Sarà noto a tutti dell’ultima guerra alla moda: emo contro truzzi. Eppure c’è qualcosa che non mi è chiaro!
Chi sono gli emo?

Per alcuni sono solo abbigliamento da skate, frangia asimmetrica, skinny jeans, stelle cuori spezzati e teschi, converse all star o vans, trucco sugli occhi eccentrico e smalto nero. Per altri sono quei ragazzi che stufi della solita vita si tagliano le vene,provano a suicidarsi ecc..
Ecco cos’è essere emo per un emo:
” Emo non è uno stile, non è una moda da seguire.. Emo è sentimento, è solitudine, non è disprezzo.. ma indifferenza per chi non lo capisce e punta il dito contro e usa la bocca solo per giudicare. Emo è il sogno, ma può essere anche l’incubo, la lacrima che ti riporta al passato ma che può portarti ad un futuro migliore. Emo non solo è il ciuffo, quello è per nascondere le lacrime nere come la pioggia, ma la lacrima può essere anche rabbia e nuova forza per affrontare ogni problema. Emo è l’emozione per ogni attenzione d’affetto che ricevi, non di disprezzo. Emo è amore.. amore per la persona che ami, amore per gli amici e per quello a cui tieni veramente. Emo è infanzia, adolescenza e maggiore età.. non ha limiti ne barriere, solo confini da varcare. Emo è un periodo buio dove soffri per maturare, dove cerchi dentro di te la risposta alla domanda: GIUSTO O SBAGLIATO? Emo non è rimpianto, però può essere chiarezza. Emo sono i bei momenti che hanno segnato la tua vita fino ad ora, e ogni momento che la segnerà. Emo non è attirare l’attenzione, ne spacconagine. Emo è umiltà e rispetto per chiunque. Emo può essere anche piangere sotto la pioggia, però la pioggia lava le lacrime di dolore e sofferenza per portarti a star bene.. tutto questo è Emo, ed è racchiuso in una parte del corpo.. quella che non si stanca mai di dare anche se è affaticata.. l’emo è cuore, e chi non ha cuore ha poco da leggere queste righe, perchè non avrà capito un cazzo di niente di quello scritto sopra. Emo è la vita vissuta sulla soglia della sofferenza e l’inizio della felicità. Emo è una scelta, non una conseguenza.. Emo è la vita vissuta in bilico tra bianco e nero… che non arriva al grigio. EMO e il vivere con passione la propria vita nel bene e nel male… l’EMO non sono solo i pantaloni attillati o gli occhi pesantemente truccati… Emo è un modo di essere, di pensare di vivere… Emo non ci si può diventare… perchè per esserlo non bisogna pensare con la testa di qlc1 altro solo perchè ciuffata… Emo è un modo di reagire alla vita, e un modo di reagire alle tue azioni… Emo è piangere per una nota e credere in una fata… Emo è sognare è emozionarsi per le piccole cose… Emo non è anoressia e morte… Emo è semplicemente quello che sono perchè lo sono nel cuore e nell’anima… Il mondo intanto, si ostina ad etichettare le cose… etichetta pregiudizi e giudizi. Quindi se proprio bisogna essere giudicati facciamolo a nostro modo… cioè non so neanche se riesco a spiegarmi… quello che voglio dire è che non è che per provare tutto quella serie di emozioni di cui si parla sopra bisogna essere Emo… cioè essere Emo non è una scelta… cioè diciamo che tutti sono un pochino Emo.. perchè tutti soffrono e si emozionano… solo che molto si vergognano delle loro emozioni… ecco gli Emo non si vergognano di ciò che provano… ma non perchè sono Emo… è qua la sottile differenza tra il fare l’ Emo e l’essere Emo… tutto qui… ”
(grazie Luca)
E i truzzi?

Il termine gergale giovanile truzzo, in uso prevalentemente nelle regioni del nord Italia, indica in maniera spregiativa un individuo rozzo o non lodevole per la realtà sociale di riferimento. È spesso utilizzato per designare i frequentatori delle discoteche o coloro che ascoltano musica pop e musica dance/house di largo consumo. L’origine del termine non è chiara.
Il fenomeno dei truzzi potrebbe essere un’evoluzione di quello dei paninari, in auge negli anni Ottanta, solo per quanto concerne l’ostentazione di un certo tipo di abbigliamento griffato. Infatti i paninari consideravano e chiamavano spregiativamente “truzzo” il giovane proveniente dalla periferia o dall’hinterland di Milano che tentava di imitare, senza alcun successo e in maniera vistosamente pacchiana, lo stile di tendenza. Erano così giudicati i ragazzi che si abbigliavano con vestiti simili a quelli dei paninari, ma non firmati dagli stilisti più in voga, o palesemente contraffatti. In quel decennio il truzzo era un “aspirante paninaro”, non raffinato e senza le stesse possibilità economiche dei giovani della borghesia milanese, specialmente di quella più agiata. Anche la classe sociale di origine è generalmente diversa per i due gruppi: quella del truzzo è solitamene inferiore rispetto a quella del paninaro, almeno negli anni Ottanta.
La distinzione tra paninari e truzzi andò sempre più affievolendosi a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta, quando la moda dei paninari si diffuse in tutta Italia e in tutti gli strati sociali, per poi lentamente scomparire.
Abbigliamento : prestano molta attenzione alla propria immagine ed al proprio guardaroba.Le tendenze del momento vengono seguite scrupolosamente, e tipicamente mutano frequentemente nel corso degli anni. Se ad esempio negli anni novanta il trend era costituito da giubbotti di marca Essenza e scarpe con zeppe di gomma gigantesche, oggi questi indumenti sono considerati completamente fuori moda ed hanno fatto posto a jeans a vita molto bassa e maglie vistosamente aderenti. Le marche preferite dai truzzi sono: D&G, Baci & Abbracci, Playboy, Sweet Years, Gucci, Armani Jeans, Dsquared2, Rich, A-Style, Energie, Hogan, Blauer, DSL, Franklin & Marshallhollywood milano, angel devil. Suddette marche sono comunemente accettate anche nel mondo giovanile “non truzzo” e non riportano ad un’idea di trascuratezza, esse sono vestite da giovani,spesso benestanti, che prestano molta attenzione all’abbigliamenteo.
Un forte spirito di mutua contrapposizione è avvertito da rapper, metallari e punk e da oggi anche emo nei confronti dei truzzi e viceversa.
A quanto pare si contrappongono una moda estrema che simboleggia l’emozione contro i modaioli incalliti.
Per chi fate il tifo?