Sin da piccola sono stata una salutista, sempre attenta a cosa mangiavo e cosa mi faceva stare male. Ho scoperto le delizie del Mc Donald’s solo a 21 anni, ho assaporato un caffè a 22 anni, non ho mai fumato e ho sempre preferito una passeggiata a piedi che un passaggio in macchina. Le uniche “schifezze” che mi concedevo erano la nutella e le patatine fritte, poi ho smesso anche con quelle. La mia dieta varia a seconda del mio umore, ho attraversato il “periodo finocchi”, finocchi con aceto, finocchi e tonno, finocchi e insalata..”il periodo carote” sempre cotte con aglio e prezzemolo (mamma che alito!), carote e pomodori, carote e insalata..il” periodo insalata” e così via. Nell’ultimo anno, lavorando in ufficio senza pausa pranzo, ho dovuto adeguare le mie diete depurative all’impossibilità di cuocere,cucinare,tagliuzzare e ho spesso sostituito il pranzo con un caffè. Perchè per 22 anni ho evitato il caffè? Forse da piccola sapevo cose che ora ho dimenticato? Conosciamolo meglio.
I suoi benefici
Tra le molte componenti nutrizionali del caffè, la più nota e studiata è senza dubbio la caffeina, poiché dotata di proprietà importanti, come:
l’effetto stimolatorio sulla secrezione gastrica e su quella biliare (ecco perché si ritiene che un caffè a fine pasto faciliti la digestione);
l’effetto tonico e stimolatorio sulla funzionalità cardiaca e nervosa (ecco perché molte persone ne apprezzano l’effetto energetico, utile tra l’altro per non abbioccarsi in seguito ad un lauto pasto);
l’effetto lipolitico, cioè favorente il dimagrimento (la caffeina stimola l’utilizzo di grassi a scopo energetico e la termogenesi , aumentando la quantità di calorie bruciate dalla “macchina uomo”);
l’effetto anoressizzante (il caffè assunto in dosi massicce diminuisce l’appetito).
Oltre alla caffeina, nel caffè sono contenute molte sostanze, il cui potenziale ruolo benefico sull’organismo è ancora in fase di studio. In particolare, sono state isolate diverse componenti dalle spiccate proprietà antiossidanti, antimutagene ed antinfiammatorie, che sono comunque insufficienti per compensare il rischio derivante da un consumo elevato di caffè.
I rischi del caffè
Le ripercussioni della caffeina sulla salute umana sono dose dipendenti. Un consumo elevato di caffè espone l’organismo a diversi rischi:
quando è eccessivo, l’effetto stimolatorio sulla secrezione gastrica può causare danni al sistema digerente – per via dell’elevata acidità dei succhi riversati nello stomaco – (ecco perché il caffè è controindicato se si soffre di ulcera, gastrite o reflusso gastroesofageo);
l’effetto tonico e stimolatorio sulla funzionalità cardiaca e nervosa, può rivelarsi dannoso per persone che soffrono di insonnia, vampate di calore ed ipertensione; all’aumentare della dose la caffeina determina tachicardia, sbalzi pressori e tremori anche nelle persone sane.
L’effetto lipolitico, cioè favorente il dimagrimento, è annullato e addirittura ribaltato se al caffè viene aggiunto dello zucchero (+ 20 calorie a cucchiaino) o del latte (+ 10 calorie se il caffè è macchiato).
L’effetto inibitorio sull’assorbimento di calcio e ferro può favorire l’instaurarsi di quadri anemici ed osteoporotici.

A chi fa male – Il caffè è sconsigliato solo:
a) a chi soffre di aritmie, ulcera, gastrite, patologie dell’orecchio interno
b) ai soggetti stressati, ansiosi, eccitabili o che soffrono d’insonnia
c) ai soggetti ipertesi
d) ai soggetti affetti da ipercolesterolemia
A chi fa bene – Nell’individuo sano la caffeina attenua la stanchezza, agisce sul tono muscolare e sull’umore, migliora la concentrazione, riduce l’incidenza di cefalee, stimola la digestione. Altri due vantaggi notevoli sono l’effetto dimagrante e la sua azione negli sport di resistenza. Entrambi i punti vengono trattati separatamente più avanti.Soppesando danni e svantaggi, una dose salutistica non dovrebbe superare i 400 mg al giorno.
Quanto caffè
Il contenuto di caffeina di un caffè dipende da:
a) metodo di preparazione
b) miscela usata
c) quantità di caffè usata.
Contrariamente a quanto si crede, la quantità di caffeina non dipende dal volume di caffè bevuto.
I dati medi sono:
Espresso: 60-120 mg
Caffè fatto con Moka (35-50 ml): 60-120 mg
Caffè americano (100 ml): 95-125 mg.
Per quanto riguarda la miscela una miscela Robusta ha un contenuto 2,5 volte più alto di caffeina di una miscela arabica.
Gli effetti della caffeina sono molto conosciuti: leggero aumento della pressione arteriosa, eccitabilità, insonnia, tachicardia, aumentata secrezione gastrica (da evitare quindi in caso di ulcera o gastrite), aumento della diuresi, aumento del metabolismo basale (500 mg di caffeina possono aumentare il metabolismo basale del 10 e talora del 25% con un massimo fra la prima e la terza ora dall’assunzione).

La caffeina rilassa la valvola che si trova fra la parte bassa dell’esofago e la parte alta dello stomaco. Quando questa valvola si apre i liquidi contenuti nello stomaco possono passare nella gola, provocando bruciori. Inoltre, caffè, tè e bevande con caffeina possono aggravare eventuali ulcere provocando un aumento delle secrezioni acide nello stomaco. Poiché la caffeina incrementa il flusso sanguigno nei reni, agisce anche come un diuretico, favorendo la minzione.
In base a queste considerazioni viene generalmente fissato un limite di tre tazzine di espresso al giorno – per le donne e gli uomini di corporatura esile – e di quattro tazzine per i maschi che vantano una costituzione fisica più robusta (robusta, per la cronaca, è anche la specie di caffè – Coffea robusta – più ricca in caffeina).
In gravidanza è buona regola limitare al massimo il consumo di caffè, in quanto alte dosi di caffeina risultano pericolose per la salute del feto.
Caffeina per gambe più snelle – Tra gli ingredienti naturali efficaci contro la cellulite c’è la caffeina, contenuta come principio attivo in creme cosmetiche applicate sulla zone colpite da usare almeno per almeno due settimane. In cosmesi la caffeina è utilizzata come coadiuvante per il trattamento della cellulite, per le potenzialità lipolitiche e termogeniche. Risulta utile l’applicazione cosmetica della caffeina per la sua capacità di stimolare il drenaggio e la rimozione dei liquidi stagnanti (funzione antiedematosa), anche se la principale azione della molecola è quella di stimolare la mobilizzazione degli acidi grassi nel tessuto adiposo. Un buon metodo fai da te tramandato dalle nonne è quello dell’impacco: fatevi un buon caffè ma non buttate i fondi, conservateli in un vasetto di vetro da svuotare una volta a settimana, dopo averli ridotti in una poltiglia abbastanza omogenea – non sempre riesce ahimè ma l’effetto è garantito anche con la polverina – applicateli sulle cosce. Potete unire ai fondi di caffè, del miele oppure un po’ di olio d’oliva. Fissate con della pellicola trasparente e lasciate in posa per circa mezz’ora. La pelle acquisterà da subito luminosità grazie all’effetto scrub e in poche settimane la caffeina farà il resto.
Curiosità sul cappuccino:
caffè e latte caldo, che formano il buonissimo e famoso cappuccino italiano, hanno potere saziante grazie alla combinazione di temperatura, acido tannico del caffè e caseina del latte.