Perdi 2 chili con la dieta del panino

L’estate è arrivata e con questo caldo non ho nessuna voglia di mettermi ai fornelli,soprattutto da quando la dieta del panino mi ha fatto perdere 2 chili e mezzo in 7 giorni. Complice il caldo il mare e il sole,la voglia di mangiare mi è diminuita e ancor di più quella di stare ore ed ore a cucinare,così nell’ultima settimana mi sono tenuta leggera senza sforzi: al mattino 2 yogurt a fragola con smarties giusto per riassestare gli zuccheri,a pranzo un panino e la sera pollo e verdure di ogni tipo o un gelato a frutta. Stamattina la lieta scoperta,ho perso peso senza neanche rendermene conto!

Non sono una fissata per le calorie,ma tanto per capire mi sono informata:

La piadina arrotolabile è ricca di grassi ed ha 408 CAL per 100 gr; a prima vista,così sottile e asciutta, potrebbe sembrare innocua per la linea,invece è ricca di grassi 18,5 g in un etto.

la focaccia 315 CAL per 100 gr ma i valori nutrizionali possono variare molto secondo la quantità di olio utilizzata per spennellare l’impasto prima della cottura.Da evitare le focacce più unte,come quella classica genovese che fornisce circa 15 g di grassi.

pan carrè 280 CAL per 100 gr,facile e pratico da conservare contiene circa 5 g di grassi all’etto.Il classico pane per tramezzini,quello senza bordo scuro,è più magro: 2,9 g di grassi e 256 cal.

ciabattina 275 CAL per 100 gr; grazie alla sua croccantezza che ti costringe a masticare a lungo,ha un elevato potere saziante e fornisce pochi grassi:0,5 ogni etto.

pagnottella rustica 265 CAL per 100 gr e 0,6 g di grassi in un etto.

pane casereccio 289 Cal per 100 gr. Il più famoso è quello pugliese di Altamura  che ha il bollino Dop e contiene solo lo0,4% di grassi.

Scelto il panino,non resta che farcirlo con pollo,insalata,prosciutto,melanzane,uova,peperoni,piselli,patate lesse,pomodorini,carne o altre bontà ma il mio preferito resta quello con la nutella! :D

Se abbandoni chi ti ama,il vero animale sei tu!

Sapete da cosa si capisce che è giunta l’estate? Dalla quantità di amici animali abbandonati alla loro triste fine sul ciglio della strada.Che pessimo animale è l’uomo che abbandona dopo che per anni si è servito dell’amore incondizionato del proprio animale da compagnia.

Lo scorso anno,tornando da una serata tra amici stavo per investire una cagnolina sulla statale,per fortuna ho sterzato in tempo e sono scesa a controllare che non si fosse fatta male. Piangeva piccolina,si era spaventata e io con lei; ci siamo scelte guardandoci e l’ho portata a casa mia. Sei mesi dopo non potendone più dei suoi dispetti (mangiava le scarpe,bucava i divani,rompeva le porte,faceva pipì a casa subito dopo la passeggiatina) la mia famiglia mi ha costretta a darla via,così per un pò è andata a stare da mia nonna in campagna che adora gli animali quanto me. Ma la notte la coscienza mi soffocava,ogni volta che vedevo un gattino o un cagnolino il mio pensiero andava a lei,mi sentivo come il bastardo che l’ha abbandonata sulla statale..per qualche mese ho stressato la mia famiglia dicendo che sarei tornata a prenderla,ma non volevano. Così dopo aver annunciato più volte la mia decisione,un pomeriggio l’ho fatto. Sono andata in campagna,mia nonna quando mi ha vista arrivare ha capito subito,l’ho slegata e riempita di baci.Che bello aver ritrovato la mia dispettosissima ma dolce amica..

Ora lei ha imparato la lezione e non fa più i dispetti,e io non vado da nessuna parte senza la mia Samyra che è stata accettata anche dalla mia famiglia.

Purtroppo però non va sempre così. Due giorni fa ho trovato 2 gattini appena nati in uno scatolone,vittime dei bambini che li strapazzavano e li lanciavano in aria come palloni.Li ho portati a casa mia,hanno gli occhi ancora chiusi anche a causa dell’umidità ma sto risolvendo il problema con gli impacchi di camomilla.Mangiano e dormono come i bambini e da ieri stanno incominciando a provare a camminare.

Certo,c’è gente che abbandona i bambini come pretendo che non lo facciano anche con gli animali?!

Capisco che portare un animale in vacanza è complicato,in treno o in aereo,in albergo o per lunghi e continui spostamenti,a volte è necessaria qualche rinuncia ma è ben ripagata dal loro amore e dalla compagnia che ci tengono.

Abbiate cuore,non uccidete che vi ama!

Se abbandonate,l’animale siete voi.

La voce e la bellezza di Napoli nelle classiche canzoni partenopee

Giovedì 1 luglio sono stati inaugurati i giardini di Villa Calvanese a Lanzara di Castel San Giorgio.  Realizzata da architetti di scuola vanvitelliana, è stata acquistata dal Comune ed è oggi sede culturale. Essa è circondata da un ettaro e mezzo di parco “all’inglese”, ed in passato era frequentata dalla aristocrazia partenopea. Dal 1968 al 1992-93 l’edificio storico ha funto da Scuola media inferiore. Altra caratteristica rilevante è la fontana che si trova all’entrata del parco che fu scoperta per caso o per volere divino perché di fatto fu scavata da alcune galline. Da quel momento le Autorità ordinarono il recupero dell’incantevole scultura dal terreno che la sovrastava da anni. Io ero lì,ad accompagnare le canzoni napoletane dei bei tempi di Napoli con citazioni di storia a riguardo. Un’ora per ricordare l’amore al tempo di Murolo e Totò,E.A. Mario,Gambardella e tanti altri.

‘O Sole Mio ha partecipato alle Olimpiadi di Anversa,in Belgio, nel 1920 quando l’orchestra perse lo spartito della Marcia Reale e cominciò a suonare O Sole Mio accompagnata dalle voci e dal battimani degli sportivi italiani.

Munastero e Santa Chiara è stata scritta a cavallo della seconda guerra mondiale,quando i bombardamenti del 4 agosto 1943 distrussero oltre alla Basilica di S.Chiara del 1300,altri importanti monumenti e Chiese e faceva il resoconto dei disastri e delle perdite.

Malafemmena è stata scritta da Totò (Antonio De Curtis) di tutta fretta durante una pausa del film “Totò terzo uomo”. La scrisse su un pacchetto di sigarette e la fece sentire al suo autista che disse “Principe,me pare ‘na lagn”. A breve divenne la canzone più cantata di mezzo mondo e così Totò invitò,o meglio costrinse,il suo autista a cantarla nel ristorante dove erano soliti pranzare.

Maria Marì è la canzone-storia di un ragazzo innamorato di Maria,ma lei sceglie di sposare un altro e il giovanotto che lavorava le pelli proprio sotto il balcone di questa,non perdeva occasione per farle delle serenate. Poi il marito di Maria morì e i due si unirono finalmente.

A tazza ‘e caffè è stata scritta per Brigida,una giovane cassiera di un caffè tanto bella quanto acida. E’ grazie a questa canzone se il caffè è diventato un must a Napoli.

Tammurriata Nera racconta la storia realmente accaduta di una giovane napoletana che all’ospedale Loreto Napoli partorisce un bambino di colore seppur sposata con un paesano.Si scoprì poi della scappatella della donna con un colonnello anglo-americano e  l’ulteriore sorpresa venne quando la giovane affermò che era il figlio naturale della coppia e che lo avrebbero così cresciuto..mentre le vecchiette dei rioni già ne facevano notizia.

E ancora  Pusilleco Addiruso, Dduie Paravise, Torna a Surriento, Funiculì Funiculà..ascoltando queste canzoni si può vedere la bellezza di Napoli di allora,quando nei suoi colori pastello ancora non conosceva il degradato futuro.

La moda ritorna…lo conferma il mocassino più antico del mondo!

Anche oggi ho comperato un nuovo paio di scarpe, sono a quota 132 paia!

Non ho avuto il coraggio di dire alla mia famiglia quanto spendo in calzature,così quando mi è stato chiesto cosa ne faccio di tutti i miei soldi ho risposto che mi drogo,bevo e gioco d’azzardo. :)

Forse sono scarpa-dipendente, non metto mai per più di 3 volte lo stesso paio..almeno non in un anno. Cos’è una donna senza scarpe? E’ una donna scalza,ovvero senza personalità nè buongusto,e se cammina davvero scalza,qui in Italia,allora le manca anche qualche rotella al posto giusto!

A differenza dei vestiti,le scarpe poi son sempre quelle: zeppe,tacco a spillo o infradito che compri una sola volta e se hai la pazienza di aspettare li vedrai ritornare di moda ogni 1 o 2 anni. Lo testimonia la scarpa più vecchia del mondo!

Non è chiaro se fosse da uomo o da donna , è piccola, equivalente a un 37 odierno, ma è della dimensione giusta per i piedi degli uomini di quell’epoca. Ci sono enormi similarità fra la tecnica di costruzione di questa scarpa e il suo stile e quello di molte altre trovate in giro per l’Europa più, il che suggerisce che quelle armene siano state copiate per migliaia di anni successivi” ha dichiarato il ricercatore Pinhasi.

Inizialmente si è pensato non avesse più di 600 anni, ma grazie alla datazione con il radiocarbonio si è scoperto che la scarpa ha ben 5500 anni, risalente cioè al 3500 a.C

Immaginate la donna che a quei tempi la indossava,se solo sapesse che quest’anno il mocassino è tornato prepotentemente di moda!

Un nuovo look per la mia stanza. Ecco come rinnovare senza incattivire le finanze

Nel fine settimana mi sono rinchiusa nella mia cameretta per ridarle un pò di gusto.

Ormai le pareti avevano perso forma e colore a causa dei fori (non romani) di quadri mai esposti,murales con pennarelli e adesivi di vecchia data risalenti al boom delle spice girls e dei backstreet boys. Già prima di iniziare ero avvilita,troppo lavoro da fare e poco tempo per farlo, ma vero è che ci vuole più a dirlo perchè chi ben comincia è già a metà dell’opera.

Ho sempre avuto gusti particolari e poca fiducia nel delegare così ho deciso di fare tutto da sola; ricopro il pavimento di giornali e inizio.

Primo passo di ristrutturazione è stato comperare lo stucco e la spatola, una pasta speciale che riempie i buchi e asciugandosi non lascia traccia.

Secondo acquisto tempera,rullo,pennellessa.

La tempera va diluita con l’acqua così la passata con il rullo è anche più facile,ma nulla batte la precisione della pennellessa,una signora sulla parete.

Ora la mia stanza aveva pareti così bianche che per guardarle servivano gli occhiali da sole,serviva colore. Ma quale?

Il giallino paglia mi aveva stancata,il rosso non si abbinava alla mobilia,il celeste o blu era troppo maschile,il fuxia catturava la luce quindi una via di mezzo. Il viola era il colore adatto perchè mischiato con il bianco mi dava anche il rosa e il lilla,insomma una sfumatura per ogni parete. La “furbata” è stata comperare una bomboletta spray lilla per ferro,legno, plastica e rifinire i particolari tipo le maniglie dei cassetti e dell’armadio,le mensole,la decorazione in ferro del letto e persino un comò in disuso che è diventato la mia toelette.

In pratica con 25 euro di tempera, 2 euro di colore,1 euro di stucco e 3 euro di bomboletta ho cambiato la cameretta senza cambiarla!

Sono davvero soddisfatta dell’ottimo lavoro che ho fatto.

Chi dice che i lavori manuali sono solo da uomo? :p

Ho visto la morte nei suoi occhi

Scritto da samantha | amici,consigli e segreti,questa sono io,salute e scienza,storie | lunedì 24 maggio 2010 20:47

Sono seduta sulla fredda sedia scomoda della sala d’attesa del reparto di rianimazione. Sono un pezzo di ghiaccio fra quella gente che soffre; di fronte una donna sconvolta piange e stringe forte il braccio della sorella che dal dolore pone una leggera smorfia,non è facile per nessuno,neanche per me. Un banale incidente sul lavoro,le visite e la scoperta.

Quella caduta dal soppalco non è stata la solita disattenzione di un carpentiere che lavora a nero,ma le vertigini di un tumore. Prima di scoprire la malattia la vita scorre lenta,di punto in bianco poi la fine sembra sempre più vicina.

Guardo quella donna disperata,vorrei dirle qualcosa,aiutarla,parlarle,ma non trovo le parole. In pochi mesi una famiglia distrutta: la caduta,il tumore ,le kemio,le operazioni,la speranza di sopravvivenza e poi la delusione,altre kemio,un barlume di speranza e poi il vuoto.

“Dove c’è famiglia c’è casa”, ormai la donna vive nella sala d’attesa. Ha con sè una sedia sdraio per la notte, una borsa con qualche vestito di ricambio e tanto dolore. Ha perso la casa, ha perso il lavoro e sta per perdere il marito…

La porta si apre,un’infermiera con parole nude e crude dice: ” Se lo intubiamo può vivere altri 2 massimo 3 giorni con sofferenza,altrimenti dovete firmare per togliergli il respiratore ma non posso permettervi di vedere vostro marito prima che sia morto”.

E’ triste.

Perdere per sempre un familiare senza neanche potergli dire arrivederci.

In nessun ospedale esiste la “stanza dell’ultimo saluto”; questo avviene tra le mura color ghiaccio,l’odore di urina, tra tanti malati,senza un minimo d’intimità,senza la possibilità di potersi raccogliere in un ultimo forte abbraccio.

Lui è morto solo,un muro lo divideva dalla sua famiglia,neanche un sorriso prima del grande viaggio.

La sua famiglia si è sentita morire dentro. Una sola lacrima su quel muro,un nodo in gola e un vuoto incolmabile..fino al ritrovo.

Non conoscevo i nomi di nessuno di questa famiglia,eppure ho sofferto con loro,immobile su quella sedia.

Ci vorrebbe una stanza color pesca piena di luce,con fiori sedie comode e un buon odore.

E’ così che ogni malato merita di salutare la sua famiglia

Ennesima caduta di Fastweb. Scommettiamo in una nuova truffa?

Se il buongiorno si vede dal mattino,è il caso che mi riaddormento per svegliarmi domani.

Il 23 gennaio di quest’anno, a seguito dei numerosi problemi con la Fastweb in cambio della mia fedeltà al gestore mi viene proposto un nuovo abbonamento. Parlo e navigo illimitatamente a 30 euro al mese invece di 55, l’unica pecca è che ogni 4 mesi devo chiamare per riconfermare l’abbonamento altrimenti mi sarà riattivato il vecchio piano tariffario e addebitati  gli interessi per l’attivazione.

Il 12 maggio,non ricordando la data precisa di scadenza chiamo il servizio assistenza (192.193)  e un gentile operatore mi conferma che la scadenza è il 21 del corrente mese e che devo richiamare il 19 per riattivare lo stesso abbonamento.

Il 19 maggio richiamo e una signorina tanto cortese prende il mio numero di cellulare dicendo che mi avrebbero richiamato entro 24 ore per la conferma.

Stamattina 21 maggio,non avendo nè notizie nè conferme dall’assistenza fastweb, richiamo. Dopo 15 minuti di attesa un operatore risponde dicendo di non potermi aiutare,e mi viene chiesto di chiamare l’ 192.193 tasto 3 tasto 2. Lo faccio,altri 12 minuti di attesa,ormai la canzone la ricordo a memoria.

Un operatore mi risponde e gli chiedo di confermare il mio abbonamento,ma lui mi risponde che oggi non ne ha a genio! 0.0  Io perplessa ma in modo gentile gli spiego che è la mia terza telefonata al servizio clienti,che il mio abbonamento sta per scadere e che vorrei confermarlo; lui per tutta risposta mi dice ” Oggi no,proprio no! Richiama domani” ,e io ” Mi scusi ma non vorrei avere problemi visto che siamo a poche ore dalla scadenza. I suoi colleghi precedentemente mi hanno detto prima di richiamare il 19 maggio,poi che mi avrebbero ricontattata”, e lui in modo alterato ” Che cazzo mi fa a fare il riassunto? So bene quello che dico e oggi non le confermo un bel nulla,richiami domani se le conviene”  e mi chiude la telefonata.

Allora,non solo pago aspettando 15/20 minuti una loro risposta (chiamo dal cellulare perchè non ho rete fissa) ma devo pure fare da valvola di sfogo all’operatore frustrato! Uno si aspetta gentilezza e disponibilità per la risoluzione dei problemi e invece si ritrova un cafone che  parla con il tu e dopo una scenata d’ira riattacca la conversazione.

Mi sorge qualche dubbio: o la Fastweb è messa così male che prende i contadini a fare gli operatori, o questi operatori sono così sottopagati e maltrattati che vogliono veder fallire l’azienda.

Vi ricordo che un cliente soddisfatto parlerà bene del prodotto/servizio ad altre 3 persone,ma un cliente insoddisfatto ne parlerà male ad altri 9, e un’azienda per eliminare le cattive voci sul proprio conto investe 10 anni e tanti soldi.

Scommettiamo che è l’ennesima truffa Fastweb? Giuro che se mi creano problemi anche questa volta,li denuncio!

Giorni da scout. Le avventure di una modaiola catapultata ad un campetto di specialità

Scritto da samantha | amici,questa sono io,scout,storie | mercoledì 19 maggio 2010 13:39

Ho sempre pensato che per essere scout bisognasse avere una “formazione” particolare,anche perchè non è facile integrarsi con la natura. Sabato e domenica ho avuto la fortuna di mettermi alla prova in un campetto di specialità sulla topografia.

Io,che tutta la settimana lavoro in ufficio con tailleur,borsetta “in” e tacchi alti,mi trovo catapulatata all’improvviso ai piedi di una montagna con maglioni accollati,pantaloni lunghi a coste di velluto blu,scarponi da trekking e zaino in spalla alto più o meno quanto me.

Ovviamente hanno ottenuto la mia presenza lì con l’inganno.

” Dovrai solo guidare fino ai piedi della montagna,poi parcheggi l’auto e il tuo ruolo è finito”  mi aveva detto il Capo Reparto (anche mio fidanzato),e invece mi sono trovata con 15 kili di zaino sulla groppa,e 5 buste della spesa strabordanti da portare fino in cima,ovvero percorrendo alcune salite con un’inclinazione del 40%  e 580 gradini alti mezzo metro,e per concludere in bellezza grandinava violentemente. Più che una passeggiata in montagna mi sentivo Cristo durante le stazioni. Il peso dello zaino e delle buste,l’acqua che scendeva dal cielo senza tregua,i gradini così alti che quasi dovevo arrampicarmi,il sudore,la fatica,la sete, la mia vita che mi scorreva in clip davanti agli occhi,i sensi che venivano a mancare. Eppure tutto questo era indipensabile perchè più è dura la salita più sarà grande la gioia all’arrivo.

I capi avevano deciso di restare in sede,il tempo non prometteva proprio nulla di buono,ma i ragazzi hanno insistito ripetendo che non esiste il buono o cattivo tempo ma il buono e cattivo equipaggiamento. Come dargli torto!

Dopo tanta fatica (e qualche parolaccia al mio fidanzato bugiardino :) ),eccoci al rifugio. Una casetta ben tenuta in cui non mancava nulla;piatti bicchieri posate,pentole pasta padelle,noci nocelle e pure l’uovo di pasqua! L’unica pecca era che a causa del pessimo tempo era venuta a mancare l’elettricità,ma gli scout non si fermano davanti agli ostacoli ma sorridono e cantano. E tra una cantata e una suonata  accendiamo il fuoco,e mentre i capi spiegano la topografia ai ragazzi,mi rendo utile preparando la cena. Se c’è una certezza ai campi è che il cibo avanza sempre; la regola è di portare un panino a sacco,ma le mamme poco fiduciose e troppo protettive ingozzano gli zaini dei figli di merendine,crostatine,biscotti e cellulari! Per fortuna tutte le schifezze vengono sequestrate dal mio Capo-fidanzato che me le dona in segno d’amore :) . E ogni cena a sacco si trasforma nella sagra della “Pizza ‘e maccarun” altrimenti detta migliaccio o frittata di pasta.

La stanchezza inizia a farsi sentire,ma prima di andare a dormire un pò di giochi,di canzoni e di preghiera. Abbiamo dormito ovviamente a terra…dormito non proprio io,gli altri dormivano e russavano tanto da sembrare dei cinghiali impazziti!:)   E che bello svegliarsi senza mai aver dormito,fra canzoncine e mal di schiena…li avrei soffocati tutti nel sonno!:D

Colazione abbondante con le leccornie preparate dalle mamme,panettoni,ciambelle,biscotti con cioccolato,latte e thè per noi e gli stranieri che hanno fatto una sosta prima di continuare la salita. E ancora giochi,mappe, qualche caduta e le foto di rito. Riordiniamo la casetta che ci ha tenuti caldi e protetti perchè bisogna lasciare il posto migliore di come l’abbiamo trovato e pronti per la discesa.

Il ritorno a casa è sempre bellissimo,la vita di sempre,il divano,l’acqua calda e il materasso mi mancavano eppure torno volentieri ad ogni campo perchè ormai il volersi rendere utile è insaziabile,imparare anche insegnando, conoscere sempre gente nuova, scambiarsi vicendevolmente aiuto e sorrisi..quanto mi manca! Gli scout hanno fatto un buon lavoro sul mio pessimo carattere prima snob,riservata,introspettiva…e ora aperta e disposta a mettermi in gioco.

Ho anche ricevuto il mio primo” fazzolettone”,quasi quasi mi convinco.

Al ristorante: andare prevenuti per tornare (almeno) in mutande.

Nell’ultima settimana ho speso più di quello che guadagno,non per spese costose ma per costi nascosti!

Il tour delle ” Assurdità in tavola ” girando fra i vari ristoranti vede Iamstyle e  ilparticolarenascosto amici di penna&forchetta.

Dopo gli antipasti che sono anti-pasti perchè così abbondanti da iniziare e contemporaneamente concludere i pasti, oggi vediamo quello che non vediamo.

Sabato scorso sono andata con Alessandra (migliore amica,detta anche muccittì) in un ristorante pizzeria della zona per fare una sorpresa a Lucia (altra migliore amica) che lavora lì. Entriamo e ci accomodiamo,primo errore. Ordiniamo,secondo errore.  Passa una cameriera e ci mette i piatti a tavola,ne passa un’altra e ce li toglie…noi ridiamo ma in realtà quello è un segno!!! Sarei dovuta scappare per il bene del mio portafogli e invece sono rimasta,terzo errore.

Vi chiedete perchè?

Primo errore: sedersi al ristorante costa perchè la sedia si consuma.

Secondo errore: ordinare qualcosa che sul menu non ha prezzo non vuol dire che è meno costoso o gratis,ma che non lo pago neanche con una mastercard!

Terzo errore:  mai essere indifferenti a un segno,soprattutto quando la cameriera che conosce il mio stipendio mi consiglia di andare via.

Alloggiare il proprio sedere su una sediolina per 10 minuti costa £1,50. Ordinare un piatto di pappardelle ai funghi porcini costa £ 7,00 ma ATTENZIONE è necessario contabilizzare un euro non indicato sul menu  perchè il prezzemolo sulla pasta ha un prezzo proprio. Bere un bicchiere di coca cola costa £2,50  ma ATTENZIONE tenere presente che è acqua e ghiaccio all’essenza di coca cola!! A volte anche macchiare la tovaglia ha un suo prezzo..

Altro sabato,altra fregatura.

Ieri sera esco con alcuni amici per andare al Jamaika Inn, un pub così grande che ha l’entrata e l’uscita in due paesi diversi.

Fino allo scorso anno,per le serate adottava una consumazione minima di 10 euro,ma i panini erano buoni e pure la musica. Forse aspettavano il mio arrivo..

Ieri consumazione minima £ 15 e considerando che nelle mie zone “si esce di casa già mangiato” non sapevo proprio come spendere quei soldi, ma ci avevamo impiegato 1 ora per arrivare e chissà quanto distava il prossimo locale. Rimaniamo,prendo paccheri con zucchine e gamberetti (£ 8,00 )  e sangria (£ 5,00) ; gli altri 1 pizza, 3 panini,patatine e sangria..insomma ognuno spende i propri 12/13 euro come previsto. Mangiamo,beviamo,parliamo,cantiamo,balliamo..forse ero un pò brilla ma ricordo perfettamente che al momento del conto la mia tirchieria mi ha fatto tornare lucida! I maledetti costi nascosti erano ovunque.. sedersi,cantare,muoversi nella sala, incrociare lo sguardo del cameriere, tutto ha un prezzo.

Insomma eravamo in 5 dovevamo spendere minimo£ 15 ( e ci siamo tenuti sui 12/13 per sicurezza), facendo il calcolo 5 X 15 =£ 75 ma ne abbiamo pagati £ 83 .

Rivediamo la serata lentamente.

Arrivare al pub: ha un prezzo! ( ma in questo caso benzina e autostrada non li ho conteggiati nel conto)

Posteggiare l’auto: ha un prezzo!

Sedersi per ordinare: ha un prezzo!

Mangiare e bene: in questo caso ha un prezzo minimo di 15 euro

Credevo che nel prezzo della consumazione minima fosse compreso il resto, ma in realtà c’è il solito maledetto costo nascosto.

Per fortuna da ogni esperienza si può trarre un insegnamento.

La prossima volta che vorrò uscire prenderò il monopattino (benzina e autostrada risparmiati!) lo piegherò e lo metterò in borsa ( parcheggio risparmiato!), prenderò la solita pasta ma senza prezzemolo (1 euro risparmiato!),mangerò in piedi o sospesa nel vuoto (posto al tavolo risparmiato!), porterò lo scottex o le salviettine umidificate per pulirmi le sbavature ( coperto risparmiato!)  e comprerò la coca cola al discount dove, per lo stesso prezzo di un bicchiere al ristorante,ne  prendo 3 casse compresa una in omaggio e ha lo stesso sapore di acqua e calzino sporco ( bicchiere di coca cola £ 2,50 risparmiato!).

Se un giorno mi servisse un contratto per un divorzio chiamerei un ristoratore: tra  costi nascosti,costo del prezzemolo che varia a seconda della borsa americana, e postille di variazioni percettibili solo con microscopio professionale,senza contare i prezzi scritti con la penna a luce,quelli bianco su bianco, e quelli che per vederli devi strofinare sul menu carbone,solfati e  pietre preziose sarei in grado di lasciare in mutande anche l’uomo più ricco del pianeta!!! Chiamerò i R.I.S. per la prossima uscita.

p.s. abito in un paesino dimenticato,in una provincia piccola di una regione poco costosa, questi prezzi sembreranno briciole per un Milanese,ma per me Salernitana sono esagerati.

Fiere di essere diversamente magre!

Ascoltando Mtv nei giorni scorsi,ho scoperto con piacere che Beyonce è stata eletta “cantante più sexy”. Bella è bella,ma il motivo del mio piacere è che ancora una volta le taglie over 42 vengono apprezzate.

Così cercando alcune foto per un articolo capito per caso in un blog in cui leggo le seguenti frasi:

” Trovo volgare e orribile una grassa che straripa grasso anche sulle dita e che mangia patatine, dolci e cose super caloriche…mi fa schifo…sabato sera ho avuto questo scenario di fronte a me:

Gruppo di amici esce,non conosco tutti ma tra questi 2 persone sono abbastanza in carne.
Ordiniamo pizza,piadina,patatine,panino con cotoletta.
Io prendo solo una coca light perchè avevo già mangiato e alle 11 di sera non mi sembrava il caso.
Le ragazze obese del gruppo mi dicono: ” solo una coca light?”
Io avrei voluto rispondere in barbaro modo ma mi sono dovuta contenere..il grasso è salito al cervello!
Ma che c***o  volete????
Poi andiamo a ballare,io ho un vestitino largo che non dà cenno alle mie forme,loro invece si credevano gran fighe…ma che schifo!

Io non potrei mai vivere così, rifiuto anche gli inviti al mare per il mio aspetto.

Questo mondo è perverso  ”

( il blog in questione è questo)

Ancora una volta mi trovo a difendere la mia categoria.

Cara ragazza,

ci screditi perchè abbiamo qualche chiletto di troppo,dici di non concordare sulle nostre scelte alimentari e di abbigliamento, ti preoccupi accuratamente di starci lontano…ma tra noi chi ha dei problemi sei proprio tu. A parte la tua superficialità nel discriminare una categoria solo per il peso e non in quanto persone ( e già così dimostri la tua ignoranza), ma poi non ti rendi conto che:

  • vivi male la tua vita contando le calorie;
  • l’unica amica che hai è la bilancia,e se ti è amica è solo perchè è inanimata;
  • criticare le altre non ti aiuterà ad apprezzare il tuo corpo;
  • noi in carne ci godiamo la vita senza stress,tu se vai avanti così non campi molto;
  • La tua cattiveria verso di noi è solo invidia,perchè vorresti avere il coraggio di divertirti e mangiare senza farti problemi,ma la tua ignoranza ti costringere a credere che se non sei magra non sei nessuno.

Se non ti femassi all’aspetto estetico,scopriresti che dalle ragazze in carne si può imparare molto. Scherziamo sui nostri chiletti superflui perchè ci sono e non li nascondiamo,non rinunciamo alle scampagnate con gli amici nè alle giornate a mare perchè quello che conta è divertirsi, non siamo diverse da nessuno e spesso sono gli altri che vogliono diventarci amici perchè siamo spensierate,simpatiche e di buona compagnia a tavola,conosciamo i locali migliori,i ristoranti più particolari e non importa quanto brutte possiamo apparire ai tuoi occhi,noi viviamo la vita a 360 gradi così da non avere rimpianti un domani.

Mentre ti scrivo sto mangiando la nutella con il cucchiaino, tu starai rosicando perchè non puoi.

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