Happy feet: lode alla diversità

Scritto da samantha | le tematiche,storie | lunedì 19 ottobre 2009 23:23

Tutto va storto,ma qualcosa ancora funziona: i cartoni animati.

Forse c’è ancora speranza per le nuove generazioni…

Stasera italia1 ci ha offerto la visione di Happy Feet,la storia di un pinguino ballerino cacciato via dal branco perchè completamente stonato e quindi incapace di corteggiare con la “canzone del cuore”.Mambo,questo coraggioso ballerino,non si perde d’animo,esplora il mondo che lo circonda e anche quando è completamente emarginato lotta per affermare la propria identità nel gruppo.

Lo insegnano anche i cartoni animati: la diversità non è un male,avere gusti,idee,attitudini o caratteristiche differenti dalla massa non è una disgrazia. Ognuno di noi ha qualcosa che ci distingue,che può essere manifesto o ben nascosto ma è pur sempre qualcosa di speciale. Diamo la possibilità anche a chi è “diverso” dai componenti del branco di potersi esprimere liberamente,di poter vivere la propria vita e la propria “diversità” con la stessa serenità con cui ognuno di noi vive la propria giorno dopo giorno.

Inoltre questo divertente cartone animato sensibilizza anche al tema dello sfruttamento dei mari e dei massacri alle balene.

Non prendiamocela sempre con chi è più debole!!!!!

Accostare sesso e disabilità è ancora argomento tabù?

Scritto da samantha | sesso e prudenza,viaggi | domenica 18 ottobre 2009 16:59

Vi siete mai chiesti com’è la vita per un disabile?

Tolte le difficoltà principali che possiamo comprendere a priori come la mancata autonomia di andare,tornare,salire,scendere,muoversi,chiamare e addirittura  comunicare con chi sembra sentirsi troppo superiore per porgere l’orecchio,queste persone quasi non hanno una vita.

Parliamo di casi non gravissimi, di persone che non camminano ma lavorano,interagiscono,vivono.

Credete sia facile trovare amici e soprattutto amiche?

La principale difficoltà di un disabile è il dover combattere continuamente con la solitudine dato che molto spesso la loro ombra è l’unica a tenerli in compagnia.

Per fortuna o per disgrazia ci sono delle “amiche speciali ” chiamate assistenti sessuali che sanno bene che un uomo è pur sempre un uomo anche se disabile o non più agile come una volta.

Come si svolge il lavoro?

“Mi reco nel domicilio del paziente. A volte anche in albergo. Non offro un rapporto sessuale completo, mi limito ad accarezzare, a massaggiare, a creare con il malato un rapporto sensuale molto epidermico.  Anche perché queste persone hanno una loro sfera sessuale molto particolare”

E’ come prostituirsi?

“Comprendo che qualcuno possa fare questo paragone. Vorrei ricordare però che la motivazione che c’è dietro alla prostituzione è quella di accumulare più soldi possibile nel minor tempo possibile. Qui invece è proprio il contrario, i soldi sono molto pochi e l’investimento di tempo è tantissimo”.

Chi è l’assistente sessuale?

“È colui che assiste le esigenze sessuali delle persone che hanno un handicap fisico o mentale. Un lavoro difficile che richiede molta pazienza,sensibilità  e impegno. In Svizzera ce ne sono una decina; sono donatori di “felicità sessuale” per coloro ai quali la vita ha reso difficile la gioia dell’erotismo.”.

E i disabili italiani vorrebbero gli assistenti sessuali?

Il popolo di Disabili.com non ha evitato di esprimersi su un tema così delicato come quello che nasce dall’accostamento di due temi ancora tabù: sessualità e disabilità.
La testimonianza sta nei risultati del sondaggio proposto da Disabili.com: il dato del 77% dei favorevoli va suddiviso tra chi “prenderebbe in considerazione questa proposta” (44%), chi l’accetterebbe data la presenza di professionisti (26%) e chi, infine “non ne farebbe uso, ma non ci vede nulla di male” (7%).
Ma un buon 5% dei navigatori non approva l’iniziativa perchè “sarebbe come legalizzare la prostituzione”.

Per adesso l’assistenza è limitata alle donne e agli uomini,e i gay?

Il nuovo corso che partirà in autunno a Basilea cercherà di riempire questa lacuna, formando  operatori omosessuali sia donne che uomini per venire incontro alle esigenze di persone con handicap e con inclinazioni gay”.

Io non ci vedo niente di male,e voi?

Università di salerno: a mensa ci propinano cibi persi!

Scritto da samantha | università | venerdì 9 ottobre 2009 10:10

Basta!Non ne posso più di sentir dire le solite scuse accompagnate dal “Poteva succedere ovunque; è stato un piccolo errore ; non capiterà più”….Balle,balle e ancora balle!!!

Sono diversi anni che provo a prendere la borsa di studio all’università,anche solo per risparmiare sul pranzo a mensa ma vuoi la sfortuna,vuoi che io e la burocrazia siamo due universi diversi ma nulla…

Dunque sono 3 anni che pago E 2,50 per un piatto di pasta con il secondo o in alternativa un cestino con panino e salumi del giorno. Fin qui tutto bene ma…

Sono una golosona di cibi dolci e salati,adoro tutto ciò che è fatto con le patate; ad esempio una volta ero sola a casa e mi sono preparata un pranzetto stile “patanaro”: pasta e patate,patate fritte,purè e patate al burro. Disgustoso? Si,a dirlo così in effetti…

…Cmq arrivo a mensa,controllo il menù e mi ti ritrovo il purè…mmm…

Faccio la fila con il vassoio,prendo la pasta e corro ai contorni per degustare questa bontà…mi siedo al tavolo e divoro il mio pranzo,ma dopo pochi minuti mi gonfio come un palloncino e inizio a stare male. Crampi e sudore freddo mi hanno accompagnato x l’intera giornata! Cosa sarà stato?

Un periodo dopo stessa scena,guardo il menù,prendo il purè ma prima chiedo alla signora della mensa se fra gli ingredienti è presente anche il pepe dato che ne sono allergica.”Ma no cara,l’avremmo specificato se ci fosse stato” mi dice,e come non fidarsi!Consumo il mio pranzo,mi gonfio e inizio a stare male.

Questo x ben 4 volte! Ma non ero l’unica a stare male,nel purè non solo c’era il pepe ma era anche quello a palline grandi che ci avevano fatto passare come “una spezia orientale”…cavolo ditelo che è pepe! Con questa stronzata della spezia orientale hanno fatto stare male molti studenti…

Credete sia finita?

Con il cestino non mi è andata meglio! Un giorno nel mio panino c’era del prosciutto ricoperto da una strana polverina bianca e tanta muffa…qualcuno quando sono andata a reclamare ha avuto il coraggio di farlo passare come “prosciutto affumicato”…se se…ammuffito forse! Ora mi spiego perchè la mensa è aumentata: il prosciutto invecchiato ha un certo valore di mercato rispetto al prosciutto giovane! E mi spiego pure come mai cucinano così bene: tutto merito delle “spezie orientali” e degli ingredienti segreti…

E c’è chi,sulla mensa di salerno,può raccontare molto peggio…

Così la droga nasce e il problema cresce,cresce,cresce…

Scritto da samantha | consigli e segreti,le tematiche,mondo,natura,storie,succede nel mondo | sabato 3 ottobre 2009 15:00

Secondo una leggenda orientale,il fiore dell’oppio sarebbe nato dalla zolletta di terra su cui caddero le palpebre di Buddha quando questi se le mozzò per non essere colpito dal sonno. Ma la conoscenza delle qualità di questa droga è molto più antica e risale a 3000-4000 anni a.C. come si legge su alcune tavolette sumeriche di quell’epoca.

Nell’Odissea si racconta che Elena,moglie del re Menelao, fece bere a Telemaco che era molto stanco per l’inutile ricerca del padre Ulisse, una bevanda certamente preparata con l’oppio, che annullava il dolore e faceva dimenticare ogni sventura. Questa sostanza, di cui gli antichi avevano apprezzato le virtù medicinali quando non vi erano altri mezzi per diminuire il dolore, con il passar del tempo, è divenuto un terribile veleno per l’abuso che l’uomo ne ha fatto.

Anche la scoperta della cocaina è legata ad una leggenda : il dio khumi, signore delle tempeste, del fuoco e della neve, che aveva la sua dimora nella Cordigliera delle Ande, irritato contro le popolazioni che bruciavano le foreste , decise di impedire ad esse di far ritorno nei loro villaggi sulle rive del lago Titicaca distruggendo ogni via di comunicazione.  I malcapitati ,allora, incominciarono a peregrinare per le montagne e a soffrire la fame e la sete e ,proprio in questa drammatica situazione scoprirono che, masticando alcune foglie di una pianta, la coca, scomparivano fame, sete, e tormenti di ogni genere. Solo così ritrovarono il sentiero che li avrebbe riportati ai loro villaggi.

Dall’oppio viene estratta la morfina da cui deriva l’eroina,poi nel 1943 il chimico Hofmann  scopre l’LSD/25  una sostanza micidiale che appartiene al gruppo delle droghe dette  psichedeliche.

Perchè ci si droga?

Non vi è dibbioche almeno alcuni motivi vanno ricercati all’interno della società, nelle sue contraddizioni, nel consumismo che la caratterizza, nella crisi della famiglia ormai sempre più incapace di care affetto,calore,sicurezza e di trasmettere valori autentici. Altri motivi sono da addebitarsi al fascino del nuovo,agli stimoli malsani della pubblicità, all’esempio dei compagni.

Effetti negativi?

Gli effetti negativi della droga sono molteplici: da una falsa sensazione di potenza ed energia illimitate,a stati di disperazione e depressione profondi,ad un’ansia morbosa,a un senso di persecuzione che genera l’aggressività,ad allucinazione e disorientamenti sia fisici che psichici da cui è difficile liberarsi                      .

Non basta un’informazione capillare per risolvere il problema della droga,nè un’educazione idonea che responsabilizzi i giovani e sviluppi in essi il senso critico, non bastano leggi severissime contro i trafficanti e gli spacciatori; occorre una seria programmazione per il recupero dei drogati e per quelli che vogliono uscire da questo tunnel della morte. E per fare ciò occorrono miliardi,molti miliardi e non parole e programmi inutili!

Ma fino a quando il nostro Paese investirà migliaia di miliardi per spese militari e pochi milioni per risolvere tanti problemi urgenti di ordine sociale,il fenomeno della droga e quello della mafia o della camorra assumeranno forme sempre più esasperate e devastanti.

Un giorno qualcuno dirà: ” E’ inutile piangere sul latte versato

La cosa più importante

Scritto da samantha | amici,le tematiche,mondo,natura,sorriso,storie | venerdì 2 ottobre 2009 18:45

Il 21 settembre è stata la giornata mondiale della non violenza..ma per me lo è ogni giorno!

Oggi 2 ottobre,in concomitanza dell’anniversario della nascita di Gandhi, si è tenuta la Marcia Mondiale per la Pace e la non-violenza.

Eccovi il mio contributo:

Non importa che tu sia

uomo o donna,

vecchio o fanciullo,

operaio o contadino,

soldato o studente o commerciante;

non importa quale sia

il tuo credo politico

o quello religioso;

se ti chiedono qual è

la cosa più importante per l’umanità

rispondi prima,dopo,sempre:

la pace!

Il termine Pacifismo indica la tesi sostenuta da coloro i quali ritengono ingiustificata e non ammissibile la guerra.

Fino agli inizi del secolo scorso tale tesi era apertamente sostenuta soltanto da pochi gruppi; col passare del tempo, e specialmente dopo il lancio della bomba atomica sulla città giapponese di Hiroshima il 6 agosto 1945 sono andati aumentando i movimenti etico-politici che,basandosi sul concetto di inviolabilità della vita umana e sulla necessità di risolvere le controversie delle Nazioni attraverso il dialogo, si propongono di instaurare una pace universale e perpetua.

Attualmente poi essendo diventate le armi atomiche e chimiche sempre più sofisticate e micidiali i Movimenti Pacifisti vanno mobilitando e organizzando masse sempre più vaste di persone, soprattutto giovani, che si battono per il disarmo nucleare, per l’eliminazione degli esperimenti nucleari, per il ricorso a metodi di lotta improntati alla non violenza e per estendere in tutti gli Stati il diritto dei cittadini all’obiezione di coscienza.

Proprio uno di questi Movimenti di obiettori di coscienza ha diffuso qualche tempo fa un manifesto che è stato affisso in molte scuole: [ vi riporto il testo]

<< Credi nella Pace?

Non nella misera e falsa assenza di guerra ma nella pace che è giustizia, fraternità, uguaglianza?

Credi in questo fatto?

Richiede un cammino lungo,fatto di passi che costano, intessuto di onestà, verità,rinuncia di sè, fede nell’uomo, solidarietà. Se credi che questa pace sia realizzabile, se non la confini tra le utopie o le buone intenzioni, se non ne deleghi la costruzione agli altri, questo invito è per te.  Per costruire la Pace occorre occorre sconfiggere le radici della violenza presenti nel mondo ma anche in ognuno di noi.  Occorre impegnarsi in prima persona,rinunciando alla violenza, e realizzando piccoli ma rivoluzionari gesti di pace.  A te decidere >>

I cultori della non-violenza sostengono che la loro ideologia risponde alle esigenze di tutti gli uomini, indipendentemente dalla razza , dal colore della pelle, dal sesso, dalla religione, ed è l’unica che può realizzare una società autenticamente democratica nella quale al posto dell’utilitarismo, dello sfruttamento, dell’egoismo vi saranno l’impegno civile, la solidarietà, il lavoro, La Pace.

Le tecniche della non violenza sono molte :

  • la non cooperazione  (rifiuto di prestare qualsiasi servizio)
  • la resistenza o disobbedienza non violenta (disobbedire a una data legge e sottoporsi alla punizione senza ribellarsi)
  • il sit-in   (rimanere seduti finchè non si ottiene ciò che si chiede)
  • l’affratellamento  (convincere attraverso il dialogo della giustezza delle proprie richieste)
  • l’ostruzione non violenta  (ammassarsi a centinaia in un posto o sdraiarsi tutti per terra)

Basterebbe davvero poco da ognuno .

Il mondo sta morendo

Scritto da samantha | Senza categoria,consigli e segreti,le tematiche,mondo,natura,storie,succede nel mondo,viaggi | giovedì 1 ottobre 2009 19:48

L’uomo sta avvelenando tutta la terra;  l’inquinamento ha raggiunto anche le zone più sperdute del nostro pianeta.Alcuni scienziati infatti, hanno trovato tracce di D.D.T ( potente insetticida) perfino nelle nevi dell’ Alaska.

Molte zone della terra sono già morte come ad esempio: il lago Erie (da non confondere con il grande lago Erie) negli Stati Uniti,le cui acque sono così inquinate che se qualcuno ,per disgrazia, vi cade, deve vaccinarsi immediatamente contro il tetano; in Francia, la Senna, ha acque grigiastre e melmose, le sue sponde sono squallide, l’aria intorno è nauseabonda, in poche parole è un fiume in pericolo di morte; a Londra,nell’inverno di una decina di anni fa, a causa dello smog e e di un improvviso aumento della temperatura morirono 4 mila persone; a Milano, la città cui spetta in Italia il primato dell’inquinamento atmosferico, l’aria che normalmente si respira è una specie di miscela mortale che produce in tempi brevi o lunghi le più diverse malattie soprattutto agli organi della respirazione.

In Giappone sono ormai frequenti nella popolazione i casi di persone colti da improvvisa pazzia o paralisi dovuti al consumo di pesci e crostacei pescati in acque inquinate da grosse dosi di mercurio, provenienti dagli scarichi delle industrie; a Napoli i mitili ( molluschi marini ) allevati nelle acque del porto sono una continua minaccia di tifo e anche di colera.

E l’elenco potrebbe continuare all’infinito!!!

Un altro drammatico grido d’allarme si leva da parte di molti scienziati.Stiamo avvelenando il mare; ogni anno le petroliere scaricano nelle acque del mare, per il lavaggio delle loro cisterne, una quantità di prodotti petroliferi vari.

In tal modo vaste superfici di acqua marina vengono coperte  da una coltre nerastra e densa che, limitando il processo di ossigenazione dell’acqua, procura la morte di milioni e milioni di pesci.

Nel mare si scaricano ,poi, dopo aver distrutto gran parte del patrimonio ittico dei fiumi, migliaia e migliaia di tonnellate di D.D.T ; particelle minime di questo potente veleno vengono assorbite anche dall’uomo attraverso le carni dei pesci,dagli uccelli, il latte,attraverso l’erba di cui si cibano le mucche.

Alcuni studiosi hanno accertato che l’uomo può immagazzinare queste piccole quantità di veleno per lungo tempo senza che si verifichi alcun danno apparente,ma con il passar degli anni si potrà verificare un improvviso avvelenamento generale per intere popolazioni.

Ciò nonostante, la quantità di insetticidi che si usa in agricoltura aumenta sempre più.

Ma non è soltando il mare che sta morendo; l’aria che avvolge il nostro pianeta è satura di gas velenosi.

La crescita rapida e disordinata delle grandi città e la corsa sfrenata al consumismo hanno creato e creano le condizioni favorevoli per la diffusione della sporcizia e delle malattie; le esigenze delle città crescono e con esse i bisogni di quelli che le abitano.

Le strade a scorrimento veloce,le autostrade, i lavori per le tubazioni di scarico, i depositi delle immondizie, le cave, le estrazioni di materiali vari per l’edilizia o per l’industria riducono di giorno in giorno gli spazi verdi.

Il volto della terra è sfigurato e continua ad esserlo con un ritmo sempre più accellerato.

A questo punto viene naturale una domanda: cosa ci riserverà il futuro?

Noi siamo colpevoli di questo drammatico terricidio che secondo una rivista americana porterà alla fine del  genere umano entro il 2030.