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Prevedere un terremoto

posted by:
samantha

Questa è una delucidazione per gli amici dell’ufficio circa l’articolo sul terremoto in Campania.

Gli esperti di vulcanologia cominciano a preoccuparsi quando vedono verificarsi contemporaneamente due o più dei seguenti fenomeni.

  1. Un aumento della concentrazione di gas Radon negli strati più superficiali del terreno. Questo vuol dire che qualche roccia profonda si è fratturata lasciando fuoriuscire questo gas. Il Radon, infatti si forma per decadimento dell’Uranio e solitamente resta intrappolato nelle rocce in cui nasce finchè non viene liberato da una estesa frattura provocata da un primo, leggero “terremoto” che ha luogo in profondità.
  2. Un aumento dell’attività tellurica (sciame sismico), segno che qualcosa “là sotto” si sta muovendo ed è pronto a “scattare”.
  3. Un movimento rilevabile di qualche marcatore GPS. Il sistema GPS (ed il più preciso Galileo) vengono infatti usati da anni per misurare il movimento delle placche tettoniche. Se un pezzo d’Italia si sposta rispetto ad un’altra in modo insolito, in genere non è un buon segno.
  4. Modelli statistici basati su serie storiche. Grazie alla grande quantità di dati raccolti dai sismografi di tutto il mondo in diversi decenni, si cominciano a riconoscere dei “pattern” specifici che (a volte) precedono i terremoti.[ad]

Come potete capire, se si verificano diversi di questi fenomeni nello stesso momento, c’è effettivamente da preoccuparsi. Il guaio è che, al momento, non è possibile calcolare il dove ed il quando avverrà il terremoto annunciato da questi sintomi. Per essere più precisi, di solito queste previsioni permettono solo di dire che avverrà un terremoto da qualche parte all’interno di un cerchio di diverse decine di km di raggio (Giuliani stesso parla di 150 km di diametro) ed in un momento qualsiasi all’interno di un arco di tempo che si estende da alcuni mesi ad alcuni anni. Ha la stessa probabilità di un terno al lotto!

Però non si può dire che Giuliani non ci abbia preso! E pensare che si è beccato pure una denuncia da parte di Bersolato per procurato allarme..e ora tutti pendono dalle labbra ( e dalle ricerche) di quest’uomo ormai in pensione che ha concluso la sua carriera con un grande botto!

One Response to “Prevedere un terremoto”

  1. Musikele scrive:

    rispondo solo su quello che so.
    I movimenti rilevati da marcatori GPS non possono essere molto attendibili. In genere la terra, dopo un terremoto anche di notevoli dimensioni, si sposta di 30, 40 centimetri. Qualche volta si arriva ad un metro. La tecnologia GPS, invece, è capace di rilevare movimenti maggiori ai 5-6 metri (o meglio, se uno si muove nel raggio di 5-6 metri il gps potrebbe rilevare qualunque cosa, compreso nessun movimento). Galileo, che tu citi, permetterà precisioni dell’ordine di 30 centimetri, ma… non esiste ancora! forse un giorno vedrà la luce.
    i modelli statistici basati su serie storiche hanno la stessa utilità di indovinare quando salterà la prossima volta la luce a casa, o quando cadrà un quadro: si può fare una media, ma non si deve pretendere che quella media verrà rispettata. Il vesuvio generalmente ha un’eruzione ogni 25 anni, e l’ultima è stata nel ’50: ci dobbiamo preoccupare?
    Prevedere i terremoti è impossibile, si possono leggere questi campanelli d’allarme ma nessuno è ancora in grado di dire scientificamente se il Radon viene sprigionato per questo motivo o per altri, nè se l’aumento dello sciame sismico sia un segnale o altro.
    Al massimo i terremoti si possono indovinare, ma non prevedere.
    un bacio

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