E’ da un pò che i muri della mia città sono imbrattati dalla scritta ” NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO ” ma per quanto ne capisco di calcio poteva anche esserci scritto un algoritmo vitale che mi sarebbe passato comunque come lo scarabocchio più inutile della terra. Poi ho deciso di collaborare al fantacalcio con il mio fidanzato quest’anno,ergo devo imparare il calcio meglio della storia (materia che si aggiunge alla geografia e alla matematica per la voglia di tempestiva fuga o pisolino che mi causano! ).
Partiamo dalla questione più imminente,la tanto discussa tessera del tifoso.
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COME FUNZIONA Racchiude i dati del tifoso in un chip e serve in particolare per abbonamenti e trasferte.
CHE COS’È – È una card valida in tutti gli stadi. Un microchip contiene i dati del titolare. Facilita l’acquisto dei biglietti: il rivenditore può verificare tramite lettura elettronica l’identità dell’acquirente. All’ingresso dello stadio, ci saranno corsie preferenziali per chi ha la tessera.
CHI PUÒ AVERLA E CHI NO – Possono averla tutti i supporter che ne facciano richiesta a una qualsiasi società sportiva. E si possono avere anche tessere di diverse squadre. Non può averla chi è sottoposto a Daspo (da D.A.SPO. acronimo di Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive) e chi sia stato condannato, anche in primo grado, per reati da stadio negli ultimi 5 anni.
QUANDO È OBBLIGATORIA – È obbligatoria per chi sottoscrive un abbonamento e nelle trasferte per l’accesso al settore ospiti che sarà riservato ai soli possessori della tessera. Chi non è interessato a ottenere la card potrà seguire la propria squadra anche in trasferta acquistando regolare biglietto, ma per settori diversi da quello ospiti.
CHI LA RILASCIA – Le società di calcio, previo nulla osta della Questura competente. I club di A, B e Lega Pro devono garantire il rilascio della tessera entro 20 giorni dalla richiesta, ma in caso di ritardi è previsto un titolo provvisorio per l’accesso allo stadio. Per ottenerla, bisogna sottoscrivere i moduli standard indirizzati alla società e impegnarsi a rispettare le regole di un codice etico.
RISPOSTE A QUESITI PIÙ FREQUENTI – Un tifoso che deve acquistare un solo biglietto per un’unica partita, non deve comprare anche la tessera a meno che non voglia acquistare un biglietto per il settore ospiti. Se si va allo stadio con un figlio, quest’ultimo non deve avere anche lui la card: i titolari di tessera possono acquistare fino a 4 biglietti per parenti o amici. Un volontario che accompagni un non vedente, ma non si interessi di calcio, non deve fare la tessera, perchè i portatori di handicap accedono da settori riservati. Un turista straniero può acquistare un biglietto anche senza la tessera presso le ricevitorie autorizzate.
A me sembra tutto chiaro e regolare,ma è ovvio che mi sfugge qualcosa. Cambiano le tifoserie ma i commenti sono univoci: per l’Associazione italiana Roma clubs (Airc), «La Tessera del tifoso è inutile – sottolinea il presidente Francesco Lotito – tuttavia è uno strumento indispensabile per poter continuare seguire la nostra squadra: non abbiamo avuto altra scelta che sottoscriverla, ma senza obbligare nessuno dei nostri 20 mila iscritti»; per l’Unione tifosi romanisti (Utr). «E’ uno strumento odioso e liberticida – dice il presidente Fabrizio Grassetti – molti nostri affiliati non la sottoscriveranno. Ma abbiamo lasciato libera scelta a ciascuno. Personalmente non ho potuto farne a meno. E come se qualcuno ti rapisse una persona cara e poi ti contattasse chiedendoti il riscatto. Che fai non paghi? Io non riesco a star lontano dalla Roma».
Ad oggi, infatti, sono state presentate 522.379 domande: 456.379 per la Serie A, 34.000 per la B e 32.000 per la Lega Pro ma le società sportive hanno emesso solo 378.455 card: 343.567 per la Serie A, 6.580 per la B e 28.308 per la Lega Pro. Di certo questo ritardo non rinfresca gli animi accesi dei tifosi già di base contrari,eppure se la questione si riduce a questo, al fastidio del controllo, io mi dico FAVOREVOLE ALLA TESSERA DEL TIFOSO perchè è giusto che gli incivili paghino, è giusto che non ci siano più scontri violenti. Io dico SI alla tessera del tifoso per dire NO alle vittime negli stadi senza colpevoli nè condanne.
Che gli Ultra trovino un nuovo modo per sfogare la violenza post partita o si calmino perchè picchiare per sentirsi parte di una squadra, uccidere per difendere un pallone o una maglia, non è qualcosa di cui vantarsi con orgoglio.
Per non dimenticare Gabriele Sandri, Filippo Raciti e gli altri.


a sto giro c’è zoosk!!!
Più che giusta.
Infatti chi è che si lamenta?
Chi ha la merda fin sopra i capelli.
E’ ora di imparare che le nostre azioni hanno conseguenze: si, anche nei giochi e nella limitazione dei piaceri.
Io la tessera ci faccio ed in trasferta ci andrò perché sono una persona corretta. Non a caso, si lamenta e fa vandalismo di protesta chi, questa fedina penale tanto pulita, non ce l’ha. E se lo merita.
Ragazzi io sono d’accordo, ci vuole il controllo, andava fatta una vera tessera del tifoso, bastava fare la carta d’identità elettronica obbligatoria per chi andava allo stadio, intanto ci trovavamo la carta d’identità (impossibile che al 2010 non la usiamo) e i presidenti delle squadre non sanno i nostri “fatti” economici, in quanto la tessera del tifoso è una carta di credito, e pian piano ci obbligheranno a caricarlo ed usarla nel quotidiano, sapendo così quanto possiamo permetterci di pagare un biglietto per una partita o la pay tv e quindi rincalzare i prezzi ad ogni nuovo aggiornamento dall’elaborazione dei dati della carta!