Info
Titolo: Rapunzel e l’intreccio della torre
Data di uscita: 26/11/2010
Casa di produzione: Walt Disney
Regia: Byron Howard, Nathan Greno
Sceneggiatura: Dan Fogelman
Produttore: Roy Conli
Musiche: Alan Menken, Glenn Slater
Durata: 94 min.
Formato: 3D e non.
Cast
Mandy Moore: Rapunzel
Zachary Levi: Flynn Rider
Donna Murphy: Madre Gothel
Trama[Attenzione è descritto anche il finale]
Rapunzel l’Intreccio della Torre, non è altro che un rifacimento in chiave spiritosa della nota favola di Raperonzolo. La storia tratta di una principessa ignara del proprio titolo, intrappolata su una torre da una strega cattiva. La chioma della suddetta principessa, oltre ad essere straordinariamente lunga, possiede anche delle peculiarità particolari, ovvero quelle di donare l’eterna bellezza, di guarire da qualsiasi malattia e di poter essere impiegata come frusta, liana, materasso, cuscino, benda e molto altro. Il fattaccio avviene quando un ladro, tale Flynn Rider, in condizioni di latitanza, decide di rifugiarsi proprio nella torre dove è imprigionata Rapunzel. Ed ecco il classicissimo incontro fra lei bellissima, dolcissima, fuori dal mondo e stupidissima, e lui figo, sveglio, “campatore” e spericolato. Lui le apre le porte di un nuovo mondo, il mondo esterno, quel mondo descrittogli dalla matrigna come pericoloso e crudele ma verso cui, lei, nutre un’innegabile attrazione. Un’attrazione così forte che lei, Rapunzel, in un momento d’assenza della matrigna, decide di assecondare. Insomma, lei scappa con lui. Il vagabondaggio per la foresta è, come prevedibile, minato e contrastato da impervie d’ogni sorta e colore. Fra le più feroci c’è da citare: il pianista monco, il mimo, il cavallo vigile urbano, il boia pasticciere e l’ubriaco vestito da cupido. Intanto la matrigna, accortasi dell’assenza di Raperonzolo, si caracolla all’inseguimento dei due fuggiaschi, assoldando due loschi fuorilegge gemelli dalle discutibili basette. Dopo aver viaggiato fra passaggi segreti, botole, dighe e quant’altro, Raperonzolo e Flynn, giungono indovinate dove? Al castello del Re. Qui, ogni anno, viene indetta una specie di fiaccolata volante in memoria della principessa scomparsa parecchi anni prima. Ma proprio nel momento in cui Raperonzolo e Flynn galleggiano romanticamente sul laghetto antistante il castello ed osservano le spettacolari luci volanti, i due gemelli rapiscono lui, e la matrigna convince Rapunzel a ritornare alla torre. Alla torre lei tocca con mano la ristrettezza del mondo in cui ha vissuto per tanti anni. Si sente sola, si sente abbandonata, ed il mondo chiuso a cui viene nuovamente relegata le appare quanto mai stretto, insoddisfacente, piccolo, inadatto alle grandi aspettative che s’è creata viaggiando. E così, osservandosi intorno, meditando, comprende che lei, proprio lei, è la principessa scomparsa tanti anni prima. Comprende che la matrigna non è sua madre ma è colei che la rapì tempo addietro per tenerla in una campana di vetro, per poterla utilizzare solo con lo scopo di perseguire l’umana ed effimera speranza d’una vita eterna. Dopo una concitata lotta e fuga Flynn, che intanto era stato imprigionato, ritorna da lei e viene pugnalato a morte dalla matrigna. Rapunzel tenta di curare Flynn con il potere dei suoi capelli ma Flynn, per tutta risposta, le trancia di netto la capigliatura che perde istantaneamente ogni potere. La matrigna, tenuta in vita proprio dal potere dei capelli, invecchia all’istante e muore. Rapunzel è finalmente libera dalla maledizione dei capelli ma, per tutta risposta, ora Flynn sta morendo. Rapunzel inizia a piangere, ed una lacrima, probabilmente intrisa ancora di qualche magico potere, cade sulla guancia di Flynn. In un tripudio di luci e di fanfare, lui guarisce tornando in piena forma. Lui e lei tornano al castello dove, il Re e la Regina, rispettivamente padre e madre di Rapunzel, li accolgono in tripudi di danze, feste, sfilate e fuochi d’artificio. I due convolano a nozze e diventano i sovrani del regno. That’s all!
Analisi
Triste.
Triste vedere come la Walt Disney, regnante fino ad un decennio fa nel campo dell’animazione cinematografica, si sia ridotta in poco tempo a scimmiottare malamente la DreamWorks.
Questa Rapunzel, propinataci quasi come la Shrek o la Kung Fu Panda made in Burbank, viene vergognosamente battuta su tutti i fronti. Dalla trama alla colonna sonora, dai personaggi protagonisti alla computer grafica. Insomma, neanche volendo, si riesce a salvare qualcosa.
La trama è delle più scontate, instupidita dalle pessime trovate che dovrebbero far ridere o sorridere ma che, invece, lasciano lo spettatore con la smorfia di chi ha appena assistito ad una pessima caduta di stile. Questa pseudo comicità viene mescolata alla storia romantica dove l’amore zuccheroso trionfa con la pomposità plastica della scontatezza. Ma non è tutto, gli ideatori si sono anche permessi il lusso di inserire delle piccole citazioni d’autore fruibili solo, però, da una utenza che poco si adatta alla fascia a cui, alla fine, questo prodotto sembra essere consigliato.
Altra nota dolente, che si assomma all’insipidezza di fondo della trama, sono i personaggi. Due stereotipi della peggior specie. Lei la classica principessina bionda, bellissima, timorosa della sua stessa ombra, dalla parlantina stridula ed irritante, depressa e con qualche serio problema di schizofrenia. Lui, invece, il tipico bello e dannato, il ribelle, il fighetto senza paura, furbo, coraggioso e temerario. Insomma, non c’è alcuna profondità, alcuna introspezione. Non c’è l’espressione dell’umana contraddizione, della realistica paura, o della debolezza umana, insomma mancano tutti quei fattori che hanno reso grandi tanti personaggi made in Disney.
Ma, come ogni cartone animato Disney che si rispetti, c’è da sottolineare che anche Rapunzel sfoggia una serie di brani nel cui cantato si cimentano i personaggi del film. Che dire? Dove sono finite le magnifiche melodie de “La Bella e la Bestia”, “Il Re Leone”, “La carica dei 101, “Aladdin”, gli “Aristogatti”, “Robin Hood”, etc etc? In Rapunzel parliamo di motivetti scontati, triti e ritriti, che si dimenticano nello stesso istante in cui terminano.
In ogni caso ciò che lascia spiazzati è la computer grafica. Alle porte della seconda decade del nuovo millennio, in un tempo in cui oramai è sempre più difficile distinguere la realtà dalla ricostruzione virtuale, non è tollerabile che la Disney ci propini un film dal dettaglio grafico così scadente. A parte rare scene come quella delle lanterne sul lago o quella della cascata, l’occhio non gusta, l’occhio decifra semplicemente immagini grossolane e soffre alla deludente mancanza della finezza grafica a cui la DreamWorks ci ha così meravigliosamente deliziati ed abituati. Un’altra nota negativa è da attribuire alla fisica dell’ambiente virtuale che risulta irrealistica e che contribuisce a penalizzare l’aspetto tecnico-grafico della pellicola.
Mi chiedo perché la Walt Disney non abbia relegato la commissione di questo genere di film alla Pixar che, tecnicamente ed a livello di trama, avrebbe sicuramente fatto di più. Forse, trattandosi del rifacimento di un Classico Disney, non hanno voluto tracciare la pellicola di tradimento, facendola rimanere sotto il marchio storico ed originale. Pessima scelta.
Considerazioni Finali
Per concludere penso che questo film sia consigliabile solo alla coppietta che, sotto Natale, va alla ricerca di quel languido romanticismo che va tanto di moda durante le feste o, alternativamente, alla famigliola con bambini sotto i 10 anni. Si consiglia di armarsi preventivamente di paraorecchie da utilizzare durante il cantato di Rapunzel. Inoltre è bene farsi salare abbondantemente i Pop corn onde evitare un attacco fulminante di diabete. E’ sconsigliabile, invece, a coloro che provano una certa stima ed apprezzamento nei confronti dei prodotti Walt Disney.
Valutazioni
Dialoghi: 7/10
Attori: 6/10
Doppiaggio: 8/10
Musiche: 4/10
Effetti Audio: 6/10
Effetti Video: 6/10
Valutazione totale: 6/10
Frasi memorabili
“Una falsa reputazione è tutto quello che un uomo ha”



Scrivi in cima all’articolo che viene descritta tutta la trama, compreso il finale; a molti non piace sapere come va a finire!