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Archive for the ‘oggi sul giornale’ Category

L’inchiesta nata da Pasquale Natuzzi

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La concorrenza sleale nel settore del mobile imbottito inizia a Forlì a partire dal 2007, quando sul territorio emerge il fenomeno dei lavoratori irregolari cinesi che producono ingenti quantità di divani e poltrone a prezzi fuori mercato in capannoni fatiscenti. Le aziende artigiane locali non riescono più a competere con questa nuova concorrenza sleale perdendo le commesse con clienti della grande distribuzione italiani ed esteri. Dai rari controlli delle forze dell’ordine viene dimostrato che i cinesi riescono fornire prodotti a prezzi dimezzati perché sfruttano i propri connazionali, talvolta clandestini, costringendoli a lavorare in nero e a cottimo e segregandoli nei dormitori attigui ai capannoni. Il sistema va a vantaggio di molte grandi marche che aumentano così i margini, penalizzando sia gli artigiani che non scendono a compromessi sia i consumatori che acquistano un prodotto con etichetta made-in-italy senza ricevere alcuna garanzia di qualità e rispetto dell’etica.

 

 

È nell’ambito di questo contesto, che emerge la denuncia di Pasquale Natuzzi, fondatore del Gruppo Natuzzi, azienda quotata alla borsa di New York, leader nel settore del mobile imbottito. Natuzzi affronta la crisi di mercato sottolineando l’importanza del rispetto delle regole e denunciando la concorrenza sleale. La produzione Natuzzi è interamente realizzata all’interno delle sue fabbriche: 3.200 dipendenti in Italia e altre fabbriche dipendenti nel resto del mondo; con artigiani qualificati e costo del lavoro molto più elevato. Al contrario la concorrenza si affida alla produzione realizzata dai cosiddetti terzisti, per lo più cinesi, scrollandosi di dosso la responsabilità di quello che succede in queste aziende che, come si evince da alcuni controlli effettuata della guardia di finanza, non rispettano le regole a tutela del consumatore e del contribuente che paga regolarmente le tasse.

In buona sostanza chi produce direttamente a costi d’impresa molto alti subisce la concorrenza sleale vedendosi sottrarre volumi e quote di mercato che determinano riduzione dei posti di lavoro legali e cassa integrazione. A pagare, ancora una volta, sono i lavoratori onesti e i contribuenti.

Chi non produce direttamente ma si avvale di filiere più snelle, ha margini più elevati; ma queste filiere applicano prezzi più bassi perché offrono una qualità bassa, con materiali scandenti e si avvalgono di lavoro pagato in nero, non pagano le tasse.

La battaglia di Natuzzi contro il “meid in Itali” e a favore del “made in Italy” autentico, contro la finta pelle impropriamente definita “ecopelle”, i terzisti oscuri e a favore degli italiani che rispettano il lavoro le leggi e le persone, è volta a sottolineare e risolvere un problema che impatta negativamente sia sulla società che sull’economia del nostro Paese.

Perchè è importante conoscere l’inglese? Ecco la risposta!

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Tratto da Il Messaggero:

“ROMA-  Anderground. Sì, proprio così c’era scritto sui cartelli nuovi fiammanti messi alla stazione Tiburtina, domenica scorsa, in occasione della riapertura dopo l’incendio. Welcome to Rome, cari turisti. Perché per spiegarvi il percorso verso la metropolitana invece di «underground» sui pannelli delle Ferrovie c’era scritto un imperdibile «anderground». Rfi (società del gruppo Ferrovie) aveva appaltato i lavori a un’azienda esterna: quando i suoi dirigenti hanno visto i cartelli con lo svarione, proprio il giorno dell’inaugurazione, hanno avuto un principio di svenimento. Sì, perché la riapertura ai treni dei pendolari della stazione Tiburtina doveva essere una festa, un esempio di un risultato centrato, di un lavoro terminato prima del previsto, la metafora di un treno che per una volta era arrivato in anticipo. ”

E come ha detto un amico romano: ” Ma la ditta che ha prodotto i cartelli era la Totti srl..laif is nao? ”

E se anche il Ministro La Russa giustifica l’errore per poter giustificare il suo inglese…la figuraccia di La Russa

Tratto da Il Corriere della Sera:

” VERONA- Come si traduce in inglese «peso el tacon del buso»? Magari spiegarlo ad un turista straniero non sarà proprio semplice, ma l’evidenza del detto, tutto veronese, sarà stata palese a chi ha passeggiato per Piazza dei Signori a Verona. Un grande pannello pubblicizzava ai turisti stranieri la possibilità di fare di Verona il proprio nido d’amore, la città nella quale proclamare il proprio «sì». Il progetto è piuttosto noto: «Sposami a Verona» cambia la città e la rende non più il simbolo dell’amore tragico alla Romeo e Giulietta di Shakespeare, ma quello dell’amore con il lieto fine, alla Letters to Juliet per capirsi. Non a caso il Comune si è molto impegnato in questo senso offrendo la possibilità, alle coppie pronte al grande passo, di sposarsi in alcuni tra i luoghi più belli di Verona.

A questo scopo ha realizzato un sito, in cinque lingue (che non sempre funziona), perché l’amore non conosca confini, e per chi il sito ancora non l’ha visto alcuni pannelli nei quali si pubblicizza l’iniziativa. Una campagna in grande stile con un piccolo neo però: la traduzione in inglese dei pannelli è imperfetta. Ci sono alcuni grossolani errori che potrebbero far sorridere qualche purista della lingua di Shakespeare. Nel sito e sui manifesti si legge «merry» invece di «marry», ad esempio. Per fortuna i tecnici di palazzo Barbieri se ne accorgono e, a fine aprile, inviano alla ditta che li realizza la corretta ortografia del testo. «In data 26 aprile – precisa l’assessore ai Servizi demografici Daniele Polato – gli uffici dell’assessorato ai Servizi demografici avevano già comunicato alla ditta Consulting Image Art Studio le correzioni all’errata traduzione in inglese del testo inviatole in lingua italiana per promuovere sui totem esposti in piazza dei Signori, a titolo gratuito, l’iniziativa Sposami a Verona».

Lo scambio di mail tra le parti va a buon fine e il testo viene corretto ed esposto. Solo che l’azienda incaricata, invece, di realizzare un nuovo pannello opta per sovrapporre agli errori, delle toppe, della stessa plastica bianca, con le parole scritte correttamente. Tutto bene fino quando qualcuno non se ne accorge. E così realizza il proverbio: c’è il buso, il tacon e pure la grande irritazione dell’assessore Polato al quale dopo aver investito tanto in questo progetto pare quasi di sentirli i risolini dei turisti nei confronti dei solito italians. Perciò l’assessore chiarisce infastidito: «L’infelice quanto economica modalità scelta per apportare le correzioni è dovuta esclusivamente alla responsabilità della ditta in questione, che risponderà al Comune per l’eventuale danno di immagine» ”

 

Abbiamo una politica fin troppo divertente agli occhi degli amici inglesi ( e non solo), evitiamo di farli scompisciare sbattendo loro in faccia la nostra ignoranza.

 

trinity point

Il Trinity Point è lieto di offrire ai Ministri un corso d’inglese gratuito della durata di 3 anni perchè  < tri is e megic namber>  :)

 

 

Referendum 12-13 giugno: vota SI

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Poche parole per buon intenditori. Io vi darò le informazioni,a voi sta la scelta.

- Roma – Quanto accaduto ad un programma Radio Rai di qualche giorno fa rende un quadro piuttosto chiaro di quale sia la strategia messa in campo per ammazzare il referendum del 12-13 giugno 2011.
Mariachiara Alberton, ricercatrice che si occupa di diritto ambientale e di risorse idriche, doveva intervenire al programma per parlare appunto sulla privatizzazione dell’acqua e chiarirne meglio le implicazioni giuridiche, per l’appunto uno dei temi centrali del suddetto referendum.
Il suo intervento, programmato da ormai due settimane, è stato cancellato all’ultimo momento insieme a tutto il programma, a causa di una circolare RAI che con effetto immediato vietava a qualunque programma della RAI di toccare l’argomento fino a giugno.

censura - referendum 12 e 13 giugno

Questo è un piccolo esempio delle modalità con cui “il servizio pubblico” viene messo a tacere e di come si boicotti  pesantemente la  possibilità dei cittadini di essere informati e di intervenire  (secondo gli strumenti garantiti dalla Costituzione) nella gestione della res publica. Di fronte a questa ennesima manifestazione di un  potere esecutivo assoluto che calpesta non solo quotidianamente le  altre istituzioni, ma anche il popolo italiano di cui invece si fregia di esser voce ed espressione, occorre  riappropriarci della nostra voce prima di perderla definitivamente.

Questo è un clamoroso attacco alla democrazia!!!

Qual è la situazione attuale?

Il referendum non sarà  pubblicizzato in TV.
I cittadini, non sapranno nemmeno che ci sarà un referendum da votare il  12 giugno.

QUINDI : I cittadini, non andranno a votare il referendum e l’acqua sarà privatizzata, a favore di chi la venderà a discapito dei cittadini che dovranno comprarla.

Cosa possiamo fare per evitare che l’acqua venga privatizzata?

Vi ricordo che il referendum passa se viene raggiunto il quorum ed è necessario che vadano a votare almeno 25 milioni di persone.

E’ un referendum ABROGATIVO quindi dovete votare  SI affinchè venga abrogata la legge sulla privatizzazione dell’acqua.

I reali malvestiti al matrimonio di William e Kate: l’album di nozze

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Sono passati 2 giorni dal tanto criticato matrimonio di William e Kate perchè quest’ultima dimostratasi troppo rigida e fredda. In tanti si aspettavano di ritrovare in lei la nuova Lady D. restando poi delusi dall’immensa diversità delle due principesse.

Diana resterà per sempre un mito, il sogno di tutte noi,la favola di una ragazza qualsiasi che diventa principessa..ma Kate non le è di meno! Forte, decisa e se vogliamo anche un pò calcolatrice, ha progettato gli ultimi 10 anni in funzione di William e come una coppia normale si sono amati,poi lasciati e ancora amati coronando,infine, il loro sogno.

Ma di questo matrimonio non è stato criticato solo l’eccessivo portamento rigido di Kate che non ha lasciato trasparire neanche il velo di un’emozione, ma anche i look discutibili degli ospiti:

Gli abiti peggiori

will e kate

Chelsy Davy, fidanzata di HRH Prince Henry of Wales,  fratello e testimone dello sposo ha scelto per la giornata due abiti creati in esclusiva per lei da Alberta Ferretti.
Alla cerimonia Chelsy ha indossato un abito in reverse satin e una giacca in faille di seta verde acqua con scollo a barchetta trattenuto con un nodo. Un vero disastro! Dalle scarpe per niente abbinate alla pochette,alla gonna di un tono diverso dalla giacca,passando per un make up da paura! Ma chi l’ha conciata così?!

In fatto di abbinamenti i reali sembrano andare in difficoltà. Pochette nera, foulard lilla,scarpe e calze fumo,abito laminato nelle tonalità del violaceo-bluette.

Che dire..con l’età si perde il giudizio!

Una damigella simil sposa:

pippa middleton

Bellissima e perfetta damigella d’onore Pippa Middleton, per accompagnare la sorella nel giorno più bello della sua vita, ha scelto anche lei,come la sorella, un abito Alexander McQueen by Sarah Burton. Impeccabile e perfettamente coordinata in abito lungo, scivolato, in seta bianca, dalle linee morbide. Ma avrà voluto fare concorrenza alla sorella in abito bianco?

I cappellini:

I copricapo eccentrici sono una tradizione dei matrimoni inglesi.

matrimonio di william e kate

Beatrice e Eugenie figlie del Principe Andrea e della grande assente Sarah Ferguson, Duchessa di York, hanno scelto due mise che decisamente non passavano inosservate, complice i copricapo eccentrici firmati Philip Treacy. La prima in rosa cipria Valentino Couture mentre Eugenie ha preferito Vivienne Westwood.

Piuttosto eccentrico anche quello indossato dalla moglie spagnola del vice-premier Nick Clegg, con un’immensa rosa rossa formato gigante.

matrimonio

Nota di colore che farà parlare nelle prossime settimane la scelta di Samantha, moglie del primo ministro David Cameron, che si è presentata al matrimonio dell’anno senza cappello, un vero affronto alla tradizione e soprattutto un colpo d’occhio in una Westminster Abbey affollata di cappellini di tutte le fogge e colori.

La classe non è acqua:

Kate è stata criticata per la rigità del portamento, eccessivamente precisa nel modo di camminare,sorridere e salutare. Una critica del genere non verrà mai rivolta a Camilla che dopo anni a contatto con i reali non ha imparato ancora cosa vuol dire eleganza, femminilità e grazia. Nel suo modo di muoversi,colloquiare e salutare appare rozza e “contadina”. La classe non è acqua mia cara Camilla. Per  lei qualche “bacchettata” sulla scelta dell’abbigliamento, troppo stile zitella con  un copricapo firmato da Philip Treacy color champagne, in tinta con l’abito di seta.

Gli immancabili colori pastello:

matrimonio

La Regina Elisabetta II è stata l’ultima ad arrivare in cattedrale prima della sposa. Il suo look, ma anche la sua espressione, può essere riassunto con una spemplice espressione: radioso.
Sua Maestà la Regina si presenta, infatti, con un abito giallo pastello, cappello abbinato, entrambi firmati Angela Kelly. Gli accessori scelti orecchini e collana di perle, i guanti bianchi, immancabili e puntata sulla spalla la spilla di diamanti True Lovers Knot dalla collezione della nonna, Queen Mary.

Gli ospiti più eleganti:

Tra i primi ad arrivare a Westminster Abbey i coniugi David e Victoria Beckham lui perfetto nell’elegantissimo tight Ralph Lauren, unica pecca la medaglia d’OBE appuntata sul bavero sbagliato, mentre l’ex Spice Girl ha preferito indossare un abito della sua linea d’abbigliamento Victoria Beckham collection che ha ingentilito la sua figura leggermente arrotondata per la gravidanza e un paio di altissime, forse troppo, Christian Louboutin. Qualcuno poteva avvisare Victoria che è assolutamente vietato vestire di nero ai matrimoni!
Entrambi comunque non hanno rinunciato al cappello, anche in questo caso firmato da Philip Treacy.

Elton John e suo marito David Furnish: elegantissimi come sempre.

Charlene Wittstock e Alberto di Monaco

Felipe e Letizia di Spagna: peccato che la principessa sia dimagrita in modo spaventoso!

La suocera di William, soddisfatta,felice e..duchessa!

Ma l’attenzione era tutte su di lei:

Il vestito di Kate, in pizzo e color avorio, con un piccolo scollo a V e maniche lughe di pizzo ricorda molto quello della principessa Grace.
Con uno strascico lungo due metri e settanta e un velo corto (meno formale) che le ha coperto il volto,non ha voluto certo competere con gli 8 metri di Diana. ; i capelli – proprio come voleva lei – erano lasciati sciolti e adornati da una tiara di diamanti nota come la Russian fringe o tiara di Giorgio III, uno dei gioielli della Corona britannica.
“Coda” e bustino  sono stati decorati con delicati fiori fatti a mano (per questo si è detto che l’abito ricordava un fiore che si apre) secondo la tecnica Carrickmacross, nata nel 1820 in Irlanda.

Kate ha curato personalmente quest’aspetto. Desiderando fortemente la rosa, il cardo, il quadrifoglio e il narciso, che rapprentano i simboli delle quattro province del Regno britannico.

Viva gli sposi:


William e Kate oggi sposi,seguili in diretta!

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Guarda in diretta da Londra il matrimonio di William e Kate,finalmente oggi sposi dopo anni di fidanzamento.

Il Principe che da piccole tutte volevano sposare,oggi sceglie di prendere in sposa una di noi, una non reale!

Senza invidia Kate, te lo lascio!

william e kate matrimonio

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Buona vita.

La promozione delle fonti rinnovabili: l’eolico

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La promozione delle fonti rinnovabili
Lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile costituisce un fattore determinante per il conseguimento dei tre grandi obiettivi di politica energetica comunitaria, e cioè una migliore competitività, la sicurezza dell’approvvigionamento energetico e la protezione dell’ambiente.
La Commissione Europea nel 1997 ha elaborato un Libro Bianco1 contenente una Strategia ed un Piano d’azione della Comunità. Tale documento propone di raddoppiare la quota di energia rinnovabile nei consumi interni dell’Unione, raggiungendo l’obiettivo indicativo del 12% entro il 2010. Data la scarsa dotazione di risorse energetiche che caratterizza la maggior parte dei paesi europei, il conseguimento di tale obiettivo contribuirebbe a ridurre la dipendenza dell’Unione dalle importazioni e ad aumentare la sicurezza dell’approvvigionamento.
Lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili potrebbe inoltre contribuire attivamente alla
creazione di posti di lavoro, soprattutto a livello delle piccole e medie imprese e ad una maggiore coesione economica e sociale nella Comunità. Una penetrazione più celere di tali fonti risulta infine indispensabile per ridurre l’intensità di carbonio e quindi le emissioni di CO2, contribuendo così al rispetto degli impegni assunti dall’Unione Europea con il Protocollo di Kyoto.
Il raggiungimento dell’obiettivo del 12% richiede tuttavia l’adozione di politiche incisive da parte degli Stati membri, i quali devono fissare propri obiettivi specifici nell’ambito del quadro più generale ed elaborare conseguenti strategie nazionali per conseguirli. La scelta delle fonti di energia rinnovabile da promuovere deve infatti rispondere alla particolare situazione socioeconomica, ambientale, energetica e geografica di ciascuno Stato.

L’eolico attualmente rappresenta l’unica grossa possibilità di aumentare l’energia elettrica prodotta dalle fonti rinnovabili, entro i prossimi 10-15 anni almeno.
Senza eolico l’apporto delle nuove rinnovabili diventa, in questo intervallo di tempo, quasi trascurabile. Rinunciare all’eolico significa nel breve-medio termine rinunciare alle fonti rinnovabili.
Oggi non si può più dire che l’energia elettrica producibile con l’eolico sia marginale!

L’IMPATTO AMBIENTALE

L’unico limite è quello relativo a possibili impatti visivi nel caso di interventi non inseriti nel contesto paesaggistico e realizzati in assenza di linee guida e in aree non adatte.
È necessaria una rigorosa selezione dei siti utilizzabili, in cui concentrare le potenze eoliche. Va ricordato che il territorio occupato dalle torri eoliche è perfettamente utilizzabile ad altri fini, quali ad esempio agricoltura o allevamento e alla fine del ciclo produttivo dell’iniziativa tutte le strutture e infrastrutture eoliche sono eliminabili e il territorio si può ricondurre alle condizioni iniziali.

energia eolica

L’OPERATIVITA’ DELLA PROPOSTA
Il conseguimento dell’obiettivo proposto di 10.000 MW eolici entro il 2010 richiede una pianificazione delle installazioni coerente e partecipata. Si possono ipotizzare due tipi di interventi, uno concentrato, indirizzato ad aree vaste e caratterizzato da installazioni di potenza rilevante (wind farm) ed uno diffuso sul territorio, caratterizzato da installazioni di potenza limitata e legato a realtà produttive esistenti (agri farm).

CONFRONTIAMO I COSTI

Confronto tra nucleare ed eolico commissionato da Greenpeace: come si vede, siamo in presenza di costi nell’intervallo 4-6 centEuro

- 6,49 cent Euro / kWh per il nucleare
- 4,26 cent Euro / kWh per l’eolico

Se ci si riferisce invece alle stime ufficiali del Dipartimento dell’energia USA (DOE-EIA, 2004),
per impianti in funzione al 2010, i costi industriali dell’elettricità prodotta dalle principali fonti
energetiche sono:
Nucleare 6,1 cent $/kWh
Gas 5,0 cent $/kWh
Carbone 5,3 cent $/kWh
Eolico 5,1 cent $/kWh

Se a questi costi industriali aggiungiamo i costi associati alle emissioni di CO2 (nel range 10-20
$/tonnellata), otteniamo il quadro seguente:
Nucleare 6,1 cent $/kWh
Gas 5,3-5,7 cent $/kWh
Carbone 6,1-6,8 cent $/kWh
Eolico 5,1 cent $/kWh

L’eolico è valutato negli USA già competitivo rispetto ai costi industriali delle altre fonti; il suo vantaggio cresce se si considerano gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 e i relativi costi dei permessi di emissione.

fonti rinnovabili,energia eolica

L’OCCUPAZIONE, NUOVA INDUSTRIA DI QUALITA’
Riguardo all’occupazione, esiste una letteratura specializzata per l’eolico.
Di conseguenza, alcune cifre meritano ormai fiducia:
• per quanto riguarda la produzione di impianti, è affidabile la cifra di 22 uomini/anno per 1 MW nuovo installato
• per quanto riguarda i lavori di “gestione e manutenzione”, che vanno rapportati al MWh prodotto, le cifre sono meno sicure, ma certamente più piccole delle precedenti.

Producendo industrialmente 1.000 MW all’anno, si ha quindi un’occupazione stabile di 22.000 lavoratori, ai quali si possono aggiungere, 1.000 unità circa per gestione e manutenzione, per untotale di 23.000 addetti.

L’esperienza spagnola, in particolare in Navarra, dimostra che una politica regionale ben
determinata può aumentare questi valori, per cui si può attribuire al Mezzogiorno intero una quota di occupati stabili intorno a 18.000 unità.
Considerati questi elementi, tra cui in particolare le esperienze di diverse regioni della Spagna, un paese per molti versi paragonabile all’Italia, emergono due grandi possibilità di interesse strategico per il Paese e per il Mezzogiorno:

- l’integrazione dell’eolico, delle biomasse, del solare, delle fonti rinnovabili in generale, con particolare attenzione per il Mezzogiorno, rilanciando il territorio agricolo ed economie ora marginalizzate; questa possibilità va considerata anche di fronte alle previsioni di possibili diminuzioni degli incentivi agricoli europei; il numero degli occupati segnalati è solo un primo indicatore di ciò che si può ottenere nell’ambito di una politica agro–energetica, di un impulso all’azienda multi–funzionale, di una politica di presenza attiva sul territorio e di una valorizzazione anche turistica di zone al di fuori dei circuiti più noti;
- la creazione di una industria italiana delle fonti rinnovabili, particolarmente collegata alle piccole e medie imprese, che potrebbe puntare ad un obiettivo intorno a 70.000 occupati (in Germania il settore ne occupa già 130.000), cui si dovranno aggiungere gli interventi sull’efficienza e la cogenerazione.

Energia rinnovabile: il fotovoltaico sarà il nostro futuro.

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In un periodo di particolare tensione verso le fonti energetiche ( disponibilità, costi,sostenibilità ambientale ) si registra un crescente interesse verso le tutte le forme di energia alternative e rinnovabili.
L’Energia è la capacità di un corpo o di un sistema fisico a compiere un lavoro, e si può
manifestare in diverse forme.

Energia Meccanica: se viene associata al lavoro di un corpo (massa) e si divide in due rami: Cinetica energia sviluppata da un corpo in movimento, Potenziale energia sviluppata dalla posizione di un corpo rispetto ad un altro punto di riferimento.

Energia Chimica : energia liberata o assorbita in conseguenza della rottura dei legami tra gli atomi delle molecole che reagiscono e della costituzione dei legami delle nuove molecole che si formano, normalmente si manifesta sotto forma di calore (Termochimica) o di radiazioni luminose di natura elettromagnetica che si propagano alla velocità della luce (termoraggianti).

Energia Elettrica: energia fornita da generatori di corrente, può essere trasportata e facilmente trasformata in altre energie. Le sue applicazioni industriali e domestiche sono molto numerose.
L’energia ha assunto una importanza fondamentale nell’economia e nello sviluppo della società. Lo sviluppo tecnologico è caratterizzato da una crescente automazione. Il fabbisogno di energia è in costante aumento, non solo per lo sviluppo tecnologico ma
anche per migliorare le condizioni di vita dei popoli meno sviluppati.
Oggi l’energia viene prodotta in gran parte bruciando combustibili . La combustione genera enorme quantità di di sostanze inquinanti che rendono irrespirabili le città, inquinano le acque, le foreste e sono la causa principale dell’effetto serra.

pannelli fotovoltaici

FONTI DELL’ENERGIA ELETTRICA
L’energia elettrica sviluppata agli inizi del 1900 ha assunto una importanza enorme per lo sviluppo della società moderna . Basti pensare che nel 1945 in Italia si producevano circa 80 milioni di KWh ed oggi superiamo i 300.000 miliardi di KWh.

A seconda delle fonti da cui trae origine si può classificare in:
Idrica: ottenuta dalla caduta per gravità di masse d’acqua.
Termica: ottenuta dalla combustione di combustibili solidi, liquidi gassosi.
Geotermica: ottenuta dalla utilizzazione di vapori d’acqua ad alta pressione presenti nel sottosuolo (Soffioni)
Nucleare: ottenuta dalla trasformazione di nuclei atomici ( Fissione – Fusione nucleare )
Rinnovabili: ottenuta da fonti derivate dall’attività del sole, si dicono inesauribili perchè si riproducono ad un ritmo superiore al loro consumo.
Da qualche anno l’umanità cerca di trovare soluzioni alternative ai combustibili solidi, liquidi e gassosi investendo in tecnologie orientate allo sfruttamento delle fonti rinnovabili .
L’energia elettrica prodotta dal fotovoltaico fa parte di queste soluzioni.

Il termine fotovoltaico deriva dall’unione di due parole “Photo” dal greco phos = luce e “Volt” che prende le sue radici da Alessandro Volta =  elettricità,  il primo a studiare il fenomeno elettrico. Il termine fotovoltaico
significa letteralmente :  elettricità della luce.

Il fotovoltaico è la tecnologia che permette di produrre energia elettrica mediante la conversione diretta della luce del sole che è  la risorsa energetica meglio diffusa su tutto il pianeta, fonte di energia pulita, rinnovabile ed inesauribile per eccellenza.

FONTI ENERGETICHE E PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA

Rinnovabili
La luce e il calore del sole , il vento, l’acqua sono fonti energetiche naturali a nostra disposizione hanno il vantaggio di essere gratuite ed inesauribili.
Alcune come la luce del sole, il calore del sole, l’idrogeno, il vento e l’acqua sono fonti di energia verdi per eccellenza perché non inquinanti , altre come quelle definite biomasse (rami secchi dei boschi,scarti della lavorazione del legno, residui dell’agricoltura, etc.) utilizzate per produrre energia attraverso processi chimici e combustione salvaguardano l’ambiente in quanto le emissioni di CO2 sono pari alla quantità di anidride carbonica assimilata. Alcune piante oleoginose come la colza, la soia, il girasole sono classificate tra le rinnovabili perché hanno un potere energetico che può essere trasformato in combustibile ( il biodisel).

Combustibili fossili
Si sono formati in natura milioni di anni fa, hanno alti poteri energetici, sono immagazzinabili e facilmente trasportabili; oltre l’ 80% dell’energia elettrica prodotta in tutto il mondo è ottenuta utilizzando i combustibili fossili. La loro disponibilità è destinata ad esaurirsi nel tempo. Le centrali che consentono di trasformare l’energia termica del carbone, del petrolio e del metano i energia elettrica si chiamano centrali termoelettriche. I combustibili fossili generano energia attraverso la combustione che produce gas inquinanti che
danneggiano l’ambiente e sono dannosi allasalute. L’ Anidride Carbonica ( CO2 ), una volta immessa nell’atmosfera , è la causa principale del riscaldamento del pianeta l’effetto serra.

L’impatto ambientale dei combustibili fossili
Oltre all’effetto serra l’uso dei combustibili fossili provoca altri tipi di inquinamento:
Piogge acide: si formano quando gli ossidi di zolfo generati dalla combustione del carbone e dei derivati del petrolio, combinandosi con il vapore acqueo generano molecole di acido solforico e acido nitrico.
Lo Smog: è costituito dai fumi generati dalla combustione di carbone e derivati del petrolio, che per effetto di reazioni chimiche formano una miscela di fumo e nebbia .
Lo Smog tende a formarsi nelle aree urbane dove l’aria è più stagnante.

Nucleare
L’atomo è la più piccola parte in cui può essere suddiviso un elemento chimico ed è formato da un nucleo costituito da protoni, neutroni, ed elettroni. Ogni volta che i nuclei subiscono una trasformazione, avviene una liberazione di energia :
Fusione Nucleare: unione di due nuclei in uno
Fissione Nucleare: scissione di un nucleo in due
Nella trasformazione la massa dei nuovi nuclei generati è inferiore a quella che li hanno generati, la differenza viene liberata sotto forma di energia.  Oggi il 6% dell’energia elettrica prodotta a livello mondiale proviene dal nucleare, in Francia rappresenta il 70%, nell’ unione Europea rappresenta il 14%.
L’impatto ambientale delle centrali nucleari è costituito da 2 tipi di rischio :  rischio di incidente e di fuga di materiale radioattivo e smaltimento delle scorie radioattive.

SALVAGUARDARE L’AMBIENTE

L’effetto Serra, le piogge acide, lo smog, i mutamenti climatici devono farci riflettere sull’uso delle risorse per produrre energia. Per arrestare la deforestazione e rigenerare gli equilibri naturali non ci si può affidare soltanto alle logica di mercato che tende a raggiungere il massimo profitto con soluzioni a basso costo.
Occorre utilizzare fonti energetiche rinnovabili per favorire soluzioni non nocive all’ambiente.

IL FOTOVOLTAICO

La tecnologia del fotovoltaico si è sviluppata alla fine degli anni 50 con i primi programmi spaziali per i quali occorreva una fonte di energia affidabile ed inesauribile. I primi moduli fotovoltaici fanno la loro comparsa nel 1963. Tra le prime aziende a sviluppare la tecnologia del fotovoltaico va ricordata la SHARP che ha iniziato la ricerca nel 1959, oltre a contribuire ai programmi spaziali ha progettato, costruito ed introdotto sul mercato mondiale le prime celle fotovoltaiche.
L’energia fotovoltaica è attualmente prodotta con tecnologie basate essenzialmente sul Silicio Cristallino (cSi) ad elevata purezza.

COSA E’ UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO

E’ un impianto per la produzione di energia elettrica per mezzo di moduli fotovoltaici. La tecnologia fotovoltaica permette di trasformare direttamente l’energia solare incidente sulla superficie terrestre in energia elettrica, sfruttando le proprietà del Silicio. La progettazione di un impianto fotovoltaico oltre al progetto stesso dell’impianto ed alla corrispondenza dei requisiti richiesti all’assistenza burocratica e finanziara, (presentazione domande, presentazioni documenti, suggerimenti finanziari, etc, consiste nella ricerca ottimale tra l’energia necessaria all’utente e le risorse disponibili sul mercato attraverso:
Verifica energia richiesta
Calcolo irradiazione locale, temperatura
Ricerca della soluzione ottimale , in termini di produttività, efficienza, costo ed affidabilità
Configurazione dell’impianto
Calcolo dell’energia prodotta in un anno

Costi di un impianto fotovoltaico
Il costo indicativo nel 2006 chiavi in mano per 1KWp è di circa 6.000 / 7.000 € + IVA il costo può subire variazioni in presenza di impedimenti tecnici, fabbricati nuovi, posa in integrazione della copertura, installazione al suolo, costi di allacciamento alla rete, distanza moduli dall’inverter, utilizzo di attrezzature particolari per il montaggio.

Vantaggi di un impianto fotovoltaico

Installare un impianto fotovoltaico è una scelta responsabile, perché rispetta l’ambiente, contribuisce a ridurre lo sfruttamento delle risorse naturali ( Gas, petrolio, carbone ) riduce le emissioni dei gas responsabili dell’effetto serra e dell’inquinamento atmosferico e grazie alle tariffe incentivanti , garantite per 20 anni, rappresenta un investimento vantaggioso.
Gli investimenti e le rese sono chiari e calcolabili a lungo termine.

15 buoni motivi per installarne uno:

La tecnologia fotovoltaica è affidabile, poco suscettibile a guasti e richiede pochissima manutenzione.
Produce energia elettrica direttamente dove serve.
E’ modulare e facilmente espandibile.
Ha una elevata durata di vita ed un degrado di circa il 20% entro 25 anni.
Consente di sfruttare superfici non utilizzabili per altri scopi.
Porta sostanziali miglioramenti alle condizioni di vita delle popolazioni dove non esiste una rete elettrica nazionale.
Produce energia elettrica senza utilizzare componenti in movimento.
Non necessita di combustibili fossili ma solo della luce del sole.
Migliora l’ambiente: non produce rumore, non spreca risorse, non immette gas inquinanti e non disperde calore.
Contribuisce a ridurre l’effetto serra.
Da un contributo al fabbisogno energetico.
Da un valore aggiunto all’edificio.
Sviluppa un grande mercato con investimenti e posti di lavoro.
Sviluppo socio economico eco-compatibile.
Infonde cultura di ottimizzazione dei consumi.

Detto questo,non c’è più motivo di aspettare..

Nucleare sì,nuclerare no..facciamoci due conti!

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La “scoria” italiana del nucleare:

L’esperienza elettronucleare fu avviata nel nostro Paese nei primi anni ’60 del novecento,con l’installazione di 3 centrali (a Garigliano,Latina e Trino Vercellese) , per una potenza complessiva di 620 MW ed una produzione annua di 3,9 miliardi di KWh, ponendo l’Italia al terzo posto nel mondo. Ad esse seguì la costruzione di una quarta centrale (a Caorso), autorizzata nel 1969 ed entrata in funzione nel 1981. Nel 1975, nell’ambito del Piano Nucleare, fu approvato quale progetto particolarmente ambizioso  – peraltro mai avviato – il varo della costruzione di oltre 20 centrali.

In realtà, l’avventura italiana del nucleare è stata caratterizzata da forti discontinuità determinate da una serie di fattori, a prevalente carattere politico. Essa è terminata nel 1987, con l’interruzione della produzione nazionale e la successiva decisione formale di abbandonare il nucleare, in seguito agli esiti del referendum popolare indetto nel novembre 1987 dopo il disastro di Chernobyl avvenuto nell’Aprile 1986.

La scelta del nucleare ha imposto al nostro Paese investimenti enormi , peraltro mai ammortizzati.

energia nucleare

Ma davvero con due o quattro reattori nucleari il costo dell’elettricità per le industrie italiane scenderebbe di molto?

Con il sistema di prezzi e di bollette attuale non sarebbe così. Anzi il rischio sarebbe di pagare nelle bollette la costruzione o l’eventuale interrotta costruzione delle centrali. In altre parole, conta molto di più il sistema di prezzi in atto, molto legato all’oligopolio elettrico che non l’efficienza produttiva leggermente incrementata da poche centrali nucleari. I due o quattro reattori in funzione tra dieci anni potrebbero modificare marginalmente lo svantaggio che sarebbe recuperato meglio con una politica industriale indirizzata da scelte produttive, di prodotto e di processo, più “leggere”, con minori contenuti energetici.

A sfavore del nucleare:

Contro la scelta nucleare militano i costi di costruzione, l’inadeguatezza del territorio, scarsamente pianeggiante e con fiumi in cattiva salute o esauriti, per cui l’acqua necessaria in grande quantità, per il raffreddamento, dovrebbe essere ricavata dal mare, con la conseguenza di rendere più fragile l’impianto e più a rischio il territorio. Inoltre devono essere prese in considerazione, la diffusa sismicità, la presenza ininterrotta di città, paesi e anche luoghi isolati, notevoli da un punto di vista storico, archeologico, paesaggistico. Infine gli aspetti di salute pubblica sempre negati e sempre riaffioranti per le persone, soprattutto i bambini, che vivono nei pressi di un reattore; e quelli di sicurezza, sempre rimossi da parte dei sostenitori.

Il nucleare italiano risolve i problemi energetici nazionali?
I problemi di prospettiva sono dati soprattutto dal 20/20/20 prescritti per il 2020 con l’accordo del dicembre 2008 da parte del Consiglio europeo. La formula matematica, per chi non lo ricorda, significa che per l’anno 2020 si devono ridurre del 20% le emissioni di gas serra (anidride carbonica), il 20% dell’energia deve essere da fonti alternative e l’efficienza energetica deve aumentare del 20%. Una corsa, o anche una corsetta, al nucleare distoglie dai veri obiettivi. Sposta risorse economiche, sociali e intellettuali verso altri fini che non sono quelli ritenuti essenziali dall’Unione europea o Ue, in vista non tanto di un futuro successo industriale o economico, ma semplicemente di un futuro. L’Ue ha accettato l’indicazione degli scienziati raccolti nell’Ipcc o Intergovernmental Panel on Climate Change delle Nazione unite sul disastro ambientale in corso per il riscaldamento globale e ha indicato la prima tappa del proprio percorso, indicando ai paesi membri obiettivi da rispettare. Il 20/20/20 è poi una prima tappa, insufficiente per salvare l’attuale società umana, ma serve come partenza e come apprendimento. Ogni paese che si divincola, guarda altrove, perde l’obiettivo, è in errore e deve cambiare. Da questo punto di vista la reale scelta obbligata tra nucleare e rinnovabili, tra atomo e sole, non è aggirabile con un “ma anche”. Le risorse, scarse, sono da indirizzare verso un risultato pratico e visibile. Va aggiunto che il nucleare vedrebbe il nostro paese a rimorchio della Francia o degli Stati uniti, mentre il solare, per non citare che uno degli sviluppi possibili, ci potrebbe reintrodurre in testa ai paesi più avanzati. C’è un altro aspetto, quello che un mix di impianti leggeri, adatti ai luoghi e meno invadenti dal punto di vista della natura è preferibile per chi crede nella democrazia dei beni comuni. Non sarà invece d’accordo chi è convinto che la natura vada dominata sempre e in ogni caso.

contro il nucleare

La soluzione del nostro Governo:

Il governo,visti gli alti prezzi del petrolio, punta ad una forte riduzione di quest’ultimo con un aumento dei consumi di carbone, questa soluzione però è in contrasto con gli obiettivi previsti per l’Italia dal protocollo Kyoto.L’Italia deve ridurre le sue emissioni di gas serra al 2010 del 6,5% rispetto alle emissioni del 1990. Questo significa una riduzione di circa 100 Milioni di tonnellate di CO2 equivalente. Per il solo settore elettrico si tratta di circa 53 Milioni di tonnellate di CO2 equivalente. Un incremento del ricorso al carbone, come quello previsto dal Ministero delle attività produttive, comporta un aumento di emissioni di gas serra al 2010 rispetto al 2000 di 27 Milioni di tonnellate di CO2. Un valore elevato sia tenendo conto dell’obiettivo complessivo che di quello del solo settore elettrico. Oltre ai problemi legati all’effetto serra bisogna ricordare che il ricorso all’uso del carbone ha un elevato impatto locale in termini di emissioni di polveri, ossidi di zolfo, ossidi di azoto e ceneri superiore, ad esempio, a quello delle centrali a ciclo combinato a gas.

In realtà, la sola e unica soluzione ai nostri problemi sono le energie rinnovabili.

Le energie da fonti rinnovabili, definite da molti per convenzione energie rinnovabili, sono quelle derivate dall’utilizzo di materiali naturali che sono inesauribili.
Quelle tradizionali sono invece generate da fonti esauribili e in quanto tali disponibili in quantità definita, per quanto ingenti possano essere le scorte, come i combustibili fossili (carbone, petrolio, gas, uranio…).

L’energia rinnovabile è tratta dal sole (fotovoltaica), dal vento (eolica), dal moto ondoso (marina), dalle masse di scarto (biomassa), dalle acque calde delle viscere della terra (geotermia). Insomma l’energia prodotta da tutte quelle fonti naturali che non si esauriscono.

Ma l’energia rinnovabile ha un altra fondamentale caratteristica: quella di non produrre effetti negativi sull’ambiente, né modifiche al clima e tantomeno variazioni alla temperatura globale della terra.
Ecco in breve sintesi perché le energie rinnovabili sono le risorse del futuro.

I Am Style dice NO al nucleare!

Caro Premier, sono una ragazza in difficoltà

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Caro Premier,

mai prima d’ora mi ero così avvicinata alla politica perchè la ritenevo monotona con tutte quelle leggi da capire e da imparare. Lei ha fatto della politica un pettegolezzo, un gossip di cui parlare con le amiche dal parrucchiere fra una messa in piega e uno shampoo, ha diminuito la distanza fra le donne e il governo.

Ho preso atto della sua generosità verso le ragazze bisognose, ha fatto della sua casa una mensa per i poveri sotto il nome di “festa” per non mettere in imbarazzo i commensali partecipanti, ha regalato vacanze e bagni in piscina alle fanciulle povere che non potevano permettersi neanche il costume.

La sua umiltà nel negare di aver aiutato tutta questa gente è pari a quella di Padre Pio, e per questo non provo vergogna a chiederle aiuto. In tanti cercano di screditarla solo perchè ha donato 7 mila euro ad una ragazza in difficoltà, gesti di così grande spessore sono sempre nel mirino dei maligni che inventano frottole per invidia.

Non c’è niente di male se Ruby, dopo aver ricevuto i 7 mila euro, ha sentito la necessità di sdebitarsi insegnandole quel ballo africano…il bunga bunga.

Beh in cambio di un suo aiuto economico potrei insegnarle la macarena, ma forse è un ballo che già conosce perchè sono anni che muove il bacino dietro pulzelle in difficoltà.

Non avrei mai creduto che una persona così caritatevole potesse rappresentarmi nel mondo, una persona così disinteressata ed altruista che regala soldi in cambio di sorrisi.

A me andrebbero bene anche solo 3 mila euro..

Attendo presto sue notizie.

Sam

A Milano il riciclaggio è immediato e del “problema spazzatura” restano solo riflessioni e sorrisi

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Perché è importante riciclare? Sembra una domanda in apparenza banale, ma contiene in sé una curiosità lecita a tutti e una realtà nota ai Napoletani. Le discariche non sono  pozzi senza fondo : dopo alcuni anni si trasformano in una collina di veleni pronta a inquinare il terreno e le falde acquifere.

Perchè riciclare? Una foto risponderà in modo più che esaustivo!

Il vetro, la carta, la plastica, l’alluminio, recuperati dalle campane, arrivano in apposite ditte che li lavorano fino a tornare ad essere materie prime pronte ad essere lavorate e riutilizzate.
Ed è per questo che tutti dovremmo abituarci a differenziare i rifiuti.
Sarebbe quindi importante che tutti i cittadini facessero la raccolta differenziata per:
- poter riutilizzare le materie prime e risparmiare le risorse naturali;
- diminuire i rifiuti che vanno nelle discariche e negli inceneritori;
- ridurre l’inquinamento causato da discariche e da inceneritori;
- risparmiare l’energia necessaria alla produzione della materia prima;
- risparmiare soldi

Volkswagen anche quest’anno rinnova il proprio impegno a favore dell’ambiente presentando a Milano una declinazione natalizia di Think Blue, espressione dei valori di Marca e soprattutto attitudine ad uno stile di vita sostenibile.

Il Natale “Blue” di Volkswagen invita a riflettere, con un approccio divertente, sullo spreco di materiali, pacchetti ed imballaggi durante il periodo natalizio e un riciclaggio immediato.

Guarda il video!

Lo stesso format verrà ripetuto, sempre a Milano, durante il weekend del 18/19 Dicembre, per un Natale eco-sostenibile perfettamente in linea con i principi Think Blue.