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Archive for aprile, 2010

Truffa della 3 sul diritto di recesso, continuavano a prelevare indebitamente i soldi dai conti correnti.

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Mi è sorto un dubbio: o tutti cercano di fregarmi o ci sono così tanti truffatori che dovrei aprirne una sezione dedicata.Dopo la truffa fastweb,ora quella della 3!

L’incubo è finito quindi ora sono libera di parlarne.

Il 5 dicembre 2008 comprai un telefonino e una scheda 3 con abbonamento mensile di 10 euro per 24 mesi da alcuni operatori mobili della zona. Presi un momo design 300h con auricolare incorporato a scomparsa.

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Neanche il tempo di portarlo a casa, mi accorsi che il cellulare presentava diversi problemi: il bluetooth e l’auricolare non funzionavano,alcuni tasti neanche,la fotocamera si incantava spesso e volentieri…insomma era una gran sola! Il giorno dopo mi reco in un centro wind e mi dicono che le spese di assistenza sono a mio carico,io nervosa chiamo gli operatori mobili che me l’avevano venduto e mi dicono che loro vendono,non aggiustano. Prendo il contratto per il recesso e leggo:

“Il diritto di recesso dal contratto 3  è possibile entro 10 giorni lavorativi dalla consegna del videofonino corredato di usim 3  e tutti gli accessori contenuti dalla confezione a mezzo lettera raccomandata andata/ritorno,allegando copia dell’abbonamento,fax di avviso al gestore.”

Per sicurezza chiamo il 133 e un operatore mi dice di spedire dalla posta il videofonino; così faccio, e da quel momento inizia l’incubo. Ogni mese la 3 prelevava dal mio conto corrente 10 euro più spese variabili,e nonostante i miei ripetuti avvisi della spedizione dello stesso,ho dovuto bloccare il conto per i prelevi indebiti.

Dal 2008 al 2010 ho inviato alla 3 circa 7 lettere,tutte con lo stesso contenuto ” Ho rispedito il videofonino,ecc..” ma la loro risposta era sempre la stessa: ” Non ci è giunto,deve pagare!”; eravamo arrivati quasi in mano agli avvocati,quando mi viene in mente di andare alla posta con la ricevuta della raccomandata con cui avevo spedito il cellulare e farmi stampare il percorso di questo. Il telefonino era correttamente giunto a Roma,alla 3, loro lo avevano a loro volta spedito in calabria e cercavano di fregare me!

Nell’ultimo fax che gli ho inviato,oltre alle solite lamentele,oltre al totale dei soldi spesi negli ultimi 2 anni ho aggiunto il percorso del telefonino malfunzionante e l’avviso che intendevo far loro causa. Il giorno dopo un operatore mi chiama e con la cortesia che non aveva mai avuto in questi 2 anni mi fa presente che intendevano restituirmi i soldi indebitamente presi dal mio conto,con le scuse generali.

Purtroppo a mie spese ho scoperto che anche gli operatori spesso sono corrotti; infatti,quando ho chiamato il 133 uno di loro mi disse che potevo spedirlo anche dalle poste,poi in seguito però si sono lamentati dicendo che per godere del diritto di recesso avrei dovuto spedire il “guaio” con un corriere privato a mie spese e che quindi non ne avevo diritto. Ma intanto mi fregavano ancora soldi!

In molti mi hanno già riferito dello stesso fattaccio,sei stato truffato anche tu? Scrivilo.

Fax assistenza 3 :  800.179.600

Indirizzo 3 per recesso:   H3G S.p.a. codice postale 133,00173 Roma Cinecittà

Il sogno è solo un sogno? La notte influenza il giorno dopo..

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E’ periodico ormai che dopo un brutto sogno il mio umore è pessimo.

La mia famiglia è abituata ai miei risvegli poco simpatici,di fatti se non sono io a salutare con un cordiale “Buongiorno” nessuno si azzarda a conferire  parola!

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Ma allora i sogni influenzano la realtà?

Credo di si,perchè nel sogno (consci o inconsci di sognare) siamo bombardati da sensazioni,scelte ed emozioni diverse che influenzano il nostro risveglio. Parlo per esperienza,la sbronza da cattivo sogno dura mezza giornata,fino a quando in modo naturale dimentichiamo il sogno e ci ritorna il buon umore. Non sono la sola a dirlo,ho letto diversi libri a riguardo e Freud mi ha dato la risposta che cercavo.

Il motore dei sogni secondo Freud sono i desideri inconsci, e questo è il pilastro su cui si basa la sua teoria. Tali desideri, appunto inconsci e non accessibili all’io, operano ancora all’interno della psiche umana e durante la notte rafforzano i loro effetti per via della minore attività della coscienza, con l’occasione di emergere sotto forma di immagine onirica. Distingue il contenuto manifesto, ovvero la situazione o la scena che appaiono direttamente in sogno, e il contenuto latente, ovvero ciò a cui il sogno nascostamente allude spiegando la differenza col fatto che il sogno rappresenta la soddisfazione di un desiderio spesso inaccettabile all’Io del soggetto; di conseguenza, il contenuto latente viene trasformato in modo da non risultare riconoscibile, ed eludere in questo modo la censura applicata dal Super-Io del soggetto sognante.
Inoltre ipotizza come il sogno tragga origine spesso da residui psichici diurni, cioè da materiale ed impressioni indifferenti o non completamente elaborati, ma che tali residui non sarebbero in grado di portare alla formazione del sogno se non si rafforzassero con un desiderio inconscio, per lo più infantile, in grado di amplificarlo e portarlo all’attenzione della coscienza.
Secondo lui il sogno è una “realizzazione velata di desideri inibiti”, cioè espressione di desideri che la coscienza disapprova e che non vuole siano rivelati.

E avete mai sognato di sognare? Il sogno nel sogno..

La parola sogno lucido (lucid dream) fu coniata nel 1868, dallo psichiatra Frederik van Eeden, dove l’aggettivo lucido è usato proprio nel senso di chiarezza mentale. La lucidità, di solito, inizia nel bel mezzo di un sogno quando il sognatore appunto realizza che l’esperienza che sta vivendo non avviene nella realtà fisica, bensì in uno scenario onirico. Spesso questa consapevolezza è scatenata dall’aver notato qualcosa di realmente impossibile o di incongruente come, ad esempio, incontrare un defunto, un gatto a due teste oppure semplicemente volare con o senza ali; altre volte si diventa lucidi senza bisogno di alcuno stimolo e ci si rende conto di stare sognando improvvisamente. Ma c’è una utilità nei sogni lucidi? Se si considera che in un sogno, se si è consapevoli di sognare, si è praticamente liberi di fare qualsiasi cosa, liberi da leggi sociali o fisiche, le risposte a queste domande giungono da sole. Il sognatore ha la possibilità di vivere avventure e fantasie: il volo, il sesso sono tra i soggetti più gettonati. Il rovescio della medaglia c’è: possiamo anche sognare i nostri mostri mentali e le nostre paure. Possiamo incontrare anche quelli degli altri. Per questo motivo, il fatto di esser lucidi nel sogno può rappresentare una terapia efficacissima contro gli incubi, insegnandoci come vincere le nostre paure e i nostri fantasmi. I sogni lucidi possono essere di aiuto per raggiungere dei traguardi nella vita di veglia, per risolvere creativamente dei problemi, per innescare delle guarigioni. E’ uno stato di coscienza espansa, dove si annullano i paradossi della veglia e dove è possibile vivere una connessione profonda con la Vita.

Esistono i sogni premonitori?

Il sogno è da considerarsi a tutti gli effetti un evento quantistico che ci fa intravedere le variabili nascoste di un dato problema o aspetto della nostra vita; esso esprime quindi delle probabilità con cui una certa configurazione potrebbe presentarsi. Potremmo ipotizzare che esso sia la “proiezione probabilistica” di un certo sviluppo SE mantenessimo lo stesso atteggiamento mentale di prima, dopo il sogno. Ma la cosa, in realtà, si fa più intrigante e complessa se consideriamo il fatto che il sogno influenza ed esercita una trasformazione sul sognatore mentre sogna! E’ come se ogni sogno fosse un tassello che completa un puzzle più grande, quello della nostra vita e del suo significato, in un continuo divenire.

Reebok Easy Tone: la scarpa che ti migliora il lato B!

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Siamo in primavera, le belle giornate diventano periodiche,con i cambi di stagione i nostri maglioni lasciano il posto alle magliette di cotone leggere e in vista dell’estate puntiamo lo specchio e con sguardo deciso citiamo la solita frase di periodo ” Quest’anno sarò la più bella della spiaggia” e giù con diete e stremanti esercizi.

E se non puoi riempire il pezzo superiore del costume perchè hai una prima scarsa tendente alla retro marcia,cosa sfoggerai a mare?

La moda 2010 vuole che il pezzo inferiore del costume,solitamente a mutandina,si restringa diventando un tanga brasiliano…ma se da dietro l’aspetto del sedere rassomiglia più all’emmentaler,quel buon formaggio bucherellato che di bello ha molto poco?

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Per fortuna che per ogni problema c’è sempre una soluzione,che in questo caso si chiama  Reebok Easy Tone le scarpe che promettono di risollevare e valorizzare il lato B di tutte noi donne ovviamente seguendo qualche esercizio per avere un culetto da fare invidia e un pò di massaggi anticellulite.

Dopo numerosi test si è scoperto che le scarpe reebok sollevano i glutei del 28% in più rispetto a qualsiasi altro modello di scarpa da ginnastica.
Tutto questo avviene grazie ad un innovativo sistema di capsule di bilanciamento – inserite nella suola all’altezza del tallone e dell’avampiede- che permette una stimolazione maggiore dei muscoli e una tonificazione dei polpacci, delle cosce e del sedere!

La collezione Reebok Easy Tone presenta diversi modelli di scarpe da ginnastica e infradito per “far salire”, il nostro lato migliore, anche in spiaggia!

Visitate il sito Reebok e scegliete con quale calzatura tornare in forma!

Burlesque,l’antica arte della seduzione

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Mia mamma dice sempre che il passato ritorna…e non sbaglia!

Per oltre 20 anni ha conservato i suoi abiti da ragazza che oggi vesto io,i pantaloni a vita alta,le camicette con la bavetta,le ballerine,i puà e le righine a marinaretto.

Ma gli abiti non sono l’unica cosa che insieme agli ex fidanzati ritornano dal passato…negli ultimi mesi sta riscuotendo grande successo la burlesque, un genere di spettacolo parodistico  nato nella seconda metà dell’Ottocento  nell’Inghilterra Vittoriana ed importato successivamente negli Stati Uniti, dove veniva anche chiamato the poor man’s follies, le “foliès” dei poveri perchè bene accolto nelle classi meno abbienti.

All’inizio con la definizione burlesque ci si riferisce ad uno scritto comico, con sfumature e intenti satirici e parodistici, ispirato o da un testo drammatico o da un tipico modo di recitare i drammi. Solamente intorno al 1865 venne rivitalizzato grazie ad una trasformazione di stile, genere e contenuti, che gli fece assumere una funzione di spettacolo di divertimento per adulti, imperniato su scene comiche a sfondo erotico o colte a piene mani dall’attualità, danze del ventre, siparietti improvvisati basati su doppi sensi, numeri di equilibristi o giocolieri, canti e danze.[ad]

Oggi è un gioco di seduzione per stimolare la passione che troppo spesso in coppia si indebolisce o si dimentica.

Corsetti,piume e polvere di stelle ricoprono le rotondità tanto apprezzate dagli uomini,un sottofondo di musica soft e  lo sguardo da cerbiatta unito alle movenze sensuali trasformeranno il vostro spettatore in un cacciatore affamato.E se l’ha fatto Dita Von Teese a Sanremo perchè non voi nella vostra stanza?

Il segreto è sorridere,muovere sinuosamente i fianchi e svestirsi con tanta lentezza così l’ attesa accresce la passione…e sarai Cleopatra per una notte.

Risuicte a leeggre qustea dmaonda? Il nostro cervello legge meglio dei nostri occhi

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Come è possibile questo?

La nostra mente interpreta, e quindi anticipa il messaggio, prima che l’occhio registri con precisione quello che in effetti c’è scritto; si chiama lettura intuitiva e volte ci frega facendoci prendere fischi per fiaschi a volte ,invece, come in questo caso, ci permette di intuire quello che il testo vuol significare  ma che NON c’è scritto.

E’ un po’ come quando scrivi i messaggini col t9  e il telefonino ad ogni lettera spara interpretazioni a raffica scegliendo  fra le possibili opzioni.

Hai avuto problemi? Forse sei dislessico.

La dislessia  è caratterizzata dalla difficoltà a effettuare una lettura accurata e/o fluente e da scarse abilità nella scrittura. Se questo problema non viene identificato nei primi anni della scuola primaria, tramite la valutazione di un esperto nel campo dei disturbi dell’apprendimento, le conseguenze possono risultare di una certa gravità. Se il bambino dislessico è sottoposto a un metodo d’apprendimento usuale, egli riuscirà solo con un grande dispendio di energia e concentrazione a ottenere risultati che per i suoi compagni e per il suo maestro sono quasi banali. Durante la scuola dell’infanzia è possibile effettuare una valutazione dei prerequisiti per l’abilità di lettura, in modo da poter intervenire precocemente e rafforzare delle competenze eventualmente carenti.

I problemi maggiori nascono quando i bambini dislessici non vengono compresi, poiché spesso passano per pigri o addirittura per stupidi. Questo li porta spesso a perdere la propria autostima, a forme di depressione o ansia, a crisi d’identità e molto spesso a rigettare in toto  il mondo della scuola, rinunciando in questo modo a molte possibilità che la loro capacità di memoria standard invece consentirebbe.[ad]

Come si manifesta la dislessia?

La dislessia si può presentare in modalità molto diverse da soggetto a soggetto. Di seguito vengono presentate le caratteristiche più comuni relative alla decodifica della singola parola o del testo scritto. Queste possono non essere tutte presenti contemporaneamente.

  • Scarsa discriminazione di grafemi diversamente orientati nello spazio

Il soggetto mostra chiare difficoltà nel discriminare grafemi uguali o simili, ma diversamente orientati. Egli, ad esempio, confonde la “p” e la “b”;  la “d” e la “q”;  la “u” e la “n”;  la “a” e la “e”;  la “b” e la “d”… Nell’alfabeto italiano sono molte le coppie di grafemi che differiscono rispetto al loro orientamento nello spazio, per cui le incertezze e le difficoltà di discriminazione possono rappresentare un impedimento alla lettura.

  • Scarsa discriminazione di grafemi che differiscono per piccoli particolari

Il soggetto mostra difficoltà nel discriminare grafemi che presentano somiglianze. Egli, ad esempio, può confondere la “m” con la “n”; la “c” con la “e”; la “f” con la “t”…

  • Scarsa discriminazione di grafemi che corrispondono a fonemi sordi e fonemi sonori

Il soggetto mostra difficoltà nel discriminare grafemi relativi a fonemi con somiglianze percettivo-uditive. L’alfabeto è composto di due gruppi di fonemi: i fonemi sordi e i fonemi sonori che, tra loro risultano somiglianti, per cui, anche in questo caso l’incertezza percettiva può rappresentare un ostacolo alla lettura. Le coppie di fonemi simili sono le seguenti:

F     V
T     D
P     B
C     G
L     R
M     N
S     Z

  • Difficoltà di decodifica sequenziale

Leggere richiede al lettore di procedere con lo sguardo in direzione sinistra-destra e dall’alto in basso; tale processo appare complesso per tutti gli individui nelle fasi iniziali di apprendimento della lettura ma, con l’affinarsi della tecnica e con l’uso della componente intuitiva, la difficoltà diminuisce gradualmente fino a scomparire. Nel soggetto dislessico, invece, talvolta ci troviamo di fronte a un ostacolo nella decodifica sequenziale, per cui si manifestano con elevata frequenza i seguenti errori:

  • Omissione di grafemi e di sillabe

Il soggetto omette la lettura di parti della parola; può tralasciare la decodifica di consonanti (ad esempio può leggere “fote” anziché “fonte”; oppure “capo” anziché “campo”…) o di vocali (può leggere, ad esempio, “fume” anziché “fiume”; “puma” anziché piuma”…) e, spesso, anche di sillabe (può leggere “talo” anziché “tavolo”; “paro” anziché “papavero”…)

  • Salti di parole e salti da un rigo all’altro

Il soggetto dislessico presenta evidenti difficoltà a procedere sul rigo e ad andare a capo, per cui sono frequenti anche “salti” di intere parole o di intere righe di lettura.

  • Inversioni di sillabe

Spesso la sequenza dei grafemi viene invertita provocando errori particolari di decodifica della sillaba (il soggetto può, ad esempio, leggere “li” al posto di “il”; “la” al posto di “al”, “ni” al posto di “in”…) e della parola (può leggere, ad esempio, “talovo” al posto di “tavolo”…).

  • Aggiunte e ripetizioni

La difficoltà a procedere con lo sguardo nella direzione sinistra-destra può dare origine anche ad errori di decodifica caratterizzati dall’aggiunta di un grafema o di una sillaba (ad esempio “tavovolo” al posto di “tavolo”…).

  • Prevalenza della componente intuitiva

Il soggetto che presenta chiare difficoltà di lettura privilegia, indubbiamente, l’uso del processo intuitivo rispetto a quello di decodifica. L’intuizione della parola scritta rappresenta un valido strumento ma, al tempo stesso, è fonte di errori, definiti di anticipazione. Non di rado, infatti, il soggetto esegue la decodifica della prima parte della parola, talvolta anche solo del primo grafema o della prima sillaba, e procede “intuendo”/“inventando” l’altra parte. La parola contenuta nel testo viene così ad essere spesso trasformata in un’altra, il cui significato può essere affine ma anche completamente diverso.