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Archive for the ‘le tematiche’ Category

L’inchiesta nata da Pasquale Natuzzi

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La concorrenza sleale nel settore del mobile imbottito inizia a Forlì a partire dal 2007, quando sul territorio emerge il fenomeno dei lavoratori irregolari cinesi che producono ingenti quantità di divani e poltrone a prezzi fuori mercato in capannoni fatiscenti. Le aziende artigiane locali non riescono più a competere con questa nuova concorrenza sleale perdendo le commesse con clienti della grande distribuzione italiani ed esteri. Dai rari controlli delle forze dell’ordine viene dimostrato che i cinesi riescono fornire prodotti a prezzi dimezzati perché sfruttano i propri connazionali, talvolta clandestini, costringendoli a lavorare in nero e a cottimo e segregandoli nei dormitori attigui ai capannoni. Il sistema va a vantaggio di molte grandi marche che aumentano così i margini, penalizzando sia gli artigiani che non scendono a compromessi sia i consumatori che acquistano un prodotto con etichetta made-in-italy senza ricevere alcuna garanzia di qualità e rispetto dell’etica.

 

 

È nell’ambito di questo contesto, che emerge la denuncia di Pasquale Natuzzi, fondatore del Gruppo Natuzzi, azienda quotata alla borsa di New York, leader nel settore del mobile imbottito. Natuzzi affronta la crisi di mercato sottolineando l’importanza del rispetto delle regole e denunciando la concorrenza sleale. La produzione Natuzzi è interamente realizzata all’interno delle sue fabbriche: 3.200 dipendenti in Italia e altre fabbriche dipendenti nel resto del mondo; con artigiani qualificati e costo del lavoro molto più elevato. Al contrario la concorrenza si affida alla produzione realizzata dai cosiddetti terzisti, per lo più cinesi, scrollandosi di dosso la responsabilità di quello che succede in queste aziende che, come si evince da alcuni controlli effettuata della guardia di finanza, non rispettano le regole a tutela del consumatore e del contribuente che paga regolarmente le tasse.

In buona sostanza chi produce direttamente a costi d’impresa molto alti subisce la concorrenza sleale vedendosi sottrarre volumi e quote di mercato che determinano riduzione dei posti di lavoro legali e cassa integrazione. A pagare, ancora una volta, sono i lavoratori onesti e i contribuenti.

Chi non produce direttamente ma si avvale di filiere più snelle, ha margini più elevati; ma queste filiere applicano prezzi più bassi perché offrono una qualità bassa, con materiali scandenti e si avvalgono di lavoro pagato in nero, non pagano le tasse.

La battaglia di Natuzzi contro il “meid in Itali” e a favore del “made in Italy” autentico, contro la finta pelle impropriamente definita “ecopelle”, i terzisti oscuri e a favore degli italiani che rispettano il lavoro le leggi e le persone, è volta a sottolineare e risolvere un problema che impatta negativamente sia sulla società che sull’economia del nostro Paese.

Nasce a Napoli il primo consultorio per transessuali

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Nasce a Napoli il primo consultorio creato esclusivamente per i transgender. Tale struttura rappresenta il primo consultorio del Sud che si occupa di dare supporto ed assistenza ai transessuali malati, anziani e non completamente autosufficienti, in quali non hanno famiglie alle spalle che possono badare a loro. I servizi offerti dal consultorio sono diversi: tutela legale, aiuto nell’inserimento nel mondo del lavoro, informazione sulle tematiche sanitarie ed assistenza medica.

L’iniziativa è realizzata dalla cooperativa sociale Dedalus, con il sostegno della Fondazione con il Sud e la collaborazione dell’Università di Napoli “Federico II”, la Asl Napoli 1 Centro e una rete di associazione tra cui Federconsumatori, Mit-Movimento di identità transessuale e Associazione trans Napoli.

In questo interessante e utile progetto, che sicuramente abbatte le barriere del pregiudizio e dà a queste persone un valido aiuto nella vita quotidiana, sarebbe inclusa la creazione di una casa di accoglienza temporanea per i trans che hanno bisogno di supporto. Non è stata ancora individuata l’ubicazione precisa della struttura. La città partenopea è quella in cui vivono più transgender: infatti, si stimano circa 3.000 transessuali presenti sul territori. Molte di queste persone vivono in condizioni di disagio economico e sociale molto elevato, quindi questa iniziativa giova, seppur minimamente, a un miglioramento della loro vita quotidiana.

Seduti sulla fortuna

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La scorsa estate il mio romantico fidanzato mi ha regalato un anello come pegno del suo amore, peccato che era un semplice e delizioso anellino di calamaro e che dopo qualche ora è andato via nello scarico… avrei voluto seguire il suo viaggio nelle fogne ma come fare? Non restava che pensare positivo, sarebbe diventato cibo per pesci, credo.

Chi avrebbe immaginato che a distanza di poco, qualcuno avrebbe reso possibile il viaggio nelle fogne… tranquilli, non parlo di una gita nelle fetide acque che scorrono sotto le nostre città, parlo di seguire in diretta il flusso del nostro scarico grazie alla tecnologia fornita da Google Maps… e pensare che è possibile spiare anche i flussi in partenza da Montecitorio, dal Vaticano, dalla Torre di Pisa!

domestos

Potrebbe sembrare un gioco perverso, eppure l’app Flushtracker.com ha una valida ragione di esistere. Capiremo quanto siamo fortunati solo quando ci mancherà la comodità di tutti i giorni, e io lo so bene. Agli scout non abbiamo comode tazze di porcellana su cui appoggiare i nostri sederini, nè uno sciacquone da tirare… ci si arrangia con ” le latrine” , buchi scavati nel terreno su cui appoggiare una pedana e una specie di gabinetto arrangiato con qualsiasi materiale. Immaginate le condizioni delle latrine dopo una settimana di scoutismo e qualche mal di pancia dei ragazzi del reparto… mosche, puzza che si alza con il caldo, si rischia di stare male! E mentre io sopporto solo per una settimana all’anno, il 40% della popolazione mondiale vive con questo disagio quotidianamente, e gli ultimi nati neanche sanno dell’esistenza e della comodità dei nostri wc con il risultato che molte persone, specialmente bambini, si ammalano di diarrea, epatite, colera, tifo e altre malattie. Per questo le Nazioni Unite hanno addirittura inserito l’accesso a servizi igienici tra i diritti umani fondamentali.

L’iniziativa  è nata per promuovere la World Toilet Organization il cui scopo è aiutare le popolazioni più svantaggiate a costruire bagni ed educarle all’igiene, grazie alle donazioni volontarie e anche al sostegno concreto di Domestos. E’ stata organizzata anche una giornata dedicata, la World Toilet Day, svoltasi il 19 novembre.

Ora che sono consapevole della fortuna su cui mi siedo, vado su  www.flushtracker.com  e seguo lo scarico..chissà, magari ritrovo l’anello!

Articolo sponsorizzato

Viral video by ebuzzing

Guerrilla Gardening – un fiore tra il cemento

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Tante volte ho sentito parlare dei giovani di oggi come la generazione degli scansafatiche, i bamboccioni attaccati alla gonnella di mammà indifferenti a tutto ciò che accade intorno perchè protetti nel loro guscio di egoismo. Oggi, a questi che confidano poca fiducia negli ultimi nati, posso rispondere con orgoglio. Ci sono giovani che hanno poca voglia di farsi sentire, ma ci sono anche giovani come il Gruppo del Guerrilla Gardening che hanno la forza e la volontà di esserci per dare il buon esempio. E io seguo i progetti di valore…

guerrilla gardening

Vi mostro il video de “I ragazzi del Gruppo Attivo Incontri di Dino senza Dino” alle prese con un azione di Guerrilla Gardening a Via Irno questo mese.

Guerrilla Gardening Salerno

Sabato mattina, col vento freddo che tirava, potevano restare al calduccio nei loro lettini? Certo che potevano, ma c’era un parco malconcio che necessitava di una ripulita!  Nel video sono evidenti le condizioni in cui era ridotto, una discarica di arredamenti, spazzatura varia, gabinetto per cani e dolce sosta per i tossici..i guerriglieri muniti di zappe, pale e palette hanno ripulito il prato da tutto ciò che non fosse naturale e legale (siringhe senza cappuccio,a rischio di trasmissione della sindrome di immuno deficienza acquisita), e l’hanno rigenerato con nuove piantine e pietre decorative trovando anche un valido aiuto in uno dei condomini lì vicino.

Un buon cittadino dovrebbe rispettare l’ambiente in cui vive ( e di cui è ospite) sempre, ma spesso questa dritta viene dimenticata..non basta fare la raccolta differenziata se poi gettiamo le buste dove capita, non basta dirsi padrone di un cane addestrato se lasciamo che faccia i bisogni sui marciapiedi o sul primo quadrato di erba pulita, non basta abitare in un luogo per esserne un cittadino.

E’ necessario il contributo di tutti, e come diciamo agli scout :” Dobbiamo lasciare il posto in cui passiamo migliore di come l’abbiamo trovato”.

I nostri amici guerriglieri lavorano sodo per migliorare le condizioni dei parchi della loro città, senza guadagnare una lira bucata e rischiando anche una bella multa…perchè il guerrilla gardening, ad essere rigidi, è illegale. Cosa che però non ferma gli aspiranti giardinieri clandestini…Ne parlano davvero in tanti…

Guerrilla Gardening, riqualificare uno spazio urbano in una notte, grazie a bombe di semi, bulbi, vanghe e terra.

Avete capito bene. Sentiamo di solito parlare di atti di vandalismo, ne siamo testimoni tutti i giorni, sono azioni contro il bene pubblico che vanno dal buttare una cartaccia a terra al deturpare un monumento. Il Guerrilla Gardening invece è un movimento ecologista, che svolge  “attacchi verdi”, blitz notturni degli attivisti, che nello spazio di una notte riqualificare uno spazio urbano pubblico. E, non ci crederete, ma gli attivisti del Guerrilla Gardening richiano di essere multati perchè ciò che fanno è illegale.

Questa forma di giardinaggio politico e di azione non violenta, si ispira all’uso sostenibile delle risorse naturali, con una strategia fatta di fiori e piante nel grigio delle nostre città assediate dall’inquinamento. Funziona così: lasciate un’aiuola spartitraffico la sera piena di cartacce ed erbacce e la mattina è un piccolo capolavoro di giardinaggio.

L’attività principale del gruppo che raccoglie sempre più Guerrilla-Gardener è quella di rimodellare ed abbellire, con piante e fiori, le aiuole e le zone dimesse o dimenticate della città.La stessa popolazione in molti casi dona piante e materiali utili per gli attacchi verdi. Una tipologia di “attacco verde” è la Bomba di semi. Ma come si fa? avvolgi in carta di giornale terriccio, fertilizzante, e semi di fiori imbevuti di acqua. Lancia la tua flower-bomb in un’area da riqualificare. Dopo qualche settimana potrai apprezzare splendide fioriture in luoghi dimenticati.

Per un attacco più incisivo e mirato occorre la pianificazione. La spedizione, consigliano i Guerrilla Gardener, deve essere preparata nei dettagli con perlustrazioni diurne. Poi bisogna recarsi sul posto con tutto l’occorrente: acqua compresa.  Occorre documentare, fare foto prima e dopo l’attacco. E dopo non dimenticatevi di annaffiare per 2-3 giorni le piante, coprendo la terra intorno con foglie, paglia, ghiaia o altro per ridurre l’evaporazione dell’acqua e mantenere terra umida.
Il movimento è già noto nel mondo da anni, la prima volta che è stato utilizzato il termine “Guerrilla Gardening” era il 1973, in Italia è nato 2-3 anni fa da un gruppo di giovani milanesi che ancora oggi segue e consiglia chi vuole aderire e cimentarsi in “attacchi verdi“. Come spesso accade in queste piccole realtà controcorrente è la Rete a dare una mano e a coagulare le forse positive, ogni giorno nuovi “guerriglieri” si aggiungono facendo nascere nuovi gruppi in diverse città prendendo informazioni dal sito guerrillagardening.it ”

 

10 buone azioni per salvare il mondo

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Come possiamo contribuire al raggiungimento degli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto e cioè, fermare gli effetti disastrosi dei cambiamenti climatici?

coldiretti. clima. risparmio

Osservando questi piccoli accorgimenti potremmo anche risparmiare qualcosa sulla spesa e sulla bolletta. Per capire come vediamo uno per uno i consigli di Coldiretti:

- Preferire l’acquisto di prodotti locali che non devono subire lunghi trasporti con mezzi inquinanti;

- Scegliere frutta e verdura di stagione che non consumano energia per la conservazione;

- Ridurre le intermediazioni fino a fare acquisti direttamente dal produttore per evitare passaggi di mano del prodotto che spesso significano inutili trasporti;

- Privilegiare i prodotti sfusi che non consumano imballaggi;

- Acquistare confezioni formato famiglia rispetto a quelle monodose per ridurre il consumo di imballaggi per quantità di cibo consumato;

- Fare acquisti di gruppo (anche in condominio) per ridurre i consumi di energia nei trasporti per fare la spesa;

- Riutilizzare le borse per la spesa e servirsi di quelle fatte con materiali biodegradabili di origine agricola nazionale o di tela invece di quelle in plastica;

- Ottimizzare l’energia consumata nella preparazione e conservazione dei cibi con pentole e frigoriferi a basso impatto;

- Evitare di servire a tavola con piatti e bicchieri di plastica che consumano energia e inquinano l’ambiente;

- Fare la raccolta differenziata per consentire il recupero di energia dai rifiuti prodotti;

Come tutto questo può farci risparmiare? Anzitutto acquistare prodotti locali piuttosto che di importazione non riduce solo l’emissione di gas inquinanti, ma permette anche di mantenere più bassi i prezzi, che non devono essere maggiorati per contenere le spese dei trasporti. Costi più contenuti anche per i prodotti ortofrutticoli di stagione. Mentre l’accorciamento della filiera, ossia la riduzione del numero di intermediari fra noi e il produttore, è un ottimo modo per acquistare prodotti genuini a costi contenuti, come mostrato dalla crescente diffusione dei cosiddetti mercati locali, perchè anche in questo caso i prezzi non devono essere maggiorati per garantire un introito a ciascun intermediario.

Infine meglio preferire i prodotti sfusi poichè acquistandoli non sosterrete il costo dell’imballaggio, che inesorabilmente va ad aumentare il numero di rifuti prodotti. Lo stesso vale per i prodotti monodose: costano di più e causano un inutile aumento dei rifiuti. Mentre l’utilizzo di utensili (come le pentole) e di elettrodomestici a basso impatto ottimizza considerevolmente i consumi di luce e gas riducendo l’importo delle bollette.

Sono le piccole azioni quotidiane di ciascuno che possono cambiare il mondo!

 

Domani 20 Maggio a Firenze: Terra Futura

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Domani, venerdì 20 maggio, parte a Firenze Terra Futura, manifestazione dedicata alle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale, che si terrà fino a domenica 22, promosso da Fondazione culturale Responsabilità etica Onlus per il sistema Banca Etica, Regione Toscana e Adescoop-Agenzia dell’economia sociale, insieme ai partner Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete e Legambiente.

terra futura

L’iniziativa nasce per offrire un panorama completo di buone pratiche e di esperienze, dalla tutela ambientale alle energie alternative, dalla finanza etica al commercio equo, dall’agricoltura biologica all’edilizia sostenibile, a progetti e iniziative di turismo responsabile, consumo critico, welfare, impegno per la pace, solidarietà sociale, cittadinanza attiva e partecipazione.

Ricco il programma culturale (www.terrafutura.it) che comprende convegni, seminari, laboratori interattivi, animazione, e dibattiti con numerosi esperti e testimoni: 280 gli appuntamenti che vedranno l’intervento di quasi 1.000 relatori.

E inoltre, un barbecue ad energia solare, poltrone e sgabelli di ecodesign che riutilizza la cartellonistica in pvc di Palermo, restyling di vecchi abiti o trasformazione in accessori o costumi teatrali, abbigliamento sportivo in fibra di bambù, un profumatore d’ambiente dotato di un sistema ecowireless, giardini tascabili bio ed eco da scrivania e da balcone e lo scooter elettrico più veloce in commercio, saranno alcune delle iniziative che l’ottava edizione di Terra Futura presenterà.

All’evento Terra Futuro sono attesi Stefania Prestigiacomo, ministro dell’Ambiente, Enrico Giovannini, presidente dell’Istat, Savino Pezzotta, parlamentare, Fausto Bertinotti e Giuseppe Pignatone, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria.

Io ci sarò!

Referendum 12-13 giugno: vota SI

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Poche parole per buon intenditori. Io vi darò le informazioni,a voi sta la scelta.

- Roma – Quanto accaduto ad un programma Radio Rai di qualche giorno fa rende un quadro piuttosto chiaro di quale sia la strategia messa in campo per ammazzare il referendum del 12-13 giugno 2011.
Mariachiara Alberton, ricercatrice che si occupa di diritto ambientale e di risorse idriche, doveva intervenire al programma per parlare appunto sulla privatizzazione dell’acqua e chiarirne meglio le implicazioni giuridiche, per l’appunto uno dei temi centrali del suddetto referendum.
Il suo intervento, programmato da ormai due settimane, è stato cancellato all’ultimo momento insieme a tutto il programma, a causa di una circolare RAI che con effetto immediato vietava a qualunque programma della RAI di toccare l’argomento fino a giugno.

censura - referendum 12 e 13 giugno

Questo è un piccolo esempio delle modalità con cui “il servizio pubblico” viene messo a tacere e di come si boicotti  pesantemente la  possibilità dei cittadini di essere informati e di intervenire  (secondo gli strumenti garantiti dalla Costituzione) nella gestione della res publica. Di fronte a questa ennesima manifestazione di un  potere esecutivo assoluto che calpesta non solo quotidianamente le  altre istituzioni, ma anche il popolo italiano di cui invece si fregia di esser voce ed espressione, occorre  riappropriarci della nostra voce prima di perderla definitivamente.

Questo è un clamoroso attacco alla democrazia!!!

Qual è la situazione attuale?

Il referendum non sarà  pubblicizzato in TV.
I cittadini, non sapranno nemmeno che ci sarà un referendum da votare il  12 giugno.

QUINDI : I cittadini, non andranno a votare il referendum e l’acqua sarà privatizzata, a favore di chi la venderà a discapito dei cittadini che dovranno comprarla.

Cosa possiamo fare per evitare che l’acqua venga privatizzata?

Vi ricordo che il referendum passa se viene raggiunto il quorum ed è necessario che vadano a votare almeno 25 milioni di persone.

E’ un referendum ABROGATIVO quindi dovete votare  SI affinchè venga abrogata la legge sulla privatizzazione dell’acqua.

La promozione delle fonti rinnovabili: l’eolico

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La promozione delle fonti rinnovabili
Lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile costituisce un fattore determinante per il conseguimento dei tre grandi obiettivi di politica energetica comunitaria, e cioè una migliore competitività, la sicurezza dell’approvvigionamento energetico e la protezione dell’ambiente.
La Commissione Europea nel 1997 ha elaborato un Libro Bianco1 contenente una Strategia ed un Piano d’azione della Comunità. Tale documento propone di raddoppiare la quota di energia rinnovabile nei consumi interni dell’Unione, raggiungendo l’obiettivo indicativo del 12% entro il 2010. Data la scarsa dotazione di risorse energetiche che caratterizza la maggior parte dei paesi europei, il conseguimento di tale obiettivo contribuirebbe a ridurre la dipendenza dell’Unione dalle importazioni e ad aumentare la sicurezza dell’approvvigionamento.
Lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili potrebbe inoltre contribuire attivamente alla
creazione di posti di lavoro, soprattutto a livello delle piccole e medie imprese e ad una maggiore coesione economica e sociale nella Comunità. Una penetrazione più celere di tali fonti risulta infine indispensabile per ridurre l’intensità di carbonio e quindi le emissioni di CO2, contribuendo così al rispetto degli impegni assunti dall’Unione Europea con il Protocollo di Kyoto.
Il raggiungimento dell’obiettivo del 12% richiede tuttavia l’adozione di politiche incisive da parte degli Stati membri, i quali devono fissare propri obiettivi specifici nell’ambito del quadro più generale ed elaborare conseguenti strategie nazionali per conseguirli. La scelta delle fonti di energia rinnovabile da promuovere deve infatti rispondere alla particolare situazione socioeconomica, ambientale, energetica e geografica di ciascuno Stato.

L’eolico attualmente rappresenta l’unica grossa possibilità di aumentare l’energia elettrica prodotta dalle fonti rinnovabili, entro i prossimi 10-15 anni almeno.
Senza eolico l’apporto delle nuove rinnovabili diventa, in questo intervallo di tempo, quasi trascurabile. Rinunciare all’eolico significa nel breve-medio termine rinunciare alle fonti rinnovabili.
Oggi non si può più dire che l’energia elettrica producibile con l’eolico sia marginale!

L’IMPATTO AMBIENTALE

L’unico limite è quello relativo a possibili impatti visivi nel caso di interventi non inseriti nel contesto paesaggistico e realizzati in assenza di linee guida e in aree non adatte.
È necessaria una rigorosa selezione dei siti utilizzabili, in cui concentrare le potenze eoliche. Va ricordato che il territorio occupato dalle torri eoliche è perfettamente utilizzabile ad altri fini, quali ad esempio agricoltura o allevamento e alla fine del ciclo produttivo dell’iniziativa tutte le strutture e infrastrutture eoliche sono eliminabili e il territorio si può ricondurre alle condizioni iniziali.

energia eolica

L’OPERATIVITA’ DELLA PROPOSTA
Il conseguimento dell’obiettivo proposto di 10.000 MW eolici entro il 2010 richiede una pianificazione delle installazioni coerente e partecipata. Si possono ipotizzare due tipi di interventi, uno concentrato, indirizzato ad aree vaste e caratterizzato da installazioni di potenza rilevante (wind farm) ed uno diffuso sul territorio, caratterizzato da installazioni di potenza limitata e legato a realtà produttive esistenti (agri farm).

CONFRONTIAMO I COSTI

Confronto tra nucleare ed eolico commissionato da Greenpeace: come si vede, siamo in presenza di costi nell’intervallo 4-6 centEuro

- 6,49 cent Euro / kWh per il nucleare
- 4,26 cent Euro / kWh per l’eolico

Se ci si riferisce invece alle stime ufficiali del Dipartimento dell’energia USA (DOE-EIA, 2004),
per impianti in funzione al 2010, i costi industriali dell’elettricità prodotta dalle principali fonti
energetiche sono:
Nucleare 6,1 cent $/kWh
Gas 5,0 cent $/kWh
Carbone 5,3 cent $/kWh
Eolico 5,1 cent $/kWh

Se a questi costi industriali aggiungiamo i costi associati alle emissioni di CO2 (nel range 10-20
$/tonnellata), otteniamo il quadro seguente:
Nucleare 6,1 cent $/kWh
Gas 5,3-5,7 cent $/kWh
Carbone 6,1-6,8 cent $/kWh
Eolico 5,1 cent $/kWh

L’eolico è valutato negli USA già competitivo rispetto ai costi industriali delle altre fonti; il suo vantaggio cresce se si considerano gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 e i relativi costi dei permessi di emissione.

fonti rinnovabili,energia eolica

L’OCCUPAZIONE, NUOVA INDUSTRIA DI QUALITA’
Riguardo all’occupazione, esiste una letteratura specializzata per l’eolico.
Di conseguenza, alcune cifre meritano ormai fiducia:
• per quanto riguarda la produzione di impianti, è affidabile la cifra di 22 uomini/anno per 1 MW nuovo installato
• per quanto riguarda i lavori di “gestione e manutenzione”, che vanno rapportati al MWh prodotto, le cifre sono meno sicure, ma certamente più piccole delle precedenti.

Producendo industrialmente 1.000 MW all’anno, si ha quindi un’occupazione stabile di 22.000 lavoratori, ai quali si possono aggiungere, 1.000 unità circa per gestione e manutenzione, per untotale di 23.000 addetti.

L’esperienza spagnola, in particolare in Navarra, dimostra che una politica regionale ben
determinata può aumentare questi valori, per cui si può attribuire al Mezzogiorno intero una quota di occupati stabili intorno a 18.000 unità.
Considerati questi elementi, tra cui in particolare le esperienze di diverse regioni della Spagna, un paese per molti versi paragonabile all’Italia, emergono due grandi possibilità di interesse strategico per il Paese e per il Mezzogiorno:

- l’integrazione dell’eolico, delle biomasse, del solare, delle fonti rinnovabili in generale, con particolare attenzione per il Mezzogiorno, rilanciando il territorio agricolo ed economie ora marginalizzate; questa possibilità va considerata anche di fronte alle previsioni di possibili diminuzioni degli incentivi agricoli europei; il numero degli occupati segnalati è solo un primo indicatore di ciò che si può ottenere nell’ambito di una politica agro–energetica, di un impulso all’azienda multi–funzionale, di una politica di presenza attiva sul territorio e di una valorizzazione anche turistica di zone al di fuori dei circuiti più noti;
- la creazione di una industria italiana delle fonti rinnovabili, particolarmente collegata alle piccole e medie imprese, che potrebbe puntare ad un obiettivo intorno a 70.000 occupati (in Germania il settore ne occupa già 130.000), cui si dovranno aggiungere gli interventi sull’efficienza e la cogenerazione.

Energia rinnovabile: il fotovoltaico sarà il nostro futuro.

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In un periodo di particolare tensione verso le fonti energetiche ( disponibilità, costi,sostenibilità ambientale ) si registra un crescente interesse verso le tutte le forme di energia alternative e rinnovabili.
L’Energia è la capacità di un corpo o di un sistema fisico a compiere un lavoro, e si può
manifestare in diverse forme.

Energia Meccanica: se viene associata al lavoro di un corpo (massa) e si divide in due rami: Cinetica energia sviluppata da un corpo in movimento, Potenziale energia sviluppata dalla posizione di un corpo rispetto ad un altro punto di riferimento.

Energia Chimica : energia liberata o assorbita in conseguenza della rottura dei legami tra gli atomi delle molecole che reagiscono e della costituzione dei legami delle nuove molecole che si formano, normalmente si manifesta sotto forma di calore (Termochimica) o di radiazioni luminose di natura elettromagnetica che si propagano alla velocità della luce (termoraggianti).

Energia Elettrica: energia fornita da generatori di corrente, può essere trasportata e facilmente trasformata in altre energie. Le sue applicazioni industriali e domestiche sono molto numerose.
L’energia ha assunto una importanza fondamentale nell’economia e nello sviluppo della società. Lo sviluppo tecnologico è caratterizzato da una crescente automazione. Il fabbisogno di energia è in costante aumento, non solo per lo sviluppo tecnologico ma
anche per migliorare le condizioni di vita dei popoli meno sviluppati.
Oggi l’energia viene prodotta in gran parte bruciando combustibili . La combustione genera enorme quantità di di sostanze inquinanti che rendono irrespirabili le città, inquinano le acque, le foreste e sono la causa principale dell’effetto serra.

pannelli fotovoltaici

FONTI DELL’ENERGIA ELETTRICA
L’energia elettrica sviluppata agli inizi del 1900 ha assunto una importanza enorme per lo sviluppo della società moderna . Basti pensare che nel 1945 in Italia si producevano circa 80 milioni di KWh ed oggi superiamo i 300.000 miliardi di KWh.

A seconda delle fonti da cui trae origine si può classificare in:
Idrica: ottenuta dalla caduta per gravità di masse d’acqua.
Termica: ottenuta dalla combustione di combustibili solidi, liquidi gassosi.
Geotermica: ottenuta dalla utilizzazione di vapori d’acqua ad alta pressione presenti nel sottosuolo (Soffioni)
Nucleare: ottenuta dalla trasformazione di nuclei atomici ( Fissione – Fusione nucleare )
Rinnovabili: ottenuta da fonti derivate dall’attività del sole, si dicono inesauribili perchè si riproducono ad un ritmo superiore al loro consumo.
Da qualche anno l’umanità cerca di trovare soluzioni alternative ai combustibili solidi, liquidi e gassosi investendo in tecnologie orientate allo sfruttamento delle fonti rinnovabili .
L’energia elettrica prodotta dal fotovoltaico fa parte di queste soluzioni.

Il termine fotovoltaico deriva dall’unione di due parole “Photo” dal greco phos = luce e “Volt” che prende le sue radici da Alessandro Volta =  elettricità,  il primo a studiare il fenomeno elettrico. Il termine fotovoltaico
significa letteralmente :  elettricità della luce.

Il fotovoltaico è la tecnologia che permette di produrre energia elettrica mediante la conversione diretta della luce del sole che è  la risorsa energetica meglio diffusa su tutto il pianeta, fonte di energia pulita, rinnovabile ed inesauribile per eccellenza.

FONTI ENERGETICHE E PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA

Rinnovabili
La luce e il calore del sole , il vento, l’acqua sono fonti energetiche naturali a nostra disposizione hanno il vantaggio di essere gratuite ed inesauribili.
Alcune come la luce del sole, il calore del sole, l’idrogeno, il vento e l’acqua sono fonti di energia verdi per eccellenza perché non inquinanti , altre come quelle definite biomasse (rami secchi dei boschi,scarti della lavorazione del legno, residui dell’agricoltura, etc.) utilizzate per produrre energia attraverso processi chimici e combustione salvaguardano l’ambiente in quanto le emissioni di CO2 sono pari alla quantità di anidride carbonica assimilata. Alcune piante oleoginose come la colza, la soia, il girasole sono classificate tra le rinnovabili perché hanno un potere energetico che può essere trasformato in combustibile ( il biodisel).

Combustibili fossili
Si sono formati in natura milioni di anni fa, hanno alti poteri energetici, sono immagazzinabili e facilmente trasportabili; oltre l’ 80% dell’energia elettrica prodotta in tutto il mondo è ottenuta utilizzando i combustibili fossili. La loro disponibilità è destinata ad esaurirsi nel tempo. Le centrali che consentono di trasformare l’energia termica del carbone, del petrolio e del metano i energia elettrica si chiamano centrali termoelettriche. I combustibili fossili generano energia attraverso la combustione che produce gas inquinanti che
danneggiano l’ambiente e sono dannosi allasalute. L’ Anidride Carbonica ( CO2 ), una volta immessa nell’atmosfera , è la causa principale del riscaldamento del pianeta l’effetto serra.

L’impatto ambientale dei combustibili fossili
Oltre all’effetto serra l’uso dei combustibili fossili provoca altri tipi di inquinamento:
Piogge acide: si formano quando gli ossidi di zolfo generati dalla combustione del carbone e dei derivati del petrolio, combinandosi con il vapore acqueo generano molecole di acido solforico e acido nitrico.
Lo Smog: è costituito dai fumi generati dalla combustione di carbone e derivati del petrolio, che per effetto di reazioni chimiche formano una miscela di fumo e nebbia .
Lo Smog tende a formarsi nelle aree urbane dove l’aria è più stagnante.

Nucleare
L’atomo è la più piccola parte in cui può essere suddiviso un elemento chimico ed è formato da un nucleo costituito da protoni, neutroni, ed elettroni. Ogni volta che i nuclei subiscono una trasformazione, avviene una liberazione di energia :
Fusione Nucleare: unione di due nuclei in uno
Fissione Nucleare: scissione di un nucleo in due
Nella trasformazione la massa dei nuovi nuclei generati è inferiore a quella che li hanno generati, la differenza viene liberata sotto forma di energia.  Oggi il 6% dell’energia elettrica prodotta a livello mondiale proviene dal nucleare, in Francia rappresenta il 70%, nell’ unione Europea rappresenta il 14%.
L’impatto ambientale delle centrali nucleari è costituito da 2 tipi di rischio :  rischio di incidente e di fuga di materiale radioattivo e smaltimento delle scorie radioattive.

SALVAGUARDARE L’AMBIENTE

L’effetto Serra, le piogge acide, lo smog, i mutamenti climatici devono farci riflettere sull’uso delle risorse per produrre energia. Per arrestare la deforestazione e rigenerare gli equilibri naturali non ci si può affidare soltanto alle logica di mercato che tende a raggiungere il massimo profitto con soluzioni a basso costo.
Occorre utilizzare fonti energetiche rinnovabili per favorire soluzioni non nocive all’ambiente.

IL FOTOVOLTAICO

La tecnologia del fotovoltaico si è sviluppata alla fine degli anni 50 con i primi programmi spaziali per i quali occorreva una fonte di energia affidabile ed inesauribile. I primi moduli fotovoltaici fanno la loro comparsa nel 1963. Tra le prime aziende a sviluppare la tecnologia del fotovoltaico va ricordata la SHARP che ha iniziato la ricerca nel 1959, oltre a contribuire ai programmi spaziali ha progettato, costruito ed introdotto sul mercato mondiale le prime celle fotovoltaiche.
L’energia fotovoltaica è attualmente prodotta con tecnologie basate essenzialmente sul Silicio Cristallino (cSi) ad elevata purezza.

COSA E’ UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO

E’ un impianto per la produzione di energia elettrica per mezzo di moduli fotovoltaici. La tecnologia fotovoltaica permette di trasformare direttamente l’energia solare incidente sulla superficie terrestre in energia elettrica, sfruttando le proprietà del Silicio. La progettazione di un impianto fotovoltaico oltre al progetto stesso dell’impianto ed alla corrispondenza dei requisiti richiesti all’assistenza burocratica e finanziara, (presentazione domande, presentazioni documenti, suggerimenti finanziari, etc, consiste nella ricerca ottimale tra l’energia necessaria all’utente e le risorse disponibili sul mercato attraverso:
Verifica energia richiesta
Calcolo irradiazione locale, temperatura
Ricerca della soluzione ottimale , in termini di produttività, efficienza, costo ed affidabilità
Configurazione dell’impianto
Calcolo dell’energia prodotta in un anno

Costi di un impianto fotovoltaico
Il costo indicativo nel 2006 chiavi in mano per 1KWp è di circa 6.000 / 7.000 € + IVA il costo può subire variazioni in presenza di impedimenti tecnici, fabbricati nuovi, posa in integrazione della copertura, installazione al suolo, costi di allacciamento alla rete, distanza moduli dall’inverter, utilizzo di attrezzature particolari per il montaggio.

Vantaggi di un impianto fotovoltaico

Installare un impianto fotovoltaico è una scelta responsabile, perché rispetta l’ambiente, contribuisce a ridurre lo sfruttamento delle risorse naturali ( Gas, petrolio, carbone ) riduce le emissioni dei gas responsabili dell’effetto serra e dell’inquinamento atmosferico e grazie alle tariffe incentivanti , garantite per 20 anni, rappresenta un investimento vantaggioso.
Gli investimenti e le rese sono chiari e calcolabili a lungo termine.

15 buoni motivi per installarne uno:

La tecnologia fotovoltaica è affidabile, poco suscettibile a guasti e richiede pochissima manutenzione.
Produce energia elettrica direttamente dove serve.
E’ modulare e facilmente espandibile.
Ha una elevata durata di vita ed un degrado di circa il 20% entro 25 anni.
Consente di sfruttare superfici non utilizzabili per altri scopi.
Porta sostanziali miglioramenti alle condizioni di vita delle popolazioni dove non esiste una rete elettrica nazionale.
Produce energia elettrica senza utilizzare componenti in movimento.
Non necessita di combustibili fossili ma solo della luce del sole.
Migliora l’ambiente: non produce rumore, non spreca risorse, non immette gas inquinanti e non disperde calore.
Contribuisce a ridurre l’effetto serra.
Da un contributo al fabbisogno energetico.
Da un valore aggiunto all’edificio.
Sviluppa un grande mercato con investimenti e posti di lavoro.
Sviluppo socio economico eco-compatibile.
Infonde cultura di ottimizzazione dei consumi.

Detto questo,non c’è più motivo di aspettare..

Nucleare sì,nuclerare no..facciamoci due conti!

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La “scoria” italiana del nucleare:

L’esperienza elettronucleare fu avviata nel nostro Paese nei primi anni ’60 del novecento,con l’installazione di 3 centrali (a Garigliano,Latina e Trino Vercellese) , per una potenza complessiva di 620 MW ed una produzione annua di 3,9 miliardi di KWh, ponendo l’Italia al terzo posto nel mondo. Ad esse seguì la costruzione di una quarta centrale (a Caorso), autorizzata nel 1969 ed entrata in funzione nel 1981. Nel 1975, nell’ambito del Piano Nucleare, fu approvato quale progetto particolarmente ambizioso  – peraltro mai avviato – il varo della costruzione di oltre 20 centrali.

In realtà, l’avventura italiana del nucleare è stata caratterizzata da forti discontinuità determinate da una serie di fattori, a prevalente carattere politico. Essa è terminata nel 1987, con l’interruzione della produzione nazionale e la successiva decisione formale di abbandonare il nucleare, in seguito agli esiti del referendum popolare indetto nel novembre 1987 dopo il disastro di Chernobyl avvenuto nell’Aprile 1986.

La scelta del nucleare ha imposto al nostro Paese investimenti enormi , peraltro mai ammortizzati.

energia nucleare

Ma davvero con due o quattro reattori nucleari il costo dell’elettricità per le industrie italiane scenderebbe di molto?

Con il sistema di prezzi e di bollette attuale non sarebbe così. Anzi il rischio sarebbe di pagare nelle bollette la costruzione o l’eventuale interrotta costruzione delle centrali. In altre parole, conta molto di più il sistema di prezzi in atto, molto legato all’oligopolio elettrico che non l’efficienza produttiva leggermente incrementata da poche centrali nucleari. I due o quattro reattori in funzione tra dieci anni potrebbero modificare marginalmente lo svantaggio che sarebbe recuperato meglio con una politica industriale indirizzata da scelte produttive, di prodotto e di processo, più “leggere”, con minori contenuti energetici.

A sfavore del nucleare:

Contro la scelta nucleare militano i costi di costruzione, l’inadeguatezza del territorio, scarsamente pianeggiante e con fiumi in cattiva salute o esauriti, per cui l’acqua necessaria in grande quantità, per il raffreddamento, dovrebbe essere ricavata dal mare, con la conseguenza di rendere più fragile l’impianto e più a rischio il territorio. Inoltre devono essere prese in considerazione, la diffusa sismicità, la presenza ininterrotta di città, paesi e anche luoghi isolati, notevoli da un punto di vista storico, archeologico, paesaggistico. Infine gli aspetti di salute pubblica sempre negati e sempre riaffioranti per le persone, soprattutto i bambini, che vivono nei pressi di un reattore; e quelli di sicurezza, sempre rimossi da parte dei sostenitori.

Il nucleare italiano risolve i problemi energetici nazionali?
I problemi di prospettiva sono dati soprattutto dal 20/20/20 prescritti per il 2020 con l’accordo del dicembre 2008 da parte del Consiglio europeo. La formula matematica, per chi non lo ricorda, significa che per l’anno 2020 si devono ridurre del 20% le emissioni di gas serra (anidride carbonica), il 20% dell’energia deve essere da fonti alternative e l’efficienza energetica deve aumentare del 20%. Una corsa, o anche una corsetta, al nucleare distoglie dai veri obiettivi. Sposta risorse economiche, sociali e intellettuali verso altri fini che non sono quelli ritenuti essenziali dall’Unione europea o Ue, in vista non tanto di un futuro successo industriale o economico, ma semplicemente di un futuro. L’Ue ha accettato l’indicazione degli scienziati raccolti nell’Ipcc o Intergovernmental Panel on Climate Change delle Nazione unite sul disastro ambientale in corso per il riscaldamento globale e ha indicato la prima tappa del proprio percorso, indicando ai paesi membri obiettivi da rispettare. Il 20/20/20 è poi una prima tappa, insufficiente per salvare l’attuale società umana, ma serve come partenza e come apprendimento. Ogni paese che si divincola, guarda altrove, perde l’obiettivo, è in errore e deve cambiare. Da questo punto di vista la reale scelta obbligata tra nucleare e rinnovabili, tra atomo e sole, non è aggirabile con un “ma anche”. Le risorse, scarse, sono da indirizzare verso un risultato pratico e visibile. Va aggiunto che il nucleare vedrebbe il nostro paese a rimorchio della Francia o degli Stati uniti, mentre il solare, per non citare che uno degli sviluppi possibili, ci potrebbe reintrodurre in testa ai paesi più avanzati. C’è un altro aspetto, quello che un mix di impianti leggeri, adatti ai luoghi e meno invadenti dal punto di vista della natura è preferibile per chi crede nella democrazia dei beni comuni. Non sarà invece d’accordo chi è convinto che la natura vada dominata sempre e in ogni caso.

contro il nucleare

La soluzione del nostro Governo:

Il governo,visti gli alti prezzi del petrolio, punta ad una forte riduzione di quest’ultimo con un aumento dei consumi di carbone, questa soluzione però è in contrasto con gli obiettivi previsti per l’Italia dal protocollo Kyoto.L’Italia deve ridurre le sue emissioni di gas serra al 2010 del 6,5% rispetto alle emissioni del 1990. Questo significa una riduzione di circa 100 Milioni di tonnellate di CO2 equivalente. Per il solo settore elettrico si tratta di circa 53 Milioni di tonnellate di CO2 equivalente. Un incremento del ricorso al carbone, come quello previsto dal Ministero delle attività produttive, comporta un aumento di emissioni di gas serra al 2010 rispetto al 2000 di 27 Milioni di tonnellate di CO2. Un valore elevato sia tenendo conto dell’obiettivo complessivo che di quello del solo settore elettrico. Oltre ai problemi legati all’effetto serra bisogna ricordare che il ricorso all’uso del carbone ha un elevato impatto locale in termini di emissioni di polveri, ossidi di zolfo, ossidi di azoto e ceneri superiore, ad esempio, a quello delle centrali a ciclo combinato a gas.

In realtà, la sola e unica soluzione ai nostri problemi sono le energie rinnovabili.

Le energie da fonti rinnovabili, definite da molti per convenzione energie rinnovabili, sono quelle derivate dall’utilizzo di materiali naturali che sono inesauribili.
Quelle tradizionali sono invece generate da fonti esauribili e in quanto tali disponibili in quantità definita, per quanto ingenti possano essere le scorte, come i combustibili fossili (carbone, petrolio, gas, uranio…).

L’energia rinnovabile è tratta dal sole (fotovoltaica), dal vento (eolica), dal moto ondoso (marina), dalle masse di scarto (biomassa), dalle acque calde delle viscere della terra (geotermia). Insomma l’energia prodotta da tutte quelle fonti naturali che non si esauriscono.

Ma l’energia rinnovabile ha un altra fondamentale caratteristica: quella di non produrre effetti negativi sull’ambiente, né modifiche al clima e tantomeno variazioni alla temperatura globale della terra.
Ecco in breve sintesi perché le energie rinnovabili sono le risorse del futuro.

I Am Style dice NO al nucleare!