E’ periodico ormai che dopo un brutto sogno il mio umore è pessimo.
La mia famiglia è abituata ai miei risvegli poco simpatici,di fatti se non sono io a salutare con un cordiale “Buongiorno” nessuno si azzarda a conferire parola!
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Ma allora i sogni influenzano la realtà?
Credo di si,perchè nel sogno (consci o inconsci di sognare) siamo bombardati da sensazioni,scelte ed emozioni diverse che influenzano il nostro risveglio. Parlo per esperienza,la sbronza da cattivo sogno dura mezza giornata,fino a quando in modo naturale dimentichiamo il sogno e ci ritorna il buon umore. Non sono la sola a dirlo,ho letto diversi libri a riguardo e Freud mi ha dato la risposta che cercavo.
Il motore dei sogni secondo Freud sono i desideri inconsci, e questo è il pilastro su cui si basa la sua teoria. Tali desideri, appunto inconsci e non accessibili all’io, operano ancora all’interno della psiche umana e durante la notte rafforzano i loro effetti per via della minore attività della coscienza, con l’occasione di emergere sotto forma di immagine onirica. Distingue il contenuto manifesto, ovvero la situazione o la scena che appaiono direttamente in sogno, e il contenuto latente, ovvero ciò a cui il sogno nascostamente allude spiegando la differenza col fatto che il sogno rappresenta la soddisfazione di un desiderio spesso inaccettabile all’Io del soggetto; di conseguenza, il contenuto latente viene trasformato in modo da non risultare riconoscibile, ed eludere in questo modo la censura applicata dal Super-Io del soggetto sognante.
Inoltre ipotizza come il sogno tragga origine spesso da residui psichici diurni, cioè da materiale ed impressioni indifferenti o non completamente elaborati, ma che tali residui non sarebbero in grado di portare alla formazione del sogno se non si rafforzassero con un desiderio inconscio, per lo più infantile, in grado di amplificarlo e portarlo all’attenzione della coscienza.
Secondo lui il sogno è una “realizzazione velata di desideri inibiti”, cioè espressione di desideri che la coscienza disapprova e che non vuole siano rivelati.
E avete mai sognato di sognare? Il sogno nel sogno..
La parola sogno lucido (lucid dream) fu coniata nel 1868, dallo psichiatra Frederik van Eeden, dove l’aggettivo lucido è usato proprio nel senso di chiarezza mentale. La lucidità, di solito, inizia nel bel mezzo di un sogno quando il sognatore appunto realizza che l’esperienza che sta vivendo non avviene nella realtà fisica, bensì in uno scenario onirico. Spesso questa consapevolezza è scatenata dall’aver notato qualcosa di realmente impossibile o di incongruente come, ad esempio, incontrare un defunto, un gatto a due teste oppure semplicemente volare con o senza ali; altre volte si diventa lucidi senza bisogno di alcuno stimolo e ci si rende conto di stare sognando improvvisamente. Ma c’è una utilità nei sogni lucidi? Se si considera che in un sogno, se si è consapevoli di sognare, si è praticamente liberi di fare qualsiasi cosa, liberi da leggi sociali o fisiche, le risposte a queste domande giungono da sole. Il sognatore ha la possibilità di vivere avventure e fantasie: il volo, il sesso sono tra i soggetti più gettonati. Il rovescio della medaglia c’è: possiamo anche sognare i nostri mostri mentali e le nostre paure. Possiamo incontrare anche quelli degli altri. Per questo motivo, il fatto di esser lucidi nel sogno può rappresentare una terapia efficacissima contro gli incubi, insegnandoci come vincere le nostre paure e i nostri fantasmi. I sogni lucidi possono essere di aiuto per raggiungere dei traguardi nella vita di veglia, per risolvere creativamente dei problemi, per innescare delle guarigioni. E’ uno stato di coscienza espansa, dove si annullano i paradossi della veglia e dove è possibile vivere una connessione profonda con la Vita.
Esistono i sogni premonitori?
Il sogno è da considerarsi a tutti gli effetti un evento quantistico che ci fa intravedere le variabili nascoste di un dato problema o aspetto della nostra vita; esso esprime quindi delle probabilità con cui una certa configurazione potrebbe presentarsi. Potremmo ipotizzare che esso sia la “proiezione probabilistica” di un certo sviluppo SE mantenessimo lo stesso atteggiamento mentale di prima, dopo il sogno. Ma la cosa, in realtà, si fa più intrigante e complessa se consideriamo il fatto che il sogno influenza ed esercita una trasformazione sul sognatore mentre sogna! E’ come se ogni sogno fosse un tassello che completa un puzzle più grande, quello della nostra vita e del suo significato, in un continuo divenire.

