiunque voglia migliorare le proprie prestazioni fisiche mangiando in modo corretto sentendosi più leggeri

dieta a zona

Giorno 1
COLAZIONE : Latte in tazza grande con biscotti di soia o avena
SPUNTINO: yogurt magro
PRANZO : 50 grammi di pasta con cento di ragù, una mela e un piatto di insalata
SPUNTINO : 2 pesche o una banana
CENA: un etto di bresaola,, un cucchiaio di olio, pane integrale,un piatto di verdura abbondante,un frutto

 

Giorno 2
COLAZIONE: 1 caffè ,una yocca,1 mela
SPUNTINO : yogurt magro
PRANZO: una sogliola, un piatto di verdura, pane integrale, un frutto
SPUNTINO: una mela e due scaglie di grana
CENA: minestrone con poca pasta, 100 grammi di manzo, un piatto di insalata,una mela,1 fetta di pane

Giorno 3
COLAZIONE: 1 te coun un toast di proscitto cotto con una fetta di formaggio
SPUNTINO: yogurt magro
PRANZO: 50 grammi di riso con tonno, un etto di bresaola, 250 grammi di verdura con un cucchiaio di olio,un frutto
SPUNTINO: una mela e due scaglie di grana
CENA: minestrone d’orzo, una yocca, un piatto di verdure con un cucchiaio di olio,una mela,1 fetta di pane integrale

dieta a zona

Giorno 4
COLAZIONE:  Latte in tazza grande con biscotti di soia o avena
SPUNTINO: yogurt magro
PRANZO: 300 grammi di pesce spada, un piatto abbondante di verdure con un cucchiaio di olio,un frutto
SPUNTINO: una banana
CENA : minestra con avena, un etto di prosciutto magro,150 g di insalata con un cucchiaio di olio, 1 frutto di stagione

Giorno 5

COLAZIONE: 1 caffè ,una yocca,1 mela

SPUNTINO: yogurt magro

PRANZO:  una sogliola, un piatto di verdura, pane integrale, un frutto

SPUNTINO : una mela e due scaglie di grana

CENA: un etto di bresaola,, un cucchiaio di olio, pane integrale,un piatto di verdura abbondante,un frutto

 

Per quanto riguarda il week end non posso rinunciare alla pizza del sabato sera con la comitiva e all’aperitivo in piazza dopo la messa di domenica!

Dieta facile in 5 giorni!

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I prossimi giorni mi vedranno impegnata in varie cerimonie e feste,quindi tacchi e vestitini. Per quanto il tacco aiuti a slanciare la figura, non corregge quel fastidioso gonfiore a forma di ciambella sul punto vita. Mi serve una dieta pratica, efficace in poco tempo.

La dieta facile è pensata per perdere peso in modo veloce con cibi di facile reperimento.  E’ elaborata combinando alimenti che permettono di bruciare grassi accumulati evitando di eliminare quegli elementi nutritivi essenziali per il nostro corpo,infatti, è improntata su frutta e verdura, in quanto ricche di vitamine, minerali, fibra, acqua e che comunque contengono calorie in misura moderata.

dieta

Giorno 1
Colazione:
the senza zucchero, una mela

Spuntino:
latte scremato e una pera

Pranzo:
filetto ai ferri con verdure

Spuntino:
2 fette di  ananas

Cena:
trota al vapore, due kiwi, insalata e 2 pomodori

Giorno 2
Colazione:
latte magro con tre biscotti integrali

Spuntino
bicchiere di latte e succo di frutta

Pranzo:
due uova strapazzate ed un piatto di insalata e finocchi crudi

Spuntino:
1 pompelmo

Cena:
insalatona con due patate e pomodori
una mela

dieta - verdura- frutta

Giorno 3
Colazione:
latte scremato, tre fette biscottate con marmellata senza zucchero

Spuntino:
una mela

Pranzo:
1/3 di pollo arrosto (senza pelle) con verdure al vapore

Spuntino:
1 pesca

Cena:
fagiolini verdi con una fetta di tacchino

Giorno 4
Colazione:
latte scremato, due fette di pane nero con marmellata senza zucchero

Spuntino:
un frutto fresco

Pranzo:
zuppa di legumi e riso

Spuntino:
1 yogurt magro

Cena:
100 grammi di prosciutto crudo con piselli lessi

Giorno 5
Colazione:
125g yogurt scremato + frollini ai cereali

Spuntino:
una banana

Pranzo:
petto di pollo alla piastra con insalata mista

Spuntino:
una pera

Cena:
150 grammi di orata al sale
200 grammi di fagiolini

 

In 5 giorni, la verdura sgonfia e le fibre saziano!

 

Kellogg’s Special K : terza settimana di dieta!

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lunedì 14 febbraio

Colazione Bicchiere di latte con cereali

Snack della mattina Biscotti secchi tipo ‘Marie’

Secondo Vitello alla milanese

Dessert Torta di mele

Primo Maccheroni alle verdure

Dessert Mela

martedì 15 febbraio

Colazione Yogurt con cereali e succo d’arancia

Snack della mattina barretta di cereali

Primo Spaghetti alla zucca

Secondo Pesce spada con olive e capperi

Dessert Arancia

Secondo Fettine alla pizzaiola

Dessert Fichi

mercoledì 16 febbraio

Colazione Bicchiere di latte con tramezzino al prosciutto.

Snack della mattina Barretta di cereali

Secondo Saltimbocca

Dessert Arancia

Snack del pomeriggio Succo di frutta

Primo Risotto con noci e mele

Dessert Banana

kellogg's special k dieta

giovedì 17 febbraio

Colazione Bicchiere di latte con croissant alla marmellata.

Snack della mattina Biscotti secchi tipo ‘Marie’

Secondo Maiale ubriaco

Dessert Macedonia di frutta

Snack del pomeriggio Yogurt con fragole

Primo Insalata tricolore

Secondo Calamari ripieni

venerdì 18 febbraio

Colazione Bicchiere di latte con fiocchi di mais e succo di arancia.

Snack della mattina barretta di cereali

Secondo Peperonata di pollo

Dessert Zabaione

Snack del pomeriggio Pane e prosciutto

Primo Prosciutto e fichi. Pasta al pesto

Secondo Pesce spada con olive e capperi

sabato 19 febbraio

Colazione Bicchiere di latte con tramezzino al prosciutto e succo di frutta.

Snack della mattina Fetta di melone

Primo Lasagne al ragù

Dessert Pere

Snack del pomeriggio Yogurt scremato

Secondo Fettine alla pizzaiola

Dessert Macedonia di frutta

domenica 20 febbraio

Colazione Bicchiere di latte con croissant alla marmellata. Kiwi

Snack della mattina Mela al forno

Secondo Saltimbocca

Dessert Arancia

Primo Risotto con noci e mele

Dessert Banana

La dieta Special K di Febbraio: seconda settimana

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lunedì 07 febbraio

Colazione Bicchiere di latte con croissant alla marmellata.

Colazione Latte parzialmente scremato con pane e miele, banana

Snack della mattina Biscotti secchi tipo ‘Marie’

Primo Minestra di ceci

Dessert Mela

Snack del pomeriggio Yogurt con fragole

Secondo Lombo di maiale con mozzarella

Dessert Pallina di gelato

martedì 08 febbraio

Colazione Latte parzialmente scremato con pane e miele, banana

Snack della mattina Caffè con latte parzialmente scremato

Primo Zuppa di fagioli alla toscana

Secondo Petti di pollo farciti

Dessert Mango

Primo Ravioli al sugo gratinati

mercoledì 09 febbraio

Colazione Yogurt scremato con cereali e succo d’ananas.

Snack della mattina Mela al forno

Primo Melanzane ripiene di riso

Secondo Calamari al pomodoro

Snack del pomeriggio Yogurt scremato

Secondo Pollo alla toscana

Dessert Mango

giovedì 10 febbraio

Colazione Bicchiere di latte con fiocchi di mais e succo di arancia.

Snack della mattina barretta di cereali

Primo Insalata tricolore

Secondo Vitello tonnato

Snack del pomeriggio Pane e prosciutto

Primo Risotto agli spinaci e prosciutto

Dessert Yogurt scremato

venerdì 11 febbraio

Colazione Bicchiere di latte con tramezzino al prosciutto e succo di frutta.

Snack della mattina Fetta di melone

Primo Maccheroni con zucchine e uova

Dessert Mela

Snack del pomeriggio Yogurt scremato

Primo Caprese

Secondo Merluzzo ai capperi

Dessert Ciliegie

sabato 12 febbraio

Colazione Bicchiere di latte con croissant alla marmellata. Kiwi

Snack della mattina Mela al forno

Secondo Filetti di sogliola al Marsala

Dessert Fetta di melone

Primo Risotto alla parmigiana

Secondo Vitello al vino rosso

Dessert Yogurt scremato

domenica 13 febbraio

Colazione Latte parzialmente scremato con pane e miele, banana

Snack della mattina Yogurt con fragole

Primo Ravioli in salsa di noci

Dessert Pesca

Snack del pomeriggio Uva

Primo Minestra di zucchine e basilico

Secondo Pollo alla napoletana

Dimagrire mangiando: i secondi

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Calamari al pomodoro,Porzioni: 1

  • 100 g di calamari
  • 90 g di pomodoro a pezzetti
  • 1 spicchio d’aglio
  • 10 g di parmigiano
  • sale e pepe
  • timo, origano e prezzemolo

Pulire e tagliare i calamari a pezzi, condire e rosolare con tre spicchi d’aglio tritati finissimi. A parte, soffriggere i pomodori con le erbe aromatiche e due spicchi d’aglio tritati finché la salsa si addensa. Mettere i calamari in una teglia insieme al soffritto di pomodoro. Spolverare con il formaggio grattugiato. Inserire in forno e gratinare.

Maiale Ubriaco,Porzioni: 1

  • 100 g di lombo di maiale
  • 5 g di olio d’oliva
  • 1 spicchio d’aglio
  • prezzemolo
  • 30 ml di vino rosso
  • sale e pepe

Condire la carne con sale e pepe e farla rosolare con aglio e olio non troppo caldo finché risulta ben dorata da ogni lato. Aggiungere quindi il prezzemolo e il vino, lasciarla cuocere a fuoco dolce finché il liquido si riduce a poco meno della metà. Tagliare la carne a fette e servire irrorando con il fondo di cottura. Accompagnare a piacere con riso bianco, patate fritte e lesse, fedelini freschi all’uovo.

Lombo di Maiale con mozzarella,Porzioni: 1

  • 80 g di lombo di maiale
  • 15 g di prosciutto crudo
  • 10 g di mozzarella
  • 5 g di olio d’oliva
  • 1 spicchio d’aglio
  • senape

Eliminare il grasso in eccesso della carne. Sfregare le fette di carne con l’aglio, disporle in una teglia e coprirle con pellicola trasparente. Lasciar riposare per 30 minuti.
Tagliare la mozzarella a fette sottili, salare e pepare la carne e disporre un pezzo di mozzarella su ciascuna fetta di lombo. Sovrapporre una fetta di prosciutto e fermare con uno stecchino.
Scaldare l’olio in una padella, rosolare la carne da entrambi i lati finché il formaggio si scioglie e la carne diventa tenera.
Togliere gli stecchini, guarnire con prezzemolo e fettine di limone. Servire con senape.

Petti di pollo farciti,Porzioni: 1

  • 65 g di spinaci surgelati
  • 30 g di ricotta
  • 100 g di petto di pollo
  • 20 g di prosciutto crudo
  • 5 g di burro
  • 55 g di cipolla, 60 g di funghi
  • 15 g di farina
  • vino bianco
  • sale e pepe. Noce moscata

Mettere gli spinaci una volta scongelati in un colapasta e premere affinché fuoriesca tutto il liquido. Mescolarli con la ricotta e la noce moscata e condire con sale e pepe. Praticare un taglio nei petti di pollo per poterli farcire. Riempirli con la miscela di spinaci, avvolgere ogni petto con una fetta di prosciutto e fermare con uno stecchino. Coprire il pollo e lasciarlo raffreddare in frigorifero. Scaldare l’olio in una padella e rosolare i petti di pollo. Trasferirli in una pirofila e mantenerli caldi. Rosolare la cipolla con i funghi per 2-3 minuti, finché iniziano a dorare. Incorporare la farina, quindi versare il vino e il brodo. Portare a ebollizione continuando a mescolare. Salare e pepare la salsa e versarla attorno al pollo.
Infornare la pirofila scoperta a 200 ºC per 20 minuti.

Pollo alla Toscana,Porzioni: 1

  • 5 g di farina
  • sale, pepe, peperone, succo di limone, basilico
  • 100 g di pollo
  • 5 g di olio d’oliva
  • 35 g di cipolla
  • 1 spicchio d’aglio
  • 40 g di peperoni
  • 90 g di pomodoro
  • 50 g di funghi
  • 5 g di olive

Stendere la farina in un piatto e condirla con sale e pepe. Infarinare le cosce di pollo e scuotere la farina in eccesso. Scaldare l’olio in una padella. Rosolare il pollo a fuoco medio per 5-7 minuti finché risulta ben dorato. Soffriggere la cipolla, l’aglio e il peperone a fuoco lento finché si ammorbidiscono. Intanto versare lo zafferano nel brodo.
Mettere in una casseruola il pomodoro con il suo sugo, i funghi e le olive e lasciar cuocere per qualche minuto. Versare il brodo allo zafferano e aggiungere il succo di limone. Portare a ebollizione e quindi unire il pollo. Coprire la casseruola e metterla in forno a 180 ºC per 1 ora finché il pollo risulta tenero. Guarnire il piatto con foglie di basilico.

Vitello tonnato,Porzioni: 1

  • 90 g di lombo di vitello
  • 30 g di carota, 35 g di cipolla, 20 g di sedano
  • 70 ml di vino bianco
  • sale, pepe, succo di limone, prezzemolo, chiodo di garofano e alloro
  • 20 g di tonno
  • 10 g di acciughe
  • 15 g di capperi
  • 10 g di cetrioli sottaceto
  • 5 g di tuorlo d’uovo
  • 5 g di olio d’oliva

Mettere la carne in una teglia, aggiungere carota, cipolla, sedano, chiodo di garofano e alloro. Aggiungere il vino e girare la carne affinché assorba bene il liquido. Coprire la teglia e lasciar macerare tutta la notte.
Scolare la carne mettendo da parte la marinata. Trasferire la carne in una casseruola. Versare la marinata in un pentolino e portare a ebollizione. Versare sulla carne e aggiungere acqua fino a coprirla. Salare e pepare, far bollire e abbassare la fiamma, coprire con il coperchio e lasciar sobbollire per circa 1 ora finché la carne diventa tenera. Metterla in una teglia e lasciarla raffreddare. Filtrare il liquido di cottura e lasciarlo raffreddare.
Macinare il tonno con le acciughe, i capperi e i cetrioli sottaceto fino ad ottenere un purè. Sbattere i tuorli con il succo di limone. Incorporare lentamente l’olio d’oliva. Una volta versato tutto l’olio, unire il purè di tonno insieme a due cucchiaiate del liquido di cottura freddo.
Prendere la carne, tagliarla a fette e disporle in una teglia. Mescolare la salsa tonnata e versare sulla carne. Guarnire con fettine di limone e prezzemolo.