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Archive for the ‘Senza categoria’ Category

Taglia 44: come vestire??

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Care ragazze, quest’estate in spiaggia, non vi siete sentite più fortunate?

A quanto pare avevo previsto bene, Agosto è quasi finito e questa può dirsi l’estate della taglia 44!

Ero davvero stufa di essere circondata dalle solite ragazze-asta da ombrellone, così magre da non riuscire a contrastare la forza delle onde in riva al mare.

E anche il problema insestetismo (cellulite) sembra essere passato in secondo piano…mentre sale al primo la soddisfazione di piacere così, morbidamente burrose.

E’ tutto merito di Marilyn se il mito delle pin up non è mai tramontato..e noi taglia 44 possiamo godere della lunga scia che ha lasciato..

 

 

«Una donna che ha la taglia 44 oggi è considerata una bellezza», dice Ermanno Scervino.

Ma come s’ indossa la taglia 44?

«L’ errore è seguire una tendenza non conforme alla propria silhouette», spiega lo stilista. Le donne con le curve però sono fortunate perché quest’ estate il capo principe è l’ abito che notoriamente dona ben più a un corpo morbido che a uno scheletrico. «Lo scollo a V dei nuovi abiti intrecciati sotto il seno, slancia e enfatizza il decolleté pieno. Il punto vita deve essere un po’ alto e la gonna non deve scendere oltre il ginocchio», continua Scervino. I pantaloni si portano con la camicia sciancrata lasciata fuori come insegna Juliette Binoche. Ai piedi sandali infradito, ballerine o plateau, per le più audaci. «Per la sera e le occasioni, il tubino nero è immortale, ma sul tappeto rosso le star over 44 sfoggiano l’ abito lungo ripreso sotto il seno, un po’ impero. In alternativa Scervino suggerisce il color cipria, per tessuti che accarezzano il corpo alla Anita Ekberg nella Dolce Vita. Il neorealismo va forte tra gli stilisti. Giovanni Bianchi di La Perla confessa di essersi ispirato a Silvana Mangano in Riso Amaro e a Gina Lollobrigida «bersagliera» in Pane

amore e fantasia per creare la corsetteria della linea Shape couture. «L’ underwear è un punto focale» dice Bianchi. Non deve stringere troppo per non far uscire

i cuscinetti. Il segreto? «Materiali conformanti che contengono stomaco e pancia, punto dolente di ogni donna morbida». «Non ci sono proscrizioni per le taglie 44, neppure per il bianco e i colori, l’ unico azzardo sono i capi trasparenti», conferma Nicoletta Spagnoli, discendente dell’ energica nonna Luisa. «Se una donna è tonica può indossare quello che vuole, come la tuta del prossimo autunno che lascia la schiena scoperta, cappuccio in georgette e pantaloni in cady di seta. Il segreto sono i tessuti elasticizzati, che si modellano al corpo. Anche il jeans con una maglia un po’ over in lino o cotone è perfetto.

Un costume per ogni corpo..ecco come valorizzare il bello e nascondere il peggio del proprio corpo a mare!

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Ogni anno la stessa storia,il costume che mi piace mi sta male.Quest’anno mi sono documentata però, infatti va tanto il simil reggiseno!!

Seno piccolo: compra il triangolo con push up morbido in silicone per acquistare subito una taglia in più o in alternativa quelli con la fodera imbottita. La frangia di push up poi potete anche comperarla a parte e cucirla all’interno del costume!

Seno grande: la fascia è l’ideale per chi ha un decolletè generoso che non ha bisogno di essere sostenuto, e poi ha il vantaggio di permettere un’abbronzatura migliore senza il segno delle spalline.

Finita la tendenza annuale dei tanga e degli sgambati (che poi stavano male quasi a tutte),quest’anno la moda impone coulotte e slip classici ideali per tutte le curve.

Se hai i fianchi stretti: I laccetti annodati ai lati allargano il lato b,sono quindi ideali se hai poche curve. E poi il vantaggio è che li regoli come vuoi e di sicuro non sbagli mai la taglia!

Se hai il sedere grande: Uno slip altezza media,in tessuto elasticizzato leggermente contenitivo così da evitare l’effetto rotolino. Attenzione a non sbagliare taglia o si rischia di essere poco trendy e molto cotechino con lo slip che stringe.

Se hai i fianchi larghi:

le coulotte sono gli slip che stanno bene a chi ha i fianchi morbidi e un bel sedere da valorizzare. Magari scegli la coulotte con il gonnellino per essere originale

Se sei magra: scegli un monopezzo che copre strategicamente la tua pancia piatta o i fianchi un pò rigidi. E’ più sexy del bikini

Se sei robusta: il classico olimpionico snallisce la silhouette  grazie alle geometrie ad hoc e ti garantisce il massio comfort.

Se hai la pancetta:  il costume intero con i laccetti al collo ti darà una linea migliore.

Sgonfiare la pancia in un giorno!

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Week end romantico con il fidanzato a capri, il giorno prima la vostra pancia è gonfia come non mai. Cosa fare?

pancia gonfia

Sgonfiare la pancia in un giorno vi sembra impossibile? Seguite i miei consigli e vi ritroverete con un ventre più asciutto e tonico.

Mangiate con calma!

Visto che nessuno vi corre dietro, potete prendervi tutto il tempo che vi serve per masticare e ingoiare bene il cibo, in modo da non sovraccaricare di lavoro il vostro apparato digerente. Se mangiate troppo in fretta, infatti, nel vostro intestino si formerà una sorta di ingorgo che non farà altro che rallentare il vostro metabolismo. Quindi masticate piano e fate qualche pausa ogni tanto… Vi aiuterà a sgonfiare la pancia in un giorno.

Bevete molta acqua!

L’acqua è fondamentale per il vostro organismo ( visto che è proprio composto per l’80% da liquidi ), mantenere il proprio corpo idratato è quindi il modo ideale per eliminare le tossine in eccesso e sgonfiare la pancia in un giorno.

Se volete far fronte al vostro problema dovete mettere da parte tutte le bibite gassate o alcoliche, cause principali del vostro gonfiore.

Non esagerate con la quantità!

Mangiate piuttosto tante volte durante il giorno, ma assicuratevi di ridurre le porzioni.

Così facendo manterrete in vostro metabolismo sempre attivo e scattante, e lo indurrete a bruciare più grassi negativi per il vostro corpo. Inoltre, se fate un pasto abbondante, oltre alla sensazione di gonfiore e malessere, dopo poco tempo vi verrà ancora fame, inducendovi a mangiare ancora.

Facendo pasti regolari durante tutto l’arco della giornata (piccole porzioni, ovvio), avrete tutta l’energia che vi serve per far lavorare al meglio il vostro corpo.

pancia gonfia

Meno stress = più salute

Uno dei peggiori nemici del vostro corpo, nonchè una delle cause principali dei dolori allo stomaco, è lo stress.

Se volete sgonfiare la pancia in un giorno dovete evitare qualsiasi forma di nervosismo o ansia, preferendo invece prendere la vita più positivamente e con il sorriso stampato in faccia.

Se avete bisogno di scaricare lo stress dopo una giornata di lavoro, esistono moltissimi modi in cui potete farlo: una camminata al parco, una corsetta in campagna, un giro in bici…

Trovate un’attività stimolante per voi, e fatene il vostro pane quotidiano. Così ridurrete lo stress e riuscirete a raggiungere l’obiettivo che vi siete prefissati!

Occhio ai cibi che gonfiano

Fate attenzione ad alcuni tipi di cibo, che potrebbero essere la causa scatenante del vostro problema intestinale: le verdure, innanzitutto, riguardatevi dal cucinarle troppo spesso. Una volta cotte, infatti, rilasciano nel vostro organismo gas e tossine provocandovi quel fastidioso senso di gonfiore allo stomaco.

Provate a ridurre anche alcuni alimenti lievitati, come il pane, la pasta, la birra (eh sì… anche la birra) ed i legumi. Questi ultimi, anche se importantissimi per il loro alto contenuto di fibre, provocano una fermentazione nel vostro stomaco facendovi gonfiare l’addome.

Se volete sgonfiare la pancia in un giorno provate a cucinarli per bene!

Prestate attenzione anche ai latticini! Il lattosio che contengono è infatti una delle bestie nere per tutte le persone che ne sono intolleranti, visto la sua caratteristica negativa che fa gonfiare lo stomaco.

Infusi di erbe per sgonfiare la pancia

Se avete problemi di stomaco e volete sgonfiare la pancia in un giorno, potete provare alcuni infusi indicati per eliminare il gas dal vostro intestino.

Questi sono completamente naturali (presenti in qualsiasi erboristeria), buoni e sani; il modo migliore per sgonfiare la pancia in un giorno!

Queste tisane, come il tè verde, l’infuso di mele, il tè alla menta piperita, prese prima o dopo i pasti, aiuteranno il vostro organismo a digerire meglio e quindi eviteranno la formazione di gas nella vostra pancia.

Se seguite le nostre indicazioni intraprenderete la strada più veloce e sicura verso il vostro traguardo.

Pancia gonfia? Ecco i rimedi

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Cibi per sgonfiare la pancia: cosa fare per ridurre il fastidioso gonfiore della pancia ed averla “piatta”? Certamente vi sono diversi accorgimenti per ridurre – o evitare – il gonfiore della pancia, tipico di abitudini alimentari e stile di vita poco corretti.

Ecco cosa si dovrebbe fare per non avere il problema del gonfiore: mangiare in modo più regolare, favorendo la qualità alla quantità dei cibi, fare regolare movimento fisico, bere tisane che aiutino a ridurre alcuni fastidi, ridurre lo stress, smettere di fumare. Queste sono alcune delle norme fondamentali non solo per la pancia, ma più in generale per la salute dell’organismo (e valgono per tutti).

pancia gonfia

Di seguito i cibi e le bevande consigliabili per chi ha il problema del gonfiore alla pancia. E’ opportuno considerare di includere nella propria dieta alimentare lo yogurt che ha tantissime proprietà benefiche spesso sottovalutate.

Al mattino possiamo mangiarne, affiancandogli un frutta o succhi di frutta: kiwi, mela verde (anche grattugiata), succo di ananas o d’arancia. Per spezzare la morsa della fame, tipica di metà mattinata, possiamo mangiare delle gallette di riso, del pane integrale accompagnato da miele o marmellata ad esempio, e come bevande, se siamo abituati, possiamo bere una tazzina di tè, non esagerare con il caffè è consigliabile per chi ha il problema del gonfiore. Meglio del tè o delle tisane specifiche, quella che va per la maggiore è la tisana al finocchio della pompadur oppure in erboristeria prova Delisnell (planta medica) oppure un semplice actimel che a detta di molte sgonfia e sazia.

Per il pranzo e per la cena
possiamo includere nei nostri pasti verdure e ortaggi crudi o lessi, ma anche grigliati (carote crude, asparagi lessi, zucchine lesse – alla griglia, finocchio crudo, spinaci all’agro, peperoni arrosto, insalata verde).

Carne / formaggi / riso:
tacchino (cotto ai ferri), petto di pollo o filetto (alla griglia) roast beef, pesce lesso, al cartoccio, al vapore, tonno al naturale, uova, riso basmati, formaggio magro.

Altri consigli:
dopo ogni pasto, optate per un bicchiere di infuso di mente piperita o altri che il vostro erborista potrà consigliarvi. Inoltre sarebbe opportuno non bere durante i pasti, oltre 2 bicchieri di acqua naturale, ed escludere del tutto alcolici e bevande gassate.

 

 

Riduci la fame, mastica una gomma!

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Resistere alla tentazione di uno spuntino dopo pranzo è un sacrificio degno solo di un fioretto. Se poi hai delle colleghe golose con le borse sempre colme di m&m’s, togo, biscotti, grissini e nutella, allora la guerra alla cellulite è già persa. Ho trovato un modo per resistere alla fame e alle tentazioni: masticare un chewing-gum per passare il tempo ammazza la noia, toglie la fame e dà energia. Ovviamente deve essere senza zucchero, altrimenti ingrassa. Secondo un nuovo studio finanziato dal Wrigley Science Institut, gli amanti della cicca mangiano meno.

chewing gum

Alcune vip già lo avevano scoperto e utilizzavano le gomme per evitare di concedersi qualche snack nei periodi di dieta. Ma ora è un dato scientifico: la gomma può rallentare il desiderio di zuccheri. Se siete tentati da una merenda, prendere una chewing-gum al suo posto potrebbe non soltanto aumentare la vostra energia, ma anche calmare le voglie.

Sono state esaminate quasi 200 persone, tra i 18 e i 54 anni, che masticano cicca abitualmente. Lo studio ha dimostrato come la gomma da masticare sia capace di rallentare il desiderio di mangiare prodotti zuccherati e anche di fumare. Inoltre, i ricercatori hanno rilevato che aiutano anche a mantenere l’energia durante tutto il giorno e ridurre la sonnolenza dopo i pasti.

Paula J. Geiselman, ricercatrice responsabile dello studio e direttrice del dipartimento della salute e delle abitudini alimentari della donna presso la Pennington Biomedical Research Center all’Università della Luisiana, ha dichiarato: “Questa ricerca parla della gomma da masticare come di un mezzo semplice e pratico per gestire il cibo in eccesso, particolarmente i dolcetti, ed anche il desiderio di fumare”.

Potrebbe essere davvero una nuova strategia alimentare, sempre che siano tollerati gli effetti lassativi indesiderati.

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Lipofilling: riempirsi con le proprie cellule adipose

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Oggi ci troviamo a vivere in una società in cui l’immagine conta davvero molto e per questo è indispensabile anche cercare di combattere i segni che appaiono sul nostro corpo, a causa dell’avanzare dell’età. Se un tempo la ruga era segno di saggezza, oggi indica una persona trascurata che si cura poco. Quando le creme e i sieri non intervengono più in modo mirato, ci pensa la chirurgia estetica. Nell’ultimo decennio ha messo a punto un sistema in grado di “riempire “i tessuti che si svuotano, il sistema usato si chiama lipofilling. È una tecnica che permette, di prelevare cellule adipose vitali, dal soggetto che deve sottoporsi all’intervento. In questo modo si evitano allergie e si riduce al minimo il rigetto che invece può verificarsi qualora il riempimento sia effettua con materiali sintetici.

lipofilling

L’idea di usare il grasso per riempire nasce circa due secoli fa, e nel 1950 è letto il primo articolo che riguarda l’uso del grasso corporeo per la correzione del profilo. Essendo un sistema che non causa rigetto, nel corso degli anni la questione è stata approfondita fino a ottenere dei risultati davvero soddisfacenti. Il Professore Coleman, un noto e famoso chirurgo, nel 1998 ha presentato i risultati ottenuti con una speciale tecnica d’infiltrazione da lui chiamata Lipostructure. In realtà la tecnica riguarda un innesto di tessuti che sono trasferiti in modo da mantenere intatta la struttura vascolare: il grasso è aspirato mediante una cannula collegata a una siringa e poi iniettato nella zona da dover trattare. Se il grasso è iniettato in grandi quantità non tutte le cellule adipose, sopravvivranno perché non a diretto contatto con il tessuto vascolarizzato. Questo è proprio uno dei limiti del lipofilling:non si possono effettuare delle correzioni su grosse dimensioni ma solo fare dei piccoli ritocchi. Su queste basi Coleman ha sviluppato anche la tecnica della lipostruttura. Le parti che possono essere trattate sono il viso, le labbra, le cosce, i glutei e il seno. Il ringiovanimento del viso riguarda alcune aree, zigomi, solchi del naso, mandibola, mento e labbra, qui con l’invecchiamento i tessuti tendono ad assottigliarsi e il lipofilling è la soluzione ideale. Gli zigomi possono essere ingranditi senza ricorrere a delle protesi, che conferirebbero un risultato poco naturale. L’intervento più richiesto è sicuramente quello delle labbra, mentre raramente si opera su zone che sono state soggette ad acne o per la correzione delle occhiaie.

lipofilling labbra

In questi due casi specifici i risultati variano secondo la bravura del chirurgo per evitare che si notino irregolarità sul viso. Anche le mani possono subire un ringiovanimento perché rappresentano una delle zone che invecchia con maggiore facilità perché esposte agli agenti atmosferici e spesso anche all’azione aggressiva dei detergenti per la casa. Nel caso dei glutei, la tecnica del lipofillling, è adottata per richiedere dei “glutei alla brasiliana”. Si tratta di riempire la zona bassa del gluteo per risollevarlo, in questo modo apparirà più sodo e compatto. Si tratta di una tecnica, come abbiamo visto, molto semplice, che si esegue in anestesia locale con l’aggiunta di sedativi. Gli effetti collaterali sono: gonfiore, che può durare anche tre o quattro mesi, riassorbimento parziale dell’innesto adiposo, irregolarità della superficie trattata, pigmentazione delle aree cutanee.

lipofilling

Nel caso del seno il discorso è diverso perché bisogna prestare molta attenzione poiché una calcificazione del grasso potrebbe nascondere un cancro. Se si decide di far ricorso al lipofilling per correggere le piccole rughe bisogna sapere che si tratta di un sistema superficiale e che non andando in profondità deve essere ripetuto nel tempo. La tecnica migliore e la più usata è quella di Coleman, che abbiamo appena descritto. Oggi la tecnica è sta anche modificata da altri chirurghi per migliorare il risultato. Spesso, prima di procedere con l’intervento si paragonano i risultati che si sarebbero potuti ottenere con l’acido jaluronico, o con il collagene. Un grosso vantaggio è che può essere permanente, mentre collagene e acido ialuronico no. La tecnica del lipoffilling prevede pochissimi effetti collaterali perché si preleva del grasso che appartiene sempre al nostro corpo e quindi il rischio di allergie è pari a zero. Per quanto riguarda il dolore non dovrebbe esserci perché anche nei giorni seguenti è consigliato l’uso di anestetici locali. Oggi l’abbinamento maggiore è con la Lipo Lift , quindi per quanto riguarda i costi possono variare dai 3000 ai 4000 euro secondo la zona che s’intende trattare.

Aumentare il seno di una taglia

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Seno piccolo?Paura del chirurgo estetico? Quest’anno non riempire le coppe del costume di fazzoletti, push-up, estensioni in silicone o imbottiture varie! Se sei una donna e vuoi aumentare di almeno una taglia la grandezza del tuo seno, il rimedio, per nulla cruento è oggi possibile! Lo hanno studiato e reso operativo al London Bridge Hospital, in particolare il prof. Christophert Inglefield che non nasconde un pizzico di orgoglio per questa nuova pratica riservata al sesso debole.

Si tratta di sostituire all’intervento chirurgico una sola iniezione di acido jaluronico da iniettare direttamente nel seno che resta naturale e non richiede intervento operatorio ; con questo trattamento, che dura un’ora e mezza circa, non si avverte molto dolore, al di là dei primi giorni dopo l’intervento.

aumentare il seno di una taglia

Per chi è indicato il minitrattamento?
La puntura di acido jaluronico è indicata per quelle donne che lamentano una taglia del seno troppo piccola ma anche per persone un po’ avanti con gli anni che lamentano una perdita di compattezza dell’organo. Certo, definire questa pratica “chirurgica” sarebbe sbagliato in quanto presenta limiti come  la reversibilità del trattamento, ovvero dopo circa un anno e mezzo se si vuole riconquistare il seno sodo e ben fatto che si era ottenuto col primo trattamento, bisogna ripetere il tutto, ma del resto anche coloro che si sottopongono alle iniezioni al silicone per tirar su le labbra hanno lo stesso svantaggio. Inoltre, l’acido jaluronico, a differenza di quanto avviene con altri trattamenti estetici,viene oltrepassato dai raggi X e non nasconde la visione delle strutture intime della ghiandola mammaria e dei suoi annessi nel caso di una mammografia.

Il trattamento è già in uso in Gran Bretagna e presto verrà diffuso nel resto del mondo ma attualmente ha costi proibitivi, visto che per un trattamento occorrerebbero circa 4.000 euro.

 

Ck one: portiamo la moda in spiaggia

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Articolo sponsorizzato

Manca poco all’inizo delle mie vacanze estive e ancora non ho trovato “il costume”, non uno qualsiasi già visto negli anni con le  solite fantasie floreali o mix di colori che almeno altre 2 o 3 in spiaggia indossano! Quest’anno i brand  su cui contavo mi hanno delusa e ora mi ritrovo quasi a scongiurare gli stilisti di stupirmi.

Per fortuna mi tengo aggiornata. Ho sguinzagliato le mie fidate lettrici e da fonti sicure ho saputo che ck one si è rinventato:  infatti, dopo il grande successo della fragranza per lui e per lei, ck one diventa anche brand di collezioni denim, intimo e mare con uno stile comodo ma sexy che esalta le curve, ci delinea e ci veste scegliendo tra il bianco, il nero, il grigio.

La proposta ck one underwear comprende articoli in cotone stretch e microfibra, con un mix di stampe lineari ed innovative. E in ogni stagione, le linee saranno rinnovate con nuove proposte che ci verranno presentate anche mensilmente..quindi niente più reminder di vecchie collezioni ripescate per fare numero, ck one sarà originalità, unicità e creatività al servizio di tutti i gusti!

Sin dal suo esordio nel 1994 al marchio ck one è stato riconosciuto il merito di essere emotivamente vicino ai giovani, di esprimere uno spirito di inividualità e libertà prestando sempre un pizzzico di attenzione alla sensualità che noi donne cerchiamo di esprimere ogni giorno, in ogni momento. Ecco perchè ck one viaggia sull’onda del successo da più di 15 anni.

Diamo una sbirciatina alla collezione intimo:

ck one intimo

ck one underwear

Oltre all’irresistibile proposta di abbigliamento, ck one offre la possibilità di diventare dj grazie alla collaborazione con Radio 105.

Partecipare al ckonedjtalent è davvero semplice: basta cliccare su http://www.105.net/ckonedjtalent/

Inoltre con l’acquisto di ck one o ck be puoi vincere tanti altri premi ogni giorno seguendo tre semplici step:

1. acquistare ck oneck be;

2. ad acquisto effettuato riceverete una cartolina con annesso un codice promozionale;

3. collegatevi al sito www.105.net/ckonedjtalent;

Una volta fatto questo potrete:

- inserire il codice promozionale, caricare la vostra DJ performance, farvi votare da tutti i vostri amici ed essere tra i 3 fortunati vincitori, il premio in palio? UNO STAGE A RADIO 105.

- In alternativa potrete inserire il codice e scoprire subito quale dei fantastici premi avete vinto.

Trovi le nuove linee presenti nei punti vendita Calvin Klein, Calvin Klein Underwear e Calvin Klein Jeans oltre che nei principali grandi magazzini e boutique di tutto il mondo.

Scopri le nuove collezioni qui: ckone

Insomma, è il caso di sbrigarsi..il mondo non si ferma ad aspettarci!

Viral video by ebuzzing

Estate 2011 – la collezione Golden Point

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Dopo 6 mesi  di palestra e diete con poche eccezioni posso dirmi soddisfatta del risultato ottenuto. Ma un corpo ben modellato non ha senso di essere senza un costume particolare! Come predetto, quest’anno il mio fidanzato avrà occhi solo per me in spiaggia..

Solitamente compravo da Yamamay qualche bel completino colorato bikini + gonnellina mare ma quest’anno devo dirmi abbastanza delusa dai modelli..sembrano un reminder delle collezioni precedenti.

Chi mi ha stupito e affascinato è stato Golden Point, quest’anno ha presentato una collezione davvero divertente, chic, semplice e ricercata al tempo stesso. I modelli che hanno catturato la mia attenzione sono i seguenti:

golden point costumi

golden point costumi

golden point

Ce ne sono davvero tanti, per ogni gusto e modello..slip, brasiliana,culotte. Basta scegliere quello che valorizza i pregi e nasconde i difetti..leggi il mio articolo per non sbagliare:  un costume per ogni corpo.

Non vi resta che scegliere dal catalogo il vostro modello!

 

 

golden pointgolden point costumi

Una corretta dieta fai da te

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L’estate avanza, la temperatura sale e come ogni anno inventiamo nuove diete “fai da te” che spesso non ci danno risultati.Per farsi una coscienza alimentare “intuitiva” che funzioni occorre suddividere gli alimenti in classi e all’interno delle classi scegliere bene.  Ecco le informazioni utili alla creazione di una dieta con coscienza!

dieta dimagrante

Barrette sostitutive del pasto -  Non vanno confuse con gli snack o altre forme di dolci da passeggio. Devono avere un alto contenuto di proteine e di grassi per simulare un pasto completo e saziante. Consentite quelle da 160 a 220 kcal/100 g, come le Pesoforma o le Enervit Protein.
Bibite – Non ha nessun senso assumere calorie dalle bibite contenenti zucchero (o fruttosio). Se si ha particolarmente sete, mezzo litro di una bibita dolce può apportare oltre 200 calorie senza togliere il senso di arsura. Sono invece consentite le bevande light che utilizzano dolcificanti e non hanno praticamente calorie.
Biscotti – Praticamente in commercio esistono pochissime varietà di biscotti al di sotto delle 400 calorie per 100 g (anche quelli senza zucchero o senza grassi). È chiaro che i biscotti sono un alimento da tenere sotto controllo e da assumere preferibilmente solo a colazione. Provate a pesare 200 g di biscotti (800 calorie) e, vedendone la quantità, ne capirete il pericolo dietetico.
Margarina, grassi vegetali idrogenati e grassi (oli) vegetali in genere – La margarina e i grassi vegetali idrogenati (contenuti in biscotti, gelati, piatti liofilizzati e/o surgelati, dolci ecc.) non dovrebbero mai essere usati. I grassi (oli) vegetali dovrebbero essere moderati. L’olio extravergine d’oliva spremuto a freddo può essere considerato il grasso migliore, ma senza santificarlo demonizzando altri grassi come il burro, 30 g di olio d’oliva contengono gli stessi grassi saturi di 10 g di burro, ma apportano 270 kcal contro 76: quindi piuttosto che tanto olio meglio poco burro.
Anche il consiglio di usare gli oli di semi al posto dell’olio d’oliva per friggere può essere tranquillamente dimenticato : il miglior olio per friggere è l’olio d’oliva perché ha un punto di fumo alto e non genera residui dannosi.
Caffè – Il caffè (lo stesso discorso vale per il tè) viene trattato non per porre una limitazione al suo consumo, quanto per ricordare che chi beve più caffè al giorno e li zucchera introduce un centinaio di calorie (zucchero e, per chi usa il liofilizzato, il caffè stesso che è molto calorico, quasi 300 kcal/100 g) che possono sfuggire al conteggio giornaliero. Utilizzate il dolcificante o bevetelo amaro.
Caramelle – Le caramelle sono alimenti inutili o dannosi dal punto di vista dietetico; il loro alto indice glicemico (dovuto al saccarosio o allo sciroppo di glucosio) e l’alto valore calorico sconsigliano l’uso delle caramelle tradizionali; anche in questo caso sono ammesse quelle senza zucchero.
Carni e pesce – Per carni grasse s’intendono quelle in cui la presenza di lipidi è significativa (in genere il potere calorico supera le 200 calorie). Normalmente si tratta di parti ben identificabili (fino ad arrivare ai casi estremi del lardo, cioè il pannicolo adiposo del dorso del maiale, dello strutto, ottenuto a caldo per estrazione dai tessuti adiposi del maiale, e dei ciccioli che sono gli esempi più deleteri dal punto di vista alimentare) o di carni particolari (come quella d’oca). I grassi animali sono grassi saturi strettamente correlati al rischio cardiovascolare e anche in questo caso sembra del tutto illogico assumerne con alimenti che possono essere facilmente evitati. Quando si decide per un secondo a base di carne/pesce si può scegliere fra carni rosse magre (vitello, manzo, cavallo), carni bianche (pollo, tacchino ecc.) e pesce (per esempio i tranci di spada). La carne o il pesce devono essere cucinati senza condimenti in modo da avere un contenuto calorico inferiore a 150 kcal/100 g.
Cioccolato – Il cioccolato è un alimento estremamente calorico (oltre 500 calorie per 100 g) che andrebbe assunto solo come forma di integrazione alimentare (per sopperire cioè alle calorie perse con l’esercizio fisico); inserirlo normalmente nella propria dieta significa porsi facilmente nelle condizioni di sforare oppure mangiarlo in sostituzione di altri cibi che meglio saziano.
Corn flakes – Anche in questo caso non sono tutti uguali: spesso decisamente calorici, il limite è a 300 kcal/100 g. Ottime le Fibre 1 Nestlé (260 kcal circa).
Cracker e grissini – Non ha nessun senso sostituire il pane con questi due alimenti molto più calorici e inutilmente ricchi di sodio.
Dessert - Si tratta di dessert a basso tenore di grassi, poche proteine, cioè sono alimenti glicidici (escludiamo ogni forma di dolce ipercalorico). In genere sono poco sazianti e pertanto devono avere meno di 120 kcal/100 g; il riferimento sul mercato è il dessert Vitasnella Danone (81 kcal/100 g)
Dolci e pasticceria – Per i dolci vale lo stesso principio del cioccolato, con l’aggravante che spesso non è possibile nemmeno risalire alla composizione alimentare. Dolci ricchi di burro o di zucchero superano facilmente le 400 calorie per 100 g. I prodotti di pasticceria sono i più calorici; se si vuole finire il pranzo con un dolce, attualmente esistono in commercio dolci semifreddi (attenzione comunque ai grassi idrogenati e alla margarina) il cui contenuto calorico non supera le 250 calorie per 100 g.
Formaggi grassi – Utilizzare solo formaggi o latticini inferiori alle 300 kcal/100 g. Possono essere divisi in tre categorie: normali (superiori alle 250 kcal -> il riferimento è la Robiola Vallelata Galbani, 285 kcal/100 g.), light (fra 180 e 250 kcal; il riferimento è il Philadelphia light della Kraft, 190 kcal/100 g) e ultralight (il riferimento è la Ricotta Vallelata Galbani, 165 kcal/100 g). Per quest’ultima categoria esistono molte alternative (più o meno appetibili) e molto meno caloriche (la Jocca per esempio apporta 128 kcal/100 g, ma alcuni come i fiocchi di latte Vitasnella Danone sono sotto le 90 kcal/100 g): occorre trovare un giusto compromesso con la sazietà. Per questa ragione è da escludere la mozzarella (troppo calorica per il grado di sazietà).
Frullati – Il frullato (o la spremuta) è una forma di assunzione della frutta non giustificata dal punto di vista alimentare: si introduce un maggior numero di calorie (evitando la masticazione l’assunzione è più rapida e inoltre, saziando di meno, induce a consumare una maggior quantità di cibo), spesso aumentato dall’aggiunta di latte e/o zucchero.

dieta fai da te
Frutta – Imparate a riconoscere quella mediamente calorica (banane, fichi, kaki, mandaranci, mandarini, uva fino ad arrivare a castagne, datteri e cocco). Evitate abbuffate di frutta secca: 100 g al netto di noci o di arachidi equivalgono a oltre 600 kcal, una quantità pari a circa 3 kg di fragole!
Frutta sciroppata – Penso che ormai al lettore sia chiaro che gli alimenti vanno consumati per quello che sono; ogni manipolazione per migliorarne il gusto si rivela spesso un errore alimentare. Per la frutta sciroppata, l’aggiunta di glucosio e la distruzione di parte del contenuto vitaminico sconsigliano l’inserimento di questo alimento nella dieta.
Gelati – Il gelato è un ottimo alimento, spesso meno calorico di quanto si pensi. Gli errori alimentari che si commettono sono sostanzialmente tre. Il primo consiste nell’assumerlo come dissetante; a causa dell’elevato contenuto di zuccheri, lo pseudopotere dissetante del gelato è dato solo dalla temperatura: una volta sciolto nello stomaco, i carboidrati assunti non faranno altro che richiedere altra acqua, aggravando la condizione. Questo errore è comune anche con i ghiaccioli o le granite, alimenti assolutamente inutili, visto l’elevato potere calorico (150 calorie per 100 g) e il potere dissetante nullo a medio termine. Il secondo errore consiste nell’assumere il gelato (classicamente a passeggio) al di fuori dei pasti, magari in sostituzione dello spuntino: a causa dell’appetibilità del prodotto lo spuntino va spesso al di là del contenuto calorico previsto per un vero e proprio brunch e ha inoltre caratteristiche prettamente glicidiche o glicidico-lipidiche, essendo la parte proteica quasi sempre trascurabile. Non si vede pertanto nessun motivo per attivare il meccanismo insulinico con uno spuntino ipercalorico. L’ultimo errore sta nella scelta, fatta spesso a caso, erroneamente pensando che tutti i gelati siano uguali. La scelta può effettivamente essere libera, purché si scelgano gelati inferiori alle 200-240 kcal/100 g. Quelli meno calorici sono poco sazianti, quelli troppo calorici non sono adatti alla dieta. Sul mercato si va dalle 100 kcal di alcuni sorbetti alle 300 kcal/100 g e oltre di molti gelati industriali, spesso confezionati con ingredienti di scarsa qualità.
Liquori – Per i liquori vale lo stesso discorso fatto per molti altri alimenti inutili: assumere calorie con un digestivo (che spesso non aiuta affatto la digestione) o con un superalcolico è del tutto ingiustificato. Stessa strategia per il vino o la birra ai pasti.
Maionese e salse – L’uso di salse in cucina andrebbe attentamente controllato; è inutile cucinare piatti leggeri se poi sono accompagnati da salse ipercaloriche. Preferite le versioni light che dimezzano il potere calorico.
Marmellata – Il discorso fatto per la frutta sciroppata vale anche per le marmellate: preferite quelle senza zuccheri aggiunti, al di sotto delle 150 calorie (alcune arrivano a 120 calorie) per 100 g. Da evitare invece le marmellate sotto le 100 kcal perché poco sazianti (in realtà sono mousse di frutta con un contenuto eccessivo di acqua).
Merendine – Decisamente ipercaloriche sarebbero da evitare; se proprio volete usarle come spuntino (poco saziante), le uniche ragionevoli sono quelle al pan di Spagna con meno di 350 kcal/100 g.
Miele – Il miele è un alimento spesso sopravvalutato, a cui sono attribuiti poteri taumaturgici che assolutamente non ha. È certamente un alimento energetico (308 calorie per 100 g), ma con alto indice glicemico e quindi molto simile al comune zucchero dal punto di vista nutrizionale.
Olio – Abbiamo già chiarito che l’unico olio che dovrebbe essere usato è l’olio extravergine d’oliva spremuto a freddo. Voglio solo ricordare che l’olio entra in modo massiccio come componente di molti sughi (per esempio il pesto) di cui non deve essere assolutamente sottovalutato il potere calorico.
Pane – Il pane è un alimento che non può sfuggire alla dieta. Un qualunque piano alimentare può fallire se non sapete esattamente la quantità di pane che utilizzate. Cercate di evitare la brutta abitudine di accompagnare tutti i piatti con il classico panino. Per semplificare e per risparmiare molte calorie, utilizzate pane a fette, possibilmente secco come il Pane Vitasnella Saiwa.
Panna – La panna è un alimento lipidico (il 90% del potere calorico deriva dai grassi), anche se in assoluto non è supercalorico (dalle 240 alle 300 kcal/ 100 g). Contrariamente alla credenza comune, è meno calorica di una crostata e molto più saziante. Andrebbe pertanto inserita in un piano alimentare. Può essere usata da sola (per esempio con la frutta) o come dolce a sé stante nella versione panna cotta (250 kcal/100 g). Evitare le panne cotte con zuccheri aggiunti e pochi grassi, perché i carboidrati snaturano completamente il prodotto e diminuiscono la sazietà. Per la panna fresca, quella vegetale è meno calorica, ma è sconsigliata per la presenza di grassi idrogenati.
Pasta e riso – Sono ottimi alimenti che la dieta mediterranea ha purtroppo reso troppo importanti. Un piatto di pasta al pomodoro è completamente sbilanciato a favore dei carboidrati; se durante il pasto non si assume null’altro si avrà un picco d’insulina con tutti i problemi connessi; se viceversa si cercherà di bilanciare con un piatto proteico (il classico secondo) si supererà la soglia di calorie, visto che già il primo non è certo un piatto ipocalorico. I primi a base di pasta o di riso vanno cioè assunti con moderazione (dai 60 ai 90 g in relazione al sugo usato; se usate un sugo al pesto potrete permettervi solo qualche spaghetto!) e non più di una volta al giorno. Per chi usa piatti pronti con l’indicazione calorica (per esempio surgelati) attenzione a non aggiungere olio come indicato nelle istruzioni. Si tenga inoltre presente che, poiché i piatti pronti conteggiano anche l’acqua assorbita dal riso o dalla pasta, valori ipocalorici si devono considerare quelli che non superano le 140 kcal/100 g. Per i piatti pronti non è possibile fare sostituzioni del tipo “non trovo quella marca ne prendo un’altra” perché i valori potrebbero essere completamente diversi.
Patate – La disputa sulle patate è infinita: sono o non sono alimenti ipercalorici? La risposta è: dipende. In sé non lo sono (solo 79 kcal/100 g), ma lo possono diventare in due situazioni ben precise; la prima è l’assunzione di una porzione eccessiva (500 g equivalgono a 400 calorie; se vi piacciono le patate, mezzo chilo non è poi una quantità enorme), la seconda è il modo di cucinarle. Le patate hanno il difetto di assorbire i condimenti grassi e l’olio in particolare: cucinata (o fritta) nell’olio una piccola patata diventa una bomba calorica. Se proprio non se ne può fare a meno, almeno mangiatele cotte al forno con Patasnella.
Pizza – È sempre difficile abbattere un mito, ma la pizza non è certo un alimento ottimale. La vera pizza (preparata con pomodori freschi, olio extravergine d’oliva e mozzarella di bufala) è praticamente introvabile, sostituita da prodotti appetibili, ma che destano notevoli perplessità (per esempio per l’uso di formaggi fusi). Inoltre le dimensioni ne fanno quasi sempre un piatto ipercalorico che spesso raggiunge o supera le 1000 calorie. Scegliete pizze di dimensioni contenute, possibilmente alle verdure e con poca mozzarella (se così si può chiamare). Fra quelle già pronte ne esistono poche inferiori alle 200 kcal/100 g; fra di esse la pizza Valsoia (150 kcal circa).
Polenta – Piatto tipico del nord, è un alimento glicidico che viene consumato ormai come contorno di secondi in quantità spesso esagerate; ricordatevi che 100 g apportano oltre 350 calorie.
Salumi grassi – Salami, coppe, mortadelle, salsicce, pancette, würstel, hot dog e tutti i salumi con un contenuto calorico superiore alle 200 calorie per 100 g andrebbero esclusi dall’alimentazione. Fanno eccezione quelli che sono poveri di grassi come la bresaola, il prosciutto cotto magro e quello crudo magro. In ogni caso scegliete versioni magre di questi prodotti: non ha senso comprare prosciutto cotto grasso o semigrasso e poi scartare le parti lipidiche. Attenzione al contenuto di sale (soprattutto nella bresaola) che può causare ritenzione idrica in chi è predisposto.
Succhi di frutta – I succhi di frutta sono versioni industriali delle spremute. Come bevanda hanno un potere calorico elevato, dovuto all’aggiunta di zucchero o alla concentrazione, ottenuta eliminando parte dell’acqua (anche in questo caso si migliora il gusto, ma si peggiora nutrizionalmente l’alimento). Deve essere evitata l’abitudine di utilizzarli come bevanda al posto dell’acqua.
Uova – Anche la disputa sulle uova sembra non finire mai; condannate perché contengono troppo colesterolo (213 mg per 100 g di uova), ma riabilitate quando si considera che solo il 20% del colesterolo è imputabile a quello assunto con i cibi. Controindicate per chi soffre di calcolosi epatobiliare, sono invece apprezzate per il valore proteico e tutto sommato ipocalorico. In realtà si dovrebbe mettere sotto accusa solo il tuorlo dell’uovo, ricco di colesterolo, ipercalorico (325 kcal/100g). L’albume è privo di colesterolo ed è ipocalorico (40 kcal/100g).
Yogurt – È opportuno scegliere uno yogurt saziante; sono da evitare quelli da bere o quelli magri, ma troppo liquidi. Gli yogurt interi vanno dalle 60 alle 70 kcal/100 g, quelli magri da 45 a 60 kcal/100 g. Controllate attentamente che gli “yogurt alla frutta” non siano addizionati di zucchero che porta spesso il contenuto calorico attorno od oltre le 100 kcal/100 g. Se proprio volete uno yogurt alla frutta e non vi piacciono quelli magri con dolcificante, scegliete uno yogurt intero e aggiungete frutta fresca.