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Archive for the ‘donne super’ Category

Samsung Galaxy Next : anche il mondo femminile si avvicina alla tecnologia

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Samsung, con l’obiettivo di confermare la propria leadership tecnologica e di offrire sempre più scelta ai consumatori, amplia e rafforza la propria gamma di prodotti con Sistema Operativo Android lanciando uno Smartphone pensato per un pubblico giovane, e quindi con un prezzo accessibile e con funzionalità che i giovani considerano dei must-have.

Galaxy Next primo Smartphone entry-level ideale per giovani che vogliono avvicinarsi al mondo Android ed è studiato per coloro che vogliono essere sempre in contatto con gli amici e che sono alla ricerca di un dispositivo divertente e funzionale al tempo stesso.

Scopri le tante funzionalità del nuovo Galaxy Next con Vivi uno smart-day: indica il tuo sesso, inserisci il tuo nome gioca con un simpatico video interagendo con lo smartphone virtuale nella parte sinistra del sito e in base alle tue scelte cerca di… trovare la felicità!

E con Crea il tuo Avatardivertiti a realizzare un tuo personaggio salvalo o invialo con un cartolina ai tuoi amici.

Gli Avatar qui sopra? Siamo io e Michele!

Sarà di certo il mio prossimo cellulare..

What a woman wants: un’auto donna

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Le gag più divertenti e cliccate in internet sono quelle delle donne al volante, non per niente esiste il detto “Donna al volante,pericolo costante”!

La prima volta che ho guidato? Con una retromarcia repentina ho spaccato gli stop della mia macchina nuova contro un auto parcheggiata..solo 1000 euro di danno, neanche un anno dopo sono vittima e protagonista di un incidente a catena, se avessi frenato in tempo forse avrei evitato ancora danni..e per terminare in bellezza ad ogni parcheggio lascio la vernice della mia macchinetta su qualche altra macchina parcheggiata!

Insomma, non posso dire di chiamarmi Michael Schumacher..

In soli 5 anni ho ridotto la mia auto in un macinino e la parola che spesso la descrive è ” rottamazione”.Valutando i diversi modelli, ho trovato il tipo di automobile adatta a me: a noi donne serve un auto pratica, elegante e spaziosa, ben rifinita, comoda e semplice da guidare, con la capienza di un centro commerciale per i nostri acquisti e strapiena di quelle cose tecniche da maschi tipo ABS, specchietti elettrici, prestazioni esclusive..insomma quelle cose che noi donne non consideriamo ma che senza le quali al volante saremmo delle bombe a orologeria.

La mia idea di auto perfetta è la Toyota Verso-S. Innanzitutto il nome è già tutto un programma:

Toyota Verso-S

Toyota Verso-Shopping: Verso-S offre ai cinque passeggeri una comodità e uno spazio invidiabili in meno di 4 metri grazie all’assenza del tunnel centrale, ai numerosi portaoggetti ed al bracciolo anteriore e posteriore.

Toyota Verso- Sesso: Grazie al sistema Easy con un solo gesto puoi ripiegare i sedili posteriori in un attimo.

Toyota Verso-Style: Il frontale deciso,il profilo elegante, i vetri oscurati ed i cerchi in lega le conferiscono un aspetto dinamico e moderno, inoltre ha il tetto panoramico con la maggior superficie trasparente della sua categoria.

Toyota Verso-Sicurezza: Il motore a benzina 1.3 Dual VVT-i con potenza di 100 CV garantisce prestazioni elevate ed un’impareggiabile elasticità di guida in tutte le condizioni, sia in città che in viaggio. Verso-S è dotata inoltre di ben sette airbag, ABS, poggiatesta anteriori attivi, specchietto retrovisore elettrico, sistema di frenata assistita BA, TRC (traction control) e dell’esclusivo VSC+ per garantire la massima tenuta di strada in condizioni di emergenza…ma queste sono cose da maschi!

Toyota Verso-Semplicità: Grazie al display a colori che mostra le immagini della telecamera posteriore si ha il pieno controllo durante le manovre di parcheggio in retromarcia.

Toyota Verso- Sistemi tecnologici: Oltre al sistema Smart Entry & Start,dispone di un’offerta multimediale completa con la possibilità di gestire l’iPod con i comandi audio al volante, parlare al cellulare (noi donne non possiamo farne a meno!) usando il dispositivo vivavoce attraverso il display touch screen.

Toyota Verso-S

Le 6 S già mi avevano convinta, ma Toyota ha puntato alla gola di noi donne,anzi agli occhi: ha indetto un concorso in cui per vincere l’auto bisogna conquistare il cuore di Luca Argentero sul sito www.whatawomanwants.it ,partecipare è semplice, basta creare un proprio profilo e caricarci qualche bella foto personale! Sul blog di Luca e su Fan page di Facebook sarà possibile conoscere la “concorrenza femminile” per studiare le strategie di conquista grazie anche ai consigli di Luca su come deve essere la sua donna perfetta. Sembra un pò la favola di cenerentola al contrario: conquisterò il principe Argentero e vincerò la carrozza Toyota Verso-S.

Sto creando il mio profilo, Donne non mettetevi tra me e il mio Luca altrimenti vi investo con la mia nuova Toyota!

Queste sono le foto su cui punto:

P.s: se vinco il concorso,Luca Argentero verrà a provare i sedili reclinabili con me! :p

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Infibulazione: tracciamo un nuovo segno nel futuro delle donne

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Siamo donne diverse con una storia di ingiustizie e violenze ad unirci. Io dico BASTA!!!

L’infibulazione è una mutilazione genitale femminile. Consiste nell’asportazione del clitoride, delle piccole labbra, di parte delle grandi labbra vaginali con cauterizzazione, cui segue la cucitura della vulva, lasciando aperto solo un foro per permettere la fuoriuscita dell’urina e del sangue mestruale.

infibulazione

Queste pratiche sono eseguite in età differenti a seconda della tradizione: per esempio nel sud della Nigeria si praticano sulle neonate, in Uganda sulle adolescenti, in Somalia sulle bambine.

Una campagna per l’abbandono delle mutilazioni genitali femminili è stata lanciata negli anni 90 dalla leader politica Emma Bonino, che, al fianco dell’organizzazione Non C’è Pace Senza Giustizia, ha organizzato eventi, iniziative e conferenze sull’argomento con politici europei ed africani.

“  Ci sono tanti modi di fare violenza su una donna.
Alcuni sono addirittura legali.
Le Mutilazioni Genitali Femminili sono una pratica crudele che ogni giorno fa 8000  giovani vittime.

Ora dipende anche da te.

Puoi lasciare che quest’orrore continui oppure puoi firmare perché una risoluzione ONU nel 2011 metta al bando queste mutilazioni, per sempre. ”

Nell’elenco delle firme sul sito troverete anche il mio nome.

Io ho lasciato il segno, ora tocca a voi!

La violenza sotto le scarpe

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Caro uomo violento che dopo aver picchiato tua moglie, la tua fidanzata o tua figlia vai al bar a prendere un alcolico con gli amici come se niente fosse stato, dico vergognati.

Tu, uomo delle caverne, che non hai mai imparato a parlare e usi la violenza per imporre il tuo pensiero, che sfoghi la tua rabbia sugli altri, che non hai pietà neanche di tua figlia di appena 3 anni, dico che dovresti sprofondare.

Tu, che non accettando la verità, scaraventi la tua fidanzata e la trascini.

Voi uomini violenti,altro non siete che rifiuti per la società. La vostra testa comandata da un dio ignoto vi impone la violenza e tutto intorno a voi diventa terra bruciata.  Non amate la persona che maltrattate e mai sarete amati perchè la brutalità è nella vostra indole.

Non mi rivolgo a voi perchè siete feccia, ma il mio pensiero va alle donne che vi amano perchè so cosa vuol dire perdonare nonostante i lividi e i dolori delle percosse, voi donne forti che credete di poter cambiare il vostro uomo con la forza dell’amore, voi che dopo ogni abuso vi ripetete che cambierà, che non accadrà più..

A voi donne forti dico,non illudetevi, non sarà una doccia a purificarvi dalla violenza subita e a tranquillizzarvi dalla paura,l’unico modo per smettere di soffrire è allontanare quella persona; so quanto è difficile, soprattutto se ci sono dei bambini a farne poi le conseguenze, ma un giorno potrete alzare la testa,guardarvi intorno e capire quanto ingiusta fosse la vostra vita prima, prima di dire BASTA ALLA VIOLENZA.

Un amore smette di essere tale quando viene macchiato dalla prepotenza. A voi donne umiliate auguro di trovare nel nuovo anno in arrivo la forza di contrastare l’ira violenta.

L’amore è un elettrodomestico!

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Dopo anni di intensi studi e delusioni sono finalmente giunta alla conclusione tanto attesa, alla teoria che rivoluzionerà il modo di vivere femminile: l’amore è un elettrodomestico!

Non è forse vero che i primi 6 mesi le donne fantasticano già sul futuro più lontano mentre gli uomini,la cui attività è paragonabile al lavoro di un microonde, si preoccupano solo di tenere caldo il letto e di impiegarci il meno possibile?

Non è forse vero che alle soglie del primo anniversario, ciò che prima era caldo, bollente, poi diventa appena tiepido? L’abitudine scalza la novità e ciò che prima era immensamente meraviglioso poi ci appare solo per quello che è : un elettrodomestico usato.

A seguito dei primi segni di ruggine, le prime molle che scappano, i primi pezzi caduti e lo sportellino che non funziona più cresce la necessità di cambiare, di provare qualcosa di nuovo.L’atmosfera romantica che un tempo decorava i vostri momenti è stata spazzata via dai problemi quotidiani, le prime fratture della coppia. Ma noi donne siamo testarde, se ci fissiamo per un uomo non molliamo fin quando non si presentano 2 occasioni: riusciamo ad ottenerlo e soddisfatte della nostra conquista lo molliamo, o ci annulliamo fin quando non perdiamo la nostra ragione di vivere. Sono poche le donne forti che sanno trovare la via di mezzo..

Il nostro uomo-elettrodomestico vuole abbandonarci e sul manuale non c’è una spiegazione logica; ha deciso di staccare la spina, di lasciarci ai piatti freddi, insomma quello che ci era stato garantito per tutta la vita, ci sta abbandonando neanche dopo 36 mesi dall’acquisto. Cosa fare?

Cercare in ogni modo di recuperare il possibile per poter dire “Ci ho provato con tutte le forze”.

Mandarlo in assistenza per qualche settimana con la speranza che ” La lontananza gli faccia cambiare idea”.

Sostituirlo con un nuovo uomo/elettrodomestico,magari di ultima generazione, con un aspetto più curato, uno stile unico, una carriera assicurata, multifunzione e con un manuale scritto anche in italiano?

A questo punto,certa di aver catturato un pò di attenzione propongo un annuncio:

AAA:  Affettatrice cerca frullatore per momenti da capogiro!

La scia della seduzione è Guess

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Maliziosa,ammaliatrice,prorompente..è la nuova fragranza GUESS Seductive, capace di trasformare colei che la porta in una femme fatal.

L’intesa fra i componenti [Bergamotto,Ribes nero e Pera, Fiore d’Arancio, Gelsomino,Giglio Fiorentino,Legno di Cashmere,Vaniglia,Incenzo Speziato]   rende unica chi la indossa e cacciatore chi viene catturato nella scia GUESS Seductive. E per un effetto garantito consiglio la linea completa che comprende anche una sontuosa Body Cream e una soffice Shower Cream, che lasciano la pelle liscia, morbida e pronta da accarezzare,baciare,amare.

Incanta..seduci..Guess!


Coppia americana confusa chiede agli sconosciuti di internet,attraverso un sondaggio, se abortire o far nascere il bambino. Un’ altra innocente vita nelle mani di genitori irresponsabili

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Che gli americani siano originali  è confermato da anni.  Talk show,Reality show, grandi invenzioni e immagini che restano nella storia.. ma mancano del limite che trasforma la novità in demenza. Grandi protagonisti da sempre, sbattono in piazza i loro problemi familiari e le loro pecche pur di godere di quei 5 minuti di notorietà..quando si dice “I panni sporchi si lavano in famiglia..ma si asciugano in tv!”.

Tra una collega in dolce attesa e l’altra ad un passo dal matrimonio, pannolini e confetti sono gli argomenti giornalieri durante la pausa pranzo e gli animi si addolciscono di fronte al pensiero di eventi così belli..poi, il passaggio in un blog americano, come un violino stonato, rompe la quiete.

Una coppia americana, indecisa se dare alla luce il bambino o abortire,pubblica la propria confusione sul blog con tanto di data entro il quale i visitatori devono scegliere se consigliare l’aborto o la nascita.

“Vuoi che uccido mio figlio o lo faccio nascere?”. Questa la domanda che viene posta a chi entra nel blog (www.birthornot.com), aggiornato di ecografie e commenti. Spero sia solo una burla perchè il pensiero che il 7 dicembre, a seconda delle scelte altrui, un bambino nascerà o morirà mi dà i brividi.

Penso ad Adriana,la mia collega, che massaggia il pancione come per coccolare il bambino, gli parla,canta..e già pensa a quando nascerà, a come sarà, a cosa farà..e torna il violino stonato, la coppia americana che non merita di avere un bambino. Chissà se nascerà e se da grande gli verrà detto ” Il tuo destino è stato deciso da alcuni sconosciuti che hanno avuto pena per te più di quanto ne avremmo dovuta avere noi”.

Resto del parere che non si nasce genitori quindi se non ci si sente in grado di diventarlo non si è obbligati.  “A volte chi ha il pane non ha i denti” avrebbe detto la mia saggia bisnonna,ed è giustissimo. Ci sono genitori meravigliosi che non riescono ad avere figli e figli troppo cresciuti che irresponsabilmente decidono di diventare genitori regalando al nascituro poco o nessun futuro.

Le parole “mamma” e “papà” si devono meritare.

Intanto,quel bambino in quella pancia dorme beato non sapendo che a breve sarà deciso del suo destino..un altro angelo sfortunato è caduto sulla terra.

Barbie: l’infanzia rosa delle bambine felici

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Barbie

I can be

sogni

crescere

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Avevo 5 anni quando mi fu regalata la mia prima Barbie.  Era una sposa bellissima ed ogni giorno le pettinavo i capelli affinchè il mio bambolotto Teo se ne innamorasse, ma forse ero io che l’amavo.

A Natale, al compleanno e nelle feste di minor importanza era sempre il regalo più gradito e la mia famiglia lo sapeva bene! Avevo un cesto grande, agli occhi di una bambina, con oltre 20 Barbie e trascorrevo le mie giornate a cambiare e scambiare i vestitini, a cucirne di nuovi con i fazzoletti di stoffa, a inventare nuovi contesti per le mie “ambizioni future” altrimenti dette Barbie.

Non ho impiegato molto tempo a capire la mia passione : sedevo la mia bambola su un aereo in volo per Milano, mentre le altre l’attendevano in passerella pronte a sfilare con i vestiti più belli e i colori più in.

Qualche volta mia cugina Lalla portava il suo camper rosa e una nuova avventura cominciava, lì sotto il tavolo che per l’occasione si trasformava in un bosco, un pianeta, una grande città.  Immaginavo viaggi,strade,persone e storie sempre a lieto fine..non poteva essere altrimenti!

Quando ripenso alla mia infanzia il colore che immagino è il rosa, è il colore delle bambine felici che sono cresciute spensierate giocando a diventare grandi nelle vesti della Barbie che,a seconda delle ambizioni, vestiva i panni della veterinaia,la sposa, la mamma, l’astronauta, la modella,la stilista.. una Barbie per ogni mondo immaginario, una Barbie per ogni futuro.

La passione per questa bambola non è terminata crescendo. Ad oggi conservo gelosamente quel cesto in ricordo dei sogni più belli,alcuni dei quali si sono avverati. Quando penso ai miei primi anni non posso non citarla,è parte e merito della gioia con cui ricordo il passato per questo comincio sempre così: ” Avevo 5 anni quando mi fu regalata la mia prima Barbie ” , il resto è un susseguirsi di bei ricordi color rosa.

“I CAN BE..”Credo che questo  sia il messaggio che da sempre  Barbie vuole mandare alle sue bambine : imparare a sognare e ad aspirare a modelli di riferimento positivi, anche se spesso significa impegno e sacrificio, perchè sognare è ciò che permette di cambiare, di migliorare e di sentirsi vivi ed è anche a dimostrazione di ciò che collabora con Save The Children per dare un’istruzione ai bambini meno fortunati della terra.

Barbie non dimentica i suoi bambini..e i suoi bambini non la dimenticano!

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Barbie e i sogni delle bambine..

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“Quando crescerò potrò essere chi voglio”, questo è il messaggio che  Barbie vuole mandare alle sue amiche bambine presentandosi in vesti sempre nuove. Da anni ,infatti, Barbie incarna un “punto di arrivo”, quel  idealtipo di donna emancipata, dalle cento carriere. E’ stata veterinaria, poliziotta, vigile del fuoco, astronauta, paleontologa, regista, pilota, acrobata, ambasciatrice, candidata presidente . E ovviamente party girl, star e top model vestita dai più grandi stilisti del mondo.

I sogni mi fanno sentire viva

E’ soprattutto questa la frase che cela l’essenza del messaggio che Barbie vuole ribadire: imparare a sognare e ad aspirare a modelli di riferimento positivi, anche se spesso significa impegno e sacrificio, perchè sognare è ciò che permette di cambiare, di migliorare e di sentirsi vivi. E Barbie è l’unica bambola che riesce a fare tutto questo.

Le Donne, Facebook ed il giochino del “Mi Piace…”

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Ottobre è il mese della prevenzione contro il cancro al seno. Ma le Donne, le dirette interessate, ne saranno al corrente? In un’Italia in cui i mass media preferiscono informare sulla presunta omosessualità di Costantino Vitagliano o sui nuovi partecipanti del GF, è normale che vi sia un completo vuoto attorno ad un argomento così delicato, nonostante questo riguardi una fetta ben nutrita della nostra società.
Come fare, quindi, per bypassare un sistema limitato e quanto mai strumentalizzato come quello dei mass media, ed arrivare direttamente alle Donne?
La risposta si chiama Facebook!!
Il notissimo social network, infatti, durante tutto il mese di Ottobre è stato utilizzato come supporto per il gioco tutto femminile del “Mi piace…”. Un messaggio di posta privata è rimbalzato fra le caselle postali dei profili di gran parte delle Donne italiane, invitandole ad indicare il posto dove “abbandonano” la borsa al rientro a casa, preceduto da un “Mi piace…”. Gli stati sono passati dagli scontati “Mi piace sul letto” o “Mi piace sul pavimento”, ai più articolati “Mi piace nel cassettone dell’armadio”, oppure “Mi piace sull’appendiabiti”.
I commenti che le donne si sono scambiate, sfruttando l’apparente maliziosità del messaggio, si sono rivelati spassosi e molto spesso hanno dato il via a discussioni esilaranti e divertenti, contribuendo comunque a dare visibilità all’iniziativa.


L’intento di tutto questo, comunque, è rimasta la prevenzione e l’informazione delle Donne che, troppo spesso, trascurano se stesse in nome dei loro impegni e della loro vita, essendo sempre più indispensabili protagoniste nel mondo moderno. Si, perché, come pochi sanno, ogni anno, solo in Italia, più di 40 mila donne si ammalano di tumore al seno. E, secondo le statistiche, se vi fosse una adeguata prevenzione 8 casi su 10 potrebbero risolversi in una completa guarigione. Questo è il motivo per cui la LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) ha dato il via alla campagna “Nastro Rosa” che ha permesso, in tutta la nazione, di adibire circa 400 ambulatori a visite completamente gratuite e specializzate.
Tornando a Facebook, come hanno reagito gli uomini al trovarsi invasi da post facilmente interpretabili come un doppio senso? Alcuni, molto pochi, hanno compreso la positività dell’idea, scherzando e, a loro modo, incentivando l’iniziativa. Ma gli altri? La maggior parte degli uomini, come ha visto e come ha elaborato il gioco del “Mi piace…”?
Un tempo in Italia andavano di moda i vestiti di Versace, la 500, la Vespa. Insomma, l’Italia intera era moda e costume. Ma l’Italia è cambiata, in Italia ora va di moda la violenza. In un paese in cui il sopruso verso il prossimo è diventato pane quotidiano, dove gli zii ammazzano e violentano le nipoti, dove sconosciuti si aggrediscono fra loro senza motivo, e dove non è nemmeno più possibile andare allo stadio senza rischiare la pelle, come ci si poteva aspettare comprensione ed interesse da parte del genere maschile?
“A me piace sul comodino..a me piace sul tavolo.. a me piace sulla sedia… avete rotto il cazzo!!! A me piace dove volete basta che me la date!!…”

Questo è solo l’ultimo grido in fatto di link sharing su Facebook, da parte di tanti ragazzi che non sono arrivati a comprendere l’importanza di una simile iniziativa, impossibilitati, probabilmente per limitatezza mentale, a scavare più affondo, comprendendo la natura prima e fondamentale di quel “Mi piace…”. La cui mente, con molta probabilità, è ottenebrata dalla medievale concezione che solo le esigenze di chi ha il (provvisorio) predominio sulla società siano degne d’attenzione e d’una seria riflessione. Ma anche questa, dopo tutto, è pubblicità, un modo per attirare attenzione su un problema che, purtroppo (o per fortuna), riguarda solamente noi donne.
In ogni caso la compattezza dell’”Altra metà del cielo”, come amò definirci Mao Tse-tung, è andata oltre le aspettative, dimostrando agli uomini, ed in primis a noi donne, che se il Potere Rosa può sconvolgere Facebook con un semplice messaggio, più sconvolgere ed eventualmente ribaltare anche il mondo reale che, gestito al femminile, potrebbe essere sicuramente libero da ottusità, ignoranza, violenza e prevaricazioni.