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Archive for the ‘storie’ Category

Un film d'amore e litigi

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Quante storie passano negli occhi di chi aspetta il bus per tornare a casa.

Aspettavo la Leonetti,ieri, quando la mia attenzione è stata rapita da una coppia di innamorati che litigavano. Ero dall’altra parte della strada, nel mezzo c’era il traffico di Salerno e non s 7% Conversion Und Mehr empre era chiaro cosa si dicevano. Un pò come in un film muto, lei era molto agitata, fumava con rabbia, gesticolava come un clown all’opera, lui si era chiuso, al contrario di lei non voleva lo scontro, quasi ignorava la sua presenza e continuava a chiudere l’edicola sulla strada.

Con loro c’era un ragazzo in motorino, forse il fratello di lei, che si teneva in disparte.

Alternavano momenti di chiacchiere a situazioni di schiaffeggi a

vicenda. Era quasi simpatico da guardare, fino a quando lui, forse esasperato, le ha urlato di andare via e lei in lacrime è rimasta per cercare di salvare qualcosa di

quel grande amore che sembrava dimenticato.

Noi donne, sempre a litigare a testa alta mentre spieghiamo le nostre ragioni, e subito dopo in lacrime davanti alla sensazione che tutto stia per finire. Guardavo loro e rivedevo me, tutti i litigi per amore, i lacrimoni e le urla di rabbia. Più i 2 ragazzi litigavano, più era evidente che si amassero da impazzire, solo che la rabbia  e la delusione spesso prendono il sopravvento sui buoni sentimenti e rendono melodrammatico ogni litigio.

Sembrava la scena di un mio litigio di qualche anno fa, avrei voluto fermarli e chiedergli di non sprecare tempo a litigare, tanto poi si finisce sempre per fare la pace.

Ero in Corso Giuseppe Garibaldi. Il litigio avrà ragiunto un happy end?

 

 

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Karol Wojtyla: il suo aiuto alla mia famiglia

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Una donna, vestita sobriamente, con il volto triste, entrò in un negozio, si avvicinò al padrone e umilmente gli chiese se poteva prendere alcuni alimenti a credito. Con delicatezza gli spiegò che suo marito si era ammalato in modo serio e non poteva la…vorare e i loro sette figli avevano bisogno di cibo. Il padrone non accettò e le intimò di uscire dal negozio. Conoscendo la reale necessità della sua famiglia la donna suplicò: “Per favore, signore, glielo pagherò non appena posso”. Il padrone ribadì che non poteva farle credito, e che lei poteva rivolgersi ad un altro negozio. In piedi, vicino al banco, si trova un giovane sacerdote che aveva ascoltato la conversazione tra il padrone del negozio e la donna. Il sacerdote si avvicinò e disse al padrone che avrebbe pagato quello che la donna avrebbe preso per il bisogno della sua famiglia, allora il padrone con voce riluttante, chiese alla donna: “Hai la lista della spesa?”. La donna disse “Si, signore”. “Bene” disse il padrone “metta la sua lista sul piatto della bilancia e le darò tanta merce quanto pesa la sua lista”. La donna esitò un attimo e, chinando la testa cercò nel suo portafoglio un pezzo di carta, scrisse qualcosa e poi posò il foglietto su un piatto della bilancia. Gli occhi del padrone e del sacerdote si dilatarono per lo stupore, quando videro il piatto della bilancia, dove era stato posato il biglietto, abbassarsi di colpo e rimanere abbassato. Il padrone del negozio, fissando la bilancia, disse: “E’ incredibile” Il sacerdote sorrise e il padrone cominciò a mettere sacchetti di alimenti sull’altro piatto della bilancia. Pur continuando a mettere molti alimenti, il piatto della bilancia non si muoveva, fino a che si riempì. Il padrone rimase profondamente stupito. Alla fine, prese il foglietto di carta e lo fissò ancora più stupito e confuso… non era una lista della spesa! Era una preghiera che diceva: “Mio DIO, Tu conosci la mia situazione e sai ciò di cui ho bisogno: metto tutto nelle tue mani!”. Il padrone del negozio, in silenzio, consegnò alla donna tutto ciò che aveva messo nel piatto della bilancia. La donna ringraziò e uscì dal negozio. Il giovane sacerdote, consegnando una banconota da 50, disse al padrone: “ORA SAPPIAMO QUANTO PESA UNA PREGHIERA” ……..Il nome di quel sacerdote era: KAROL WOJTYLA.  

GIOVANNI PAOLO II

In tanti si sono chiesti se questa storia corrispondesse al vero, e voglio raccontarvene una anch’io.

Era il 1968. Mia nonna aveva già 10 figli, un marito in marina che non tornava da 6 mesi e tanta fame. Guadagnava davvero una miseria lavando le scale nei palazzi e ormai si mangiava a turno. Non se la passava proprio bene, e tra un pensiero al suicidio e uno alla fuga abbandonando quella vita e i figli, scrisse una lettera a Karol Wojtyla. Era chiara la disperazione di questa donna, così giovane e così piena di responsabilità..La risposta di Giovanni Paolo II non tardò ad arrivare, in una lettera di 2 pagine commovente e sincera scrisse: “L’amore di Dio non ci carica di pesi che non siamo in grado di portare, né ci pone esigenze a cui non sia possibile far fronte. Mentre chiede. Egli offre l’aiuto necessario.
Parlo di questo da un luogo in cui mi ha condotto l’amore di Cristo Salvatore, chiedendomi di uscire dalla mia terra per portare frutto altrove con la sua grazia, un frutto destinato a rimanere. Facendo eco alle parole del nostro Maestro e Signore, ripeto perciò anch’io a voi: “Alzatevi, andiamo!”. Andiamo fidandoci di Cristo. Sarà Lui ad accompagnarci nel cammino, fino alla meta che Lui solo conosce.”

Nella lettera c’erano 50 mila lire. Da quel momento in poi il cammino di mia nonna è stato tutto in discesa.

 

 

I reali malvestiti al matrimonio di William e Kate: l’album di nozze

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Sono passati 2 giorni dal tanto criticato matrimonio di William e Kate perchè quest’ultima dimostratasi troppo rigida e fredda. In tanti si aspettavano di ritrovare in lei la nuova Lady D. restando poi delusi dall’immensa diversità delle due principesse.

Diana resterà per sempre un mito, il sogno di tutte noi,la favola di una ragazza qualsiasi che diventa principessa..ma Kate non le è di meno! Forte, decisa e se vogliamo anche un pò calcolatrice, ha progettato gli ultimi 10 anni in funzione di William e come una coppia normale si sono amati,poi lasciati e ancora amati coronando,infine, il loro sogno.

Ma di questo matrimonio non è stato criticato solo l’eccessivo portamento rigido di Kate che non ha lasciato trasparire neanche il velo di un’emozione, ma anche i look discutibili degli ospiti:

Gli abiti peggiori

will e kate

Chelsy Davy, fidanzata di HRH Prince Henry of Wales,  fratello e testimone dello sposo ha scelto per la giornata due abiti creati in esclusiva per lei da Alberta Ferretti.
Alla cerimonia Chelsy ha indossato un abito in reverse satin e una giacca in faille di seta verde acqua con scollo a barchetta trattenuto con un nodo. Un vero disastro! Dalle scarpe per niente abbinate alla pochette,alla gonna di un tono diverso dalla giacca,passando per un make up da paura! Ma chi l’ha conciata così?!

In fatto di abbinamenti i reali sembrano andare in difficoltà. Pochette nera, foulard lilla,scarpe e calze fumo,abito laminato nelle tonalità del violaceo-bluette.

Che dire..con l’età si perde il giudizio!

Una damigella simil sposa:

pippa middleton

Bellissima e perfetta damigella d’onore Pippa Middleton, per accompagnare la sorella nel giorno più bello della sua vita, ha scelto anche lei,come la sorella, un abito Alexander McQueen by Sarah Burton. Impeccabile e perfettamente coordinata in abito lungo, scivolato, in seta bianca, dalle linee morbide. Ma avrà voluto fare concorrenza alla sorella in abito bianco?

I cappellini:

I copricapo eccentrici sono una tradizione dei matrimoni inglesi.

matrimonio di william e kate

Beatrice e Eugenie figlie del Principe Andrea e della grande assente Sarah Ferguson, Duchessa di York, hanno scelto due mise che decisamente non passavano inosservate, complice i copricapo eccentrici firmati Philip Treacy. La prima in rosa cipria Valentino Couture mentre Eugenie ha preferito Vivienne Westwood.

Piuttosto eccentrico anche quello indossato dalla moglie spagnola del vice-premier Nick Clegg, con un’immensa rosa rossa formato gigante.

matrimonio

Nota di colore che farà parlare nelle prossime settimane la scelta di Samantha, moglie del primo ministro David Cameron, che si è presentata al matrimonio dell’anno senza cappello, un vero affronto alla tradizione e soprattutto un colpo d’occhio in una Westminster Abbey affollata di cappellini di tutte le fogge e colori.

La classe non è acqua:

Kate è stata criticata per la rigità del portamento, eccessivamente precisa nel modo di camminare,sorridere e salutare. Una critica del genere non verrà mai rivolta a Camilla che dopo anni a contatto con i reali non ha imparato ancora cosa vuol dire eleganza, femminilità e grazia. Nel suo modo di muoversi,colloquiare e salutare appare rozza e “contadina”. La classe non è acqua mia cara Camilla. Per  lei qualche “bacchettata” sulla scelta dell’abbigliamento, troppo stile zitella con  un copricapo firmato da Philip Treacy color champagne, in tinta con l’abito di seta.

Gli immancabili colori pastello:

matrimonio

La Regina Elisabetta II è stata l’ultima ad arrivare in cattedrale prima della sposa. Il suo look, ma anche la sua espressione, può essere riassunto con una spemplice espressione: radioso.
Sua Maestà la Regina si presenta, infatti, con un abito giallo pastello, cappello abbinato, entrambi firmati Angela Kelly. Gli accessori scelti orecchini e collana di perle, i guanti bianchi, immancabili e puntata sulla spalla la spilla di diamanti True Lovers Knot dalla collezione della nonna, Queen Mary.

Gli ospiti più eleganti:

Tra i primi ad arrivare a Westminster Abbey i coniugi David e Victoria Beckham lui perfetto nell’elegantissimo tight Ralph Lauren, unica pecca la medaglia d’OBE appuntata sul bavero sbagliato, mentre l’ex Spice Girl ha preferito indossare un abito della sua linea d’abbigliamento Victoria Beckham collection che ha ingentilito la sua figura leggermente arrotondata per la gravidanza e un paio di altissime, forse troppo, Christian Louboutin. Qualcuno poteva avvisare Victoria che è assolutamente vietato vestire di nero ai matrimoni!
Entrambi comunque non hanno rinunciato al cappello, anche in questo caso firmato da Philip Treacy.

Elton John e suo marito David Furnish: elegantissimi come sempre.

Charlene Wittstock e Alberto di Monaco

Felipe e Letizia di Spagna: peccato che la principessa sia dimagrita in modo spaventoso!

La suocera di William, soddisfatta,felice e..duchessa!

Ma l’attenzione era tutte su di lei:

Il vestito di Kate, in pizzo e color avorio, con un piccolo scollo a V e maniche lughe di pizzo ricorda molto quello della principessa Grace.
Con uno strascico lungo due metri e settanta e un velo corto (meno formale) che le ha coperto il volto,non ha voluto certo competere con gli 8 metri di Diana. ; i capelli – proprio come voleva lei – erano lasciati sciolti e adornati da una tiara di diamanti nota come la Russian fringe o tiara di Giorgio III, uno dei gioielli della Corona britannica.
“Coda” e bustino  sono stati decorati con delicati fiori fatti a mano (per questo si è detto che l’abito ricordava un fiore che si apre) secondo la tecnica Carrickmacross, nata nel 1820 in Irlanda.

Kate ha curato personalmente quest’aspetto. Desiderando fortemente la rosa, il cardo, il quadrifoglio e il narciso, che rapprentano i simboli delle quattro province del Regno britannico.

Viva gli sposi:


L'amore è un elettrodomestico!

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Dopo anni di intensi studi e delusioni sono finalmente giunta alla conclusione tanto attesa, alla teoria che rivoluzionerà il modo di vivere femminile: l'amore è un elettrodomestico!

Non è forse vero che i primi 6 mesi le donne fantasticano già sul futuro più lontano mentre gli uomini,la cui attività è paragonabile al lavoro di un microonde, si preoccupano solo di tenere caldo il letto e di impiegarci il meno possibile?

Non è forse vero che alle soglie del primo anniversario, ciò che prima era caldo, bollente, poi diventa appena tiepido? L'abitudine scalza la novità e ciò che prima era immensamente meraviglioso poi ci appare solo per quello che è : un elettrodomestico usato.

A seguito dei primi segni di ruggine, le prime molle che scappano, i primi pezzi caduti e lo sportellino che non funziona più cresce la necessità di cambiare, di provare qualcosa di nuovo.L'atmosfera romantica che un tempo decorava i vostri momenti è stata spazzata via dai problemi quotidiani,

le prime fratture della coppia. Ma noi donne siamo testarde, se ci fissiamo per un uomo non molliamo fin quando non si presentano 2 occasioni: riusciamo ad ottenerlo e soddisfatte della nostra conquista lo molliamo, o ci annulliamo fin quando non perdiamo la nostra ragione di vivere. Sono poche le donne forti che sanno trovare la via di mezzo..

Il nostro uomo-elettrodomestico vuole abbandonarci e sul manuale non c'è una spiegazione logica; ha deciso di staccare la spina, di lasciarci ai piatti freddi, insomma quello che ci era stato garantito per tutta la vita, ci sta abbandonando neanche dopo 36 mesi dall'acquisto. Cosa fare?

Cercare in ogni modo di recuperare il possibile per poter dire “Ci ho provato con tutte le forze”.

Mandarlo in assistenza per qualche settimana con la speranza che ” La lontananza gli faccia cambiare idea”.

Sostituirlo con un nuovo uomo/elettrodomestico,magari di ultima generazione, con un aspetto più curato, uno stile unico, una carriera assicurata, multifunzione e con un manuale scritto anche in italiano?

A questo punto,certa di aver catturato un pò di attenzione propongo un annuncio:

AAA:  Affettatrice cerca frullatore per momenti da capogiro!

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Io VagaMondo

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Vi racconto la storia di 5 impiegati stressati che per fuggire dalla realtà dell'ufficio creano un buco spaziale per poter viaggiare e comunicare con il resto del mondo al di là delle pareti,anche se solo con la fantasia..e un pò di tecnologia. Una sposa,una mamma, una vagabonda, una hip, un bad man..il diario di 5 persone diverse le cui vite si incrociano con la scopo di evadere dalla routine, di andare,fare,diventare senza oltrepassare la scrivania.

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VagaMondo si muove pur stando fermo, viaggia senza spostarsi, c'è anche se non si vede..ma tu puoi trovarlo! Ti parlerà della tua vita riflessa in uno di loro, sarà la tua guida nelle tappe della vita..Cercaci.

Io VagaMondo

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Atrani. Il video degli ultimi istanti di vita di Francesca mentre trascinata dalla corrente cerca di aggrapparsi alla vita.

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Ricordate Francesca,la ragazza che dopo la frana ad Atrani fu dichiarata dispersa?

Ecco i suoi ultimi istanti di vita,mentre la corrente la trascina via. La speranza di potersi aggrappare da qualche parte per salvarsi è finita sul fondo con lei..era sola contro il mare.

(la indica una freccia)

E anche dopo il suo ritrovamento,ormai cadavere, i giornali hanno continuato a dichi

ararla dispersa e non morta. Perchè? Cattiva informazione o informazione cattiva che gioca sulla speranza della gente?

L'idea di analizzare questi video è arrivata alla giornalista del TG5 Claudia Marchionni. Acquisiti i video, gli inquirenti hanno poi chiesto la collaborazione del fotoreporter stabiese Gennaro Manzo ad acquisire il filmato amatoriale e a ripulirlo dalle imperfezioni grafiche.

Il risultato è nei frame qui in basso. E' evidente, a pochi centimetri dal cofano dell'autovettura, una sagoma di forma umana con entrambe le braccia alte e i piedi leggermente incrociati. Molto probabile che si tratti proprio di Francesca mentre veniva portata via dall'acqua. Queste foto, oltre il filmato amatoriale, sono state messe agli atti dagli inquirenti.

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Le letterine di Pene e Vagina

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Qualche anno fa un pò per caso ho scoperto loveline un programma di MTV in cui si parlava apertamente di sesso e sentimenti ad un pubblico composto principalmente da ragazzi. Durante la trasmissione il pubblico in studio (tramite bigliettini anonimi) e da casa (tramite telefono) poteva intervenire in diretta per chiarire i propri dubbi.

Pene & Vagina è un cartone animato ideato da Fabrizio Biggio ed animato e diretto da Simone Antonucci, trasmesso a fine puntata del programma Loveline. È composto da tre stagioni: la prima intitolata Le avventurine di Pene e Vagina, la seconda Le letterine di Pene e Vagina e la terza Le incredibili avventure di Pene e Vagina. Il cartone animato è un valido aiuto per chi ha dubbi o incertezze circa il sesso.

Di seguito vi segnalo i titoli delle varie stagioni così da poter cercare l'episodio che più vi interessa.

Prima Stagione
nº     Titolo italiano
1     Il primo incontro
2     Solo parlare
3     L'esperienza omosessuale
4     Invito accettato
5     La prima volta
6     Cilecca     2006
7     Un po' di romanticismo
8     Una curiosità (prima parte)
9     Una curiosità (seconda parte)
10     I giochi erotici
11     Siamo in crisi
12     Ano
13     Famolo strano
14     Altre esperienze
15     Matrimonio
16     Punto G
17     Dildo
18     Sadomaso
19     Periodo refrattario
20     Farla ridere
21     Il sogno eroti

co
22     La masturbazione
23     Le dimensioni
24     AIDS
25     Sesso tantrico
26     La castità

Seconda stagione
nº     Titolo italiano
1     L'ex
2     Coccole
3     Pene storto
4     Depilazione
5     Sesso orale
6     Calo del desiderio
7     Richieste sessuali
8     Primo appuntamento
9     Fidanzamento
10     Luoghi dell'amore
11     Pulizia
12     Masturbazione eccessiva
13     Viagra
14     L'allungamento del pene
15     Lui guarda sempre la TV
16     Lui ragiona col pene
17     Scambio di coppie
18     Bambola gonfiabile
19     Donna non raggiunge l'orgasmo
20     Guardare film porno
21     La letterina finale
Terza stagione
nº     Titolo italiano
1     Il travestitismo
2     Bondage
3     Farlo in acqua
4     Passione
5     Circoncisione
6     Vagina urlatrice
7     Coito interrotto
8     Tradimento
9     Trascurarsi
10     Lavori di casa
11     Amore in chat
12     San Valentino
13     Androloga
14     L'ultima puntata

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Berlin: le disavventure di una sbadata prima di partire

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Il bello del prenotare in anticipo la vacanza è che si risparmia un bel pò, il brutto è che da febbraio ad agosto può succedere di tutto. Sono andata a visitare Berlino con Michele (ilparticolarenascosto), Silvia (inartemorgan), e Piera ma ho seriamente rischiato di non arrivarci: dal 1 al 8 agosto sono stata impegnata tra il campo scout e il mio lavoro e mi sono ridotta come al solito all’ultimo momento per preparare la valigia. Il lunedì sera, a poche ore dalla partenza, Michele fa la domanda più ovvia con la risposta più scontata “Avete tutti la carta d’identità,vero?” , beh io l’avevo persa più di 1 mese fa e non mi era passato minimamente per la testa che fosse necessaria per la partenza! Mi precipito a casa a cercarla,la mia stanza diventa una discarica dal disordine perchè sono sicura di averla vista qui l’ultima volta ma niente da fare; cerco in internet se è possibile partire senza carta d’identità ma la fortuna non è dalla mia parte e inizio a perdere la pazienza e la voglia di partire. Corro dai carabinieri e chiedo di denunciare la perdita della carta ma mi fanno presente  che il foglio che mi viene riasciato in seguito alla denuncia non vale come documento d’identità,come non lo vale la patente o il codice fiscale , quindi non mi resta che tornare a casa e salutare berlino dalla finestra della mia stanza.

No,c’è ancora una speranza,fortunatamente Michele non si è arreso.

Alle 23.35 sono andata a cercare un fotografo per la fototessera,nel mio paese hanno rimosso tutte le macchinette automatiche. Un solo scatto basta a capire quanto ero disperata, nella foto mi si vedono le lacrime. Corro dai carabinieri per la seconda volta, chiedo di fare la denuncia ma il carabiniere mi chiede di tornare con calma il giorno dopo “Tanto non si parte senza la carta d’identità signorina” ma io insisto e dopo 1 ora nella sala d’attesa finalmente scriviamo della perdita. E’ l’una e mezza, un’amica mi aspetta all’incrocio per gli ultimi documenti: non vi dico come ma la carta d’identità è fatta! Tra i ringraziamenti e cose varie si sono fatte le 2, devo ancora preparare la valigia e alle 5 si parte.

Ho seriamente creduto di non partire, mi sono arresa da subito ma il mio fidanzato no.

Poteva finire qui? Arrivata all’aeroporto fra un giro nei negozi e un acquisto ho anche perso il biglietto aereo. Ho guardato ovunque, ho chiesto a chiunque ma il biglietto non si trovava; dopo minuti di terrore per me, i miei amici mi ridanno il biglietto che avevano trovato dal giornalaio e che avevo perso mentre parlavo a telefono. Ci mettiamo in fila per il check in, tutti sereni ma io ho una strana sensazione: oh no! Ho di nuovo perso la carta d’identità. Tutti mi guardano in cagnesco,manco se lo facessi per dispetto,per fortuna l’ho ritrovata poco prima del mio check in peccato che il nostro volo delle 7.50 è stato spostato alle 12.30 e poi ancora di un’altra ora. I miei amici mi hanno tenuta sotto controllo per tutto il tempo preoccupati che in 4 ore sarei riuscita a perdere qualsiasi altra cosa.

Alle 13.40 siamo pronti per l’imbarco: il nostro EasyJet è pronto. In seguito ci hanno spiegato che il nostro è stato un ritardo isolato dovuto alla mancanza di ore di volo del nostro equipaggio. La sfortuna mi ha perseguitato fino all’ultimo minuto,ma una volta salito sull’aereo tutti i miei pensieri,le mie paure,la mia ansia sono rimasti  in terra italiana,mentre io ero volo alla volta di Berlin.

Donna e mamma: la maternità in chiave comica

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Cosa vuol dire essere donna e mamma?

Motherhood è la storia di una giornata di Eliza Welsh, madre di due bambini piccoli e moglie di Avery. Il grande desiderio di Eliza è quello di tornare a lavorare come scrittrice, in modo da sentirsi meno stretta dai mille impegni quotidiani che nel tempo hanno diminuito la sua autostima. Il giorno del sesto compleanno di sua figlia scopre un concorso online di scrittura, il cui primo premio è quello di lavorare con una rivista sulla maternità come editorialista, e per partecipare occorre mandare un pezzo originale su cosa rappresenti la maternità entro la mezzanotte del giorno stesso. Eliza decide di provarci, ma non è semplice districarsi fra i mille impegni e i mille contrattempi che incontra in questa caotica giornata dato che deve organizzare il compleanno della figlioletta di sei anni, combattere per un parcheggio, dare la caccia al suo bambino piccolo, adattarsi alle assurde politiche dei parchi per bambini, riparare una torta finita male, contemplare l'ipotesi di un'avventura con un fattorino della metà dei suoi anni, destreggiarsi per un'opportunità chiave per la sua carriera, trovare il tempo per avere un tracollo, scappare per breve tempo da casa, e capire cosa

Se abbandoni chi ti ama,il vero animale sei tu!

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Sapete da cosa si capisce che è giunta l'estate? Dalla quantità di amici animali abbandonati alla loro triste fine sul ciglio della strada.Che pessimo animale è l'uomo che abbandona dopo che per anni si è servito dell'amore incondizionato del proprio animale da compagnia.

Lo scorso anno,tornando da una serata tra amici stavo per investire una cagnolina sulla statale,per fortuna ho sterzato in tempo e sono scesa a controllare che non si fosse fatta male. Piangeva piccolina,si era spaventata e io con lei; ci siamo scelte guardandoci e l'ho portata a casa mia. Sei mesi dopo non potendone più dei suoi dispetti (mangiava le scarpe,bucava i divani,rompeva le porte,faceva pipì a casa subito dopo la passeggiatina) la mia famiglia mi ha costretta a darla via,così per un pò è andata a stare da mia nonna in campagna che adora gli animali quanto me. Ma la notte la coscienza mi soffocava,ogni volta che vedevo un gattino o un cagnolino il mio pensiero andava a lei,mi sentivo come il bastardo che l'ha abbandonata sulla statale..per qualche mese ho stressato la mia famiglia dicendo che sarei tornata a prenderla,ma non volevano. Così dopo aver annunciato più volte la mia decisione,un pomeriggio l'ho fatto. Sono andata in campagna,mia nonna quando mi ha vista arrivare ha c

apito subito,l'ho slegata e riempita di baci.Che bello aver ritrovato la mia dispettosissima ma dolce amica..

Ora lei ha imparato la lezione e non fa più i dispetti,e io non vado da nessuna parte senza la mia Samyra che è stata accettata anche dalla mia famiglia.

Purtroppo però non va sempre così. Due giorni fa ho trovato 2 gattini appena nati in uno scatolone,vittime dei bambini che li strapazzavano e li lanciavano in aria come palloni.Li ho portati a casa mia,hanno gli occhi ancora chiusi anche a causa dell'umidità ma sto risolvendo il problema con gli impacchi di camomilla.Mangiano e dormono come i bambini e da ieri stanno incominciando a provare a camminare.

Certo,c'è gente che abbandona i bambini come pretendo che non lo facciano anche con gli animali?!

Capisco che portare un animale in vacanza è complicato,in treno o in aereo,in albergo o per lunghi e continui spostamenti,a volte è necessaria qualche rinuncia ma è ben ripagata dal loro amore e dalla compagnia che ci tengono.

Abbiate cuore,non uccidete che vi ama!

Se abbandonate,l'animale siete voi.

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