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Archive for the ‘salute e scienza’ Category

Riduci la fame, mastica una gomma!

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Resistere alla tentazione di uno spuntino dopo pranzo è un sacrificio degno solo di un fioretto. Se poi hai delle colleghe golose con le borse sempre colme di m&m’s, togo, biscotti, grissini e nutella, allora la guerra alla cellulite è già persa. Ho trovato un modo per resistere alla fame e alle tentazioni: masticare un chewing-gum per passare il tempo ammazza la noia, toglie la fame e dà energia. Ovviamente deve essere senza zucchero, altrimenti ingrassa. Secondo un nuovo studio finanziato dal Wrigley Science Institut, gli amanti della cicca mangiano meno.

chewing gum

Alcune vip già lo avevano scoperto e utilizzavano le gomme per evitare di concedersi qualche snack nei periodi di dieta. Ma ora è un dato scientifico: la gomma può rallentare il desiderio di zuccheri. Se siete tentati da una merenda, prendere una chewing-gum al suo posto potrebbe non soltanto aumentare la vostra energia, ma anche calmare le voglie.

Sono state esaminate quasi 200 persone, tra i 18 e i 54 anni, che masticano cicca abitualmente. Lo studio ha dimostrato come la gomma da masticare sia capace di rallentare il desiderio di mangiare prodotti zuccherati e anche di fumare. Inoltre, i ricercatori hanno rilevato che aiutano anche a mantenere l’energia durante tutto il giorno e ridurre la sonnolenza dopo i pasti.

Paula J. Geiselman, ricercatrice responsabile dello studio e direttrice del dipartimento della salute e delle abitudini alimentari della donna presso la Pennington Biomedical Research Center all’Università della Luisiana, ha dichiarato: “Questa ricerca parla della gomma da masticare come di un mezzo semplice e pratico per gestire il cibo in eccesso, particolarmente i dolcetti, ed anche il desiderio di fumare”.

Potrebbe essere davvero una nuova strategia alimentare, sempre che siano tollerati gli effetti lassativi indesiderati.

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Lipofilling: riempirsi con le proprie cellule adipose

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Oggi ci troviamo a vivere in una società in cui l’immagine conta davvero molto e per questo è indispensabile anche cercare di combattere i segni che appaiono sul nostro corpo, a causa dell’avanzare dell’età. Se un tempo la ruga era segno di saggezza, oggi indica una persona trascurata che si cura poco. Quando le creme e i sieri non intervengono più in modo mirato, ci pensa la chirurgia estetica. Nell’ultimo decennio ha messo a punto un sistema in grado di “riempire “i tessuti che si svuotano, il sistema usato si chiama lipofilling. È una tecnica che permette, di prelevare cellule adipose vitali, dal soggetto che deve sottoporsi all’intervento. In questo modo si evitano allergie e si riduce al minimo il rigetto che invece può verificarsi qualora il riempimento sia effettua con materiali sintetici.

lipofilling

L’idea di usare il grasso per riempire nasce circa due secoli fa, e nel 1950 è letto il primo articolo che riguarda l’uso del grasso corporeo per la correzione del profilo. Essendo un sistema che non causa rigetto, nel corso degli anni la questione è stata approfondita fino a ottenere dei risultati davvero soddisfacenti. Il Professore Coleman, un noto e famoso chirurgo, nel 1998 ha presentato i risultati ottenuti con una speciale tecnica d’infiltrazione da lui chiamata Lipostructure. In realtà la tecnica riguarda un innesto di tessuti che sono trasferiti in modo da mantenere intatta la struttura vascolare: il grasso è aspirato mediante una cannula collegata a una siringa e poi iniettato nella zona da dover trattare. Se il grasso è iniettato in grandi quantità non tutte le cellule adipose, sopravvivranno perché non a diretto contatto con il tessuto vascolarizzato. Questo è proprio uno dei limiti del lipofilling:non si possono effettuare delle correzioni su grosse dimensioni ma solo fare dei piccoli ritocchi. Su queste basi Coleman ha sviluppato anche la tecnica della lipostruttura. Le parti che possono essere trattate sono il viso, le labbra, le cosce, i glutei e il seno. Il ringiovanimento del viso riguarda alcune aree, zigomi, solchi del naso, mandibola, mento e labbra, qui con l’invecchiamento i tessuti tendono ad assottigliarsi e il lipofilling è la soluzione ideale. Gli zigomi possono essere ingranditi senza ricorrere a delle protesi, che conferirebbero un risultato poco naturale. L’intervento più richiesto è sicuramente quello delle labbra, mentre raramente si opera su zone che sono state soggette ad acne o per la correzione delle occhiaie.

lipofilling labbra

In questi due casi specifici i risultati variano secondo la bravura del chirurgo per evitare che si notino irregolarità sul viso. Anche le mani possono subire un ringiovanimento perché rappresentano una delle zone che invecchia con maggiore facilità perché esposte agli agenti atmosferici e spesso anche all’azione aggressiva dei detergenti per la casa. Nel caso dei glutei, la tecnica del lipofillling, è adottata per richiedere dei “glutei alla brasiliana”. Si tratta di riempire la zona bassa del gluteo per risollevarlo, in questo modo apparirà più sodo e compatto. Si tratta di una tecnica, come abbiamo visto, molto semplice, che si esegue in anestesia locale con l’aggiunta di sedativi. Gli effetti collaterali sono: gonfiore, che può durare anche tre o quattro mesi, riassorbimento parziale dell’innesto adiposo, irregolarità della superficie trattata, pigmentazione delle aree cutanee.

lipofilling

Nel caso del seno il discorso è diverso perché bisogna prestare molta attenzione poiché una calcificazione del grasso potrebbe nascondere un cancro. Se si decide di far ricorso al lipofilling per correggere le piccole rughe bisogna sapere che si tratta di un sistema superficiale e che non andando in profondità deve essere ripetuto nel tempo. La tecnica migliore e la più usata è quella di Coleman, che abbiamo appena descritto. Oggi la tecnica è sta anche modificata da altri chirurghi per migliorare il risultato. Spesso, prima di procedere con l’intervento si paragonano i risultati che si sarebbero potuti ottenere con l’acido jaluronico, o con il collagene. Un grosso vantaggio è che può essere permanente, mentre collagene e acido ialuronico no. La tecnica del lipoffilling prevede pochissimi effetti collaterali perché si preleva del grasso che appartiene sempre al nostro corpo e quindi il rischio di allergie è pari a zero. Per quanto riguarda il dolore non dovrebbe esserci perché anche nei giorni seguenti è consigliato l’uso di anestetici locali. Oggi l’abbinamento maggiore è con la Lipo Lift , quindi per quanto riguarda i costi possono variare dai 3000 ai 4000 euro secondo la zona che s’intende trattare.

Aumentare il seno di una taglia

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Seno piccolo?Paura del chirurgo estetico? Quest’anno non riempire le coppe del costume di fazzoletti, push-up, estensioni in silicone o imbottiture varie! Se sei una donna e vuoi aumentare di almeno una taglia la grandezza del tuo seno, il rimedio, per nulla cruento è oggi possibile! Lo hanno studiato e reso operativo al London Bridge Hospital, in particolare il prof. Christophert Inglefield che non nasconde un pizzico di orgoglio per questa nuova pratica riservata al sesso debole.

Si tratta di sostituire all’intervento chirurgico una sola iniezione di acido jaluronico da iniettare direttamente nel seno che resta naturale e non richiede intervento operatorio ; con questo trattamento, che dura un’ora e mezza circa, non si avverte molto dolore, al di là dei primi giorni dopo l’intervento.

aumentare il seno di una taglia

Per chi è indicato il minitrattamento?
La puntura di acido jaluronico è indicata per quelle donne che lamentano una taglia del seno troppo piccola ma anche per persone un po’ avanti con gli anni che lamentano una perdita di compattezza dell’organo. Certo, definire questa pratica “chirurgica” sarebbe sbagliato in quanto presenta limiti come  la reversibilità del trattamento, ovvero dopo circa un anno e mezzo se si vuole riconquistare il seno sodo e ben fatto che si era ottenuto col primo trattamento, bisogna ripetere il tutto, ma del resto anche coloro che si sottopongono alle iniezioni al silicone per tirar su le labbra hanno lo stesso svantaggio. Inoltre, l’acido jaluronico, a differenza di quanto avviene con altri trattamenti estetici,viene oltrepassato dai raggi X e non nasconde la visione delle strutture intime della ghiandola mammaria e dei suoi annessi nel caso di una mammografia.

Il trattamento è già in uso in Gran Bretagna e presto verrà diffuso nel resto del mondo ma attualmente ha costi proibitivi, visto che per un trattamento occorrerebbero circa 4.000 euro.

 

Come abbronzarsi in pochi giorni

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Voglio tutto e subito..anche quando vado a mare, ecco perchè ho testato personalmente i migliori accelleranti per l’abbronzatura. Come consigliano i medici è sempre bene proteggere la pelle con una protezione medio-alta..ma si vive una sola volta e non ho tutta la vita per abbronzarmi!!

Destinazione mare! Se avete una pella molto chiara, prima di partire per le vacanze, fatevi una lampada, così preparate la vostra pelle al sole. Per chi ha la carnagione più scura, non fatela. Così renderete la sfida con il sole più interessante!

crema solare-protezione

Primo giorno: proteggervi con la protezione 30 da corpo e per il viso con la protezione 40. Sia che cia sia il sole o nuvole. Se la destinazione che avete scelto è vicino all’equatore io metterei una protezione 50. Se siete in Europa o in Italia va bene partendo con la 30.

Secondo giorno: proteggervi con la protezione 30 per il corpo e 40 per il viso. Dovete sapere che i raggi solari filtrano lo stesso anche se è nuvoloso e se non mettete una protezione alta, rischiate di scottarvi la pelle. Risultato? Dopo una settimana vi spellerete

Terzo giorno: proteggetevi con crema 15 da corpo e 20 da viso. La vostra pelle e il vostro corpo si stanno adattando al sole. Ovviamente più è alta la vostra protezione, maggiore sarà il prolungamento dell’abbronzatura. Appena uscite dall’acqua asciugatevi per 10 minuti al sole e cospargetevi nuovamente di crema.

Quarto giorno: proteggetevi con crema 15 da corpo e 20 da viso. Per chi vuole può anche abbassare la protezione della crema per il viso, e passare a una 10. Se fate delle lunghe passeggiate sulla spiaggia, ricordatevi di portare con voi oltre al portafoglio, anche la protezione.

Quinto giorno: proteggetevi con crema 8 da corpo e 10 da viso. Per quanto riguarda il viso io non scenderei tanto. Anche se avete una protezione abbastanza alta vi abbronzate lo stesso. In modo più graduale, ma vi abbronzate. Solo se sentite il sole che picchia aumentate la protezione per evitare scottature.

Sesto giorno: proteggetevi con crema 8 da corpo nelle parti più delicate, come decoltè, mani, e piedi. Per il viso usate la 10 e ricordardate di spalmarla anche sulle orecchie! Sulle gambe potete mettere anche la 6. Consiglio per le ginocchia: usate sempre una protezione abbastanza alta  poichè sono le prime parti che si abbronzano.

Settimo giorno: proteggetevi con crema 6 e non con una protezione più bassa. Perchè? Il sole fa venire le rughe, e quelle non vengono via come l’abbronzatura!

Io però predico bene e razzolo male. Già dopo il quarto giorno prendo il “kit super abbronzatura”: olio johnson baby, olio al mallo di noce, spruzzino con acqua di mare e leocrema. Eh si, la leocrema accellera l’abbronzatura e la lascia perfetta anche dopo settimane!

 

 

 

 

 

 

Come avere un’abbronzatura dorata

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Un’abbronzatura perfetta, dorata ed uniforme, è il sogno di tutti! Ma per averla non basta esporsi al sole. Indispensabile è curare la propria alimentazione , evitare scottature e seguire alcune dritte utili, come:

Esporsi in modo graduale: nei primi giorni di vacanza al mare è opportuno abituare progressivamente la pelle al sole. L’abbronzatura superficiale dei primi giorni è dovuta alla riserva di melanina già disponibile ed è destinata a sparire rapidamente e solo dopo circa una settimana comincia a formarsi un’abbronzatura duratura.

abbronzatura dorata

Rinnovare spesso sulla pelle la crema solare (anche se è scritto che resiste all’acqua)

Non si può stare al sole quando e quanto si vuole: ricordarsi che i momenti migliori per abbronzarsi il mattino fino alle 11 e il tardo pomeriggio. Evitare le ore più calde della giornata (dalle 12 alle 15).

Stare in movimento: in questo modo le radiazioni solari si distribuiscono omogeneamente su tutto il corpo. Dopo un bel bagno è gradevole asciugarsi al sole; attenzione però, l’effetto-lente delle goccioline di acqua sul corpo può favorire le scottature e la disidratazione.

Autoabbronzanti, si o no? Gli autoabbronzanti risultano essere un buon alleato per gli appassionati della tintarella: consentono infatti di ottenere una buona pigmentazione cutanea, seppur destinata a scomparire nell’arco di 2 o 3 giorni, in poche ore e in assenza di sole. Ottimi dunque per i primi giorni, quando ancora la pelle non è abbronzata, in quanto consentono di esibire una bel colore dorato, ma anche una volta rientrati in città, per conservarlo più a lungo. Attenzione: gli autoabbronzanti non conferiscono alcuna protezione nei confronti delle radiazioni ultraviolette, inoltre, è necessario evitare quelli da 4 soldi perchè lasciano la pelle macchiata.

evitare profumi: è opportuno non spruzzare profumi sulla pelle prima di esporsi al sole, in quanto potrebbero causare sensibilizzazioni e reazioni allergiche.

Idratare la pelle anche dall’interno: La pelle va idratata anche dall’interno, bere parecchia acqua durante e dopo l’esposizione solare farà sì che la vostra pelle abbia un aspetto sano e che l’abbronzatura duri a lungo.

il doposole: dopo l’esposizione la pelle deve essere idratata perché si mantenga elastica. Una crema idratante o un prodotto doposole (che contiene sostanze rinfrescanti e lenitive) assolvono questo compito, tenendo tuttavia presente che la pelle si rinnova continuamente, eliminando gli strati superficiali, per cui l’abbronzatura è destinata prima o poi a scomparire.

Attenzione anche alla dieta. Alimenti ricchi di vitamine sono in grado di fornire alla pelle la giusta idratazione: la vitamina C (che si trova in abbondanza in peperoni, agrumi e kiwi), la E (uova e broccoli) e la A – betacarotene (vegetali a polpa rossa o gialla). Gli integratori alimentari a base di betacarotene contribuiscono a conferire un piacevole colore dorato, anche se non forniscono protezione nei confronti delle radiazioni ultraviolette.

abbronzatura dorata

I rimedi casalinghi: servono 15 albicocche  mature e l’Olio di argan

  1. La prima cosa che dovrai fare è quella di lavare per bene le albicocche mature, fatto ciò dovrai togliere il nocciolo. A questo punto dovrai tagliare a pezzetti le albicocche e  le dovrai mettere in una pentola con dell’acqua sul fuoco fino a che non comincia il bollore.
  2. Quando le albicocche sono pronte te ne accorgi perchè diventano molli, le dovrai scolare e lasciale raffreddare. A questo punto prendi il frullatore e frulla il tutto per qualche minuto poi versa il contenuto in una ciotola capiente.
  3. Adesso versaci tre gocce di olio di argan nel composto e mescola il tutto. A questo punto dovrai stendere l’abbronzante sul viso massaggiando delicatamente e lasciarlo in posa per almeno venti minuti. Trascorso questo tempo dovrai risciacquare il tutto e lo dovrai applicare due volte a settimana sia sul viso che sul corpo

 

 

10 buone azioni per salvare il mondo

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Come possiamo contribuire al raggiungimento degli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto e cioè, fermare gli effetti disastrosi dei cambiamenti climatici?

coldiretti. clima. risparmio

Osservando questi piccoli accorgimenti potremmo anche risparmiare qualcosa sulla spesa e sulla bolletta. Per capire come vediamo uno per uno i consigli di Coldiretti:

- Preferire l’acquisto di prodotti locali che non devono subire lunghi trasporti con mezzi inquinanti;

- Scegliere frutta e verdura di stagione che non consumano energia per la conservazione;

- Ridurre le intermediazioni fino a fare acquisti direttamente dal produttore per evitare passaggi di mano del prodotto che spesso significano inutili trasporti;

- Privilegiare i prodotti sfusi che non consumano imballaggi;

- Acquistare confezioni formato famiglia rispetto a quelle monodose per ridurre il consumo di imballaggi per quantità di cibo consumato;

- Fare acquisti di gruppo (anche in condominio) per ridurre i consumi di energia nei trasporti per fare la spesa;

- Riutilizzare le borse per la spesa e servirsi di quelle fatte con materiali biodegradabili di origine agricola nazionale o di tela invece di quelle in plastica;

- Ottimizzare l’energia consumata nella preparazione e conservazione dei cibi con pentole e frigoriferi a basso impatto;

- Evitare di servire a tavola con piatti e bicchieri di plastica che consumano energia e inquinano l’ambiente;

- Fare la raccolta differenziata per consentire il recupero di energia dai rifiuti prodotti;

Come tutto questo può farci risparmiare? Anzitutto acquistare prodotti locali piuttosto che di importazione non riduce solo l’emissione di gas inquinanti, ma permette anche di mantenere più bassi i prezzi, che non devono essere maggiorati per contenere le spese dei trasporti. Costi più contenuti anche per i prodotti ortofrutticoli di stagione. Mentre l’accorciamento della filiera, ossia la riduzione del numero di intermediari fra noi e il produttore, è un ottimo modo per acquistare prodotti genuini a costi contenuti, come mostrato dalla crescente diffusione dei cosiddetti mercati locali, perchè anche in questo caso i prezzi non devono essere maggiorati per garantire un introito a ciascun intermediario.

Infine meglio preferire i prodotti sfusi poichè acquistandoli non sosterrete il costo dell’imballaggio, che inesorabilmente va ad aumentare il numero di rifuti prodotti. Lo stesso vale per i prodotti monodose: costano di più e causano un inutile aumento dei rifiuti. Mentre l’utilizzo di utensili (come le pentole) e di elettrodomestici a basso impatto ottimizza considerevolmente i consumi di luce e gas riducendo l’importo delle bollette.

Sono le piccole azioni quotidiane di ciascuno che possono cambiare il mondo!

 

Come avere denti sempre più bianchi

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Appuntamento con il ragazzo che ti piace. Dopo giorni di dieta ferrea per sgonfiare la pancia e ore di preparativi tra vestiti,trucco e capelli… stai per aprirgli la porta quando ti specchi e l’immagine riflessa mostra i tuoi denti GIALLI!!!

denti gialli

Il colore dei nostri denti è generato dalla dentina, che una parte del dente ed è situata proprio al di sotto dello smalto.

Non è, quindi, lo smalto a determinare il colore dei nostri denti. Esso non ha un colore proprio, è traslucido: dalla sua superficie traspare il colore della dentina sottostante.

Lo smalto non è una barriera impenetrabile tra il cavo orale e la dentina, ha vari pori che fanno penetrare sostanze, particelle, capaci di cambiare il colore alla dentina e allo stesso smalto.

Inoltre sulla superficie dentale, si può formare placca batterica e tartaro. Le varie particelle colorate introdotte con alimenti, bevande, fumo (catrame e nicotina), possono aderire alla placca o al tartaro e rimanervi adese, causando un cambio del colore dei denti.

Cosicché nel corso degli anni, lo smalto e la sottostante dentina, assumono particelle colorate, responsabili della variazione del colore dei denti.

Anche la luce solare causa denti più gialli e più scuri.

Inoltre con il passare dell’età, lo smalto si assottiglia a causa del logorio naturale. Ciò fa trasparire maggiormente il colore degli strati sottostanti della dentina, sempre più scura!

Come assicurarsi denti sempre più bianchi?

  1. Pulire i denti due volte al giorno, o meglio dopo ogni pasto, in modo che i residui di cibo non diventino un appetitoso bottino per i batteri.  La pulizia è indispensabile prima di andare a dormire, altrimenti gli acidi che si formano in bocca hanno tutta la notte per compiere la loro opera devastatrice.
  2. Spazzolare dal rosso verso il bianco, vale a dire dalla gengiva verso il dente. Spazzolare sempre due denti per volta. Si passa prima il lato esterno, poi quello interno, infine si spazzola la faccia masticatoria dei molari. Importante il risciacquo finale, possibilmente con un’apposita doccia o idropropulsore.
  3. Non dimenticare il filo interdentale, da usare soprattutto dove non si arriva con lo spazzolino, facendo attenzione a non ferire i tessuti sensibili delle gengive.
  4. Usare sempre il colluttorio, che agisce contro la formazione della placca e della carie e mitiga l’azione della flora batterica.  I collutori ad azione lieve-rinfrescante (a base di estratti naturali come menta piperita) possono essere utilizzati quotidianamente, mentre quelli ad alta concentrazione di clorexidina e fluoro (antibatterici e antisettici) vanno limitati alle manifestazioni infiammatorie (l’uso prolungato può determinare il depositarsi dei batteri sullo smalto rendendolo giallo-brunastro).
  5. Scegliere un buon dentifricio: la maggior parte contiene sali di fluoro, che rendono più resistente lo smalto.  Per chi preferisce i rimedi della nonna, si può preparare un ottimo dentifricio con un po’ d’olio d’oliva, un pizzico di sale e un cucchiaio di argilla verde ventilata: il potere assorbente dell’argilla eliminerà i residui di cibo.
  6. Eliminare le macchie: oltre all’ingiallimento fisiologico, vi sono vari fattori che possono spegnere il candore dello smalto: l’assunzione frequente di coloranti presenti in alimenti e bevande (liquirizia ,tè,caffè, cola), il fumo, l’assunzione di tetracicline.  Per sbiancare i denti gialli e macchiati si può strofinarli con polpa di fragole, con una fettina di limone o con foglie di salvia fresca. Altrimenti ci si può rivolgere all’erborista per avere delle capsule di ginko biloba da prendere per bocca, o un gel all’aloe per applicazioni locali.
  7. Mangiare le mele a morsi e con la buccia: una mela addentata e ben masticata ha il potere di rendere i denti brillanti e di decongestionare le gengive.
  8. Curare l’alimentazione, limitando i dolci (lo zucchero moltiplica la produzione di acidi da parte dei batteri) e consumando cibi ricchi di calcio (come latte e latticini).
  9. Limitare il fumo: la sigaretta provoca l’annerimento dei denti e facilita la formazione di placca e tartaro.  La causa è da ricercare nelle alterazioni che la nicotina induce sulla composizione della saliva, favorendo la moltiplicazione batterica e quindi la placca.
  10. Fare visite regolari dal dentista, almeno due volte l’anno.

denti gialli- fragole

 

Decolorazione dei denti : cause e alimenti

  • TABAGISMO
  • ETA’ ANAGRAFICA
  • COLORANTI ALIMENTARI SINTETICI (vedete tabella sottostante)
  • BIBITE CON COLORANTI
  • LIQUIRIZIA
  • CAFFE’
  • BARBABIETOLE ROSSE
  • ANTIBIOTICI E FARMACI
  • SPINACI
  • CILIEGIE
  • PLACCA BATTERICA E TARTARO
  • MALATTIE (anemia e malattie tiroidee)
  • BEVANDE ANALCOLICHE
  • VINO ROSSO
  • SUCCHI DI FRUTTA
  • ALIMENTI VISCOSI (caramelle, marmellate, cioccolato, miele)

Per recuperare, migliorare il colore dei propri denti, si può fare il cosiddetto “sbiancamento” dentale.

I denti possono essere sbiancati in due modi:

denti bianchi - sbiancamento

Il primo: è un metodo meccanico per l’azione fisica di erbe, piante, sostanze abrasive capaci di rimuovere placca dentale, tartaro adeso sulla superficie dei denti, dove sono bloccate e incorporate particelle colorate date da alimenti, bevande, alcool e tabagismo.

Sono rimosse macchie formatesi sulla superficie esterna dei denti.

Il secondo:metodo chimico – professionale, usando sostanze decoloranti capaci di rimuovere macchie interne al dente, “intrinseche” poste nella dentina, cioè al di sotto dello smalto superficiale dei denti.

Questo metodo può essere effettuato da medici odontoiatri. Le scelte che possono essere fatte al proprio domicilio usando rimedi naturali in grado di rimuovere placca batterica e tartaro responsabili del cambio del colore dei propri denti sono :

1 – salvia ( usare foglie fresche passandole sopra superficie denti)

2 – mela fresca ( usare polpa)

3 – fragola (usare polpa)

4 – limone  (buccia – succo fresco)

5 – aloe vera (gel applicazioni locali)

6 – bicarbonato di sodio  (attenzione ! Non più di una volta mese)

7 – dentifricio sbiancante

8 – sospensione del fumo

9 – carota e sedano crudi  ( loro inserimento al termine dei pasti)

10 – masticazione semi di finocchio o di anice verde

Sentirsi più donna con o.b.

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assorbente interno

o.b.

Articolo sponsorizzato

In vista dell’estate, cercando di organizzare le vacanze di quest’anno, mi ritrovo a fare i conti con il mio essere donna. Eh si, perchè : donna=ciclo = 5 giorni di vacanza persi. Ci pensate che ogni donna è “invalidata”in media 65 giorni l’anno per colpa delle mestruazioni? Io con il ciclo non mi muovo da casa, ho la fissa di macchiarmi,nonostante indosso 2 slip l’assorbente mi si sposta mentre cammino  e il mio umore già tremendo diventa intollerabile anche per me! L’anno scorso ho fatto solo 4 giorni di mare su 10 e per protesta non sono neanche scesa in spiaggia:  che senso ha cuocere a 40 gradi sotto il sole con il pantaloncino che poi lascia il segno bianco mentre gli amici giocano e si divertono in acqua e io verde d’invidia sembro un’alga?!

o.b. assorbenti interni

Mi chiudo in una campana di vetro,e pensare che la soluzione a tutto questo è stata inventata nel 1950! Con la nascita degli assorbenti interni o.b. non ho più scuse per marinare la piscina, la palestra, il corso di aerobica e di ballo perchè non c’è possibilità di macchiarsi nè che si sposti l’assorbente. “E se mi resta dentro?”, “E se mi blocca il ciclo?”, “E se..e se ..”, niente scuse per nascondere la mia bigottaggine.

assorbenti interni o.b.

O.b.  sono appunto le iniziali dell’espressione tedesca  senza assorbente” perchè lo indossi ma non lo senti e sei libera di muoverti come se fosse uno di quei giorni qualunque:

  • Ha una imbottitura di rayon/cotone che assicura un’ alta qualità igienica
  • È prodotto  nel rispetto delle normative vigenti e sottoposto a rigorosi controlli di qualità
  • Ha una espansione radiale cioè si espande, una volta bagnato, in modo da adattarsi  alla forma del corpo per garantire  massimo comfort e una protezione super
  • E’ l’unico assorbente interno avvolto da un retino protettivo che elimina il rischio di dispersione di materiale assorbente nel corpo
  • Tutti gli assorbenti interni O.b. hanno i canalini elicoidali. Questa tecnologia  è stata sviluppata per far convogliare il sangue all’interno del tampone in modo più efficace e  garantire una protezione davvero affidabile.

In più studi  clinici più recenti dimostrano che:

  1. Non modifica la microflora batterica vaginale
  1. Non lede l’integrità epitelio vaginale e cervicale (colposcopia)

Con la tecnologia ProComfort  O.b. è l’unico  assorbente interno ad avere il rivestimento SilkTouch morbido come seta, così sarà più facile sia inserirli che rimuoverli.

Ecco come fare: innanzitutto il tampone va inserito del tutto nella vagina, ad eccezione della cordicella che ha la funzione di rimuovere l’assorbente rapidamente e semplicemente tirando. Prima di iniziare l’inserimento è buona regola lavare abbondantemente le mani per poi prendere una posizione comoda che non contragga i muscoli rendendo difficile l’inserimento. Io,ad esempio, lo faccio in piedi tenendo una gamba un pò più alta, magari poggiata su un gradino o una sedia.

Inoltre con la vasta gamma di prodotti a tua disposizione puoi usare O.b. in base alla tua unicità:

  • Per un  flusso molto abbondante e dopo il parto puoi usare Ob. Super Plus
  • Per un flusso da medio ad abbondante prova O.b. Super
  • Per un flusso abbondante puoi usare O.b Normal
  • Per le prime volte l’assorbente interno più adatto ad iniziare è O.b. mini

Insomma, per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia stesso mare…niente pantaloncino solo assorbenti interni  o.b. !

 

Viral video by ebuzzing

La caffeina: un’alleata contro la fame e la cellulite

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Sin da piccola sono stata una salutista, sempre attenta a cosa mangiavo e cosa mi faceva stare male. Ho scoperto le delizie del Mc Donald’s solo a 21 anni, ho assaporato un caffè a 22 anni, non ho mai fumato e ho sempre preferito una passeggiata a piedi che un passaggio in macchina. Le uniche “schifezze” che mi concedevo erano la nutella e le patatine fritte, poi ho smesso anche con quelle. La mia dieta varia a seconda del mio umore, ho attraversato il “periodo finocchi”, finocchi con aceto, finocchi e tonno, finocchi e insalata..”il periodo carote” sempre cotte con aglio e prezzemolo (mamma che alito!), carote e pomodori, carote e insalata..il” periodo insalata” e così via. Nell’ultimo anno, lavorando in ufficio senza pausa pranzo, ho dovuto adeguare le mie diete depurative all’impossibilità di cuocere,cucinare,tagliuzzare e ho spesso sostituito il pranzo con un caffè. Perchè per 22 anni ho evitato il caffè? Forse da piccola sapevo cose che ora ho dimenticato? Conosciamolo meglio.

I suoi benefici

Tra le molte componenti nutrizionali del caffè, la più nota e studiata è senza dubbio la caffeina, poiché dotata di proprietà importanti, come:

l’effetto stimolatorio sulla secrezione gastrica e su quella biliare (ecco perché si ritiene che un caffè a fine pasto faciliti la digestione);
l’effetto tonico e stimolatorio sulla funzionalità cardiaca e nervosa (ecco perché molte persone ne apprezzano l’effetto energetico, utile tra l’altro per non abbioccarsi in seguito ad un lauto pasto);
l’effetto lipolitico, cioè favorente il dimagrimento (la caffeina stimola l’utilizzo di grassi a scopo energetico e la termogenesi , aumentando la quantità di calorie bruciate dalla “macchina uomo”);
l’effetto anoressizzante (il caffè assunto in dosi massicce diminuisce l’appetito).

Oltre alla caffeina, nel caffè sono contenute molte sostanze, il cui potenziale ruolo benefico sull’organismo è ancora in fase di studio. In particolare, sono state isolate diverse componenti dalle spiccate proprietà antiossidanti,  antimutagene ed antinfiammatorie, che sono comunque insufficienti per compensare il rischio derivante da un consumo elevato di caffè.

I rischi del caffè

Le ripercussioni della caffeina sulla salute umana sono dose dipendenti. Un consumo elevato di caffè  espone l’organismo a diversi rischi:

quando è eccessivo, l’effetto stimolatorio sulla secrezione gastrica può causare danni al sistema digerente – per via dell’elevata acidità dei succhi riversati nello stomaco – (ecco perché il caffè è controindicato se si soffre di ulcera, gastrite o reflusso gastroesofageo);
l’effetto tonico e stimolatorio sulla funzionalità cardiaca e nervosa, può rivelarsi dannoso per persone che soffrono di insonnia, vampate di calore ed ipertensione; all’aumentare della dose la caffeina determina tachicardia, sbalzi pressori e tremori anche nelle persone sane.
L’effetto lipolitico, cioè favorente il dimagrimento, è annullato e addirittura ribaltato se al caffè viene aggiunto dello zucchero (+ 20 calorie a cucchiaino) o del latte (+ 10 calorie se il caffè è macchiato).
L’effetto inibitorio sull’assorbimento di calcio e ferro può favorire l’instaurarsi di quadri anemici ed osteoporotici.

caffè

A chi fa male – Il caffè è sconsigliato solo:
a) a chi soffre di aritmie, ulcera, gastrite, patologie dell’orecchio interno
b) ai soggetti stressati, ansiosi, eccitabili o che soffrono d’insonnia
c) ai soggetti ipertesi
d) ai soggetti affetti da ipercolesterolemia

 

A chi fa bene – Nell’individuo sano la caffeina attenua la stanchezza, agisce sul tono muscolare e sull’umore, migliora la concentrazione, riduce l’incidenza di cefalee, stimola la digestione. Altri due vantaggi notevoli sono l’effetto dimagrante e la sua azione negli sport di resistenza. Entrambi i punti vengono trattati separatamente più avanti.Soppesando danni e svantaggi, una dose salutistica non dovrebbe superare i 400 mg al giorno.

Quanto caffè

Il contenuto di caffeina di un caffè dipende da:
a) metodo di preparazione
b) miscela usata
c) quantità di caffè usata.

Contrariamente a quanto si crede, la quantità di caffeina non dipende dal volume di caffè bevuto.
I dati medi sono:
Espresso: 60-120 mg
Caffè fatto con Moka (35-50 ml): 60-120 mg
Caffè americano (100 ml): 95-125 mg.
Per quanto riguarda la miscela una miscela Robusta ha un contenuto 2,5 volte più alto di caffeina di una miscela arabica.

Gli effetti della caffeina sono molto conosciuti: leggero aumento della pressione arteriosa, eccitabilità, insonnia, tachicardia, aumentata secrezione gastrica (da evitare quindi in caso di ulcera o gastrite), aumento della diuresi, aumento del metabolismo basale (500 mg di caffeina possono aumentare il metabolismo basale del 10 e talora del 25% con un massimo fra la prima e la terza ora dall’assunzione).

caffè

La caffeina rilassa la valvola che si trova fra la parte bassa dell’esofago e la parte alta dello stomaco. Quando questa valvola si apre i liquidi contenuti nello stomaco possono passare nella gola, provocando bruciori. Inoltre, caffè, tè e bevande con caffeina possono aggravare eventuali ulcere provocando un aumento delle secrezioni acide nello stomaco. Poiché la caffeina incrementa il flusso sanguigno nei reni, agisce anche come un diuretico, favorendo la minzione.

In base a queste considerazioni viene generalmente fissato un limite di tre tazzine di espresso al giorno – per le donne e gli uomini di corporatura esile – e di quattro tazzine per i maschi che vantano una costituzione fisica più robusta (robusta, per la cronaca, è anche la specie di caffè – Coffea robusta – più ricca in caffeina).

In gravidanza è buona regola limitare al massimo il consumo di caffè, in quanto alte dosi di caffeina risultano pericolose per la salute del feto.

Caffeina per gambe più snelle – Tra gli ingredienti naturali efficaci contro la cellulite c’è la caffeina, contenuta come principio attivo in creme cosmetiche applicate sulla zone colpite da usare almeno per almeno due settimane. In cosmesi la caffeina è utilizzata come coadiuvante per il trattamento della cellulite, per le potenzialità lipolitiche e termogeniche. Risulta utile l’applicazione cosmetica della caffeina per la sua capacità di stimolare il drenaggio e la rimozione dei liquidi stagnanti (funzione antiedematosa), anche se la principale azione della molecola è quella di stimolare la mobilizzazione degli acidi grassi nel tessuto adiposo. Un buon metodo fai da te tramandato dalle nonne  è quello dell’impacco: fatevi un buon caffè ma non buttate i fondi, conservateli in un vasetto di vetro da svuotare una volta a settimana, dopo averli ridotti in una poltiglia abbastanza omogenea – non sempre riesce ahimè ma l’effetto è garantito anche con la polverina – applicateli sulle cosce. Potete unire ai fondi di caffè, del miele oppure un po’ di olio d’oliva. Fissate con della pellicola trasparente e lasciate in posa per circa mezz’ora. La pelle acquisterà da subito luminosità grazie all’effetto scrub e in poche settimane la caffeina farà il resto.

Curiosità sul cappuccino:

caffè e latte caldo, che formano il buonissimo e famoso cappuccino italiano, hanno potere saziante grazie alla combinazione di temperatura, acido tannico del caffè e caseina del latte.

Colesterolo: conoscerlo e combatterlo

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Conoscere un potenziale nemico in anticipo è sempre meglio!

Cos’è il colesterolo?

Il colesterolo è una sostanza simile ai grassi, vitale per il normale funzionamento del tuo corpo. Tuttavia se i livelli di colesterolo sono troppo elevati, il colesterolo può depositarsi sulle pareti delle arterie, dove può accumularsi sino a formare placche che possono ostruire il vaso sanguigno. Se le arterie del tuo cuore vengono ostruite, il flusso del sangue rallenta, con la conseguenza di un attacco cardiaco.

Il colesterolo è fondamentale per il nostro organismo.

  • Interviene nella formazione e nella riparazione delle membrane cellulari.
  • È il precursore della vitamina D, degli ormoni steroidei e degli ormoni sessuali (come androgeni, testosterone, estrogeni e progesterone).
  • È contenuto nell’emoglobina.
  • È il precursore dei sali biliari.

colesterolo

I tipi di colesterolo:

Il colesterolo non è libero nel sangue, ma è legato a particolari proteine formando strutture complesse dette lipoproteine; il colesterolo totale si divide perciò in colesterolo VLDL (a bassissima densità), LDL (a bassa densità) e HDL (ad alta densità). Le lipoproteine a bassa densità (LDL) veicolano tra il 60% e l’80% del colesterolo sierico. Presentando molta affinità con le cellule dell’endotelio delle arterie, liberano il colesterolo sulla parete dei vasi (costituisce la placca ateromatosa nell’aterosclerosi, anche se non è ancora chiaro se rappresenti il fattore eziologico della malattia); viceversa le lipoproteine ad alta densità (HDL) svolgono la funzione opposta, rimuovendo il colesterolo dalle arterie e riportandolo al fegato. Incerto è invece il significato del colesterolo presente nelle lipoproteine VLDL.

Fattore di rischio non vuol dire certezza!

colesterolo

Non è ancora chiaro cosa determini la partecipazione dell’LDL alla formazione delle placche, tant’è che un soggetto potrebbe avere LDL alto, ma nessuna placca e un altro averlo abbastanza basso, ma avere la formazione di placche a livello pericoloso.
In altri termini: il colesterolo non è il fattore di rischio più importante.

Infatti in ogni soggetto il meccanismo LDL-HDL dovrebbe assicurare che le arterie restino pulite. Se ciò non accade è ottimistico pensare che sia il meccanismo LDL il solo responsabile.
Ecco perché nella valutazione del rischio cardiovascolare contano altri fattori di rischio come il fumo, l’ipertensione, il sovrappeso, la sedentarietà e perché si stanno valutando altri indicatori della situazione . La formazione della placca inizia infatti con un processo infiammatorio sulla parete interna delle arterie (endotelio), che richiama i linfociti, che a loro volta fissano colesterolo, calcio e altre sostanze e formano la placca.
Nel 2003 l’équipe del dott. Umesh. N. Khot ha analizzato i risultati di 14 studi internazionali che hanno coinvolto 122.000 pazienti. L’86,4% degli uomini e l’80,6% delle donne colpiti da infarto coronarico presentava uno dei seguenti fattori di rischio:

  • fumo
  • ipertensione
  • diabete
  • colesterolo alto

Poiché Khot fa notare che l’obesità contribuisce a colesterolo alto, ipertensione e diabete, conclude che è corretto considerarla come quinto fattore di rischio.

Gli alimenti da evitare e quelli permessi:

ALIMENTI VIETATI PERMESSI quante volte in una settimana?
LATTE E YOGURT latte intero, yogurt intero, yogurt alla frutta, latte condensato, panna, creme di yogurt latte parzialmente scremato e totalmente scremato,yogurt magro bianco o alla frutta (0,1% di grassi) tutti i giorni
FORMAGGI Formaggi stagionati tipo groviera, gorgonzola, fontina, formaggini fusi, sottilette, pecorino, grana Formaggi freschi tipo ricotta vaccina, mozzarella, crescenza, fiocchi di latte 1 volta.
Non più di 50-80 g per porzione
CARNE carne cucinata con abbondante condimento, evitare la carne grassa (anatra, costine.) e le frattaglie (fegato, rognone, cuore .) tutti i tipi di carne magra sono permessi: pollo (petto), tacchino, coniglio, vitello, manzo magro, cavallo, maiale magro (lonza o filetto) 3 volte
SALUMI salame, mortadella, coppa, pancetta prosciutto crudo magro, prosciutto cotto magro, bresaola, spek magro 1-2 volte.
Non più di 50-70 g per porzione
PESCI pesci conservati sott’olio (es. tonno), moderare il consumo di molluschi e crostacei (cozze, vongole, gamberi.) freschi o surgelati tipo sogliola, merluzzo, trota, dentice, orata. Tonno in scatola al naturale 2-4 volte
UOVA Uova fritte Uova sode o alla coque o in frittata cotta senza condimento. Ricordate che l’albume è privo di colesterolo n.2 uova/settimana
CONDIMENTI burro, lardo, strutto, margarina animale, olio di semi vari olio extravergine d’oliva, olio di semi di mais, olio di soia, olio di vinacciolo, margarine vegetali.
IN MODERATE QUANTITA’
tutti i giorni
PANE e SIMILI pane condito, fette biscottate, grissini, crackers pane comune, pane integrale, grissini all’acqua tutti i giorni
PATATE patate fritte patate lessate, patate al forno, purea di patate
LEGUMI nessuno tutti
PASTA O RISO O SEMOLINO O GNOCCHI DI PATATE nessuno.
Sono vietati solo se conditi con sughi elaborati
Pasta o riso o gnocchi al pomodoro o alle verdure, al ragù magro, risotto allo zafferano, pasta o riso in brodo vegetale o tipo minestrone. Tutti i giorni
TORTELLINI, RAVIOLI, CANNELLONI, ECC. tutti nessuno
VERDURA verdura fritta o cucinata con grassi animali tutti i tipi, cotta o cruda tutti i giorni
FRUTTA frutta secca tutta.
In moderate quantita’: banane, uva, fichi, kaki, frutta sciroppata
tutti i giorni
BEVANDE Nessuno acqua, tè, caffè, bibite zuccherate e succhi di frutta in quantità limitata.
Moderare: vino e birra
tutti i giorni
Concesso n.1 bicchiere di vino rosso a pasto.
ZUCCHERO MIELE MARMELLATA NESSUNO TUTTI Tutti i giorni
Senza eccedere
DOLCI GELATI GHIACCIOLI gelati o dolci confezionati con uova o burro o panna, biscotti frollini, biscotti farciti dolci fatti in casa senza burro, uova, panna, sorbetti alla frutta.
Concessi a colazione biscotti secchi Pavesini, Corn-flakes
ACETO, LIMONE, AROMI, SPEZIE, SALE NESSUNO TUTTI.
Limitare il consumo di sale da cucina

 

carni e pesci
uova
verdure
patate
primi piatti
  • alla griglia
  • in umido
  • lessati
  • al cartoccio
  • arrosto
NO FRITTI
  • alla coque
  • in camicia
  • sode
  • in frittata cotta al forno o in padelle antiaderenti
NO FRITTI
  • lessate
  • al forno
  • alla griglia
  • al vapore
  • in umido
NO FRITTI
  • bollite
  • al forno
NO FRITTI
ASCIUTTI: 

  • olio
  • pomodoro fresco o tipo pelati
  • sughi di verdure

IN BRODO:

  • brodo vegetale
  • brodo di carne sgrassato
  • tipo minestrone
NO SUGHI FRITTI

Si raccomanda, inoltre, attività fisica tutti i giorni:

  • almeno 30 minuti di attività fisica quotidiana, di moderata o elevata intensità, riducono il rischio di malattie cardiovascolari, diabete, tumore al colon e al seno
  • almeno 60 minuti di attività più intensa aiuta a controllare il peso corporeo