Nell’ultimo periodo i miei fine settimana votati al relax sono mutati in giorni di stress e dolori. La cosa è nata così: ” Che ne dici di una passeggiata in montagna domenica?”, propone con occhi dolci il mio fidanzato..e come resistergli!!!
La prima domenica con il CAI è stata davvero una passeggiata, tolto il trauma della sveglia che suona alle 7 , con una colazione abbondante tutto si appiana. Incontriamo il resto del gruppo a Cava Dei Tirreni (SA) e il tempo dei saluti che già siamo in viaggio. Il punto di partenza della camminata è a 40 minuti ma ne abbiamo impiegati circa 70 visto che arrivati al paesino ai piedi della montagna da visitare, gli altri hanno pensato bene di saccheggiare macellerie e panifici.
Arrivati sul sentiero tracciato la passeggiata è durata appena una quarantina di minuti A/R, poi hanno acceso il fuoco e con gli spiedini fatti al momento abbiamo arrostito le salsiccia e bevuto vino. Forse ero più brilla che stanca..
Ma questa domenica più che una passeggiata è stato un massacro!
Suona la sveglia alle 7, la fermo e torno a dormire! Alle 7.30 il mio fidanzato citofona, trascinandomi fino alla porta apro in pigiama,lui sbarra gli occhi e grida: ” E’ tardi!”. Sei minuti dopo eravamo già in viaggio verso il punto d’incontro.. La passeggiata ha inizio sul Valico di Chiunzi al Monte Cerreto (1330 mt), montagne che fino a quel momento avevo visto solo dal basso correndo in vespa fino in costiera.
Dopo i primi 30 minuti già avevo il fiatone..non avevo nessuna idea di cosa mi aspettasse!
Ve la faccio breve perchè a parlarne mi sembra di riviverla: 4 ore di passeggiata praticamente in arrampicata, sempre in salita tra fango e foglie bagnate e scivolose, il sole sempre dalla parte opposta della montagna lasciandoci al buio e al freddo,la neve non prevista c’era, gli ultimi 40 minuti camminavo praticamente sulle mani vista la salita! Dalla stanchezza mi sono cadute le braccia, avevo il cuore in gola, e le gambe le avevo lasciate al punto di partenza..solo la forza di volontà mi trascinava verso la cima, e poi neanche più quella quando il resto del gruppo ( età media compresa tra 50-70 anni) mi ha allegramente superato incoraggiandomi dall’alto della cima : ” Forza, sei giovane!”.
Solo la voglia di uccidere il mio fidanzato spingendolo dall’alto mi ha dato la forza di camminare, ma una volta arrivati la stanchezza era tanta da non riuscire neanche a pensare!
Michele mi ripeteva: ” Più è dura la salita, più è grande la gioia all’arrivo”, e non si sbagliava..sulla cima innevata c’erano una croce ( immagino per quale motivo!) e un rifugio in legno ben attrezzato..per tutto il resto c’è Mimì, un amico del CAI che non dimentica mai di portare nel suo zaino grappa, macchinetta del caffè + fornellino a gas, e qualche bontà locale!
La discesa è stata più veloce,solo 3 ore e qualche scivolata. Eppure ricorderò con grande piacere questa scalata, manco fosse stato l’Everest!
Appena trovo il modo e il tempo,carico un pò di foto.


[ad]