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Archive for the ‘oggi sul giornale’ Category

La prima ecografia di Kate

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Questa mattina il mondo si è svegliato consapevole di una nuova tremenda cognizione: anche i reali fanno sesso e restano incinti!!

Già provati duramente dall’insorgere della calvizie di William, dai sacrifici della contessina che sfida l’allergia ai cavalli pur di fare equitazione e il disonore di doversi piegare alla famiglia reale  con un inchino, e dopo le scottanti foto dei novelli sposini nudi in vacanza, oggi una nuova sconcertante notizia è stata sbattuta sulle prime pagine di ogni giornale: Kate è incinta.

Da qualche tempo girava voce di una strana rotondità sul pancino della bella Kate , essere magrissime e stitiche è davvero un supplizio!! Per 3 giorni quello strano gonfiore e poi il reale rimedio..

Il principino William ha comunicato che dalla gioia dell’annuncio gli ridevano anche le orecchie, e non vi dico a Carlo che da

giorni tiene fortemente ventilata Buckingham Palace :)

Nonostante si

tratti del figlio di un reale non sono riusciti a fare un patto con la natura per sapere prima delle solite 20 settimane il sesso del nascituro, ma  hanno dovuto ricoverare sotto osservazione la giovane quasi mamma a causa delle nausee, neanche immagino cosa le faranno quando avrà i piedi gonfi!!

E’ stata già dichiarata la gravidanza dell’anno e ora giù con le scommesse sul sesso, sul nome e caccia all’ecografia.

La furba Elizabeth, conosciuta come Kate, ha dichiarato: ” Se sarà una bambina, porterà il nome della bisnonna”… Mica scema lei??

 

 

 

Marito stuprato fino alla morte dalle 5 mogli gelose

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E’ successo ad uno stimato uomo d’affari della Nigeria, Uroko Onoja il quale era un abile nel destreggiarsi nel suo lavoro ma poco strategico nel  gestire le sue sei mogli. Nelle sue relazioni di coppia, non era riuscito ad essere imparziale dedicando maggiori attenzioni alla più giovane delle mogli.

Secondo quanto riportato dal giornale online inglese Daily Mail,  è morto a seguito di una maratona sessuale al quale è stato sottoposto dalle sue prime cinque mogli, gelose della sesta con la

quale l’uomo, negli ultimi tempi, aveva rapporti sessuali, escludendo le altre. Il malcapitato, faceva sesso con la più giovane delle sue spose: le altre cinque hanno imposto all’uomo un’orgia di gruppo, minacciando l’uomo con coltelli e bastoni, affinché facesse sesso con ciascuna.

Onoja ha smesso di respirare, mentre stava facendo sesso con la quarta moglie: alla quinta, infatti, l’uomo sottoposto a uno sforzo fisico non indifferente, è morto, secondo quanto riportato anche dal Daily Post. Due delle donne sono state arrestate dopo

l’incidente nello stato di Benue: sono accusate di aver “violentato a morte” il proprio consorte. Il signor Onoja era ritornato a casa e si era diretto nella camera da letto della sua giovane moglie. Le sue cinque mogli, che pare abbiano tenuto una riunione per discutere delle loro intenzioni prima che il marito rincasasse. Hanno fatto irruzione nella camera da letto armate di coltelli e bastoni e hanno insistito, affinché fossero concessi i loro diritti coniugali. L’uomo d’affari, che è stato descritto come un filantropo che ha contribuito positivamente alla crescita della sua comunità locale.

DA NON CREDERCI!

Da Amici di Maria al carcere: Condannata Marianna Scarci

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Intestazione fittizia di beni in odore di mafia: è questa l’accusa mossa dalla Dda di Lecce nei confronti della ragazza tarantina lanciata dal programma Mediaset. Pene severe anche per buona parte della sua famiglia!

Dalle telecamere di Mediaset e Rai, al banco

degli imputati. Dalle interviste, all’interrogatorio dell’antimafia. Fino alla condanna. Intestazione fittizia viagra tablets di beni in odore di mafia: è questa l’accusa mossa dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce a Marianna Scarci, la ballerina tarantina lanciata dal programma Amici di Maria De Filippi e condannata a un anno e dieci mesi di carcere. Con lei è stata condannata anche buona parte della sua famiglia: otto anni e otto mesi di reclusione per il padre 57enne Andrea, accusato di essere uno dei vertici mafiosi del clan familiare; un anno e dieci mesi di carcere per il fratello Michele, 33enne ex calciatore del Taranto, anche lui accusato di intestazione fittizia di beni. E poi zii, cugini e cugine.

Quattordici in tutto le condanne, con pene che arrivano fino a dodici anni di reclusione. La pena maggiore è stata inflitta a Franco Scarci, zio di Marianna e boss indiscusso del rione Salinella di Taranto nonché colui che, dopo l’uscita dal carcere di Alessandria nel 2009, riorganizzò, secondo quanto emerso dalle indagini della Squadra mobile, le fila del clan tentando l’espansione dal quartiere roccaforte situato alla periferia della città, fino a quelli più centrali come la Città vecchia. Il clan Scarci cominciò così il suo progetto che puntava ad allungare i tentacoli nel settore ittico attraverso l’utilizzo di esplosivi e armi. Ma il 30 settembre 2011 l’operazione Octopus, fermò l’ascesa criminale dell’organizzazione e portò in carcere diversi elementi della famiglia. Ieri il giudice per le udienze preliminari di Lecce Vincenzo Brancato, ha emesso le sentenze per gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato.

L’accusa nei confronti di Marianna è di essere stata fittiziamente intestataria per dodici mesi dello stabilimento balneare Lo squalo di Scanzano Ionico (Mt), con l’obiettivo di evitare la confisca per via delle condanne definitive per mafia già riportate dal padre e dallo zio. Il suo difensore, l’avvocato Antonio Mancaniello, è riuscito a dimostrare, attraverso una perizia firmata da Tullia Favale, che lo stabilimento balneare ha un valore nettamente più basso rispetto a quello contestato dal pubblico ministero, ottenendo così un pena inferiore rispetto alle richieste formulate dal sostituto procuratore Alessio Coccioli.

Dopo la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati e l’arresto del padre, Marianna aveva incontrato giornalisti e replicato alle accuse. Si era detta estranea alla vicenda e certa di poter dimostrare la sua innocenza. Anche dopo questa decisione, attraverso il suo difensore, dimostra di non voler mollare: “Faremo ricorso in appello – ha dichiarato l’avvocato Mancaniello – perché Marianna e i suoi parenti vogliono dimostrare di non appartenere a quel mondo. Certo le sentenza sono state pesanti, ma confidiamo nella giustizia e siamo sicuri di poter ribaltare l’esito del primo grado”.

(preso da qui)

Yahoo conferma il furto di circa 400mila indirizzi email e password. Controlla se c'è anche la tua..

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Yahoo conferma il furto di circa 400mila indirizzi di posta elettronica e password, ma meno del 5% delle parole chiave è ancora in funzione: sono in corso procedure per avvisare gli utenti di sostituirle. Provengono da un file della piattaforma Yahoo contributor network. A sottrarre i dati è stato il gruppo di pirati informatici D33D Company che ha pubblicato in seguito le informazioni sul web. La tecnica adoperata per l’incursione è la “Sql injection”.

Secondo le prime rilevazioni gli indirizzi email provengono anche

da altri fornitori di servizi di posta elettronica come Gmail, Aol, Hotmail.

 In particolare, la società di sicurezza digitale Eurosecure afferma che le password più utilizzate nella lista di account rubati sono “123456″ e “password”: più volte in precedenti ricerche sui rischi online è stato sottolineato di non utilizzarle perché sono molto comuni. Per chi vuole controllare Sucuri Labs ha aperto una pagina web, dove è possibile verificare se il proprio indirizzo risulta nell’elenco delle email sottratte.

L'inchiesta nata da Pasquale Natuzzi

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La concorrenza sleale nel settore del mobile imbottito inizia a Forlì a partire dal 2007, quando sul territorio emerge il fenomeno dei lavoratori irregolari cinesi che producono ingenti quantità di divani e poltrone a prezzi fuori mercato in capannoni fatiscenti. Le aziende artigiane locali non riescono più a competere con questa nuova concorrenza sleale perdendo le commesse con clienti della grande distribuzione italiani ed esteri. Dai rari controlli delle forze dell’ordine viene dimostrato che i cinesi riescono fornire prodotti a prezzi dimezzati perché sfruttano i propri connazionali, talvolta clandestini, costringendoli a lavorare in nero e a cottimo e segregandoli nei dormitori attigui ai capannoni. Il sistema va a vantaggio di molte grandi marche che aumentano così i margini, penalizzando sia gli artigiani che non scendono a compromessi sia i consumatori che acquistano un prodotto con etichetta made-in-italy senza ricevere alcuna garanzia di qualità e rispetto dell’etica.

 

 

È nell’ambito di questo contesto, che

emerge la denuncia di Pasquale Natuzzi, fondatore del Gruppo Natuzzi, azienda quotata alla borsa di New York, leader nel settore del mobile imbottito. Natuzzi affronta la crisi di mercato sottolineando l’importanza del rispetto delle regole e denunciando la concorrenza sleale. La produzione Natuzzi è interamente realizzata all’interno delle sue fabbriche: 3.200 dipendenti in Italia e altre fabbriche dipendenti nel resto del mondo; con artigiani qualificati e costo del lavoro molto più elevato. Al contrario la concorrenza si affida alla produzione realizzata dai cosiddetti terzisti, per lo più cinesi, scrollandosi di dosso la responsabilità di quello che succede in queste aziende che, come si evince da alcuni controlli effettuata della guardia di finanza, non rispettano le regole a tutela del consumatore e del contribuente che paga regolarmente le tasse.

In buona sostanza chi produce direttamente a costi d’impresa molto alti subisce la concorrenza sleale vedendosi sottrarre volumi e quote di mercato che determinano riduzione dei posti di lavoro legali e cassa integrazione. A pagare, ancora una volta, sono i lavoratori onesti e i contribuenti.

Chi non produce direttamente ma si avvale di filiere più snelle, ha margini più elevati; ma queste filiere applicano prezzi più bassi perché offrono una qualità bassa, con materiali scandenti e si avvalgono di lavoro pagato in nero, non pagano le tasse.

La battaglia di Natuzzi contro il “meid in Itali” e a favore del “made in Italy” autentico, contro la finta pelle impropriamente definita “ecopelle”, i terzisti oscuri e a favore degli italiani che rispettano il lavoro le leggi e le persone, è volta a sottolineare e risolvere un problema che impatta negativamente sia sulla società che sull’economia del nostro Paese.

Perchè è importante conoscere l’inglese? Ecco la risposta!

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Tratto da Il Messaggero:

“ROMA-  Anderground. Sì, proprio così c’era scritto sui cartelli nuovi fiammanti messi alla stazione Tiburtina, domenica scorsa, in occasione della riapertura dopo l’incendio. Welcome to Rome, cari turisti. Perché per spiegarvi il percorso verso la metropolitana invece di «underground» sui pannelli delle Ferrovie c’era scritto un imperdibile «anderground». Rfi (società del gruppo Ferrovie) aveva appaltato i lavori a un’azienda esterna: quando i suoi dirigenti hanno visto i cartelli con lo svarione, proprio il giorno dell’inaugurazione, hanno avuto un principio di svenimento. Sì, perché la riapertura ai treni dei pendolari della stazione Tiburtina doveva essere una festa, un esempio di un risultato centrato, di un lavoro terminato prima del previsto, la metafora di un treno che per una volta era arrivato in anticipo. ”

E come ha detto un amico romano: ” Ma la ditta che ha prodotto i cartelli era la Totti srl..laif is nao? ”

E se anche il Ministro La Russa giustifica l’errore per poter giustificare il suo inglese…la figuraccia di La Russa

Tratto da Il Corriere della Sera:

” VERONA- Come si traduce in inglese «peso el tacon del buso»? Magari spiegarlo ad un turista straniero non sarà proprio semplice, ma l’evidenza del detto, tutto veronese, sarà stata palese a chi ha passeggiato per Piazza dei Signori a Verona. Un grande pannello pubblicizzava ai turisti stranieri la possibilità di fare di Verona il proprio nido d’amore, la città nella quale proclamare il proprio «sì». Il progetto è piuttosto noto: «Sposami a Verona» cambia la città e la rende non più il simbolo dell’amore tragico alla Romeo e Giulietta di Shakespeare, ma quello dell’amore con il lieto fine, alla Letters to Juliet per capirsi. Non a caso il Comune si è molto impegnato in questo senso offrendo la possibilità, alle coppie pronte al grande passo, di sposarsi in alcuni tra i luoghi più belli di Verona.

A questo scopo ha realizzato un sito, in cinque lingue (che non sempre funziona), perché l’amore non conosca confini, e per chi il sito ancora non l’ha visto alcuni pannelli nei quali si pubblicizza l’iniziativa. Una campagna in grande stile con un piccolo neo però: la traduzione in inglese dei pannelli è imperfetta. Ci sono alcuni grossolani errori che potrebbero far sorridere qualche purista della lingua di Shakespeare. Nel sito e sui manifesti si legge «merry» invece di «marry», ad esempio. Per fortuna i tecnici di palazzo Barbieri se ne accorgono e, a fine aprile, inviano alla ditta che li realizza la corretta ortografia del testo. «In data 26 aprile – precisa l’assessore ai Servizi demografici Daniele Polato – gli uffici dell’assessorato ai Servizi demografici avevano già comunicato alla ditta Consulting Image Art Studio le correzioni all’errata traduzione in inglese del testo inviatole in lingua italiana per promuovere sui totem esposti in piazza dei Signori, a titolo gratuito, l’iniziativa Sposami a Verona».

Lo scambio di mail tra le parti va a buon fine e il testo viene corretto ed esposto. Solo che l’azienda incaricata, invece, di realizzare un nuovo pannello opta per sovrapporre agli errori, delle toppe, della stessa plastica bianca, con le parole scritte correttamente. Tutto bene fino quando qualcuno non se ne accorge. E così realizza il proverbio: c’è il buso, il tacon e pure la grande irritazione dell’assessore Polato al quale dopo aver investito tanto in questo progetto pare quasi di sentirli i risolini dei turisti nei confronti dei solito italians. Perciò l’assessore chiarisce infastidito: «L’infelice quanto economica modalità scelta per apportare le correzioni è dovuta esclusivamente alla responsabilità della ditta in questione, che risponderà al Comune per l’eventuale danno di immagine» ”

 

Abbiamo una politica fin troppo divertente agli occhi degli amici inglesi ( e non solo), evitiamo di farli scompisciare sbattendo loro in faccia la nostra ignoranza.

 

trinity point

Il Trinity Point è lieto di offrire ai Ministri un corso d’inglese gratuito della durata di 3 anni perchè  < tri is e megic namber>  :)

 

 

Referendum 12-13 giugno: vota SI

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Poche parole per buon intenditori. Io vi darò le informazioni,a voi sta la scelta.

- Roma – Quanto accaduto ad un programma Radio Rai di qualche giorno fa rende un quadro piuttosto chiaro di quale sia la strategia messa in campo per ammazzare il referendum del 12-13 giugno 2011.
Mariachiara Alberton, ricercatrice che si occupa di diritto ambientale e di risorse idriche, doveva intervenire al programma per parlare appunto sulla privatizzazione dell’acqua e chiarirne meglio le implicazioni giuridiche, per l’appunto uno dei temi centrali del suddetto referendum.
Il suo intervento, programmato da ormai due settimane, è stato cancellato all’ultimo momento insieme a tutto il programma, a causa di una circolare RAI che con effetto immediato vietava a qualunque programma della RAI di toccare l’argomento fino a giugno.

censura - referendum 12 e 13 giugno

Questo è un piccolo esempio delle modalità con cui “il servizio pubblico” viene messo a tacere e di come si boicotti  pesantemente la  possibilità dei cittadini di essere informati e di intervenire  (secondo gli strumenti garantiti dalla Costituzione) nella gestione della res publica. Di fronte a questa ennesima manifestazione di un  potere esecutivo assoluto che calpesta non solo quotidianamente le  altre istituzioni, ma anche il popolo italiano di cui invece si fregia di esser voce ed espressione, occorre  riappropriarci della nostra voce prima di perderla definitivamente.

Questo è un clamoroso attacco alla democrazia!!!

Qual è la situazione attuale?

Il referendum non sarà  pubblicizzato in TV.
I cittadini, non sapranno nemmeno che ci sarà un referendum da votare il  12 giugno.

QUINDI : I cittadini, non andranno a votare il referendum e l’acqua sarà privatizzata, a favore di chi la venderà a discapito dei cittadini che dovranno comprarla.

Cosa possiamo fare per evitare che l’acqua venga privatizzata?

Vi ricordo che il referendum passa se viene raggiunto il quorum ed è necessario che vadano a votare almeno 25 milioni di persone.

E’ un referendum ABROGATIVO quindi dovete votare  SI affinchè venga abrogata la legge sulla privatizzazione dell’acqua.

I reali malvestiti al matrimonio di William e Kate: l’album di nozze

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Sono passati 2 giorni dal tanto criticato matrimonio di William e Kate perchè quest’ultima dimostratasi troppo rigida e fredda. In tanti si aspettavano di ritrovare in lei la nuova Lady D. restando poi delusi dall’immensa diversità delle due principesse.

Diana resterà per sempre un mito, il sogno di tutte noi,la favola di una ragazza qualsiasi che diventa principessa..ma Kate non le è di meno! Forte, decisa e se vogliamo anche un pò calcolatrice, ha progettato gli ultimi 10 anni in funzione di William e come una coppia normale si sono amati,poi lasciati e ancora amati coronando,infine, il loro sogno.

Ma di questo matrimonio non è stato criticato solo l’eccessivo portamento rigido di Kate che non ha lasciato trasparire neanche il velo di un’emozione, ma anche i look discutibili degli ospiti:

Gli abiti peggiori

will e kate

Chelsy Davy, fidanzata di HRH Prince Henry of Wales,  fratello e testimone dello sposo ha scelto per la giornata due abiti creati in esclusiva per lei da Alberta Ferretti.
Alla cerimonia Chelsy ha indossato un abito in reverse satin e una giacca in faille di seta verde acqua con scollo a barchetta trattenuto con un nodo. Un vero disastro! Dalle scarpe per niente abbinate alla pochette,alla gonna di un tono diverso dalla giacca,passando per un make up da paura! Ma chi l’ha conciata così?!

In fatto di abbinamenti i reali sembrano andare in difficoltà. Pochette nera, foulard lilla,scarpe e calze fumo,abito laminato nelle tonalità del violaceo-bluette.

Che dire..con l’età si perde il giudizio!

Una damigella simil sposa:

pippa middleton

Bellissima e perfetta damigella d’onore Pippa Middleton, per accompagnare la sorella nel giorno più bello della sua vita, ha scelto anche lei,come la sorella, un abito Alexander McQueen by Sarah Burton. Impeccabile e perfettamente coordinata in abito lungo, scivolato, in seta bianca, dalle linee morbide. Ma avrà voluto fare concorrenza alla sorella in abito bianco?

I cappellini:

I copricapo eccentrici sono una tradizione dei matrimoni inglesi.

matrimonio di william e kate

Beatrice e Eugenie figlie del Principe Andrea e della grande assente Sarah Ferguson, Duchessa di York, hanno scelto due mise che decisamente non passavano inosservate, complice i copricapo eccentrici firmati Philip Treacy. La prima in rosa cipria Valentino Couture mentre Eugenie ha preferito Vivienne Westwood.

Piuttosto eccentrico anche quello indossato dalla moglie spagnola del vice-premier Nick Clegg, con un’immensa rosa rossa formato gigante.

matrimonio

Nota di colore che farà parlare nelle prossime settimane la scelta di Samantha, moglie del primo ministro David Cameron, che si è presentata al matrimonio dell’anno senza cappello, un vero affronto alla tradizione e soprattutto un colpo d’occhio in una Westminster Abbey affollata di cappellini di tutte le fogge e colori.

La classe non è acqua:

Kate è stata criticata per la rigità del portamento, eccessivamente precisa nel modo di camminare,sorridere e salutare. Una critica del genere non verrà mai rivolta a Camilla che dopo anni a contatto con i reali non ha imparato ancora cosa vuol dire eleganza, femminilità e grazia. Nel suo modo di muoversi,colloquiare e salutare appare rozza e “contadina”. La classe non è acqua mia cara Camilla. Per  lei qualche “bacchettata” sulla scelta dell’abbigliamento, troppo stile zitella con  un copricapo firmato da Philip Treacy color champagne, in tinta con l’abito di seta.

Gli immancabili colori pastello:

matrimonio

La Regina Elisabetta II è stata l’ultima ad arrivare in cattedrale prima della sposa. Il suo look, ma anche la sua espressione, può essere riassunto con una spemplice espressione: radioso.
Sua Maestà la Regina si presenta, infatti, con un abito giallo pastello, cappello abbinato, entrambi firmati Angela Kelly. Gli accessori scelti orecchini e collana di perle, i guanti bianchi, immancabili e puntata sulla spalla la spilla di diamanti True Lovers Knot dalla collezione della nonna, Queen Mary.

Gli ospiti più eleganti:

Tra i primi ad arrivare a Westminster Abbey i coniugi David e Victoria Beckham lui perfetto nell’elegantissimo tight Ralph Lauren, unica pecca la medaglia d’OBE appuntata sul bavero sbagliato, mentre l’ex Spice Girl ha preferito indossare un abito della sua linea d’abbigliamento Victoria Beckham collection che ha ingentilito la sua figura leggermente arrotondata per la gravidanza e un paio di altissime, forse troppo, Christian Louboutin. Qualcuno poteva avvisare Victoria che è assolutamente vietato vestire di nero ai matrimoni!
Entrambi comunque non hanno rinunciato al cappello, anche in questo caso firmato da Philip Treacy.

Elton John e suo marito David Furnish: elegantissimi come sempre.

Charlene Wittstock e Alberto di Monaco

Felipe e Letizia di Spagna: peccato che la principessa sia dimagrita in modo spaventoso!

La suocera di William, soddisfatta,felice e..duchessa!

Ma l’attenzione era tutte su di lei:

Il vestito di Kate, in pizzo e color avorio, con un piccolo scollo a V e maniche lughe di pizzo ricorda molto quello della principessa Grace.
Con uno strascico lungo due metri e settanta e un velo corto (meno formale) che le ha coperto il volto,non ha voluto certo competere con gli 8 metri di Diana. ; i capelli – proprio come voleva lei – erano lasciati sciolti e adornati da una tiara di diamanti nota come la Russian fringe o tiara di Giorgio III, uno dei gioielli della Corona britannica.
“Coda” e bustino  sono stati decorati con delicati fiori fatti a mano (per questo si è detto che l’abito ricordava un fiore che si apre) secondo la tecnica Carrickmacross, nata nel 1820 in Irlanda.

Kate ha curato personalmente quest’aspetto. Desiderando fortemente la rosa, il cardo, il quadrifoglio e il narciso, che rapprentano i simboli delle quattro province del Regno britannico.

Viva gli sposi:


William e Kate oggi sposi,seguili in diretta!

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Guarda in diretta da Londra il matrimonio di William e Kate,finalmente oggi sposi dopo anni di fidanzamento.

Il Principe che da piccole tutte volevano sposare,oggi sceglie di prendere in sposa una di noi, una non reale!

Senza invidia Kate, te lo lascio!

william e kate matrimonio

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Buona vita.

La promozione delle fonti rinnovabili: l’eolico

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La promozione delle fonti rinnovabili
Lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile costituisce un fattore determinante per il conseguimento dei tre grandi obiettivi di politica energetica comunitaria, e cioè una migliore competitività, la sicurezza dell’approvvigionamento energetico e la protezione dell’ambiente.
La Commissione Europea nel 1997 ha elaborato un Libro Bianco1 contenente una Strategia ed un Piano d’azione della Comunità. Tale documento propone di raddoppiare la quota di energia rinnovabile nei consumi interni dell’Unione, raggiungendo l’obiettivo indicativo del 12% entro il 2010. Data la scarsa dotazione di risorse energetiche che caratterizza la maggior parte dei paesi europei, il conseguimento di tale obiettivo contribuirebbe a ridurre la dipendenza dell’Unione dalle importazioni e ad aumentare la sicurezza dell’approvvigionamento.
Lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili potrebbe inoltre contribuire attivamente alla
creazione di posti di lavoro, soprattutto a livello delle piccole e medie imprese e ad una maggiore coesione economica e sociale nella Comunità. Una penetrazione più celere di tali fonti risulta infine indispensabile per ridurre l’intensità di carbonio e quindi le emissioni di CO2, contribuendo così al rispetto degli impegni assunti dall’Unione Europea con il Protocollo di Kyoto.
Il raggiungimento dell’obiettivo del 12% richiede tuttavia l’adozione di politiche incisive da parte degli Stati membri, i quali devono fissare propri obiettivi specifici nell’ambito del quadro più generale ed elaborare conseguenti strategie nazionali per conseguirli. La scelta delle fonti di energia rinnovabile da promuovere deve infatti rispondere alla particolare situazione socioeconomica, ambientale, energetica e geografica di ciascuno Stato.

L’eolico attualmente rappresenta l’unica grossa possibilità di aumentare l’energia elettrica prodotta dalle fonti rinnovabili, entro i prossimi 10-15 anni almeno.
Senza eolico l’apporto delle nuove rinnovabili diventa, in questo intervallo di tempo, quasi trascurabile. Rinunciare all’eolico significa nel breve-medio termine rinunciare alle fonti rinnovabili.
Oggi non si può più dire che l’energia elettrica producibile con l’eolico sia marginale!

L’IMPATTO AMBIENTALE

L’unico limite è quello relativo a possibili impatti visivi nel caso di interventi non inseriti nel contesto paesaggistico e realizzati in assenza di linee guida e in aree non adatte.
È necessaria una rigorosa selezione dei siti utilizzabili, in cui concentrare le potenze eoliche. Va ricordato che il territorio occupato dalle torri eoliche è perfettamente utilizzabile ad altri fini, quali ad esempio agricoltura o allevamento e alla fine del ciclo produttivo dell’iniziativa tutte le strutture e infrastrutture eoliche sono eliminabili e il territorio si può ricondurre alle condizioni iniziali.

energia eolica

L’OPERATIVITA’ DELLA PROPOSTA
Il conseguimento dell’obiettivo proposto di 10.000 MW eolici entro il 2010 richiede una pianificazione delle installazioni coerente e partecipata. Si possono ipotizzare due tipi di interventi, uno concentrato, indirizzato ad aree vaste e caratterizzato da installazioni di potenza rilevante (wind farm) ed uno diffuso sul territorio, caratterizzato da installazioni di potenza limitata e legato a realtà produttive esistenti (agri farm).

CONFRONTIAMO I COSTI

Confronto tra nucleare ed eolico commissionato da Greenpeace: come si vede, siamo in presenza di costi nell’intervallo 4-6 centEuro

- 6,49 cent Euro / kWh per il nucleare
- 4,26 cent Euro / kWh per l’eolico

Se ci si riferisce invece alle stime ufficiali del Dipartimento dell’energia USA (DOE-EIA, 2004),
per impianti in funzione al 2010, i costi industriali dell’elettricità prodotta dalle principali fonti
energetiche sono:
Nucleare 6,1 cent $/kWh
Gas 5,0 cent $/kWh
Carbone 5,3 cent $/kWh
Eolico 5,1 cent $/kWh

Se a questi costi industriali aggiungiamo i costi associati alle emissioni di CO2 (nel range 10-20
$/tonnellata), otteniamo il quadro seguente:
Nucleare 6,1 cent $/kWh
Gas 5,3-5,7 cent $/kWh
Carbone 6,1-6,8 cent $/kWh
Eolico 5,1 cent $/kWh

L’eolico è valutato negli USA già competitivo rispetto ai costi industriali delle altre fonti; il suo vantaggio cresce se si considerano gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 e i relativi costi dei permessi di emissione.

fonti rinnovabili,energia eolica

L’OCCUPAZIONE, NUOVA INDUSTRIA DI QUALITA’
Riguardo all’occupazione, esiste una letteratura specializzata per l’eolico.
Di conseguenza, alcune cifre meritano ormai fiducia:
• per quanto riguarda la produzione di impianti, è affidabile la cifra di 22 uomini/anno per 1 MW nuovo installato
• per quanto riguarda i lavori di “gestione e manutenzione”, che vanno rapportati al MWh prodotto, le cifre sono meno sicure, ma certamente più piccole delle precedenti.

Producendo industrialmente 1.000 MW all’anno, si ha quindi un’occupazione stabile di 22.000 lavoratori, ai quali si possono aggiungere, 1.000 unità circa per gestione e manutenzione, per untotale di 23.000 addetti.

L’esperienza spagnola, in particolare in Navarra, dimostra che una politica regionale ben
determinata può aumentare questi valori, per cui si può attribuire al Mezzogiorno intero una quota di occupati stabili intorno a 18.000 unità.
Considerati questi elementi, tra cui in particolare le esperienze di diverse regioni della Spagna, un paese per molti versi paragonabile all’Italia, emergono due grandi possibilità di interesse strategico per il Paese e per il Mezzogiorno:

- l’integrazione dell’eolico, delle biomasse, del solare, delle fonti rinnovabili in generale, con particolare attenzione per il Mezzogiorno, rilanciando il territorio agricolo ed economie ora marginalizzate; questa possibilità va considerata anche di fronte alle previsioni di possibili diminuzioni degli incentivi agricoli europei; il numero degli occupati segnalati è solo un primo indicatore di ciò che si può ottenere nell’ambito di una politica agro–energetica, di un impulso all’azienda multi–funzionale, di una politica di presenza attiva sul territorio e di una valorizzazione anche turistica di zone al di fuori dei circuiti più noti;
- la creazione di una industria italiana delle fonti rinnovabili, particolarmente collegata alle piccole e medie imprese, che potrebbe puntare ad un obiettivo intorno a 70.000 occupati (in Germania il settore ne occupa già 130.000), cui si dovranno aggiungere gli interventi sull’efficienza e la cogenerazione.