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Archive for the ‘questa sono io’ Category

Caro Premier, sono una ragazza in difficoltà

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Caro Premier,

mai prima d’ora mi ero così avvicinata alla politica perchè la ritenevo monotona con tutte quelle leggi da capire e da imparare. Lei ha fatto della politica un pettegolezzo, un gossip di cui parlare con le amiche dal parrucchiere fra una messa in piega e uno shampoo, ha diminuito la distanza fra le donne e il governo.

Ho preso atto della sua generosità verso le ragazze bisognose, ha fatto della sua casa una mensa per i poveri sotto il nome di “festa” per non mettere in imbarazzo i commensali partecipanti, ha regalato vacanze e bagni in piscina alle fanciulle povere che non potevano permettersi neanche il costume.

La sua umiltà nel negare di aver aiutato tutta questa gente è pari a quella di Padre Pio, e per questo non provo vergogna a chiederle aiuto. In tanti cercano di screditarla solo perchè ha donato 7 mila euro ad una ragazza in difficoltà, gesti di così grande spessore sono sempre nel mirino dei maligni che inventano frottole per invidia.

Non c’è niente di male se Ruby, dopo aver ricevuto i 7 mila euro, ha sentito la necessità di sdebitarsi insegnandole quel ballo africano…il bunga bunga.

Beh in cambio di un suo aiuto economico potrei insegnarle la macarena, ma forse è un ballo che già conosce perchè sono anni che muove il bacino dietro pulzelle in difficoltà.

Non avrei mai creduto che una persona così caritatevole potesse rappresentarmi nel mondo, una persona così disinteressata ed altruista che regala soldi in cambio di sorrisi.

A me andrebbero bene anche solo 3 mila euro..

Attendo presto sue notizie.

Sam

Match Napoli – Inter dalla prospettiva di una tifosa

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Cosa fa una giovane impiegata al ritorno da una giornata di lavoro?

Va allo stadio con il fidanzato per il match Napoli – Inter…ovviamente come tifosa azzurra!

Napoli è una bellissima città ma dalla tangenziale allo stadio ho vissuto momenti di puro panico : i napoletani sono come i tori,appena scatta il semaforo rosso corrono all’impazzata e poco importa se sono in un incrocio; i ragazzi rigorosamente senza casco sul motorino sorpassavano da destra sinistra e se potevano salire sulle macchine l’avrebbero fatto; i peggiori però sono gli automobilisti “fortunati”, quelli che si lanciano nel casino e non frenano mai…si, fortunati perchè non hanno ucciso nessuno ieri nonostante le inversioni improvvise e le svolte in contro senso.

Arrivati sotto lo stadio il problema del parcheggio non sussiste, con 5 euro abbiamo parcheggiato in una strada in salita proprio in prossimità della nostra curva. Dato che avevo visto i vigili regalare multe manco fossero volantini ho temuto per la sicurezza della macchina e del portafogli ma il parcheggiatore abusivo mi ha letto nel pensiero e mi ha detto ” Signurì, state tranquilla..dove sto io, sta anche la vostra macchina!”…”Bene, speriamo non vada via allora!” penso.

Entriamo allo Stadio, come da legge presento il mio biglietto e la mia carta d’identità che non vengono minimamente controllati, quindi mi chiedo: come fanno a sapere che non sono una diffidata? Mah.

Corriamo alla ricerca di un posto libero, mi guardo un pò in giro e devo ammettere care amiche che di napoletani carini ce ne sono parecchi!

Passa il venditore ambulante di bibite e..si, è proprio lui, il parcheggiatore abusivo del parcheggio. Quanto costa una coca cola piccola? 3 euro..questa si che è camorra!!!

La banda musicale attende la diretta tv per suonare l’introduzione alla partita, ma non se la fila nessuno perchè i cori dei tifosi dalla curva A alla curva B avvolgono l’intero stadio. Non ero mai stata ad una partita “importante”, mi sono fatta prendere dall’orgoglio napoletano (anche se faccio provincia a Salerno!), mi sono sentita una di loro e da lì a poco gioivo per i gol tentati e incoraggiavo la squadra per i gol mancati..

Quello che dicono i tifosi in curva durante una partita non sono poesie da dedicare ad una signora come me, ma arrangiando le frasi e filtrando quello che ho sentito tra 2 tifosi che commentavano la partita,il risultato é:

” Lord, non crede forse che quel giocatore interista sembri un pò pinocchio per le movenze legnose?”

“Oh my God, l’arbitro stasera sembra un pò distratto, ha appena annullato un gol regolare ”

” Lavezzi, ma come mai hai sbagliato un rigore? Vabbè, ti rifarai la prossima volta senza dubbio”

” Miseria, abbiamo perso..ma l’importante è giocare!”

Forse ho esagerato con le bugie, il ragazzo davanti a me ha detto una frase di 16 parole in cui pure le virgole erano parolacce!

E poi c’è il tifoso infelice : “L’inter fa schifo”, comprensivo, è la squadra avversaria..”Lavezzi ti prenderei a calci” poco comprensivo, forse non è tifoso di nessuna delle due squadre!

C’è anche il tifoso creativo: un ragazzo è riuscito a inventare per 2 ore parolacce mai sentite prima!

E poi viene il bello: i bambini che tifano in modo pulito, i cori che sono veri tormentoni, l’idea che siamo tutti lì per amore di una squadra..

Anche se in effetti l’arbitro ha ostacolato in ogni modo la partita a favore dell’inter (vorrei aggiungere “arbitro interista”), mi sono divertita un casino, il Napoli è una grande squadra..ha capeggiato per l’intera partita, l’Inter non ha neanche intravisto la nostra porta per 90 minuti, ma non dovevamo arrivare ai rigori!

E poi, Garganoooo perchè giochi che sei scarso????

Il valore di un sorriso

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VALORE DI UN SORRISO

(di Padre Faber)

Donare un sorriso

Rende felice il cuore:

Arricchisce chi lo riceve

Senza impoverire chi lo dona.

Non dura che un istante

Ma il suo ricordo rimane a lungo.

Nessuno è così ricco

Da poterne fare a meno

Né così povero da non poterlo donare.

Il sorriso crea gioia in famiglia

Dà sostegno nel lavoro

Ed è segno tangibile d’amicizia.

Un sorriso dona sollievo a chi è stanco,

Rinnova il coraggio nelle prove

E nella tristezza è medicina.

E se incontri chi non te lo offre,

Sii generoso e porgigli il tuo:

Nessuno ha tanto bisogno di un sorriso

Come colui che non sa darlo.

Dedicata a Maria Pignataro che ci ha lasciati con un sorriso.

La chiave della felicità

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Al giorno d’oggi un consiglio pensato vale più dell’oro.

Gli amici e la famiglia non possono che prendere le mie difese, i conoscenti non possono che dispiacersi per la situazione, qualcuno che ha saputo spara qualche frase fatta del genere ” Morto un papa se ne fa un altro”..

Stasera avrò modo di riflettere perchè una persona disinteressata ha voluto regalarmi un consiglio prezioso, un consiglio che solo una mamma poteva dare.

Anni di litigi e dispetti, discussioni infinite e cuscini bagnati dalle lacrime, feste non vissute e chiarimenti incompleti. Quando si è figlia di divorziati la parola “per sempre”  è una finta bugia volta a decorare una frase, così come le parole “eterno”, “infinito”, “fedeltà”. Sempre in guardia a fermare gli attacchi,sempre sveglia a controllare che la mia piccola felicità non fosse minacciata. Ho vissuto a metà per tutta la mia vita, metà per non affezionarmi troppo, metà per poter dire addio senza perdere un pezzo di me.

Fino ai 14 anni ho odiato gli uomini, non salutavo neanche i miei zii o i miei nonni..mia mamma ha cresciuto me e mia sorella da sola, avevo 5 anni ma capivo bene quanto fosse  sacrificante; e qualche volta la sentivo piangere di notte, lei diceva che era per il mal di testa per non preoccuparmi, ma sapevo bene che la vita non le aveva dato altro che delusioni.

E’ per questo motivo che ho fatto il profilo del mio fidanzato già a 15 anni. Non volevo, come mia mamma, conoscere la persona sbagliata, crearci una famiglia e poi distruggerla per tradimenti, bugie, incompatibilità. Niente della mia vita è stato facile, ho dovuto sempre lavorare e lottare, ho guadagnato con sacrificio quel poco che ho, per questo ne sono tanto gelosa.. ma la gelosia non porta a niente, l’intelligenza è la chiave di tutto.

Non avrei mai creduto che la mia prof. di matematica mi avrebbe capita più di un familiare, consigliata più di un’amica.

La mia gelosia nasce dall’insicurezza che mi trascino dal passato, dalla paura che “i miei tesori” vengano rubati lasciandomi colma di tristezza e delusione.

A causa della mancata stabilità, oggi sono la persona rigida e severa che fa di un errore una tragedia, incapace di lasciarsi andare,di amare senza condizioni, di fidarsi degli altri,di abbassare la guardia..

Tra 4 giorni compierò 22 anni, un buon motivo per abbandonare le paure e provare  a camminare da sola, a lasciarmi andare senza pensare ai rischi, agli inconvenienti, alle promesse non mantenute.  Vivere a metà un’emozione è come guardarla alla tv, io voglio annegare nelle emozioni che la vita può regalarmi.

Un grazie speciale a Clemy e prima ancora alla sua mamma, ora conosco il segreto della felicità.

L’intelligenza è la chiave di tutto.

L’amore è un elettrodomestico!

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Dopo anni di intensi studi e delusioni sono finalmente giunta alla conclusione tanto attesa, alla teoria che rivoluzionerà il modo di vivere femminile: l’amore è un elettrodomestico!

Non è forse vero che i primi 6 mesi le donne fantasticano già sul futuro più lontano mentre gli uomini,la cui attività è paragonabile al lavoro di un microonde, si preoccupano solo di tenere caldo il letto e di impiegarci il meno possibile?

Non è forse vero che alle soglie del primo anniversario, ciò che prima era caldo, bollente, poi diventa appena tiepido? L’abitudine scalza la novità e ciò che prima era immensamente meraviglioso poi ci appare solo per quello che è : un elettrodomestico usato.

A seguito dei primi segni di ruggine, le prime molle che scappano, i primi pezzi caduti e lo sportellino che non funziona più cresce la necessità di cambiare, di provare qualcosa di nuovo.L’atmosfera romantica che un tempo decorava i vostri momenti è stata spazzata via dai problemi quotidiani, le prime fratture della coppia. Ma noi donne siamo testarde, se ci fissiamo per un uomo non molliamo fin quando non si presentano 2 occasioni: riusciamo ad ottenerlo e soddisfatte della nostra conquista lo molliamo, o ci annulliamo fin quando non perdiamo la nostra ragione di vivere. Sono poche le donne forti che sanno trovare la via di mezzo..

Il nostro uomo-elettrodomestico vuole abbandonarci e sul manuale non c’è una spiegazione logica; ha deciso di staccare la spina, di lasciarci ai piatti freddi, insomma quello che ci era stato garantito per tutta la vita, ci sta abbandonando neanche dopo 36 mesi dall’acquisto. Cosa fare?

Cercare in ogni modo di recuperare il possibile per poter dire “Ci ho provato con tutte le forze”.

Mandarlo in assistenza per qualche settimana con la speranza che ” La lontananza gli faccia cambiare idea”.

Sostituirlo con un nuovo uomo/elettrodomestico,magari di ultima generazione, con un aspetto più curato, uno stile unico, una carriera assicurata, multifunzione e con un manuale scritto anche in italiano?

A questo punto,certa di aver catturato un pò di attenzione propongo un annuncio:

AAA:  Affettatrice cerca frullatore per momenti da capogiro!

Anno nuovo, vita nuova

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Alle porte del nuovo anno,eccomi qui a fare il resoconto di ciò che è stato.

I buoni propositi che mi sono dettata lo scorso capodanno hanno avuto solo 4 giorni di valenza :

la dieta ferrea a cui volevo sottopormi è stata scacciata dall’epifania e dal mio compleanno, con lo studio è andata meglio ma non abbastanza, ho chiarito con un’ amica con cui avevo avuto qualche discussione e ora va a gonfie vele, ho donato il sangue,aiutato i bambini in difficoltà e non ho smesso di fare le mie buone azioni quotidiane, non ho fatto del male a nessuno ,almeno non volontariamente, e se l’ho fatto ho cercato di scusarmi appena possibile. Ho cercato di dimostrare il mio affetto a tutti e se con qualcuno non ci sono riuscita chiedo perdono,non ho mai provato invidia ma solo stima, ho augurato al mio peggior nemico solo cose buone e mi sono arresa ai miei limiti.

Non sono perfetta,ho sbagliato in molte altre cose ed ho pagato, anche per le ingiustizie che mi sono state fatte ho lasciato che il Signore provvedesse per me. Non sono nessuno e non conto nulla sulla Terra, ma chiedo di poter essere utile perchè solo così la mia vita acquista un senso.

A chi mi ha fatto del male e ancora me ne fa auguro un anno nuovo senza rimpianti perchè il tempo perso a litigare,sparlare,maltrattare,umiliare..è un tempo che non tornerà.

Come ogni fine anno,dirò addio a chi ha scelto di non avermi come amica, dirò addio a qualche sogno che era parte della mia vita, dirò addio a una parte di me.

Con il nuovo anno non cambierò la disponibilità verso gli altri, la voglia di amare, il compiere buone azioni per sentirsi parte di un progetto più grande,e pregherò di più per chi ne ha bisogno..con la speranza che qualcuno faccia una preghiera anche per me. Entro nel 2011 un pò debole, un pò dolente..ma credo nei miracoli della vita, non smetterò di sorridere neanche sotto tortura e se qualche volta mi vedrete vagare da sola nei corridoi, chiedetemi pure cosa c’è che non va, vi risponderò che ho lasciato il cuore fra le corde di una chitarra.

Auguro a tutti voi un sereno Capodanno, ricco di amore e divertimento, e se volete cominciare bene il 2011 non dimenticate di perdonare chi guardandovi piangere ha voltato le spalle ed è andato via.

Se cominciate compiendo una buona azione sarà come festeggiare tutti per lo stesso motivo!

La Lista dei Desideri dei bambini di Save The Children: a Natale dona una vita.

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“Per quest’anno non cambiare, tanti doni da regalare..una sciarpa, un maglione, lo scorso anno ho speso un milione..se volessi migliorare una DONAZIONE potrei fare..Save The Children apprezzerebbe e per i bambini una vita nuova ci sarebbe..Cosa aspetti,non mancare..inizia anche tu con noi a donare!”

Al Sud è tradizione che i bambini nelle feste importanti come il Natale, imparino una qualche filastrocca da far ascoltare ai parenti riuniti per l’occasione,poi ciascuno fa un dono in soldini. Quest’anno voglio tornare bambina per i bambini di Save The Children.

Mancano pochi giorni al Natale e come vuole il buon consumismo,l’unica preoccupazione per il 25 dicembre è quella di trovare tanti regali sotto l’albero. Ma il mondo non si ferma qui da noi..dall’altra parte a tanti bambini è negata la vaccinazione che significa vita, è negato il cibo che significa vita,lì muoiono ogni anno 150.000 bambini sotto i cinque anni.

“Perchè proprio io dovrei farci qualcosa?”

Perchè ognuno di noi è una speranza per quei bambini,una possibilità di vita.

La Lista dei Desideri è un modo per fare e ricevere regali originali per davvero, virtuali ma più concreti che mai. Per farlo è sufficiente andare sul sito www.savethechildren.it/regali, scegliere uno tra i 23 regali messi a disposizione ed effettuare on-line la donazione corrispondente. La persona cui si dedica il regalo sarà gratificata ricevendo una cartolina (cartacea o elettronica) quale simbolo di un gesto che migliora la vita di un bambino nel mondo. Concretamente si farà una donazione a beneficio dei bambini delle aree in cui Save the Children lavora.

Oltre al periodo di Natale è sempre possibile creare la propria lista dei desideri segnalandola agli amici in occasione delle più diverse ricorrenze, evitando in partenza il rischio di regali inutili sia per chi li deve offrire che per chi li riceverà. Un’opportunità che vale anche per bomboniere e liste nozze. Per tutte le aziende invece l’invito è quello ad abbandonare il solito panettone o la consueta agenda (che tanti altri penseranno a regalare) per donare virtualmente ai propri clienti, ai collaboratori o ai fornitori medicine, scorte di cibo o banchi da scuola per assicurare un futuro migliore a tanti bambini nei paesi in via di sviluppo.

Io con questo post ho contribuito a donare uno Yak. In Tibet possederne uno significa assicurarsi latte nutriente, lana per vestirsi ma anche un indispensabile aiuto nell’aratura dei campi. Un regalo in cima alla lista dei desideri di qualunque famiglia tibetana. :)

Di seguito La Lista dei Desideri, alla portata di ogni tasca e generosità.

Plumpy’Nut® – 10

Il Plumpy’nut®, una speciale barretta al burro di arachidi a contenuto altamente proteico ed energetico, è l’ideale per bambini gravemente malnutriti

Cesto di cibo – 14

Un cesto di cibo è sufficiente a sfamare un’intera famiglia per un mese.

Vaccino – 15

Oltre 500 bambini al giorno perdono la vita a causa del morbillo. Bastano 15 €per acquistare 100 vaccini per altrettanti bambini.

Copertina – 19

La polmonite è la principale causa di mortalità al mondo. Sono sufficienti 19 €per garantire 3 copertine ad altrettanti bambini nelle aree più povere del mondo.

40 polli – 36

Se una mamma ha a disposizione un piccolo allevamento di polli può provvedere autonomamente all’alimentazione dei suoi figli, ma anche venderne alcuni, o le loro uova, per guadagnare qualcosa.

6 Caprette – 79

Possedere delle capre è davvero molto importante. Col crescere del gregge una mamma ha la possibilità di arricchire con il latte la dieta dei propri figli, di procurarsi carne da mangiare o, con la loro vendita, reddito necessario per vivere.

Femmina di Yak – 143

In Tibet possedere uno yak significa assicurarsi latte nutriente, lana per vestirsi ma anche un indispensabile aiuto nell’aratura dei campi. Un regalo in cima alla lista dei desideri di qualunque famiglia tibetana.

Kit medico – 29

Bastano 29 €per acquistare una cassetta medica e fornire ai nostri operatori un kit base per il pronto soccorso e prestare un’adeguata assistenza sanitaria ai bambini ammalati e alle loro mamme.

Kit assistenza parto – 39

La presenza del personale medico specializzato di Save the Children è determinante per garantire un’adeguata assistenza sanitaria a tante mamme e ai loro piccoli.

Zanzariera – 26

Con 26 €si possono assicurare 5 zanzariere pretrattate con insetticida ad altrettante famiglie.

Set di colori – 30

Con 30 €possiamo fornire loro due set di colori e facilitare l’inserimento a scuola.

Un tetto di …mattoni, diritti, scuola e gioco – 180

Attraverso il progetto “Civico Zero“, Save the Children ha l’obiettivo di informare, orientare e supportare i bambini e gli adolescenti al reinserimento sociale. Per garantire a due minori stranieri un’accoglienza in strutture di sostegno come le case-famiglia sono necessari 180 €.

Baby kit – 33

Il kit contiene l’essenziale per le cure basilari di un bimbo come una scodella, pannolini, asciugamani, una copertina e del sapone.

Kit primo soccorso per clinica – 92

Un kit di 1° soccorso garantirà tutta l’attrezzatura di base necessaria ad un centro medico: come garze, bende, cerotti e soluzioni disinfettanti, oltre a guanti, forbici, un termometro e una coperta termica.

Quota femmina Yak – 36

In Tibet possedere uno yak significa assicurarsi latte nutriente, lana per vestirsi ma anche un indispensabile aiuto nell’aratura dei campi. Un regalo in cima alla lista dei desideri di qualunque famiglia tibetana.

Filtri per l’acqua – 57

I filtri depuratori dell’acqua aiutano a mantenere i bambini e le loro famiglie in salute specialmente in occasione di disastri o calamità naturali.

Bicicletta – 43

Con 43 €possiamo regalare una bicicletta a un bambino, in modo che possa percorrere il tragitto in tempi brevi.

Aula di una scuola per un villaggio – 1.148

Se anche le comunità più isolate vengono dotate di strutture scolastiche, tanti bambini potranno ricevere un’adeguata istruzione e avere tempo per le altre attività.

Un posto a scuola – 24

Se anche le comunità più isolate vengono dotate di strutture scolastiche, tanti bambini potranno ricevere un’adeguata istruzione e avere tempo per le altre attività.

6 Alberi da frutto – 20

Sei piccoli alberi da frutto rappresentano la soluzione ideale per sostenere famiglie e scuole intere, aiutandole nell’auto-sostentamento. Crescendo produrranno frutta (ad esempio noci o tè) che potrà essere venduta nei mercati locali, generando guadagno. Con questi soldi le scuole potranno acquistare materiale didattico e incrementare le proprie risorse per garantire ai propri studenti nuove opportunità di crescita.

Giocattoli – 12

I giocattoli saranno destinati a bimbi con disabilità, a quelli che vivono con familiari che soffrono di malattie croniche e ai centri per l’infanzia.

Maialino – 36

Allevare suini significa poi venderli per ricavare reddito aggiuntivo, oppure utilizzarli come scorte alimentari in tempi difficili. Una importante risorsa per una famiglia che fatica a sopravvivere.

Pallone da calcio – 15

Un pallone da calcio permette ai piccoli di un intero villaggio di divertirsi e di esprimere se stessi attraverso lo sport.

La vita li ha abbandonati,non farlo anche tu..

Il concetto di style

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Credo al connubio stile&tedenza.

Il sano concetto di moda dovrebbe essere da una parte quello di imitare per integrarsi in un gruppo, dall’altra quello di differenziarsi e sentirsi unico, ma non sempre è così. Avete presente il film “I love shopping”? Bene, esistono davvero persone che comprano tutto ciò che è firmato; veri e propri apostoli dello stilista, pronti a prendere per oro colato la tendenza del momento. Ma che fine fa la personalità? Siamo davvero talmente uguali da poterci vestire tutti secondo il gusto di una sola persona? E se un giorno la moda ci imporrà di portare le mutande in testa come cappelli? Continueremo ad essere ciechi ma di tendenza o decideremo di adottare uno stile tutto nostro?

Alla mia tendenza modaiola aggiungo sempre quel tocco di classe personale perchè mi piace essere il puntino white nel mondo total black!

I Am Style

A spasso con il CAI

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Nell’ultimo periodo i miei fine settimana votati al relax  sono mutati in giorni di stress e dolori. La cosa è nata così:  ” Che ne dici di una passeggiata in montagna domenica?”, propone con occhi dolci il mio fidanzato..e come resistergli!!!

La prima domenica con il CAI è stata davvero una passeggiata, tolto il trauma della sveglia che suona alle 7 , con una colazione abbondante tutto si appiana. Incontriamo il resto del gruppo a Cava Dei Tirreni (SA) e il tempo dei saluti che già siamo in viaggio. Il punto di partenza della camminata è a 40 minuti ma ne abbiamo impiegati circa 70 visto che arrivati al paesino ai piedi della montagna da visitare, gli altri hanno pensato bene di saccheggiare macellerie e panifici.

Arrivati sul sentiero tracciato la passeggiata è durata appena una quarantina di minuti A/R, poi hanno acceso il fuoco e con gli spiedini fatti al momento abbiamo arrostito le salsiccia e bevuto vino. Forse ero più brilla che stanca..

Ma questa domenica più che una passeggiata è stato un massacro!

Suona la sveglia alle 7, la fermo e torno a dormire! Alle 7.30 il mio fidanzato citofona, trascinandomi fino alla porta apro in pigiama,lui sbarra gli occhi e grida: ” E’ tardi!”. Sei minuti dopo eravamo già in viaggio verso il punto d’incontro.. La passeggiata ha inizio sul Valico di Chiunzi al Monte Cerreto (1330 mt), montagne che fino a quel momento avevo visto solo dal basso correndo in vespa fino in costiera.

Dopo i primi 30 minuti già avevo il fiatone..non avevo nessuna idea di cosa mi aspettasse!

Ve la faccio breve perchè a parlarne mi sembra di riviverla: 4 ore di passeggiata praticamente in arrampicata, sempre in salita tra fango e foglie bagnate e scivolose, il sole sempre dalla parte opposta della montagna lasciandoci al buio e al freddo,la neve non prevista c’era, gli ultimi 40 minuti camminavo praticamente sulle mani vista la salita!  Dalla stanchezza mi sono cadute le braccia, avevo il cuore in gola, e le gambe le avevo lasciate al punto di partenza..solo la forza di volontà mi trascinava verso la cima, e poi neanche più quella quando il resto del gruppo ( età media compresa tra 50-70 anni) mi ha allegramente superato incoraggiandomi dall’alto della cima : ” Forza, sei giovane!”.

Solo la voglia di uccidere il mio fidanzato spingendolo dall’alto mi ha dato la forza di camminare, ma una volta arrivati la stanchezza era tanta da non riuscire neanche a pensare! :)

Michele mi ripeteva: ” Più è dura la salita, più è grande la gioia all’arrivo”, e non si sbagliava..sulla cima innevata c’erano una croce ( immagino per quale motivo!) e un rifugio in legno ben attrezzato..per tutto il resto c’è Mimì, un amico del CAI che non dimentica mai di portare nel suo zaino grappa, macchinetta del caffè + fornellino a gas, e qualche bontà locale!

La discesa è stata più veloce,solo 3 ore e qualche scivolata. Eppure ricorderò con grande piacere questa scalata, manco fosse stato l’Everest!

Appena trovo il modo e il tempo,carico un pò di foto.

Barbie: l’infanzia rosa delle bambine felici

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Barbie

I can be

sogni

crescere

Articolo sponsorizzato

Avevo 5 anni quando mi fu regalata la mia prima Barbie.  Era una sposa bellissima ed ogni giorno le pettinavo i capelli affinchè il mio bambolotto Teo se ne innamorasse, ma forse ero io che l’amavo.

A Natale, al compleanno e nelle feste di minor importanza era sempre il regalo più gradito e la mia famiglia lo sapeva bene! Avevo un cesto grande, agli occhi di una bambina, con oltre 20 Barbie e trascorrevo le mie giornate a cambiare e scambiare i vestitini, a cucirne di nuovi con i fazzoletti di stoffa, a inventare nuovi contesti per le mie “ambizioni future” altrimenti dette Barbie.

Non ho impiegato molto tempo a capire la mia passione : sedevo la mia bambola su un aereo in volo per Milano, mentre le altre l’attendevano in passerella pronte a sfilare con i vestiti più belli e i colori più in.

Qualche volta mia cugina Lalla portava il suo camper rosa e una nuova avventura cominciava, lì sotto il tavolo che per l’occasione si trasformava in un bosco, un pianeta, una grande città.  Immaginavo viaggi,strade,persone e storie sempre a lieto fine..non poteva essere altrimenti!

Quando ripenso alla mia infanzia il colore che immagino è il rosa, è il colore delle bambine felici che sono cresciute spensierate giocando a diventare grandi nelle vesti della Barbie che,a seconda delle ambizioni, vestiva i panni della veterinaia,la sposa, la mamma, l’astronauta, la modella,la stilista.. una Barbie per ogni mondo immaginario, una Barbie per ogni futuro.

La passione per questa bambola non è terminata crescendo. Ad oggi conservo gelosamente quel cesto in ricordo dei sogni più belli,alcuni dei quali si sono avverati. Quando penso ai miei primi anni non posso non citarla,è parte e merito della gioia con cui ricordo il passato per questo comincio sempre così: ” Avevo 5 anni quando mi fu regalata la mia prima Barbie ” , il resto è un susseguirsi di bei ricordi color rosa.

“I CAN BE..”Credo che questo  sia il messaggio che da sempre  Barbie vuole mandare alle sue bambine : imparare a sognare e ad aspirare a modelli di riferimento positivi, anche se spesso significa impegno e sacrificio, perchè sognare è ciò che permette di cambiare, di migliorare e di sentirsi vivi ed è anche a dimostrazione di ciò che collabora con Save The Children per dare un’istruzione ai bambini meno fortunati della terra.

Barbie non dimentica i suoi bambini..e i suoi bambini non la dimenticano!

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