La sfortuna delle donne sono quelle poche di noi che ci mettono in imbarazzo.
Ieri sera, eravamo in un parcheggio ad aspettare alcuni amici, quando arriva una macchina guidata da una ragazza. Aveva a disposizione 2 stalli vicini, quindi avrebbe dovuto parcheggiare in mezzo secondo, ma decide di complicarsi la vita tentando di posizionare l’auto con il muso frontale all’uscita.
Quindici minuti dopo era ancora orizzontale tra i 2 stalli verticali, non riuscivo neanche a guardare per quanto fosse impedita!

Ad un tratto, un colpo di genio. Esce dagli stalli, posiziona l’auto qualche metro prima dei 2 posti e parte con la retromarcia. Peccato che ha ripetutamente urtato la macchina parcheggiata nello stallo successivo a quelli che aveva mirato! Ovviamente lì erano presenti diversi ragazzi che non hanno perso tempo a dire: ” Non c’è nulla di più comico di una donna al volante”.
Dalla rabbia avrei voluto farle io il parcheggio, ma sinceramente provavo vergogna per ciò che avevo visto: cavolo guido una Passat di 4 metri e più!!!
Ma davvero “DONNA AL VOLANTE, PERICOLO COSTANTE”???
Ecco i risultati dello studio sul peggior guidatore:
“Gli uomini sono sicuramente più aggressivi delle donne ed esprimono l’aggressività in maniera più diretta. Le donne hanno al contrario maggiori competenze empatiche. Questo potrebbe tradursi, al volante, in una maggiore o minore capacità di porsi nella prospettiva altrui e di tollerare con più moderazione la violazione delle regole da parte degli altri automobilisti o l’imbranataggine di qualcuno. Gli uomini appaiono notoriamente più impazienti, meno tolleranti e più aggressivi quando guidano.
Gli uomini esibiscono in media maggiori livelli di sensation-seeking (ricerca di emozioni) e assumono con maggiore frequenza comportamenti rischiosi. E’ facile che queste caratteristiche psicologiche si traducano nella nota sensibilità maschile all’ebrezza della velocità, nella più frequente violazione delle regole del traffico, nella maggiore propensione a mettersi in macchina dopo aver bevuto alcolici.
Ancora, l’auto può essere considerata un’estensione dello spazio personale. Quando siamo in macchina i confini del nostro uovo prossemico si allargano e diventano il cofano, le portiere, il muso e così via. Gli uomini, in generale, richiedono più spazio personale delle donne nella loro vita quotidiana e sono più sensibili alla sua violazione, alla quale reagiscono più immediatamente e direttamente. Questo potrebbe spiegare per esempio perché gli uomini sono così sensibili al fatto di sentirsi tallonati dall’auto che segue, o il motivo per cui tollerano a fatica un automobilista che lampeggia o suona il clacson per chiedere spazio, così come quello che li sorpassa.
In questo, oltre a un’idea territoriale dello spazio di guida, potrebbe influire la competitività, che potrebbe essere meno espressa nelle donne in questo contesto ambientale.
Le donne possono effettivamente risultare un po’ imbranate in certe manovre di guida
a causa delle loro difficoltà visuo-spaziali, ma anche a mio avviso, per l’ansia che scaturisce dalla consapevolezza di essere oggetto di pre-giudizio automobilistico (ricordate la minaccia dello stereotipo che agisce in senso
autosabotante su chi è vittima di uno stereotipo sociale negativo?). Sono convinta che molte donne guidano peggio di come sarebbero in grado di fare perchè soccombono (anche e soprattutto inconsapevolmente) a questo condizionamento sociale.
Fatto sta che le donne fanno meno incidenti e spesso questi sono meno gravi perché avvengono a bassa velocità, più solitamente alle rotonde e agli incroci a T. Gli uomini sono coinvolti con più frequenza in incidenti più seri nei quali tipicamente non sono riusciti a frenare in tempo. …”
Lascio a voi decidere chi guida peggio..










