Il grasso che fa dimagrire: la “terapia del freddo” per perdere peso e bruciare il grasso cattivo

Avete provato ogni ricetta per dimagrire ma non si sono visti i risultati? Bene,è il momento di giocare con la scienza!

Già una volta ho usato il termine “termoregolazione” ,ovvero un meccanismo tendente a mantenere costante la temperatura dell’organismo attraverso l’adattamento dei processi di produzione e di dispersione del calore ai cambiamenti della temperatura ambientale.  La “terapia del freddo” si basa sui depositi di grasso bruno, un tessuto adiposo che l’uomo ha prodotto nel corso dell’evoluzione per tenersi al caldo quando non esistevano termosifoni e condizionatori, ma che oggi pare “disattivato” dalle comodità moderne. Secondo Mike Cawthorne, direttore della Metabolic Research all’Università di Buckingam, un tour gelato può far dimagrire molto di più di diverse sedute massacranti in palestra.

Esistono due varietà di tessuto adiposo: il grasso bianco ha la funzione di immagazzinare le calorie in eccesso provenienti dal cibo e il grasso bruno, ricco di mitocondri, ha un importante ruolo nella produzione di calore per il mantenimento della temperatura corporea. Probabilmente Piero Angela saprà essere più dettagliato:

Le conseguenze della “terapia del freddo” sono broncopolmoniti e influenze,ma almeno sarete dimagriti!

In inverno meno maglie,meno grasso!

Perdi 2 chili con la dieta del panino

L’estate è arrivata e con questo caldo non ho nessuna voglia di mettermi ai fornelli,soprattutto da quando la dieta del panino mi ha fatto perdere 2 chili e mezzo in 7 giorni. Complice il caldo il mare e il sole,la voglia di mangiare mi è diminuita e ancor di più quella di stare ore ed ore a cucinare,così nell’ultima settimana mi sono tenuta leggera senza sforzi: al mattino 2 yogurt a fragola con smarties giusto per riassestare gli zuccheri,a pranzo un panino e la sera pollo e verdure di ogni tipo o un gelato a frutta. Stamattina la lieta scoperta,ho perso peso senza neanche rendermene conto!

Non sono una fissata per le calorie,ma tanto per capire mi sono informata:

La piadina arrotolabile è ricca di grassi ed ha 408 CAL per 100 gr; a prima vista,così sottile e asciutta, potrebbe sembrare innocua per la linea,invece è ricca di grassi 18,5 g in un etto.

la focaccia 315 CAL per 100 gr ma i valori nutrizionali possono variare molto secondo la quantità di olio utilizzata per spennellare l’impasto prima della cottura.Da evitare le focacce più unte,come quella classica genovese che fornisce circa 15 g di grassi.

pan carrè 280 CAL per 100 gr,facile e pratico da conservare contiene circa 5 g di grassi all’etto.Il classico pane per tramezzini,quello senza bordo scuro,è più magro: 2,9 g di grassi e 256 cal.

ciabattina 275 CAL per 100 gr; grazie alla sua croccantezza che ti costringe a masticare a lungo,ha un elevato potere saziante e fornisce pochi grassi:0,5 ogni etto.

pagnottella rustica 265 CAL per 100 gr e 0,6 g di grassi in un etto.

pane casereccio 289 Cal per 100 gr. Il più famoso è quello pugliese di Altamura  che ha il bollino Dop e contiene solo lo0,4% di grassi.

Scelto il panino,non resta che farcirlo con pollo,insalata,prosciutto,melanzane,uova,peperoni,piselli,patate lesse,pomodorini,carne o altre bontà ma il mio preferito resta quello con la nutella! :D

Sana e bella con l’acqua che cura

L’acqua è l’elemento fondamentale del nostro corpo grazie al quale ci curiamo e miglioriamo nell’arco della nostra vita grazie al suo ruolo benefico . Tutti i giorni dobbiamo rimpiazzare 2,5 litri di acqua, di più quando fa caldo o si fa attività fisica. Almeno il 50% di acqua va introdotto come liquido,il resto soprattutto con frutta e verdura. E’ importante dissetarsi a intervalli regolari durante tutta la giornata, evitando grandi bevute isolate. La sete,poi, insorge quando già esiste una disidratazione in atto, che va invece prevenuta. Si può capire se si sta bevendo abbastanza dall’urina che si presenta di color giallo paglierino,mentre in caso di disidratazione diventa giallo scuro. Chi suda molto e beve poco sbaglia perchè bere serve a regolare la temperatura corporea e contrasta l’eccessiva sudorazione. L’acqua rende belle e sane,ecco come:

Prima del ciclo. L’acqua può aiutarti contro il dolore,il mal di testa e tutti quei disturbi legati alla sindrome premestruale,in particolare è indicata l’acqua ricca di magnesio,un minerale prezioso per il sistema muscolare;se manca, infatti, arrivano i crampi perchè anche l’utero è un musc0lo.Inoltre,ha un ruolo lassativo perchè ammorbidisce le feci.

Intestino in tilt:  mangiare in modo sregolato  provoca la pancia gonfia,irrita il colon e favorisce la stipsi. In questo caso bere idrata la mucosa intestinale,particolarmente indicata contro la stipsi cronica è l’acqua solfata,in grado di agire su alcuni ormoni che stimolano la motilità intestinale. Sono utili anche le acque ricche di bicarbonato, che facilitano i processi digestivi e contrastano l’acidità di stomaco mentre per stimolare l’attività intestinale del fegato e della colecisti sono consigliate le acque clorurate. E le bollicine? L’acqua gassata è dissetante perchè l’anidride carbonica “anestetizza” le terminazioni nervose della mucosa orale,inoltre,può bloccare la moltiplicazione dei batteri nel prodotto e proteggere l’acqua da contaminazioni.Può però anche dare problemi di gonfiore a chi è dispeptico ( cioè ha seri problemi di digestione).

Per gli sportivi.Dopo 90 minuti di attività fisica intensa anche il cervello si disidrata.Secondo uno studio pubblicato su Human Brain Mapping, quando il cervello soffre la sete si restringe e la contrazione della materia grigia sarebbe pari a quella che si registra dopo circa 14 mesi di invecchiamento o in seguito a 2 mesi e mezzo di Alzheimer. Fortunatamente basta bere 2 bicchieri di acqua perchè tutto ritorni nella norma. E i sali perduti col sudore?  Durante lo sport vanno bene acque oligominerali o scarsamente mineralizzate che idratano velocemente. Dopo è molto utile l’acqua ricca di bicarbonato che neutralizza l’acido lattico.

Contro le cistiti. E’ noto che soprattutto nelle donne sono frequenti le infezioni urinarie favorite da una eccessiva concentrazione delle urine. E’ la stasi di urine che rappresenta il principale fattore favorente la crescita batterica. Un’acqua oligominerale con basse concentrazioni di sali minerali e con un minimo contenuto di sodio è l’ideale per la sua azione diuretica e depurativa: il basso contenuto di sali minerali determina infatti un lavaggio rapido e intenso delle vie urinarie,stimolando la funzionalità globale del rene, facilitando l’eliminazione dell’acido urico e abbassando la carica batterica.

ACQUE TERMALI

Salute della pelle. Se la cute è delicata e soggetta ad allergie sono consigliati ibagni in acqua salsobromoiodica dal potere antinfiammatorio,lenitivo e calmante.  Se la pelle è caratterizzata da disturbi come l’acne sono utili bagni e vaporizzazioni sul viso di acqua sulfurea,dal forte potere astringente (la cura contro l’acne è addirittura convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale in alcuni centri termali,informati presso la tua asl).

Se non hai l’acne ma una pelle molto grassa puoi regolarizzare il sebo attraverso nuovi percorsi termali che sfruttano i fanghi ottenuti sempre con acqua sulfurea: lo zolfo svolge un’azione di forte peeling sullo strato corneo dell’epidermide,favorendo l’allontanamento delle cellule morte.

Buccia d’arancia. Per i problemi di cellulite l’acqua termale può essere un valido aiuto. Risulta particolarmente indicata l’acqua termale salsobromoiodica ipertonica cioè con un’alta concentrazione salina. L’acqua termale aiuta non solo per la combinazione di oligoelementi in essa contenuti,ma anche per l’effetto idromassaggio che stimola la circolazione. Si possono poi associare massaggi drenanti,linfodrenaggi e fanghi; uno studio a riguardo dimostra che con 6 bagni e 6 massaggi anticellulite è possibile ridurre il giro coscia di circa 2,26 centimentri.

Fertilità e premenopausa. Una leggenda narra che Sofia Loren,ai tempi in cui le tecniche di procreazione assistita non esistevano, abbia avuto il primo figlio dopo un mese di soggiorno alle terme,durante il quale si sarebbe sottoposta a delle irrigazioni vaginali. Fantasie popolari a parte,le acque salsobromoiodiche sono indicate innanzitutto per le cure ginecologiche. Essenzialmente antinfiammatorie,favorirebbero la fertilità nei casi in cui la presenza di infiammazioni uterine impedisce l’attecchimento dell’embrione e molte donne in premenopausa hanno goduto di una regolarizzazione del flusso del ciclo (altrimenti alterato) grazie alle irrigazioni vaginali.

Per la digestione. A volte anche l’acqua termale si può bere: è indicata in particolare per favorire l’attività del fegato e della bile.Si sfrutta un’acqua bicarbonato-solfato-calcica che agisce sulla dispepsia gastroenterica e biliare,aumentando la quantità della bile e rendendola più fluida.Inoltre ha un’azione disintossicante adatta a chi usa a lungo dei farmaci. L’acqua viene assunta come bibita a un dosaggio personalizzato e stabilito dal medico.

Per la circolazione. Insufficienza venosa e linfatica? Vene varicose? L’acqua ideale è carbonica: i bagni in quest’acqua infatti danno una sensazione di calore e un aumento della circolazione a livello locale.

Contro le scottature. Se hai scordato la crema protettiva e ora ti ritrovi con una scottatura solare associata a eritem, l’acqua è tra i migliori rimedi di pronto soccorso. Infatti è in grado di arrestare il processo di infiammazione e di preservare la pelle da un rapido peggioramento. Consiglio di bagnare la parte scottata con un getto di acqua fredda per almeno 10 minuti evitando di porre sulla pelle olio o altre sostanze grasse; dopo aver asciugato accuratamente l’area,la si deve avvolgere con una pellicola trasparente (quella dei cibi per capirci) così da evitare l’aggessione della polvere o di altre sostanze a rischio.

Tonifica il seno. Se il seno comincia a cedere,una spugnatura fredda sulla parte è utile per ridare tono ai tessuti. Il freddo,infatti, richiama un immediato afflusso di sangue e calore nella zona interessata dall’applicazione, i capillari si restringono al primo contatto con il gelo; quindi,si dilatano per far arrivare maggior sangue, la pelle appare arrossata e si avverte una sensazione di calore. E’ la reazione dell’organismo che invia più sangue alla zona e mette in moto così un meccanismo che rende tonici i tessuti. Io in estate metto il reggiseno nel congelatore e quando è freddo lo indosso x 5-7 minuti.

Di seguito vi segnalo le acque ideali per i vari scopi:

Levissima è consigliata contro la ritenzione idrica,cellulite ko!

Uliveto per le donne in gravidanza,ricca di bicarbonato,calcio e floruro,sostanze che il bimbo nella pancia ruba alla mamma.

Rocchetta per chi è a dieta.

Ferrarelle fa digerire bene e anche le ossa ringraziano.

Nerea è ideale per chi è iperteso e per chi fa sport.

Fiuggi se rischi i calcoli renali è l’acqua adatta per eliminarli.

Boario combatte l’acidità e favorisce la digestione.

San Benedetto è consigliata per gli sportivi perchè reidrata.

Vitasnella è un’acqua pura e leggera ideale per tutte le donne e i bambini.

La moda ritorna…lo conferma il mocassino più antico del mondo!

Anche oggi ho comperato un nuovo paio di scarpe, sono a quota 132 paia!

Non ho avuto il coraggio di dire alla mia famiglia quanto spendo in calzature,così quando mi è stato chiesto cosa ne faccio di tutti i miei soldi ho risposto che mi drogo,bevo e gioco d’azzardo. :)

Forse sono scarpa-dipendente, non metto mai per più di 3 volte lo stesso paio..almeno non in un anno. Cos’è una donna senza scarpe? E’ una donna scalza,ovvero senza personalità nè buongusto,e se cammina davvero scalza,qui in Italia,allora le manca anche qualche rotella al posto giusto!

A differenza dei vestiti,le scarpe poi son sempre quelle: zeppe,tacco a spillo o infradito che compri una sola volta e se hai la pazienza di aspettare li vedrai ritornare di moda ogni 1 o 2 anni. Lo testimonia la scarpa più vecchia del mondo!

Non è chiaro se fosse da uomo o da donna , è piccola, equivalente a un 37 odierno, ma è della dimensione giusta per i piedi degli uomini di quell’epoca. Ci sono enormi similarità fra la tecnica di costruzione di questa scarpa e il suo stile e quello di molte altre trovate in giro per l’Europa più, il che suggerisce che quelle armene siano state copiate per migliaia di anni successivi” ha dichiarato il ricercatore Pinhasi.

Inizialmente si è pensato non avesse più di 600 anni, ma grazie alla datazione con il radiocarbonio si è scoperto che la scarpa ha ben 5500 anni, risalente cioè al 3500 a.C

Immaginate la donna che a quei tempi la indossava,se solo sapesse che quest’anno il mocassino è tornato prepotentemente di moda!

LA RIVINCITA DELLA TAGLIA 44-46 (lo scontro tra le donne spaghetto e le donne che lo spaghetto se lo mangiano)

Guardate bene.

Cosa hanno in comune tutte queste donne?

Che sono tutte more?  (marilyn era una bionda finta!)

No.  Che sono tutte bellissime,seppur con qualche chiletto in più.

Sofia Loren,  Marilyn Monroe, Monica Bellucci, Maria Grazia Cucinotta, Sabrina Ferilli, questi dovrebbero essere i modelli da seguire!

La donna è l’essere umano caratterizzato dalla presenza di cromosomi XX,  dotata di forme arrotondate volgarmente dette  “tette” , “fianchi” , “sedere”  che provocano all’essere umano chiamato uomo un forte movimento dei cromosomi XY e non solo… ovviamente non è il caso degli _spaghetti con la gonna_ che vediamo sfilare sulle passerelle d’alta moda!

Le donne-grissino erratamente chiamate modelle  (ma che di femminile hanno solo il nome di battesimo!), finalmente sono state prese di mira. Senza fianchi, senza  seno e quasi senza vita,  sono spesso rifiutate dagli stilisti che preferiscono il chiletto in più che fà donna.

La notizia creò scalpore già 2 anni fa, quando Raffaella Curiel licenziò 15 modelle perchè al di sotto della taglia 40.

Riferì:

«Modelle troppo magre,  anoressiche.  Delle ragazzine di 18-20 anni che sembrano efebi e hanno ben poco di femminile,  malgrado i seni rifatti.  In sartoria tengo quantità industriali di zucchero,  perché svengono in continuazione e mi rifaccio i muscoli a tirarle su. Di 30 ragazze mandatemi dall’agenzia, 29 le mando a casa perchè troppo gracili. »

Persino Alexandra Shulman,  da vent’anni direttrice dell’edizione britannica di Vogue,  ha scritto una lettera di protesta ai più grandi stilisti perchè stufa di dover far ritoccare le foto delle modelle per riempire le guance infossate,  mettere un filo di muscoli sulle spalle,  coprire con un po’ di ciccia le ossa dello sterno e arrotondare leggermente braccia e gambe.

I pretesti per una grande svolta ci sono:

  1. la popolazione femminile, secondo ultime ricerche, continua ad ingrassare e non riesce a riconoscersi nelle modelle anoressiche che si vedono sulle riviste
  2. in questo periodo di crisi la gente ha bisogno di vedere ragazze forti e con un look più vigoroso, energico piuttosto che la fragilità e l’insicurezza delle modelle taglia 36.

E allora, ragazze taglia 44 in poi, donate 1 euro per regalare un panino con la mortadella ad ogni modella del mondo.

Scherzi a parte,  l’anoressia dovrebbe fare rabbia. Le ragazze che non mangiano e rifiutano il cibo sono una beffa per le popolazioni povere che soffrono la  fame.

IO NON CI STO!  IO DICO NO.

Questo articolo è stato riproposto solo momentaneamente per risolvere un problema tecnico.

Ho visto la morte nei suoi occhi

Scritto da samantha | amici,consigli e segreti,questa sono io,salute e scienza,storie | lunedì 24 maggio 2010 20:47

Sono seduta sulla fredda sedia scomoda della sala d’attesa del reparto di rianimazione. Sono un pezzo di ghiaccio fra quella gente che soffre; di fronte una donna sconvolta piange e stringe forte il braccio della sorella che dal dolore pone una leggera smorfia,non è facile per nessuno,neanche per me. Un banale incidente sul lavoro,le visite e la scoperta.

Quella caduta dal soppalco non è stata la solita disattenzione di un carpentiere che lavora a nero,ma le vertigini di un tumore. Prima di scoprire la malattia la vita scorre lenta,di punto in bianco poi la fine sembra sempre più vicina.

Guardo quella donna disperata,vorrei dirle qualcosa,aiutarla,parlarle,ma non trovo le parole. In pochi mesi una famiglia distrutta: la caduta,il tumore ,le kemio,le operazioni,la speranza di sopravvivenza e poi la delusione,altre kemio,un barlume di speranza e poi il vuoto.

“Dove c’è famiglia c’è casa”, ormai la donna vive nella sala d’attesa. Ha con sè una sedia sdraio per la notte, una borsa con qualche vestito di ricambio e tanto dolore. Ha perso la casa, ha perso il lavoro e sta per perdere il marito…

La porta si apre,un’infermiera con parole nude e crude dice: ” Se lo intubiamo può vivere altri 2 massimo 3 giorni con sofferenza,altrimenti dovete firmare per togliergli il respiratore ma non posso permettervi di vedere vostro marito prima che sia morto”.

E’ triste.

Perdere per sempre un familiare senza neanche potergli dire arrivederci.

In nessun ospedale esiste la “stanza dell’ultimo saluto”; questo avviene tra le mura color ghiaccio,l’odore di urina, tra tanti malati,senza un minimo d’intimità,senza la possibilità di potersi raccogliere in un ultimo forte abbraccio.

Lui è morto solo,un muro lo divideva dalla sua famiglia,neanche un sorriso prima del grande viaggio.

La sua famiglia si è sentita morire dentro. Una sola lacrima su quel muro,un nodo in gola e un vuoto incolmabile..fino al ritrovo.

Non conoscevo i nomi di nessuno di questa famiglia,eppure ho sofferto con loro,immobile su quella sedia.

Ci vorrebbe una stanza color pesca piena di luce,con fiori sedie comode e un buon odore.

E’ così che ogni malato merita di salutare la sua famiglia

Fiere di essere diversamente magre!

Ascoltando Mtv nei giorni scorsi,ho scoperto con piacere che Beyonce è stata eletta “cantante più sexy”. Bella è bella,ma il motivo del mio piacere è che ancora una volta le taglie over 42 vengono apprezzate.

Così cercando alcune foto per un articolo capito per caso in un blog in cui leggo le seguenti frasi:

” Trovo volgare e orribile una grassa che straripa grasso anche sulle dita e che mangia patatine, dolci e cose super caloriche…mi fa schifo…sabato sera ho avuto questo scenario di fronte a me:

Gruppo di amici esce,non conosco tutti ma tra questi 2 persone sono abbastanza in carne.
Ordiniamo pizza,piadina,patatine,panino con cotoletta.
Io prendo solo una coca light perchè avevo già mangiato e alle 11 di sera non mi sembrava il caso.
Le ragazze obese del gruppo mi dicono: ” solo una coca light?”
Io avrei voluto rispondere in barbaro modo ma mi sono dovuta contenere..il grasso è salito al cervello!
Ma che c***o  volete????
Poi andiamo a ballare,io ho un vestitino largo che non dà cenno alle mie forme,loro invece si credevano gran fighe…ma che schifo!

Io non potrei mai vivere così, rifiuto anche gli inviti al mare per il mio aspetto.

Questo mondo è perverso  ”

( il blog in questione è questo)

Ancora una volta mi trovo a difendere la mia categoria.

Cara ragazza,

ci screditi perchè abbiamo qualche chiletto di troppo,dici di non concordare sulle nostre scelte alimentari e di abbigliamento, ti preoccupi accuratamente di starci lontano…ma tra noi chi ha dei problemi sei proprio tu. A parte la tua superficialità nel discriminare una categoria solo per il peso e non in quanto persone ( e già così dimostri la tua ignoranza), ma poi non ti rendi conto che:

  • vivi male la tua vita contando le calorie;
  • l’unica amica che hai è la bilancia,e se ti è amica è solo perchè è inanimata;
  • criticare le altre non ti aiuterà ad apprezzare il tuo corpo;
  • noi in carne ci godiamo la vita senza stress,tu se vai avanti così non campi molto;
  • La tua cattiveria verso di noi è solo invidia,perchè vorresti avere il coraggio di divertirti e mangiare senza farti problemi,ma la tua ignoranza ti costringere a credere che se non sei magra non sei nessuno.

Se non ti femassi all’aspetto estetico,scopriresti che dalle ragazze in carne si può imparare molto. Scherziamo sui nostri chiletti superflui perchè ci sono e non li nascondiamo,non rinunciamo alle scampagnate con gli amici nè alle giornate a mare perchè quello che conta è divertirsi, non siamo diverse da nessuno e spesso sono gli altri che vogliono diventarci amici perchè siamo spensierate,simpatiche e di buona compagnia a tavola,conosciamo i locali migliori,i ristoranti più particolari e non importa quanto brutte possiamo apparire ai tuoi occhi,noi viviamo la vita a 360 gradi così da non avere rimpianti un domani.

Mentre ti scrivo sto mangiando la nutella con il cucchiaino, tu starai rosicando perchè non puoi.

Il sogno è solo un sogno? La notte influenza il giorno dopo..

E’ periodico ormai che dopo un brutto sogno il mio umore è pessimo.

La mia famiglia è abituata ai miei risvegli poco simpatici,di fatti se non sono io a salutare con un cordiale “Buongiorno” nessuno si azzarda a conferire  parola!

Ma allora i sogni influenzano la realtà?

Credo di si,perchè nel sogno (consci o inconsci di sognare) siamo bombardati da sensazioni,scelte ed emozioni diverse che influenzano il nostro risveglio. Parlo per esperienza,la sbronza da cattivo sogno dura mezza giornata,fino a quando in modo naturale dimentichiamo il sogno e ci ritorna il buon umore. Non sono la sola a dirlo,ho letto diversi libri a riguardo e Freud mi ha dato la risposta che cercavo.

Il motore dei sogni secondo Freud sono i desideri inconsci, e questo è il pilastro su cui si basa la sua teoria. Tali desideri, appunto inconsci e non accessibili all’io, operano ancora all’interno della psiche umana e durante la notte rafforzano i loro effetti per via della minore attività della coscienza, con l’occasione di emergere sotto forma di immagine onirica. Distingue il contenuto manifesto, ovvero la situazione o la scena che appaiono direttamente in sogno, e il contenuto latente, ovvero ciò a cui il sogno nascostamente allude spiegando la differenza col fatto che il sogno rappresenta la soddisfazione di un desiderio spesso inaccettabile all’Io del soggetto; di conseguenza, il contenuto latente viene trasformato in modo da non risultare riconoscibile, ed eludere in questo modo la censura applicata dal Super-Io del soggetto sognante.
Inoltre ipotizza come il sogno tragga origine spesso da residui psichici diurni, cioè da materiale ed impressioni indifferenti o non completamente elaborati, ma che tali residui non sarebbero in grado di portare alla formazione del sogno se non si rafforzassero con un desiderio inconscio, per lo più infantile, in grado di amplificarlo e portarlo all’attenzione della coscienza.
Secondo lui il sogno è una “realizzazione velata di desideri inibiti”, cioè espressione di desideri che la coscienza disapprova e che non vuole siano rivelati.

E avete mai sognato di sognare? Il sogno nel sogno..

La parola sogno lucido (lucid dream) fu coniata nel 1868, dallo psichiatra Frederik van Eeden, dove l’aggettivo lucido è usato proprio nel senso di chiarezza mentale. La lucidità, di solito, inizia nel bel mezzo di un sogno quando il sognatore appunto realizza che l’esperienza che sta vivendo non avviene nella realtà fisica, bensì in uno scenario onirico. Spesso questa consapevolezza è scatenata dall’aver notato qualcosa di realmente impossibile o di incongruente come, ad esempio, incontrare un defunto, un gatto a due teste oppure semplicemente volare con o senza ali; altre volte si diventa lucidi senza bisogno di alcuno stimolo e ci si rende conto di stare sognando improvvisamente. Ma c’è una utilità nei sogni lucidi? Se si considera che in un sogno, se si è consapevoli di sognare, si è praticamente liberi di fare qualsiasi cosa, liberi da leggi sociali o fisiche, le risposte a queste domande giungono da sole. Il sognatore ha la possibilità di vivere avventure e fantasie: il volo, il sesso sono tra i soggetti più gettonati. Il rovescio della medaglia c’è: possiamo anche sognare i nostri mostri mentali e le nostre paure. Possiamo incontrare anche quelli degli altri. Per questo motivo, il fatto di esser lucidi nel sogno può rappresentare una terapia efficacissima contro gli incubi, insegnandoci come vincere le nostre paure e i nostri fantasmi. I sogni lucidi possono essere di aiuto per raggiungere dei traguardi nella vita di veglia, per risolvere creativamente dei problemi, per innescare delle guarigioni. E’ uno stato di coscienza espansa, dove si annullano i paradossi della veglia e dove è possibile vivere una connessione profonda con la Vita.

Esistono i sogni premonitori?

Il sogno è da considerarsi a tutti gli effetti un evento quantistico che ci fa intravedere le variabili nascoste di un dato problema o aspetto della nostra vita; esso esprime quindi delle probabilità con cui una certa configurazione potrebbe presentarsi. Potremmo ipotizzare che esso sia la “proiezione probabilistica” di un certo sviluppo SE mantenessimo lo stesso atteggiamento mentale di prima, dopo il sogno. Ma la cosa, in realtà, si fa più intrigante e complessa se consideriamo il fatto che il sogno influenza ed esercita una trasformazione sul sognatore mentre sogna! E’ come se ogni sogno fosse un tassello che completa un puzzle più grande, quello della nostra vita e del suo significato, in un continuo divenire.

Reebok Easy Tone: la scarpa che ti migliora il lato B!

Siamo in primavera, le belle giornate diventano periodiche,con i cambi di stagione i nostri maglioni lasciano il posto alle magliette di cotone leggere e in vista dell’estate puntiamo lo specchio e con sguardo deciso citiamo la solita frase di periodo ” Quest’anno sarò la più bella della spiaggia” e giù con diete e stremanti esercizi.

E se non puoi riempire il pezzo superiore del costume perchè hai una prima scarsa tendente alla retro marcia,cosa sfoggerai a mare?

La moda 2010 vuole che il pezzo inferiore del costume,solitamente a mutandina,si restringa diventando un tanga brasiliano…ma se da dietro l’aspetto del sedere rassomiglia più all’emmentaler,quel buon formaggio bucherellato che di bello ha molto poco?

Per fortuna che per ogni problema c’è sempre una soluzione,che in questo caso si chiama  Reebok Easy Tone le scarpe che promettono di risollevare e valorizzare il lato B di tutte noi donne ovviamente seguendo qualche esercizio per avere un culetto da fare invidia e un pò di massaggi anticellulite.

Dopo numerosi test si è scoperto che le scarpe reebok sollevano i glutei del 28% in più rispetto a qualsiasi altro modello di scarpa da ginnastica.
Tutto questo avviene grazie ad un innovativo sistema di capsule di bilanciamento – inserite nella suola all’altezza del tallone e dell’avampiede- che permette una stimolazione maggiore dei muscoli e una tonificazione dei polpacci, delle cosce e del sedere!

La collezione Reebok Easy Tone presenta diversi modelli di scarpe da ginnastica e infradito per “far salire”, il nostro lato migliore, anche in spiaggia!

Visitate il sito Reebok e scegliete con quale calzatura tornare in forma!

Risuicte a leeggre qustea dmaonda? Il nostro cervello legge meglio dei nostri occhi

Come è possibile questo?

La nostra mente interpreta, e quindi anticipa il messaggio, prima che l’occhio registri con precisione quello che in effetti c’è scritto; si chiama lettura intuitiva e volte ci frega facendoci prendere fischi per fiaschi a volte ,invece, come in questo caso, ci permette di intuire quello che il testo vuol significare  ma che NON c’è scritto.

E’ un po’ come quando scrivi i messaggini col t9  e il telefonino ad ogni lettera spara interpretazioni a raffica scegliendo  fra le possibili opzioni.

Hai avuto problemi? Forse sei dislessico.

La dislessia  è caratterizzata dalla difficoltà a effettuare una lettura accurata e/o fluente e da scarse abilità nella scrittura. Se questo problema non viene identificato nei primi anni della scuola primaria, tramite la valutazione di un esperto nel campo dei disturbi dell’apprendimento, le conseguenze possono risultare di una certa gravità. Se il bambino dislessico è sottoposto a un metodo d’apprendimento usuale, egli riuscirà solo con un grande dispendio di energia e concentrazione a ottenere risultati che per i suoi compagni e per il suo maestro sono quasi banali. Durante la scuola dell’infanzia è possibile effettuare una valutazione dei prerequisiti per l’abilità di lettura, in modo da poter intervenire precocemente e rafforzare delle competenze eventualmente carenti.

I problemi maggiori nascono quando i bambini dislessici non vengono compresi, poiché spesso passano per pigri o addirittura per stupidi. Questo li porta spesso a perdere la propria autostima, a forme di depressione o ansia, a crisi d’identità e molto spesso a rigettare in toto  il mondo della scuola, rinunciando in questo modo a molte possibilità che la loro capacità di memoria standard invece consentirebbe.

Come si manifesta la dislessia?

La dislessia si può presentare in modalità molto diverse da soggetto a soggetto. Di seguito vengono presentate le caratteristiche più comuni relative alla decodifica della singola parola o del testo scritto. Queste possono non essere tutte presenti contemporaneamente.

  • Scarsa discriminazione di grafemi diversamente orientati nello spazio

Il soggetto mostra chiare difficoltà nel discriminare grafemi uguali o simili, ma diversamente orientati. Egli, ad esempio, confonde la “p” e la “b”;  la “d” e la “q”;  la “u” e la “n”;  la “a” e la “e”;  la “b” e la “d”… Nell’alfabeto italiano sono molte le coppie di grafemi che differiscono rispetto al loro orientamento nello spazio, per cui le incertezze e le difficoltà di discriminazione possono rappresentare un impedimento alla lettura.

  • Scarsa discriminazione di grafemi che differiscono per piccoli particolari

Il soggetto mostra difficoltà nel discriminare grafemi che presentano somiglianze. Egli, ad esempio, può confondere la “m” con la “n”; la “c” con la “e”; la “f” con la “t”…

  • Scarsa discriminazione di grafemi che corrispondono a fonemi sordi e fonemi sonori

Il soggetto mostra difficoltà nel discriminare grafemi relativi a fonemi con somiglianze percettivo-uditive. L’alfabeto è composto di due gruppi di fonemi: i fonemi sordi e i fonemi sonori che, tra loro risultano somiglianti, per cui, anche in questo caso l’incertezza percettiva può rappresentare un ostacolo alla lettura. Le coppie di fonemi simili sono le seguenti:

F     V
T     D
P     B
C     G
L     R
M     N
S     Z

  • Difficoltà di decodifica sequenziale

Leggere richiede al lettore di procedere con lo sguardo in direzione sinistra-destra e dall’alto in basso; tale processo appare complesso per tutti gli individui nelle fasi iniziali di apprendimento della lettura ma, con l’affinarsi della tecnica e con l’uso della componente intuitiva, la difficoltà diminuisce gradualmente fino a scomparire. Nel soggetto dislessico, invece, talvolta ci troviamo di fronte a un ostacolo nella decodifica sequenziale, per cui si manifestano con elevata frequenza i seguenti errori:

  • Omissione di grafemi e di sillabe

Il soggetto omette la lettura di parti della parola; può tralasciare la decodifica di consonanti (ad esempio può leggere “fote” anziché “fonte”; oppure “capo” anziché “campo”…) o di vocali (può leggere, ad esempio, “fume” anziché “fiume”; “puma” anziché piuma”…) e, spesso, anche di sillabe (può leggere “talo” anziché “tavolo”; “paro” anziché “papavero”…)

  • Salti di parole e salti da un rigo all’altro

Il soggetto dislessico presenta evidenti difficoltà a procedere sul rigo e ad andare a capo, per cui sono frequenti anche “salti” di intere parole o di intere righe di lettura.

  • Inversioni di sillabe

Spesso la sequenza dei grafemi viene invertita provocando errori particolari di decodifica della sillaba (il soggetto può, ad esempio, leggere “li” al posto di “il”; “la” al posto di “al”, “ni” al posto di “in”…) e della parola (può leggere, ad esempio, “talovo” al posto di “tavolo”…).

  • Aggiunte e ripetizioni

La difficoltà a procedere con lo sguardo nella direzione sinistra-destra può dare origine anche ad errori di decodifica caratterizzati dall’aggiunta di un grafema o di una sillaba (ad esempio “tavovolo” al posto di “tavolo”…).

  • Prevalenza della componente intuitiva

Il soggetto che presenta chiare difficoltà di lettura privilegia, indubbiamente, l’uso del processo intuitivo rispetto a quello di decodifica. L’intuizione della parola scritta rappresenta un valido strumento ma, al tempo stesso, è fonte di errori, definiti di anticipazione. Non di rado, infatti, il soggetto esegue la decodifica della prima parte della parola, talvolta anche solo del primo grafema o della prima sillaba, e procede “intuendo”/“inventando” l’altra parte. La parola contenuta nel testo viene così ad essere spesso trasformata in un’altra, il cui significato può essere affine ma anche completamente diverso.

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