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Archive for the ‘Forse non tutti sanno che…!’ Category

Enel Blogger Award 2012: I migliori blogger si sfidano senza paura!

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Avere un blog è un pò come avere un cagnolino, ha bisogno di cure e attenzioni che spesso vengono a mancare. Dire la propria su come gira il mondo, denunciare le ingiustizie o sfruttare la pagina a mò di diario… Chi scrive spesso è un semplice impiegato, una mamma alle prime armi, un giovane assetato di notorietà ma anche un appassionato che prova a guadagnare qualcosa, o sogna di diventare un giornalista. Sì, chi scrive si sente principalmente un pò giornalista.

Ed Enel ha pensato a chi fa del proprio blog un fatto quotidiano, un lavoro piacevole…

Il concorso Enel Blogger Award 2012 riconosce l’importanza dei blogger che curano quotidianamente le proprie pagine premiandoli con un finale davvero speciale: un iPad 3G.

enel blogger award 2012

Chi può partecipare?

I blog in primo piano sono quelli che parlano di ambiente, finanza, attualità e lifestyle e il concorso è pensato proprio per i blogger che li curano. C’è però una condizione fondamentale: essere attivi da almeno sei mesi e pubblicare un post a settimana. I blog multiautore non rientrano tra i criteri richiesti, so good bye! Se il target del blog corrisponde al profilo richiesto non resta che compilare il form online iscrivendo il vostro blog e suggerendo il post che si ritiene essere il migliore per la propria categoria di appartenenza. Lo scopo del concorso è quello di promuovere la diffusione e la crescita del settore multimediale e non sarà accettata più di una candidatura. Nella prima fase che si concluderà il prossimo 17 gennaio, sarà possibile candidarsi semplicemente compilando la scheda di registrazione. Subito dopo si potrà procedere scaricando il cosiddetto “kit di promozione”, che comprende i banner che confermano la partecipazione al concorso e quindi la possibilità di avere un collegamento diretto alla votazione. Nel frattempo la redazione si occuperà di controllare che il blogger abbia i requisiti per partecipare, inoltre,Enel si riserva il diritto di escludere coloro che non presentano tutte le caratteristiche richieste, non provate a fare i furbetti! Si passerà quindi alla seconda fase e in questo caso i blog saranno votati dal pubblico fino al 13 marzo.

Nel giorno più atteso, quello della premiazione,quelli che saranno stati votati come i migliori delle varie categorie riceveranno un iPad 3G prendendo parte a una cerimonia ufficiale organizzata presso l’auditorium Enel.  E’ l’occasione giusta per dimostrare il proprio valore, per mettersi in gioco o comunque per fare una nuova esperienza! Hai un blog tuo? Ci scrivi con cadenza settimanale? Non temi il confronto? Non perdere tempo! Iscriviti e vinci!

I blog che ritengo meritevoli sono:

Girlpower,  Style.it,  Eco-sostenibile,  Blog di attualitàEcologia e AmbienteAcqua PuraLe (eco) idee tascabili,

SoloecologiaUn mondo differentePianeta Donna

Credo che ciascuno di questi blogger meriti la vittoria!

Articolo Sponsorizzato

CON MASTERCARD VINCI I BRIT AWARDS 2012

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Su www.mastercard.it è online un’iniziativa per cui l’utente può personalizzare lo spot Mastercard inserendo il proprio nome e il nome dei suoi amici che compariranno poi in alcuni frame del video. Al termine della personalizzazione l’utente potrà inviare via email il link al video così personalizzato a uno o più amici. Una volta completata la personalizzazione dello spot l’utente potrà quindi cliccare su REGISTRATI, lasciare i propri dati sul form che puoi vedere a questa pagina https://www.promozionemastercard.com/ e partecipare in questo modo all’estrazione finale per vincere un viaggio a Londra per 5 persone e la partecipazione ai Brit Awards 2012

Perchè gli uomini sono più felici?

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Voi uomini siete semplicemente più felici.
Cosa ci si può aspettare da creature così semplici?


Mantenete il vostro cognome.

Il garage è tutto vostro.

I preparativi per il matrimonio si fanno da soli.

Il cioccolato è solo uno dei tanti snack.

Potete diventare presidenti, e non rischiate di rimanere incinti.

Potete indossare una T-shirt bianca ai parchi acquatici. E nemmeno quella, se lo volete.

I meccanici vi dicono la verità.

Se siete all’autogrill non dovete guidare in tutta fretta verso il prossimo perché per entrare nel bagno di questo “ci vuole troppo coraggio”.

Non dovete fermarvi a pensare da quale verso avvitare il dado nel bullone.

Per fare lo stesso lavoro di noi donne, prendete più soldi.

Le rughe vi aggiungono carattere, i capelli bianchi fascino.


Comprare il vestito da sposa: 3000 euro. Affittare quello da sposo: 100.

Quando parlate con qualcuno l’interlocutore non vi fissa mai nella scollatura.

Le vostre scarpe non vi tagliano, non vi torturano, non vi stressano.

Mantenete sempre lo stesso umore.

Le vostre conversazioni telefoniche durano al massimo 30 secondi.

Sapete come fare benzina senza che vi guardino come se foste degli alieni… anche se fate le cose giuste.

I parcheggi non si restringono quando vi vedono.


Per una vacanza di 5 giorni vi serve una sola valigia.

Potete aprirvi tutti i barattoli da soli.

Se avete un’idea, neanche tanto geniale, vi danno subito credibilità.

Se qualcuno dimentica di invitarvi, potete comunque rimanere suoi amici.

La vostra biancheria costa 5 euro per un pacco da tre.

Tre paia di scarpe sono più che sufficienti.

Non avete mai spalline che vi scivolano dalla spalla quando siete in pubblico.

Non vi rendete proprio conto se i vostri vestiti sono stropicciati, quindi non vi ponete neanche il problema.

Avete la faccia sempre di un unico colore.

Avete sempre lo stesso taglio di capelli, per anni… a volte per decenni.

Dovete solo togliervi i peli della faccia, e potete anche decidere se tenervi i baffi.

E potete mettervi i pantaloncini senza preoccuparvi della condizione delle vostre gambe.

Potete giocare con la playstation tutta la vita, senza sentirvi ridicoli.

E quando vi ricordate all’ultimo dell’anniversario di matrimonio potete scegliere il regalo in 10 minuti.


E poi noi donne ci chiediamo ancora perché gli uomini sono più felici…   Grazie mille Luca C. per questa simpatica email.

L’uomo viene da Marte

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Santo Cielo! Siamo sicure che noi donne siamo nate dalla costola di un uomo? E’ vero che il primo uomo forse non era perfetto, ma qui c’è un errore di fondo che lega tutti i maschietti!

Tolti i rari casi che l’Unesco vuole rendere “protetti”, i restanti uomini sono motivo di nevrosi e terapie per noi donne.

Non è un segreto che non vi noterà neanche con mezzo metro di capelli in meno , per gli uomini tagliare i capelli vuol dire rasarli a zero!

Vogliamo parlare delle gambe?Voi non siete pelose, noooooo,neanche se sembrate uno Yeti. Potrebbero crescervi tanti peli da farne moquette per casa ma lui non lo noterà…fin quando una bionda tettona e magra non gli sculetterà davanti con la sua microgonna! Dopo sarà in grado di dirvi anche che intimo indossava…

Vogliamo parlare dei litigi? E parliamone! In amore vince chi fugge e in questo i maschietti hanno il primato. La regola delle donne è “Quando si litiga bisogna parlarne, bisogna chiarire il prima possibile”, ma loro prendono tempo fingendosi offesi/nervosi, chiamano gli amici e fanno 3 giorni di partite e porno no stop. Poi quando la nostra pazienza  rasenta il nulla e il nostro fascino è avvolto dalla rabbia al punto da sembrare delle Emily Rose nello sguardo e nella voce, corrono da noi e ci regalano (non senza una nostra minaccia) qualche minuto del loro tempo prezioso…che altrimenti andrebbe sprecato dietro un nuovo gioco della playstation.

E i dispetti? Quanto sono infantili i dispetti che riescono a inventare. Mandano sms in cui minacciano il tradimento, email di fatti mai accaduti se non nella loro piccola testa vuota e puntualmente hanno un asso nella manica: riprendono l’unico nostro errore di 6 anni prima  -.-”

Una volta ho sentito il mio ex dire questa frase: un amico gli chiese “Hai litigato con la tua ragazza?” e lui “No, ha litigato da sola!”…ecco perchè quando litigate dovete fare in modo che lui non si distragga! E’ difficile che tengano l’attenzione per più di 8 secondi, ma dovete provarci…perchè se noi siamo gelose è un grave problema per la coppia, ma se loro sono dei kamikaze dell’amore è tutto normale.

Hanno letto su qualche rivista maschilista che se diciamo si vuol dire no e viceversa…quindi anche comunicare con loro, oltre che conviverci,  è diventato impossibile!

Infine, l’argomento preferito di tutte le fidanzate: le sue amiche.  Ecco le regole sacre:

1) Ogni sua amica è spesso una sua ex.

2) L’amica può sparlare di noi, noi di lei no.

3) Lui può sentire, vedere, uscire e dormire con l’amica..noi neanche con nostro fratello.

4) L’amica sarà sempre migliore di noi

5) In una scala di valori l’amica è al secondo posto (dopo la mamma), noi forse dopo la playstation e il suo libro preferito

6) Ricorderà in eterno, marchiato nella sua memoria, il compleanno dell’amica, ma il nostro?

7) Se litiga con noi, andrà a sfogare la rabbia dall’amica ( ecco perchè la regola del litigio è chiarire subito tra fidanzati)

8 ) Se l’amica è carina e brillante la sfortuna vorrà che sarà anche single e quindi una preda facile..

9) La sua amica sarà tale in eterno, noi possiamo perdere il posto da fidanzate in qualsiasi momento

10) Meglio essere amica dell’amica, così sarà facile controllarla.

Ovviamente se trovate un ragazzo carino, dolce, comprensivo, pronto all’ascolto, sempre educato e disponibile, che nota i nostri cambiamenti…è gay! E io li adoro proprio per questo…meglio un fidanzato gay che una vita di sforzi sentimentali inutili.

E pensare che oggi il primo passo viene fatto dalle donne perche’ di uomini veri ne sono rimasti pochi.

 

 

 

 

Riduci la fame, mastica una gomma!

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Resistere alla tentazione di uno spuntino dopo pranzo è un sacrificio degno solo di un fioretto. Se poi hai delle colleghe golose con le borse sempre colme di m&m’s, togo, biscotti, grissini e nutella, allora la guerra alla cellulite è già persa. Ho trovato un modo per resistere alla fame e alle tentazioni: masticare un chewing-gum per passare il tempo ammazza la noia, toglie la fame e dà energia. Ovviamente deve essere senza zucchero, altrimenti ingrassa. Secondo un nuovo studio finanziato dal Wrigley Science Institut, gli amanti della cicca mangiano meno.

chewing gum

Alcune vip già lo avevano scoperto e utilizzavano le gomme per evitare di concedersi qualche snack nei periodi di dieta. Ma ora è un dato scientifico: la gomma può rallentare il desiderio di zuccheri. Se siete tentati da una merenda, prendere una chewing-gum al suo posto potrebbe non soltanto aumentare la vostra energia, ma anche calmare le voglie.

Sono state esaminate quasi 200 persone, tra i 18 e i 54 anni, che masticano cicca abitualmente. Lo studio ha dimostrato come la gomma da masticare sia capace di rallentare il desiderio di mangiare prodotti zuccherati e anche di fumare. Inoltre, i ricercatori hanno rilevato che aiutano anche a mantenere l’energia durante tutto il giorno e ridurre la sonnolenza dopo i pasti.

Paula J. Geiselman, ricercatrice responsabile dello studio e direttrice del dipartimento della salute e delle abitudini alimentari della donna presso la Pennington Biomedical Research Center all’Università della Luisiana, ha dichiarato: “Questa ricerca parla della gomma da masticare come di un mezzo semplice e pratico per gestire il cibo in eccesso, particolarmente i dolcetti, ed anche il desiderio di fumare”.

Potrebbe essere davvero una nuova strategia alimentare, sempre che siano tollerati gli effetti lassativi indesiderati.

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10 buone azioni per salvare il mondo

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Come possiamo contribuire al raggiungimento degli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto e cioè, fermare gli effetti disastrosi dei cambiamenti climatici?

coldiretti. clima. risparmio

Osservando questi piccoli accorgimenti potremmo anche risparmiare qualcosa sulla spesa e sulla bolletta. Per capire come vediamo uno per uno i consigli di Coldiretti:

- Preferire l’acquisto di prodotti locali che non devono subire lunghi trasporti con mezzi inquinanti;

- Scegliere frutta e verdura di stagione che non consumano energia per la conservazione;

- Ridurre le intermediazioni fino a fare acquisti direttamente dal produttore per evitare passaggi di mano del prodotto che spesso significano inutili trasporti;

- Privilegiare i prodotti sfusi che non consumano imballaggi;

- Acquistare confezioni formato famiglia rispetto a quelle monodose per ridurre il consumo di imballaggi per quantità di cibo consumato;

- Fare acquisti di gruppo (anche in condominio) per ridurre i consumi di energia nei trasporti per fare la spesa;

- Riutilizzare le borse per la spesa e servirsi di quelle fatte con materiali biodegradabili di origine agricola nazionale o di tela invece di quelle in plastica;

- Ottimizzare l’energia consumata nella preparazione e conservazione dei cibi con pentole e frigoriferi a basso impatto;

- Evitare di servire a tavola con piatti e bicchieri di plastica che consumano energia e inquinano l’ambiente;

- Fare la raccolta differenziata per consentire il recupero di energia dai rifiuti prodotti;

Come tutto questo può farci risparmiare? Anzitutto acquistare prodotti locali piuttosto che di importazione non riduce solo l’emissione di gas inquinanti, ma permette anche di mantenere più bassi i prezzi, che non devono essere maggiorati per contenere le spese dei trasporti. Costi più contenuti anche per i prodotti ortofrutticoli di stagione. Mentre l’accorciamento della filiera, ossia la riduzione del numero di intermediari fra noi e il produttore, è un ottimo modo per acquistare prodotti genuini a costi contenuti, come mostrato dalla crescente diffusione dei cosiddetti mercati locali, perchè anche in questo caso i prezzi non devono essere maggiorati per garantire un introito a ciascun intermediario.

Infine meglio preferire i prodotti sfusi poichè acquistandoli non sosterrete il costo dell’imballaggio, che inesorabilmente va ad aumentare il numero di rifuti prodotti. Lo stesso vale per i prodotti monodose: costano di più e causano un inutile aumento dei rifiuti. Mentre l’utilizzo di utensili (come le pentole) e di elettrodomestici a basso impatto ottimizza considerevolmente i consumi di luce e gas riducendo l’importo delle bollette.

Sono le piccole azioni quotidiane di ciascuno che possono cambiare il mondo!

 

Come avere denti sempre più bianchi

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Appuntamento con il ragazzo che ti piace. Dopo giorni di dieta ferrea per sgonfiare la pancia e ore di preparativi tra vestiti,trucco e capelli… stai per aprirgli la porta quando ti specchi e l’immagine riflessa mostra i tuoi denti GIALLI!!!

denti gialli

Il colore dei nostri denti è generato dalla dentina, che una parte del dente ed è situata proprio al di sotto dello smalto.

Non è, quindi, lo smalto a determinare il colore dei nostri denti. Esso non ha un colore proprio, è traslucido: dalla sua superficie traspare il colore della dentina sottostante.

Lo smalto non è una barriera impenetrabile tra il cavo orale e la dentina, ha vari pori che fanno penetrare sostanze, particelle, capaci di cambiare il colore alla dentina e allo stesso smalto.

Inoltre sulla superficie dentale, si può formare placca batterica e tartaro. Le varie particelle colorate introdotte con alimenti, bevande, fumo (catrame e nicotina), possono aderire alla placca o al tartaro e rimanervi adese, causando un cambio del colore dei denti.

Cosicché nel corso degli anni, lo smalto e la sottostante dentina, assumono particelle colorate, responsabili della variazione del colore dei denti.

Anche la luce solare causa denti più gialli e più scuri.

Inoltre con il passare dell’età, lo smalto si assottiglia a causa del logorio naturale. Ciò fa trasparire maggiormente il colore degli strati sottostanti della dentina, sempre più scura!

Come assicurarsi denti sempre più bianchi?

  1. Pulire i denti due volte al giorno, o meglio dopo ogni pasto, in modo che i residui di cibo non diventino un appetitoso bottino per i batteri.  La pulizia è indispensabile prima di andare a dormire, altrimenti gli acidi che si formano in bocca hanno tutta la notte per compiere la loro opera devastatrice.
  2. Spazzolare dal rosso verso il bianco, vale a dire dalla gengiva verso il dente. Spazzolare sempre due denti per volta. Si passa prima il lato esterno, poi quello interno, infine si spazzola la faccia masticatoria dei molari. Importante il risciacquo finale, possibilmente con un’apposita doccia o idropropulsore.
  3. Non dimenticare il filo interdentale, da usare soprattutto dove non si arriva con lo spazzolino, facendo attenzione a non ferire i tessuti sensibili delle gengive.
  4. Usare sempre il colluttorio, che agisce contro la formazione della placca e della carie e mitiga l’azione della flora batterica.  I collutori ad azione lieve-rinfrescante (a base di estratti naturali come menta piperita) possono essere utilizzati quotidianamente, mentre quelli ad alta concentrazione di clorexidina e fluoro (antibatterici e antisettici) vanno limitati alle manifestazioni infiammatorie (l’uso prolungato può determinare il depositarsi dei batteri sullo smalto rendendolo giallo-brunastro).
  5. Scegliere un buon dentifricio: la maggior parte contiene sali di fluoro, che rendono più resistente lo smalto.  Per chi preferisce i rimedi della nonna, si può preparare un ottimo dentifricio con un po’ d’olio d’oliva, un pizzico di sale e un cucchiaio di argilla verde ventilata: il potere assorbente dell’argilla eliminerà i residui di cibo.
  6. Eliminare le macchie: oltre all’ingiallimento fisiologico, vi sono vari fattori che possono spegnere il candore dello smalto: l’assunzione frequente di coloranti presenti in alimenti e bevande (liquirizia ,tè,caffè, cola), il fumo, l’assunzione di tetracicline.  Per sbiancare i denti gialli e macchiati si può strofinarli con polpa di fragole, con una fettina di limone o con foglie di salvia fresca. Altrimenti ci si può rivolgere all’erborista per avere delle capsule di ginko biloba da prendere per bocca, o un gel all’aloe per applicazioni locali.
  7. Mangiare le mele a morsi e con la buccia: una mela addentata e ben masticata ha il potere di rendere i denti brillanti e di decongestionare le gengive.
  8. Curare l’alimentazione, limitando i dolci (lo zucchero moltiplica la produzione di acidi da parte dei batteri) e consumando cibi ricchi di calcio (come latte e latticini).
  9. Limitare il fumo: la sigaretta provoca l’annerimento dei denti e facilita la formazione di placca e tartaro.  La causa è da ricercare nelle alterazioni che la nicotina induce sulla composizione della saliva, favorendo la moltiplicazione batterica e quindi la placca.
  10. Fare visite regolari dal dentista, almeno due volte l’anno.

denti gialli- fragole

 

Decolorazione dei denti : cause e alimenti

  • TABAGISMO
  • ETA’ ANAGRAFICA
  • COLORANTI ALIMENTARI SINTETICI (vedete tabella sottostante)
  • BIBITE CON COLORANTI
  • LIQUIRIZIA
  • CAFFE’
  • BARBABIETOLE ROSSE
  • ANTIBIOTICI E FARMACI
  • SPINACI
  • CILIEGIE
  • PLACCA BATTERICA E TARTARO
  • MALATTIE (anemia e malattie tiroidee)
  • BEVANDE ANALCOLICHE
  • VINO ROSSO
  • SUCCHI DI FRUTTA
  • ALIMENTI VISCOSI (caramelle, marmellate, cioccolato, miele)

Per recuperare, migliorare il colore dei propri denti, si può fare il cosiddetto “sbiancamento” dentale.

I denti possono essere sbiancati in due modi:

denti bianchi - sbiancamento

Il primo: è un metodo meccanico per l’azione fisica di erbe, piante, sostanze abrasive capaci di rimuovere placca dentale, tartaro adeso sulla superficie dei denti, dove sono bloccate e incorporate particelle colorate date da alimenti, bevande, alcool e tabagismo.

Sono rimosse macchie formatesi sulla superficie esterna dei denti.

Il secondo:metodo chimico – professionale, usando sostanze decoloranti capaci di rimuovere macchie interne al dente, “intrinseche” poste nella dentina, cioè al di sotto dello smalto superficiale dei denti.

Questo metodo può essere effettuato da medici odontoiatri. Le scelte che possono essere fatte al proprio domicilio usando rimedi naturali in grado di rimuovere placca batterica e tartaro responsabili del cambio del colore dei propri denti sono :

1 – salvia ( usare foglie fresche passandole sopra superficie denti)

2 – mela fresca ( usare polpa)

3 – fragola (usare polpa)

4 – limone  (buccia – succo fresco)

5 – aloe vera (gel applicazioni locali)

6 – bicarbonato di sodio  (attenzione ! Non più di una volta mese)

7 – dentifricio sbiancante

8 – sospensione del fumo

9 – carota e sedano crudi  ( loro inserimento al termine dei pasti)

10 – masticazione semi di finocchio o di anice verde

Skoda Yeti: ai bauscia gliele cantiamo noi!

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La Skoda Yeti torna in televisione con un nuovo divertente spot che fa eco a quello precedente di “El ga el Suv“, con la versione tirolese della canzone che si intitola Ga el Züv.

Questa volta di tratta della versione Green Line della vettura e la canzone ne esalta le doti; infatti dopo la versione che criticava il comportamento di tanti automobilisti maleducati che per il solo fatto di possedere un suv si sentivano i re del mondo, parcheggiando in seconda fila o facendo manovre al limite del lecito, ora la nuova canzone tirolese parla di quelli che hanno il suv e arrivano nelle valli incontaminate del Trentino ad inquinare a destra e a manca.

Infatti in questa nuova versione si parla ancora dei bauscia milanesi che arrivano nelle ridenti valli montane a fare le vacanze, vanno negli alpeggi a duemila metri dove si mangia polenta e camoscio e chiedono sushi.
Anche in questo spot non poteva mancare DJ Ice che insieme al suo inseparabile compagno di avventure, indica alla famiglia di turisti milanesi la via da seguire, naturalmente a bordo della Yeti GreenLine.

Ecco il testo:

suv - skoda yeti

Vengon su da tutto il Nord
con i loro Züv giganti
ad inquinare i nostri monti
ma a cantargliele questa volta siamo pronti
el ga Züv
Vedi di inquinare meno
prendi Yeti o prendi il treno
altrimenti tu lo sai
un bauscia resterai
lalalala el ga Züv
Su al rifugio c’è lo spek, la polenta coi camosci
ma lui chiede “avete il sushi?”
e dal fondo della valle la risposta eccola qua.
Vengon su da tutto il Nord
con i loro Züv giganti
lalalal el ga Züv
Fai girare questa song
che i bauscia fermeran
lalala el ga Züv
ei zanza ci si becca in Sempione
spettacolo!
spacchiamo!
questa spacca!
uè sem chi a pettinar le bambole?
Ogni prato di genziane,
ogni alpeggio si trasforma in un parcheggio
sembra di essere al salone
delle auto da cafone
tutti i grandi scalatori
con le tute technosci
al massimo ci fanno un bel picnic
lalalala el ga Züv
lalalala el ga Züv
lalalala el ga Züv

La caffeina: un’alleata contro la fame e la cellulite

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Sin da piccola sono stata una salutista, sempre attenta a cosa mangiavo e cosa mi faceva stare male. Ho scoperto le delizie del Mc Donald’s solo a 21 anni, ho assaporato un caffè a 22 anni, non ho mai fumato e ho sempre preferito una passeggiata a piedi che un passaggio in macchina. Le uniche “schifezze” che mi concedevo erano la nutella e le patatine fritte, poi ho smesso anche con quelle. La mia dieta varia a seconda del mio umore, ho attraversato il “periodo finocchi”, finocchi con aceto, finocchi e tonno, finocchi e insalata..”il periodo carote” sempre cotte con aglio e prezzemolo (mamma che alito!), carote e pomodori, carote e insalata..il” periodo insalata” e così via. Nell’ultimo anno, lavorando in ufficio senza pausa pranzo, ho dovuto adeguare le mie diete depurative all’impossibilità di cuocere,cucinare,tagliuzzare e ho spesso sostituito il pranzo con un caffè. Perchè per 22 anni ho evitato il caffè? Forse da piccola sapevo cose che ora ho dimenticato? Conosciamolo meglio.

I suoi benefici

Tra le molte componenti nutrizionali del caffè, la più nota e studiata è senza dubbio la caffeina, poiché dotata di proprietà importanti, come:

l’effetto stimolatorio sulla secrezione gastrica e su quella biliare (ecco perché si ritiene che un caffè a fine pasto faciliti la digestione);
l’effetto tonico e stimolatorio sulla funzionalità cardiaca e nervosa (ecco perché molte persone ne apprezzano l’effetto energetico, utile tra l’altro per non abbioccarsi in seguito ad un lauto pasto);
l’effetto lipolitico, cioè favorente il dimagrimento (la caffeina stimola l’utilizzo di grassi a scopo energetico e la termogenesi , aumentando la quantità di calorie bruciate dalla “macchina uomo”);
l’effetto anoressizzante (il caffè assunto in dosi massicce diminuisce l’appetito).

Oltre alla caffeina, nel caffè sono contenute molte sostanze, il cui potenziale ruolo benefico sull’organismo è ancora in fase di studio. In particolare, sono state isolate diverse componenti dalle spiccate proprietà antiossidanti,  antimutagene ed antinfiammatorie, che sono comunque insufficienti per compensare il rischio derivante da un consumo elevato di caffè.

I rischi del caffè

Le ripercussioni della caffeina sulla salute umana sono dose dipendenti. Un consumo elevato di caffè  espone l’organismo a diversi rischi:

quando è eccessivo, l’effetto stimolatorio sulla secrezione gastrica può causare danni al sistema digerente – per via dell’elevata acidità dei succhi riversati nello stomaco – (ecco perché il caffè è controindicato se si soffre di ulcera, gastrite o reflusso gastroesofageo);
l’effetto tonico e stimolatorio sulla funzionalità cardiaca e nervosa, può rivelarsi dannoso per persone che soffrono di insonnia, vampate di calore ed ipertensione; all’aumentare della dose la caffeina determina tachicardia, sbalzi pressori e tremori anche nelle persone sane.
L’effetto lipolitico, cioè favorente il dimagrimento, è annullato e addirittura ribaltato se al caffè viene aggiunto dello zucchero (+ 20 calorie a cucchiaino) o del latte (+ 10 calorie se il caffè è macchiato).
L’effetto inibitorio sull’assorbimento di calcio e ferro può favorire l’instaurarsi di quadri anemici ed osteoporotici.

caffè

A chi fa male – Il caffè è sconsigliato solo:
a) a chi soffre di aritmie, ulcera, gastrite, patologie dell’orecchio interno
b) ai soggetti stressati, ansiosi, eccitabili o che soffrono d’insonnia
c) ai soggetti ipertesi
d) ai soggetti affetti da ipercolesterolemia

 

A chi fa bene – Nell’individuo sano la caffeina attenua la stanchezza, agisce sul tono muscolare e sull’umore, migliora la concentrazione, riduce l’incidenza di cefalee, stimola la digestione. Altri due vantaggi notevoli sono l’effetto dimagrante e la sua azione negli sport di resistenza. Entrambi i punti vengono trattati separatamente più avanti.Soppesando danni e svantaggi, una dose salutistica non dovrebbe superare i 400 mg al giorno.

Quanto caffè

Il contenuto di caffeina di un caffè dipende da:
a) metodo di preparazione
b) miscela usata
c) quantità di caffè usata.

Contrariamente a quanto si crede, la quantità di caffeina non dipende dal volume di caffè bevuto.
I dati medi sono:
Espresso: 60-120 mg
Caffè fatto con Moka (35-50 ml): 60-120 mg
Caffè americano (100 ml): 95-125 mg.
Per quanto riguarda la miscela una miscela Robusta ha un contenuto 2,5 volte più alto di caffeina di una miscela arabica.

Gli effetti della caffeina sono molto conosciuti: leggero aumento della pressione arteriosa, eccitabilità, insonnia, tachicardia, aumentata secrezione gastrica (da evitare quindi in caso di ulcera o gastrite), aumento della diuresi, aumento del metabolismo basale (500 mg di caffeina possono aumentare il metabolismo basale del 10 e talora del 25% con un massimo fra la prima e la terza ora dall’assunzione).

caffè

La caffeina rilassa la valvola che si trova fra la parte bassa dell’esofago e la parte alta dello stomaco. Quando questa valvola si apre i liquidi contenuti nello stomaco possono passare nella gola, provocando bruciori. Inoltre, caffè, tè e bevande con caffeina possono aggravare eventuali ulcere provocando un aumento delle secrezioni acide nello stomaco. Poiché la caffeina incrementa il flusso sanguigno nei reni, agisce anche come un diuretico, favorendo la minzione.

In base a queste considerazioni viene generalmente fissato un limite di tre tazzine di espresso al giorno – per le donne e gli uomini di corporatura esile – e di quattro tazzine per i maschi che vantano una costituzione fisica più robusta (robusta, per la cronaca, è anche la specie di caffè – Coffea robusta – più ricca in caffeina).

In gravidanza è buona regola limitare al massimo il consumo di caffè, in quanto alte dosi di caffeina risultano pericolose per la salute del feto.

Caffeina per gambe più snelle – Tra gli ingredienti naturali efficaci contro la cellulite c’è la caffeina, contenuta come principio attivo in creme cosmetiche applicate sulla zone colpite da usare almeno per almeno due settimane. In cosmesi la caffeina è utilizzata come coadiuvante per il trattamento della cellulite, per le potenzialità lipolitiche e termogeniche. Risulta utile l’applicazione cosmetica della caffeina per la sua capacità di stimolare il drenaggio e la rimozione dei liquidi stagnanti (funzione antiedematosa), anche se la principale azione della molecola è quella di stimolare la mobilizzazione degli acidi grassi nel tessuto adiposo. Un buon metodo fai da te tramandato dalle nonne  è quello dell’impacco: fatevi un buon caffè ma non buttate i fondi, conservateli in un vasetto di vetro da svuotare una volta a settimana, dopo averli ridotti in una poltiglia abbastanza omogenea – non sempre riesce ahimè ma l’effetto è garantito anche con la polverina – applicateli sulle cosce. Potete unire ai fondi di caffè, del miele oppure un po’ di olio d’oliva. Fissate con della pellicola trasparente e lasciate in posa per circa mezz’ora. La pelle acquisterà da subito luminosità grazie all’effetto scrub e in poche settimane la caffeina farà il resto.

Curiosità sul cappuccino:

caffè e latte caldo, che formano il buonissimo e famoso cappuccino italiano, hanno potere saziante grazie alla combinazione di temperatura, acido tannico del caffè e caseina del latte.

Una corretta dieta fai da te

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L’estate avanza, la temperatura sale e come ogni anno inventiamo nuove diete “fai da te” che spesso non ci danno risultati.Per farsi una coscienza alimentare “intuitiva” che funzioni occorre suddividere gli alimenti in classi e all’interno delle classi scegliere bene.  Ecco le informazioni utili alla creazione di una dieta con coscienza!

dieta dimagrante

Barrette sostitutive del pasto -  Non vanno confuse con gli snack o altre forme di dolci da passeggio. Devono avere un alto contenuto di proteine e di grassi per simulare un pasto completo e saziante. Consentite quelle da 160 a 220 kcal/100 g, come le Pesoforma o le Enervit Protein.
Bibite – Non ha nessun senso assumere calorie dalle bibite contenenti zucchero (o fruttosio). Se si ha particolarmente sete, mezzo litro di una bibita dolce può apportare oltre 200 calorie senza togliere il senso di arsura. Sono invece consentite le bevande light che utilizzano dolcificanti e non hanno praticamente calorie.
Biscotti – Praticamente in commercio esistono pochissime varietà di biscotti al di sotto delle 400 calorie per 100 g (anche quelli senza zucchero o senza grassi). È chiaro che i biscotti sono un alimento da tenere sotto controllo e da assumere preferibilmente solo a colazione. Provate a pesare 200 g di biscotti (800 calorie) e, vedendone la quantità, ne capirete il pericolo dietetico.
Margarina, grassi vegetali idrogenati e grassi (oli) vegetali in genere – La margarina e i grassi vegetali idrogenati (contenuti in biscotti, gelati, piatti liofilizzati e/o surgelati, dolci ecc.) non dovrebbero mai essere usati. I grassi (oli) vegetali dovrebbero essere moderati. L’olio extravergine d’oliva spremuto a freddo può essere considerato il grasso migliore, ma senza santificarlo demonizzando altri grassi come il burro, 30 g di olio d’oliva contengono gli stessi grassi saturi di 10 g di burro, ma apportano 270 kcal contro 76: quindi piuttosto che tanto olio meglio poco burro.
Anche il consiglio di usare gli oli di semi al posto dell’olio d’oliva per friggere può essere tranquillamente dimenticato : il miglior olio per friggere è l’olio d’oliva perché ha un punto di fumo alto e non genera residui dannosi.
Caffè – Il caffè (lo stesso discorso vale per il tè) viene trattato non per porre una limitazione al suo consumo, quanto per ricordare che chi beve più caffè al giorno e li zucchera introduce un centinaio di calorie (zucchero e, per chi usa il liofilizzato, il caffè stesso che è molto calorico, quasi 300 kcal/100 g) che possono sfuggire al conteggio giornaliero. Utilizzate il dolcificante o bevetelo amaro.
Caramelle – Le caramelle sono alimenti inutili o dannosi dal punto di vista dietetico; il loro alto indice glicemico (dovuto al saccarosio o allo sciroppo di glucosio) e l’alto valore calorico sconsigliano l’uso delle caramelle tradizionali; anche in questo caso sono ammesse quelle senza zucchero.
Carni e pesce – Per carni grasse s’intendono quelle in cui la presenza di lipidi è significativa (in genere il potere calorico supera le 200 calorie). Normalmente si tratta di parti ben identificabili (fino ad arrivare ai casi estremi del lardo, cioè il pannicolo adiposo del dorso del maiale, dello strutto, ottenuto a caldo per estrazione dai tessuti adiposi del maiale, e dei ciccioli che sono gli esempi più deleteri dal punto di vista alimentare) o di carni particolari (come quella d’oca). I grassi animali sono grassi saturi strettamente correlati al rischio cardiovascolare e anche in questo caso sembra del tutto illogico assumerne con alimenti che possono essere facilmente evitati. Quando si decide per un secondo a base di carne/pesce si può scegliere fra carni rosse magre (vitello, manzo, cavallo), carni bianche (pollo, tacchino ecc.) e pesce (per esempio i tranci di spada). La carne o il pesce devono essere cucinati senza condimenti in modo da avere un contenuto calorico inferiore a 150 kcal/100 g.
Cioccolato – Il cioccolato è un alimento estremamente calorico (oltre 500 calorie per 100 g) che andrebbe assunto solo come forma di integrazione alimentare (per sopperire cioè alle calorie perse con l’esercizio fisico); inserirlo normalmente nella propria dieta significa porsi facilmente nelle condizioni di sforare oppure mangiarlo in sostituzione di altri cibi che meglio saziano.
Corn flakes – Anche in questo caso non sono tutti uguali: spesso decisamente calorici, il limite è a 300 kcal/100 g. Ottime le Fibre 1 Nestlé (260 kcal circa).
Cracker e grissini – Non ha nessun senso sostituire il pane con questi due alimenti molto più calorici e inutilmente ricchi di sodio.
Dessert - Si tratta di dessert a basso tenore di grassi, poche proteine, cioè sono alimenti glicidici (escludiamo ogni forma di dolce ipercalorico). In genere sono poco sazianti e pertanto devono avere meno di 120 kcal/100 g; il riferimento sul mercato è il dessert Vitasnella Danone (81 kcal/100 g)
Dolci e pasticceria – Per i dolci vale lo stesso principio del cioccolato, con l’aggravante che spesso non è possibile nemmeno risalire alla composizione alimentare. Dolci ricchi di burro o di zucchero superano facilmente le 400 calorie per 100 g. I prodotti di pasticceria sono i più calorici; se si vuole finire il pranzo con un dolce, attualmente esistono in commercio dolci semifreddi (attenzione comunque ai grassi idrogenati e alla margarina) il cui contenuto calorico non supera le 250 calorie per 100 g.
Formaggi grassi – Utilizzare solo formaggi o latticini inferiori alle 300 kcal/100 g. Possono essere divisi in tre categorie: normali (superiori alle 250 kcal -> il riferimento è la Robiola Vallelata Galbani, 285 kcal/100 g.), light (fra 180 e 250 kcal; il riferimento è il Philadelphia light della Kraft, 190 kcal/100 g) e ultralight (il riferimento è la Ricotta Vallelata Galbani, 165 kcal/100 g). Per quest’ultima categoria esistono molte alternative (più o meno appetibili) e molto meno caloriche (la Jocca per esempio apporta 128 kcal/100 g, ma alcuni come i fiocchi di latte Vitasnella Danone sono sotto le 90 kcal/100 g): occorre trovare un giusto compromesso con la sazietà. Per questa ragione è da escludere la mozzarella (troppo calorica per il grado di sazietà).
Frullati – Il frullato (o la spremuta) è una forma di assunzione della frutta non giustificata dal punto di vista alimentare: si introduce un maggior numero di calorie (evitando la masticazione l’assunzione è più rapida e inoltre, saziando di meno, induce a consumare una maggior quantità di cibo), spesso aumentato dall’aggiunta di latte e/o zucchero.

dieta fai da te
Frutta – Imparate a riconoscere quella mediamente calorica (banane, fichi, kaki, mandaranci, mandarini, uva fino ad arrivare a castagne, datteri e cocco). Evitate abbuffate di frutta secca: 100 g al netto di noci o di arachidi equivalgono a oltre 600 kcal, una quantità pari a circa 3 kg di fragole!
Frutta sciroppata – Penso che ormai al lettore sia chiaro che gli alimenti vanno consumati per quello che sono; ogni manipolazione per migliorarne il gusto si rivela spesso un errore alimentare. Per la frutta sciroppata, l’aggiunta di glucosio e la distruzione di parte del contenuto vitaminico sconsigliano l’inserimento di questo alimento nella dieta.
Gelati – Il gelato è un ottimo alimento, spesso meno calorico di quanto si pensi. Gli errori alimentari che si commettono sono sostanzialmente tre. Il primo consiste nell’assumerlo come dissetante; a causa dell’elevato contenuto di zuccheri, lo pseudopotere dissetante del gelato è dato solo dalla temperatura: una volta sciolto nello stomaco, i carboidrati assunti non faranno altro che richiedere altra acqua, aggravando la condizione. Questo errore è comune anche con i ghiaccioli o le granite, alimenti assolutamente inutili, visto l’elevato potere calorico (150 calorie per 100 g) e il potere dissetante nullo a medio termine. Il secondo errore consiste nell’assumere il gelato (classicamente a passeggio) al di fuori dei pasti, magari in sostituzione dello spuntino: a causa dell’appetibilità del prodotto lo spuntino va spesso al di là del contenuto calorico previsto per un vero e proprio brunch e ha inoltre caratteristiche prettamente glicidiche o glicidico-lipidiche, essendo la parte proteica quasi sempre trascurabile. Non si vede pertanto nessun motivo per attivare il meccanismo insulinico con uno spuntino ipercalorico. L’ultimo errore sta nella scelta, fatta spesso a caso, erroneamente pensando che tutti i gelati siano uguali. La scelta può effettivamente essere libera, purché si scelgano gelati inferiori alle 200-240 kcal/100 g. Quelli meno calorici sono poco sazianti, quelli troppo calorici non sono adatti alla dieta. Sul mercato si va dalle 100 kcal di alcuni sorbetti alle 300 kcal/100 g e oltre di molti gelati industriali, spesso confezionati con ingredienti di scarsa qualità.
Liquori – Per i liquori vale lo stesso discorso fatto per molti altri alimenti inutili: assumere calorie con un digestivo (che spesso non aiuta affatto la digestione) o con un superalcolico è del tutto ingiustificato. Stessa strategia per il vino o la birra ai pasti.
Maionese e salse – L’uso di salse in cucina andrebbe attentamente controllato; è inutile cucinare piatti leggeri se poi sono accompagnati da salse ipercaloriche. Preferite le versioni light che dimezzano il potere calorico.
Marmellata – Il discorso fatto per la frutta sciroppata vale anche per le marmellate: preferite quelle senza zuccheri aggiunti, al di sotto delle 150 calorie (alcune arrivano a 120 calorie) per 100 g. Da evitare invece le marmellate sotto le 100 kcal perché poco sazianti (in realtà sono mousse di frutta con un contenuto eccessivo di acqua).
Merendine – Decisamente ipercaloriche sarebbero da evitare; se proprio volete usarle come spuntino (poco saziante), le uniche ragionevoli sono quelle al pan di Spagna con meno di 350 kcal/100 g.
Miele – Il miele è un alimento spesso sopravvalutato, a cui sono attribuiti poteri taumaturgici che assolutamente non ha. È certamente un alimento energetico (308 calorie per 100 g), ma con alto indice glicemico e quindi molto simile al comune zucchero dal punto di vista nutrizionale.
Olio – Abbiamo già chiarito che l’unico olio che dovrebbe essere usato è l’olio extravergine d’oliva spremuto a freddo. Voglio solo ricordare che l’olio entra in modo massiccio come componente di molti sughi (per esempio il pesto) di cui non deve essere assolutamente sottovalutato il potere calorico.
Pane – Il pane è un alimento che non può sfuggire alla dieta. Un qualunque piano alimentare può fallire se non sapete esattamente la quantità di pane che utilizzate. Cercate di evitare la brutta abitudine di accompagnare tutti i piatti con il classico panino. Per semplificare e per risparmiare molte calorie, utilizzate pane a fette, possibilmente secco come il Pane Vitasnella Saiwa.
Panna – La panna è un alimento lipidico (il 90% del potere calorico deriva dai grassi), anche se in assoluto non è supercalorico (dalle 240 alle 300 kcal/ 100 g). Contrariamente alla credenza comune, è meno calorica di una crostata e molto più saziante. Andrebbe pertanto inserita in un piano alimentare. Può essere usata da sola (per esempio con la frutta) o come dolce a sé stante nella versione panna cotta (250 kcal/100 g). Evitare le panne cotte con zuccheri aggiunti e pochi grassi, perché i carboidrati snaturano completamente il prodotto e diminuiscono la sazietà. Per la panna fresca, quella vegetale è meno calorica, ma è sconsigliata per la presenza di grassi idrogenati.
Pasta e riso – Sono ottimi alimenti che la dieta mediterranea ha purtroppo reso troppo importanti. Un piatto di pasta al pomodoro è completamente sbilanciato a favore dei carboidrati; se durante il pasto non si assume null’altro si avrà un picco d’insulina con tutti i problemi connessi; se viceversa si cercherà di bilanciare con un piatto proteico (il classico secondo) si supererà la soglia di calorie, visto che già il primo non è certo un piatto ipocalorico. I primi a base di pasta o di riso vanno cioè assunti con moderazione (dai 60 ai 90 g in relazione al sugo usato; se usate un sugo al pesto potrete permettervi solo qualche spaghetto!) e non più di una volta al giorno. Per chi usa piatti pronti con l’indicazione calorica (per esempio surgelati) attenzione a non aggiungere olio come indicato nelle istruzioni. Si tenga inoltre presente che, poiché i piatti pronti conteggiano anche l’acqua assorbita dal riso o dalla pasta, valori ipocalorici si devono considerare quelli che non superano le 140 kcal/100 g. Per i piatti pronti non è possibile fare sostituzioni del tipo “non trovo quella marca ne prendo un’altra” perché i valori potrebbero essere completamente diversi.
Patate – La disputa sulle patate è infinita: sono o non sono alimenti ipercalorici? La risposta è: dipende. In sé non lo sono (solo 79 kcal/100 g), ma lo possono diventare in due situazioni ben precise; la prima è l’assunzione di una porzione eccessiva (500 g equivalgono a 400 calorie; se vi piacciono le patate, mezzo chilo non è poi una quantità enorme), la seconda è il modo di cucinarle. Le patate hanno il difetto di assorbire i condimenti grassi e l’olio in particolare: cucinata (o fritta) nell’olio una piccola patata diventa una bomba calorica. Se proprio non se ne può fare a meno, almeno mangiatele cotte al forno con Patasnella.
Pizza – È sempre difficile abbattere un mito, ma la pizza non è certo un alimento ottimale. La vera pizza (preparata con pomodori freschi, olio extravergine d’oliva e mozzarella di bufala) è praticamente introvabile, sostituita da prodotti appetibili, ma che destano notevoli perplessità (per esempio per l’uso di formaggi fusi). Inoltre le dimensioni ne fanno quasi sempre un piatto ipercalorico che spesso raggiunge o supera le 1000 calorie. Scegliete pizze di dimensioni contenute, possibilmente alle verdure e con poca mozzarella (se così si può chiamare). Fra quelle già pronte ne esistono poche inferiori alle 200 kcal/100 g; fra di esse la pizza Valsoia (150 kcal circa).
Polenta – Piatto tipico del nord, è un alimento glicidico che viene consumato ormai come contorno di secondi in quantità spesso esagerate; ricordatevi che 100 g apportano oltre 350 calorie.
Salumi grassi – Salami, coppe, mortadelle, salsicce, pancette, würstel, hot dog e tutti i salumi con un contenuto calorico superiore alle 200 calorie per 100 g andrebbero esclusi dall’alimentazione. Fanno eccezione quelli che sono poveri di grassi come la bresaola, il prosciutto cotto magro e quello crudo magro. In ogni caso scegliete versioni magre di questi prodotti: non ha senso comprare prosciutto cotto grasso o semigrasso e poi scartare le parti lipidiche. Attenzione al contenuto di sale (soprattutto nella bresaola) che può causare ritenzione idrica in chi è predisposto.
Succhi di frutta – I succhi di frutta sono versioni industriali delle spremute. Come bevanda hanno un potere calorico elevato, dovuto all’aggiunta di zucchero o alla concentrazione, ottenuta eliminando parte dell’acqua (anche in questo caso si migliora il gusto, ma si peggiora nutrizionalmente l’alimento). Deve essere evitata l’abitudine di utilizzarli come bevanda al posto dell’acqua.
Uova – Anche la disputa sulle uova sembra non finire mai; condannate perché contengono troppo colesterolo (213 mg per 100 g di uova), ma riabilitate quando si considera che solo il 20% del colesterolo è imputabile a quello assunto con i cibi. Controindicate per chi soffre di calcolosi epatobiliare, sono invece apprezzate per il valore proteico e tutto sommato ipocalorico. In realtà si dovrebbe mettere sotto accusa solo il tuorlo dell’uovo, ricco di colesterolo, ipercalorico (325 kcal/100g). L’albume è privo di colesterolo ed è ipocalorico (40 kcal/100g).
Yogurt – È opportuno scegliere uno yogurt saziante; sono da evitare quelli da bere o quelli magri, ma troppo liquidi. Gli yogurt interi vanno dalle 60 alle 70 kcal/100 g, quelli magri da 45 a 60 kcal/100 g. Controllate attentamente che gli “yogurt alla frutta” non siano addizionati di zucchero che porta spesso il contenuto calorico attorno od oltre le 100 kcal/100 g. Se proprio volete uno yogurt alla frutta e non vi piacciono quelli magri con dolcificante, scegliete uno yogurt intero e aggiungete frutta fresca.