L’uomo sta avvelenando tutta la terra; l’inquinamento ha raggiunto anche le zone più sperdute del nostro pianeta.Alcuni scienziati infatti, hanno trovato tracce di D.D.T ( potente insetticida) perfino nelle nevi dell’ Alaska.
Molte zone della terra sono già morte come ad esempio: il lago Erie (da non confondere con il grande lago Erie) negli Stati Uniti,le cui acque sono così inquinate che se qualcuno ,per disgrazia, vi cade, deve vaccinarsi immediatamente contro il tetano; in Francia, la Senna, ha acque grigiastre e melmose, le sue sponde sono squallide, l’aria intorno è nauseabonda, in poche parole è un fiume in pericolo di morte; a Londra,nell’inverno di una decina di anni fa, a causa dello smog e e di un improvviso aumento della temperatura morirono 4 mila persone; a Milano, la città cui spetta in Italia il primato dell’inquinamento atmosferico, l’aria che normalmente si respira è una specie di miscela mortale che produce in tempi brevi o lunghi le più diverse malattie soprattutto agli organi della respirazione.
In Giappone sono ormai frequenti nella popolazione i casi di persone colti da improvvisa pazzia o paralisi dovuti al consumo di pesci e crostacei pescati in acque inquinate da grosse dosi di mercurio, provenienti dagli scarichi delle industrie; a Napoli i mitili ( molluschi marini ) allevati nelle acque del porto sono una continua minaccia di tifo e anche di colera.
E l’elenco potrebbe continuare all’infinito!!!
Un altro drammatico grido d’allarme si leva da parte di molti scienziati.Stiamo avvelenando il mare; ogni anno le petroliere scaricano nelle acque del mare, per il lavaggio delle loro cisterne, una quantità di prodotti petroliferi vari.
In tal modo vaste superfici di acqua marina vengono coperte da una coltre nerastra e densa che, limitando il processo di ossigenazione dell’acqua, procura la morte di milioni e milioni di pesci.
Nel mare si scaricano ,poi, dopo aver distrutto gran parte del patrimonio ittico dei fiumi, migliaia e migliaia di tonnellate di D.D.T ; particelle minime di questo potente veleno vengono assorbite anche dall’uomo attraverso le carni dei pesci,dagli uccelli, il latte,attraverso l’erba di cui si cibano le mucche.
Alcuni studiosi hanno accertato che l’uomo può immagazzinare queste piccole quantità di veleno per lungo tempo senza che si verifichi alcun danno apparente,ma con il passar degli anni si potrà verificare un improvviso avvelenamento generale per intere popolazioni.
Ciò nonostante, la quantità di insetticidi che si usa in agricoltura aumenta sempre più.
Ma non è soltando il mare che sta morendo; l’aria che avvolge il nostro pianeta è satura di gas velenosi.
La crescita rapida e disordinata delle grandi città e la corsa sfrenata al consumismo hanno creato e creano le condizioni favorevoli per la diffusione della sporcizia e delle malattie; le esigenze delle città crescono e con esse i bisogni di quelli che le abitano.
Le strade a scorrimento veloce,le autostrade, i lavori per le tubazioni di scarico, i depositi delle immondizie, le cave, le estrazioni di materiali vari per l’edilizia o per l’industria riducono di giorno in giorno gli spazi verdi.
Il volto della terra è sfigurato e continua ad esserlo con un ritmo sempre più accellerato.
A questo punto viene naturale una domanda: cosa ci riserverà il futuro?
Noi siamo colpevoli di questo drammatico terricidio che secondo una rivista americana porterà alla fine del genere umano entro il 2030.