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Archive for agosto, 2010

La Tessera del Tifoso dal punto di vista femminile

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E’ da un pò che i muri della mia città sono imbrattati dalla scritta ” NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO ” ma per quanto ne capisco di calcio  poteva anche esserci scritto un algoritmo vitale che mi sarebbe passato comunque come lo scarabocchio più inutile della terra. Poi ho deciso di collaborare al fantacalcio con il mio fidanzato quest’anno,ergo devo imparare il calcio meglio della storia (materia che si aggiunge alla geografia e alla matematica per la voglia di tempestiva fuga o pisolino che mi causano! ).

Partiamo dalla questione più imminente,la tanto discussa tessera del tifoso.

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COME FUNZIONA Racchiude i dati del tifoso in un chip e serve in particolare per abbonamenti e trasferte.

CHE COS’È – È una card valida in tutti gli stadi. Un microchip contiene i dati del titolare. Facilita l’acquisto dei biglietti: il rivenditore può verificare tramite lettura elettronica l’identità dell’acquirente. All’ingresso dello stadio, ci saranno corsie preferenziali per chi ha la tessera.

CHI PUÒ AVERLA E CHI NO – Possono averla tutti i supporter che ne facciano richiesta a una qualsiasi società sportiva. E si possono avere anche tessere di diverse squadre. Non può averla chi è sottoposto a Daspo (da D.A.SPO. acronimo di Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive) e chi sia stato condannato, anche in primo grado, per reati da stadio negli ultimi 5 anni.

QUANDO È OBBLIGATORIA – È obbligatoria per chi sottoscrive un abbonamento e  nelle trasferte per l’accesso al settore ospiti  che sarà riservato ai soli possessori della tessera. Chi non è interessato a ottenere la card potrà seguire la propria squadra anche in trasferta acquistando regolare biglietto, ma per settori diversi da quello ospiti.

CHI LA RILASCIA – Le società di calcio, previo nulla osta della Questura competente. I club di A, B e Lega Pro devono garantire il rilascio della tessera entro 20 giorni dalla richiesta, ma in caso di ritardi è previsto un titolo provvisorio per l’accesso allo stadio. Per ottenerla, bisogna sottoscrivere i moduli standard indirizzati alla società e impegnarsi a rispettare le regole di un codice etico.

RISPOSTE A QUESITI PIÙ FREQUENTI – Un tifoso che deve acquistare un solo biglietto per un’unica partita, non deve comprare anche la tessera a meno che non voglia acquistare un biglietto per il settore ospiti. Se si va allo stadio con un figlio, quest’ultimo non deve avere anche lui la card: i titolari di tessera possono acquistare fino a 4 biglietti per parenti o amici. Un volontario che accompagni un non vedente, ma non si interessi di calcio, non deve fare la tessera, perchè i portatori di handicap accedono da settori riservati. Un turista straniero può acquistare un biglietto anche senza la tessera presso le ricevitorie autorizzate.

A me sembra tutto chiaro e regolare,ma è ovvio che mi sfugge qualcosa.  Cambiano le tifoserie ma i commenti sono univoci: per l’Associazione italiana Roma clubs (Airc), «La Tessera del tifoso è inutile – sottolinea il presidente Francesco Lotito – tuttavia è uno strumento indispensabile per poter continuare seguire la nostra squadra: non abbiamo avuto altra scelta che sottoscriverla, ma senza obbligare nessuno dei nostri 20 mila iscritti»; per l’Unione tifosi romanisti (Utr). «E’ uno strumento odioso e liberticida – dice il presidente Fabrizio Grassetti – molti nostri affiliati non la sottoscriveranno. Ma abbiamo lasciato libera scelta a ciascuno. Personalmente non ho potuto farne a meno. E come se qualcuno ti rapisse una persona cara e poi ti contattasse chiedendoti il riscatto. Che fai non paghi? Io non riesco a star lontano dalla Roma».

Ad oggi, infatti, sono state presentate 522.379 domande: 456.379 per la Serie A,  34.000 per la B e  32.000 per la Lega Pro ma le società sportive hanno emesso solo 378.455 card:   343.567 per la Serie A, 6.580 per la B e  28.308 per la Lega Pro. Di certo questo ritardo non rinfresca gli animi accesi dei tifosi già di base contrari,eppure se la questione si riduce a questo, al fastidio del controllo, io mi dico FAVOREVOLE ALLA TESSERA DEL TIFOSO perchè è giusto che gli incivili paghino, è giusto che non ci siano più scontri violenti. Io dico SI alla tessera del tifoso per dire NO alle vittime negli stadi senza colpevoli nè condanne.

Che gli Ultra trovino un nuovo modo per sfogare la violenza post partita o si calmino perchè picchiare per sentirsi parte di una squadra, uccidere per difendere un pallone o una maglia, non è qualcosa di cui vantarsi con orgoglio.

Per non dimenticare Gabriele Sandri, Filippo Raciti e gli altri.

Non ragionare con il pene, previeni l’aids.

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Conoscete il nuovo spot francese di prevenzione all’AIDS?

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Graffiti sul muro per sensibilizzare i giovani francesi all’uso del preservativo.  Il video, realizzato da Yoann Lemoine che si è fatto conoscere per aver girato il videoclip di Mistakes di Moby , sta rimbalzando su internet a una velocità impressionante. La storia di questo film – della durata di 90 secondi – prende spunto dai disegni che affollano i bagni pubblici e, come tutti sappiamo, il graffito da toilette più gettonato è quello a sfondo sessuale.

E’ la storia di un pene-cartoon che, partendo solitario dal bagno degli uomini incontra – inaspettatamente – una vagina-cartoon e decide di inseguirla. Lei fugge inorridita finché, entrambi, arrivano al bagno delle donne. Il luogo è costellato da una miriade di seni-cartoon, gambe-cartoon e vagine-cartoon di ogni forma e dimensione. Il pene-cartoon prova a fiondarsi in quel ben di dio, ma tutti i graffiti di sesso femminile fuggono al solo vederlo… Così, triste e sconsolato, fa per andare via. Mentre attraversa i muri del bagno, una ragazza (in carne ed ossa) lo vede e, utilizzando una matita per gli occhi, gli disegna intorno un preservativo. A quel punto, tutti i graffiti di sesso femminile gli si fiondano addosso. La Francia non è nuova a pubblicità anti-AIDS di tipo provocatorio e questi messaggi sociali colpiscono nel segno! E’ fondamentale l’informazione,soprattutto quando riguarda malattie mortali,ma in Italia non vedremo mai uno spot così..chissà perchè.

Quasi sette nuovi sieropositivi ogni 100 mila abitanti. Sono le cifre, relative al 2008, che il Ministero della Salute ha reso note durante la campagna italiana 2009 a favore del test per l’Aids. Nei paesi più avanzati il rischio maggiore risiede proprio nella sottovalutazione del virus: in Italia si stima che un sieropositivo su quattro non sappia di esserlo, e diventi così inconsapevole veicolo di contagio. Si constata un aumento delle pratiche sessuali non protette, tale tendenza è particolarmente evidente presso la popolazione omossessuale, nella quale risorgono massicciamente pratiche “bareback”, ovvero volontariamente non protette.

Io direi ” Non ragionare con il pene, usa il preservativo” oppure ” Se non lo usi sei una testa di C “.

Le letterine di Pene e Vagina

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Qualche anno fa un pò per caso ho scoperto loveline un programma di MTV in cui si parlava apertamente di sesso e sentimenti ad un pubblico composto principalmente da ragazzi. Durante la trasmissione il pubblico in studio (tramite bigliettini anonimi) e da casa (tramite telefono) poteva intervenire in diretta per chiarire i propri dubbi.

Pene & Vagina è un cartone animato ideato da Fabrizio Biggio ed animato e diretto da Simone Antonucci, trasmesso a fine puntata del programma Loveline. È composto da tre stagioni: la prima intitolata Le avventurine di Pene e Vagina, la seconda Le letterine di Pene e Vagina e la terza Le incredibili avventure di Pene e Vagina. Il cartone animato è un valido aiuto per chi ha dubbi o incertezze circa il sesso.[ad]

Di seguito vi segnalo i titoli delle varie stagioni così da poter cercare l’episodio che più vi interessa.

Prima Stagione
nº     Titolo italiano
1     Il primo incontro
2     Solo parlare
3     L’esperienza omosessuale
4     Invito accettato
5     La prima volta
6     Cilecca     2006
7     Un po’ di romanticismo
8     Una curiosità (prima parte)
9     Una curiosità (seconda parte)
10     I giochi erotici
11     Siamo in crisi
12     Ano
13     Famolo strano
14     Altre esperienze
15     Matrimonio
16     Punto G
17     Dildo
18     Sadomaso
19     Periodo refrattario
20     Farla ridere
21     Il sogno erotico
22     La masturbazione
23     Le dimensioni
24     AIDS
25     Sesso tantrico
26     La castità

Seconda stagione
nº     Titolo italiano
1     L’ex
2     Coccole
3     Pene storto
4     Depilazione
5     Sesso orale
6     Calo del desiderio
7     Richieste sessuali
8     Primo appuntamento
9     Fidanzamento
10     Luoghi dell’amore
11     Pulizia
12     Masturbazione eccessiva
13     Viagra
14     L’allungamento del pene
15     Lui guarda sempre la TV
16     Lui ragiona col pene
17     Scambio di coppie
18     Bambola gonfiabile
19     Donna non raggiunge l’orgasmo
20     Guardare film porno
21     La letterina finale
Terza stagione
nº     Titolo italiano
1     Il travestitismo
2     Bondage
3     Farlo in acqua
4     Passione
5     Circoncisione
6     Vagina urlatrice
7     Coito interrotto
8     Tradimento
9     Trascurarsi
10     Lavori di casa
11     Amore in chat
12     San Valentino
13     Androloga
14     L’ultima puntata

Berlin: le disavventure di una sbadata prima di partire

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Il bello del prenotare in anticipo la vacanza è che si risparmia un bel pò, il brutto è che da febbraio ad agosto può succedere di tutto. Sono andata a visitare Berlino con Michele (ilparticolarenascosto), Silvia (inartemorgan), e Piera ma ho seriamente rischiato di non arrivarci: dal 1 al 8 agosto sono stata impegnata tra il campo scout e il mio lavoro e mi sono ridotta come al solito all’ultimo momento per preparare la valigia. Il lunedì sera, a poche ore dalla partenza, Michele fa la domanda più ovvia con la risposta più scontata “Avete tutti la carta d’identità,vero?” , beh io l’avevo persa più di 1 mese fa e non mi era passato minimamente per la testa che fosse necessaria per la partenza! Mi precipito a casa a cercarla,la mia stanza diventa una discarica dal disordine perchè sono sicura di averla vista qui l’ultima volta ma niente da fare; cerco in internet se è possibile partire senza carta d’identità ma la fortuna non è dalla mia parte e inizio a perdere la pazienza e la voglia di partire. Corro dai carabinieri e chiedo di denunciare la perdita della carta ma mi fanno presente  che il foglio che mi viene riasciato in seguito alla denuncia non vale come documento d’identità,come non lo vale la patente o il codice fiscale , quindi non mi resta che tornare a casa e salutare berlino dalla finestra della mia stanza.

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No,c’è ancora una speranza,fortunatamente Michele non si è arreso.

Alle 23.35 sono andata a cercare un fotografo per la fototessera,nel mio paese hanno rimosso tutte le macchinette automatiche. Un solo scatto basta a capire quanto ero disperata, nella foto mi si vedono le lacrime. Corro dai carabinieri per la seconda volta, chiedo di fare la denuncia ma il carabiniere mi chiede di tornare con calma il giorno dopo “Tanto non si parte senza la carta d’identità signorina” ma io insisto e dopo 1 ora nella sala d’attesa finalmente scriviamo della perdita. E’ l’una e mezza, un’amica mi aspetta all’incrocio per gli ultimi documenti: non vi dico come ma la carta d’identità è fatta! Tra i ringraziamenti e cose varie si sono fatte le 2, devo ancora preparare la valigia e alle 5 si parte.

Ho seriamente creduto di non partire, mi sono arresa da subito ma il mio fidanzato no.

Poteva finire qui? Arrivata all’aeroporto fra un giro nei negozi e un acquisto ho anche perso il biglietto aereo. Ho guardato ovunque, ho chiesto a chiunque ma il biglietto non si trovava; dopo minuti di terrore per me, i miei amici mi ridanno il biglietto che avevano trovato dal giornalaio e che avevo perso mentre parlavo a telefono. Ci mettiamo in fila per il check in, tutti sereni ma io ho una strana sensazione: oh no! Ho di nuovo perso la carta d’identità. Tutti mi guardano in cagnesco,manco se lo facessi per dispetto,per fortuna l’ho ritrovata poco prima del mio check in peccato che il nostro volo delle 7.50 è stato spostato alle 12.30 e poi ancora di un’altra ora. I miei amici mi hanno tenuta sotto controllo per tutto il tempo preoccupati che in 4 ore sarei riuscita a perdere qualsiasi altra cosa.

Alle 13.40 siamo pronti per l’imbarco: il nostro EasyJet è pronto. In seguito ci hanno spiegato che il nostro è stato un ritardo isolato dovuto alla mancanza di ore di volo del nostro equipaggio. La sfortuna mi ha perseguitato fino all’ultimo minuto,ma una volta salito sull’aereo tutti i miei pensieri,le mie paure,la mia ansia sono rimasti  in terra italiana,mentre io ero volo alla volta di Berlin.

La sessualità femminile: dalla repressione del piacere alla cura per la poca libido

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Per millenni ci si è occupati della sessualità femminile per reprimerla.   L’infibulazione (asportazione del clitoride,piccole labbra e parte delle grandi labbra) si diffuse in Grecia nel 500,dove si pensava che il clitoride se non asportato diventava un pene.In Inghilterra nel 1865 Isaac Baker Brown,chirurgo, spiegò che la masturbazione causava eccitamento periferico del nervo pubico,causando malattia e morte negli 8 stadi: isteria, irritazione spinale, crisi epilettoidi, crisi catalettiche , crisi epilettiche, idiozia, follia e morte…rischi scongiurabili con la clitoridectomia. La sessualità degli uomini era ed è sempre stata ok, quella femminile invece eraconsiderata una malattia e andava curata.

Secondo alcuni studi,solo il 30%  delle donne ha raccontato di raggiungere l’orgasmo con la penetrazione vaginale,mentre il restante 70%  lo raggiunge mediante stimolazione clioridea diretta o indiretta. Ma che sia vaginale o clitoridea è comunque,secondo Tiresia, 9 volte più piacevole di quella maschile; questo racconta il mito dell’indovino Tiresia che nato maschio fu trasformato in femmina per 7 anni per poi tornare maschio.Avendo vissuto entrambe le sessualità fu convocato a risolvere un litigio circa il piacere maschile e femminile  tra Era e Zeus. Tiresia rispose che il piacere sessuale è fatto da 10 componenti,l’uomo ne prova una sola,la donna le restanti nove,quindi il piacere femminile è di 9 volte maggiore.

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Ma non sempre il piacere è stato cosiderato una malattia,infatti già dal 4° secolo A.C. nelle opere di Ippocrate,Celso e Galeno, si legge che una cura all’isteria era la masturbazione che doveva essere praticata alle donne dai medici,e dato che questa era la malattia più diffusa di tutte dopo le febbri si cercò un rimedio che non impegnasse i sanitari in prima persona.E’ così che furono inventati i vibromassaggiatori che sostituivano l’attività manuale.

Il punto G (ghiandola prostatica,vasi sanguigni come nel corpo cavernoso del pene,nervi dedicati al piacere e muscoli che si contraggono quando questa zona viene stimolata) fu scoperto nel 1950 da un ginecologo tedesco: è un’area della parte anteriore della vagina che se opportunamente stimolata sarebbe responsabile di orgasmi vaginali. Ma secondo lo studio di Emanuele Jannini il punto G non è una cosa da tutte,ma solo una delle porte per accedere al piacere,l’altra è appunto il clitoride ma il piacere non cambia dato che il punto G altro non è che la radice di questo.

Quanto all’orgasmo, è una percezione, e dipende dalla lettura che ne dà il nostro cervello: è lui a decidere quali particolari contrazioni muscolari sono piacevoli. Per raggiungerlo è necessario conoscersi,toccarsi, vivere una propria sessualità..ma anche questo risulta difficile a molte donne.

Eppure le donne che vivono una sessualità piena risultano più equilibrate,estroverse,meno ossessive,molto attive nella vita privata e nel lavoro. Al contrario,le donne che non “giocano da sole” risultano meno equilibrate,introverse,ossessive,meno predisposte a successi lavorativi e privati.

E dopo che per anni hanno cercato di reprimere il desiderio sessuale delle donne, oggi vorrebbero curarlo con pillole e farmaci vari.  Ma perchè non avere voglia di fare sesso è una malattia? Secondo Ed Laumann si,e ne soffre il 45% delle donne anche se secondo molti la sua opinione non è da prendere in considerazione visto che è un consulente dell’azienda produttrice di Viagra.

Esistono donne con poca libido,donne che provano più piacere nei preliminari che nel sesso vero e proprio,che c’è di male? E’ anche vero che l’uomo impiega il 90% delle sue energie a pensare al sesso e il 10% a cercare di farlo ecco perchè non mi meraviglio se chi considera “malate” le donne poco venerate al sesso sono medici solo maschi.