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Esercizi per aumentare il seno

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samantha

In mancanza di denaro sufficiente a pagare un’operazione al seno ci sono i rimedi casalinghi, efficaci ma che richiedono costanza!

Come aumentare il seno grazie ad esercizi mirati?

Dovete seguire un regolare piano di allenamento che vi permetta di sviluppare e tonificare i vostri muscoli pettorali ed aumentare così la misura del vostro seno.

È normale per le donne rincorrere il faro della bellezza, e se per voi sentirvi più belle significa avere un seno più grande, perché non provare un paio di semplici esercizi?

Se combinerete un allenamento costante ad una dieta sana ed equilibrata riuscirete a realizzare il vostro sogno, e cioè aumentare la misura del seno senza andare ad ingrassare le altre parti del vostro corpo.

Uno degli errori più comuni, infatti, è proprio quello di entrare in una dieta mirata a fornire una maggior quantità di grasso al vostro organismo così da ingrossare il seno; questa tecnica però, indurrà anche il resto del vostro corpo a guadagnare chili .

La soluzione ideale è quella di assumere cibi che vi garantiscano la giusta quantità di estrogeni, l’ormone femminile per eccellenza che aiuta la produzione di tessuto mammario.

Provate a combinare un’alimentazione bilanciata e ricca di estrogeni ad un piano regolare d’allenamento, potete provare cominciando con questi pratici esercizi:

Flessioni

Anche se per decenni questo esercizio è stato collegato direttamente ai pettorali maschili, questo non significa che non possa risultare efficace anche per aumentare il seno di noi donne, se svolto nella maniera corretta.

Posizionatevi a pancia in giù sul pavimento, con le mani all’altezza delle spalle sotto di voi.

Facendo leva sulle braccia sollevare il busto da terra fino a raggiungere la massima altezza possibile, ricordandovi di tenere le gambe affiancate ed i piedi appoggiati sul terreno.

Una volta raggiunta la sommità provate a stringere i vostri muscoli pettorali, contraendoli.

Tornate ora alla posizione di partenza per poi ripetere l’esercizio.

Pressione dei palmi

Questo esercizio può essere eseguito in qualsiasi posizione seduta, ed è indicato per tutte le donne che non dispongono del tempo necessario per allenarsi.

Se lavorate in ufficio, potete benissimo prendervi 10 minuti per eseguirlo rimanendo tranquillamente nella vostra postazione lavorativa.

Unite i palmi delle mani di fronte al vostro petto ed esercitate pressione tra loro, così da far lavorare i vostri muscoli pettorali. Sentite come funziona? Questo sì che è uno di quegli esercizi utili per aumentare il seno!

Flessioni a muro

Se fatto correttamente, questo esercizio vi aiuterà ad aumentare il senofino al risultato tanto sognato.

Posizionatevi quindi di fronte ad un muro, assicurandovi di avere i piedi all’altezza delle spalle.

Appoggiatevi ora al muro con le mani larghe fino all’altezza delle spalle e le dita rivolte verso l’alto.

Lo scopo di questo esercizio è quello di fare una sorta di push up contro il muro.

Iniziate piegando le braccia fino a portare il petto vicino al muro.

Ricordatevi di tenere la schiena dritta e la pancia tirata in dentro, rimanete in questa posizione per 10 secondi, e spingetevi via dal muro facendo leva sulle braccia, fino a quando non le avete completamente dritte.

Potete benissimo fare 10 ripetizioni di questo esercizio prendendovi una breve pausa tra una serie e l’altra e, se volete rendere questo esercizio ancora più efficace, aumentate la distanza dal muro.

hr

Il futuro degli acquisti in un’ App

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samantha

esselunga

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Ieri mi sono accorta di come il presente sia il laccio tra il passato e il futuro. La tecnologia compie passi da gigante, per quanto tu possa correre veloce non gli starai mai dietro, e io che sono fidanzata con un informatico lo so bene! L’impossibile non esiste più, oggi posso fare quello che ieri era impensabile.

Forte di questa consapevolezza, sono andata a far visita alla mia nonna, una giovincella vicina ai 90. E’ da un pò che si è rinchiusa in casa per via del ginocchio capriccioso, ma non ha mai smesso di interessarsi al mondo intero e tra un dritto e un rovescio al maglione le ho raccontato le ultime novità.

Le ho detto che oggi si va al supermercato stando seduti sul divano di casa, lei è scoppiata a ridere pensando che la stessi prendendo in giro e mi ha risposto “Anche se sono vecchia, guarda che non sono rimbambita”. E’ per questo che l’adoro!

Ricominciamo dall’inizio. Ormai con il proprio cellulare si va ovunque e si fa qualunque cosa, anche la spesa.  Esselunga infatti ha creato la prima App ,contraddistinta dall’immagine di Mago Melino, disponibile gratuitamente su App Store e sull’Android Market per tutti gli iPhone, iPad, smartphone e tablet Android.

L’App permette di essere sempre aggiornati sulle novità dei punti vendita e scoprirne tutte le promozioni, non solo sfogliando i volantini, ma  navigando tra i reparti del punto vendita completi di tutti gli articoli in offerta. È inoltre possibile filtrarli secondo la categoria di promozione oppure cercare direttamente i prodotti di proprio interesse e tramite lo Store Locator è possibile cercare il negozio preferito o farsi guidare dall’App verso quello più vicino o ancora richiedere di essere avvisato in modo puntuale sulle promozioni, scegliendo la categoria di proprio interesse, le aperture straordinarie e l’uscita di nuovi volantini dei negozi preferiti.

Per lei che già la tv a colori è un miracolo, che ha conosciuto il cellulare solo qualche anno fa e non l’ha mai posseduto, il nostro oggi deve sembrarle proprio un altro mondo!

Realizzato anche questo, non restano che gli acquisti tramite telepatia con i commessi, i viaggi nel tempo e  …probabilmente domani esisterà anche questo.

hr

L’inchiesta nata da Pasquale Natuzzi

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samantha

La concorrenza sleale nel settore del mobile imbottito inizia a Forlì a partire dal 2007, quando sul territorio emerge il fenomeno dei lavoratori irregolari cinesi che producono ingenti quantità di divani e poltrone a prezzi fuori mercato in capannoni fatiscenti. Le aziende artigiane locali non riescono più a competere con questa nuova concorrenza sleale perdendo le commesse con clienti della grande distribuzione italiani ed esteri. Dai rari controlli delle forze dell’ordine viene dimostrato che i cinesi riescono fornire prodotti a prezzi dimezzati perché sfruttano i propri connazionali, talvolta clandestini, costringendoli a lavorare in nero e a cottimo e segregandoli nei dormitori attigui ai capannoni. Il sistema va a vantaggio di molte grandi marche che aumentano così i margini, penalizzando sia gli artigiani che non scendono a compromessi sia i consumatori che acquistano un prodotto con etichetta made-in-italy senza ricevere alcuna garanzia di qualità e rispetto dell’etica.

 

 

È nell’ambito di questo contesto, che emerge la denuncia di Pasquale Natuzzi, fondatore del Gruppo Natuzzi, azienda quotata alla borsa di New York, leader nel settore del mobile imbottito. Natuzzi affronta la crisi di mercato sottolineando l’importanza del rispetto delle regole e denunciando la concorrenza sleale. La produzione Natuzzi è interamente realizzata all’interno delle sue fabbriche: 3.200 dipendenti in Italia e altre fabbriche dipendenti nel resto del mondo; con artigiani qualificati e costo del lavoro molto più elevato. Al contrario la concorrenza si affida alla produzione realizzata dai cosiddetti terzisti, per lo più cinesi, scrollandosi di dosso la responsabilità di quello che succede in queste aziende che, come si evince da alcuni controlli effettuata della guardia di finanza, non rispettano le regole a tutela del consumatore e del contribuente che paga regolarmente le tasse.

In buona sostanza chi produce direttamente a costi d’impresa molto alti subisce la concorrenza sleale vedendosi sottrarre volumi e quote di mercato che determinano riduzione dei posti di lavoro legali e cassa integrazione. A pagare, ancora una volta, sono i lavoratori onesti e i contribuenti.

Chi non produce direttamente ma si avvale di filiere più snelle, ha margini più elevati; ma queste filiere applicano prezzi più bassi perché offrono una qualità bassa, con materiali scandenti e si avvalgono di lavoro pagato in nero, non pagano le tasse.

La battaglia di Natuzzi contro il “meid in Itali” e a favore del “made in Italy” autentico, contro la finta pelle impropriamente definita “ecopelle”, i terzisti oscuri e a favore degli italiani che rispettano il lavoro le leggi e le persone, è volta a sottolineare e risolvere un problema che impatta negativamente sia sulla società che sull’economia del nostro Paese.

hr

Nasce a Napoli il primo consultorio per transessuali

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samantha

Nasce a Napoli il primo consultorio creato esclusivamente per i transgender. Tale struttura rappresenta il primo consultorio del Sud che si occupa di dare supporto ed assistenza ai transessuali malati, anziani e non completamente autosufficienti, in quali non hanno famiglie alle spalle che possono badare a loro. I servizi offerti dal consultorio sono diversi: tutela legale, aiuto nell’inserimento nel mondo del lavoro, informazione sulle tematiche sanitarie ed assistenza medica.

L’iniziativa è realizzata dalla cooperativa sociale Dedalus, con il sostegno della Fondazione con il Sud e la collaborazione dell’Università di Napoli “Federico II”, la Asl Napoli 1 Centro e una rete di associazione tra cui Federconsumatori, Mit-Movimento di identità transessuale e Associazione trans Napoli.

In questo interessante e utile progetto, che sicuramente abbatte le barriere del pregiudizio e dà a queste persone un valido aiuto nella vita quotidiana, sarebbe inclusa la creazione di una casa di accoglienza temporanea per i trans che hanno bisogno di supporto. Non è stata ancora individuata l’ubicazione precisa della struttura. La città partenopea è quella in cui vivono più transgender: infatti, si stimano circa 3.000 transessuali presenti sul territori. Molte di queste persone vivono in condizioni di disagio economico e sociale molto elevato, quindi questa iniziativa giova, seppur minimamente, a un miglioramento della loro vita quotidiana.

hr

Il matrimonio fa bene…se è gay!

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samantha

Gli uomini gay sono più soggetti a depressione e manie di suicidio per via dell’esclusione sociale, ma da quando in sei stati americani le nozze gay sono state legalizzate il numero di ricoveri è sceso sensibilmente.

Il matrimonio è un’ottima soluzione per migliorare la propria salute… non ci credete? Ebbene non proprio per tutti, ma per i maschi gay è proprio vero. Lo confermerebbe una ricerca pubblicata dal “Journal of Public Health”, secondo cui sarebbe possibile dimostrare come i costi sanitari dei maschi omosessuali siano calati sensibilmente da quando il matrimonio gay è stato legalizzato in sei stati americani.

La ricerca ha analizzato le statistiche riguardanti le visite mediche a cui si sono sottoposti gli uomini gay negli ambulatori del Massachusetts, che è lo stato che ha effettuato questa riforma da più tempo (cioè fin dal 2003), ed i dati hanno dimostrato come questi soggetti abbiano avuto una netta diminuzione di ricoveri dopo essersi sposati ed in percentuale minore anche ai single.

La letteratura scientifica sull’argomento fornisce già un quadro molto preciso e sicuro sul fatto che i maschi omosessuali hanno maggiori possibilità di essere depressi o afflitti da pensieri inerenti il suicidio rispetto a quelli eterosessuali; tuttavia non si era mai davvero valutato quanto l’esclusione sociale, come ad esempio l’impossibilità di sposarsi, potesse essere determinante in questo genere di problematiche.

Gli studiosi della Columbia Univesity Mailman School of Public Health hanno preso in esame 1211 maschi gay, sia nei 12 mesi precedenti l’approvazione delle leggi sul matrimonio a Boston e sia nei 12 mesi immediatamente successivi. Il risultato, considerando che lo studio prende in esame un lasso di tempo relativamente breve per una simile ricerca, è stato davvero stupefacente: le richieste di visite mediche per disturbi come l’ipertensione o la depressione sono calate del 13%.

Secondo il dottor Mark Hatzenbuehler ed i suoi collaboratori ciò sarebbe il risultato di una importante riduzione dello stress: “i nostri risultati suggeriscono che la rimozione di queste barriere migliora la salute degli uomini gay e bisessuali. Il matrimonio può produrre benefici per la salute pubblica, riducendo l’insorgenza di stress.” 

hr

Le parole più odiate in un discorso

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samantha

Ci sono alcune parole, che pronunciate al momento giusto possono infiammare gli spiriti di una folla, altre che possono far nascere la passione in un innamorato, altre che possono far male più di pugno in faccia; tuttavia se volete dire qualcosa che raggeli l’aria e faccia perdere tutta l’attenzione possibile al proprio interlocutore sono poche le parole che potreste scegliere. Ad individuarle ci ha pensato un’indagine del college Marista Intitute for Public Opinion.

Le parole che annoiano di più un interlocutore sono “sapere” oppure anche “come“, che secondo la ricerca indurrebbero nell’altro un senso di già compreso e di poco interessante capace di far distrarre anche il più saldo degli ascoltatori. Per cui, fateci caso, un professore o un manager che arringa gli studenti o i dipendenti e che risulta sempre noioso dice spesso queste parole!

Secondo la statistica un adulto su cinque disprezza in una conversazione un “come” di troppo, ma anche un “lo sai” troppo ripetuto. “Giusto te” oppure “serio” sono considerate parole un pochino più sopportabili se ripetute spesso, ma comunque viene disprezzata da un adulto su otto. La parola peggiore è però: “qualunque“. Quasi il 90% degli intervistati si dice irritato e seccato da questa parola, che viene considerata il modo migliore per essere vaghi o per evitare di rispondere direttamente; anzi, a volte viene interpretata addirittura come un segno che non si ritiene l’altro abbastanza importante da essere più specifici.

Per fare queste statistiche il college ha preparato e messo in atto un sondaggio telefonico che ha domandato a circa 1.026 adulti in tutti gli Stati Uniti di dire il proprio modo di vedere su un certo numero di parole scelte accuratamente all’interno della letteratura passata che ha trattato l’argomento. Secondo gli autori la ricerca potrebbe avere un margine di errore di circa tre punti percentuali, ossia praticamente 3 volte su cento potrebbe essere sbagliata.

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L’apparente invecchiamento causato dai dolciumi

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samantha

Il Natale è arrivato e con il suo carico di leccornie, cene, cenoni, pranzi e pranzetti si rischia di mettere su qualche chilo. Ovviamente la tentazione più difficile a cui resistere sono come al solito i dolciumi, che fra panettoni e cioccolato rischiano di farci ingurgitare un quantitativo di zucchero un po’ troppo elevato. Il problema però non è soltanto l’ago della bilancia, quanto la pelle o più precisamente l’invecchiamento precoce della pelle.

Cosa centrano gli zuccheri con la pelle? Secondo le ricerche apparse sulla rivista New Scientist, realizzata dall’Università di Leiden, il Natale rischia di regalarci ben 2 anni apparenti in più! La ricerca si è svolta su un gruppo di 569 volontari sani, suddivisi in tre gruppi, ognuno dei quali è stato messo in condizioni di assumere quantitativi di glucosio tali da rendere la concentrazione nel sangue omogenea all’interno dei gruppi. Esaminati in parallelo anche 33 soggetti diabetici.

Dopo aver misurato i livelli per circa un mese hanno chiesto a circa 60 persone esterne di osservare le foto dei volontari e di dire quanti anni dimostrasse ognuno dei volti fotografati. Ilo risultato sembra che alti livelli di glucosio nel sangue fanno sembrare le persone più vecchie.

Le differenze fra chi ha assunto più o meno zuccheri arriva fino ad 1 anno, mentre nel gruppo dei diabetici si arriva addirittura ad 1 anno e sette mesi. Gli studiosi hanno quindi stabilito che esiste una differenza di circa cinque mesi nell’età percepita per ogni 0,18 grammi di glucosio per litro di sangue.

David Gunn, uno dei coordinatori dello studio, ha commentato: “il corpo non solo ci manda dei messaggi, con malattie oppure sensazioni, ma comunica ciò che gli succede all’interno anche cambiandoci il volto affinché possiamo accorgercene visivamente.” 

Dunque sarà per questo che le immagini dei personaggi del Natale e dell’Epifania (Babbo Natale e la Befana) sono così grinzosi ed anziani: nel loro momento c’è una cascata di dolciumi e caramelle!

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L’eccesso di calorie assunte causa l’invecchiamento precoce

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samantha

Fra gli effetti negativi del mangiare troppo, assumendo di conseguenza troppe calorie, adesso bisogna aggiungere anche un quotidiano “invecchiamento” delle cellule celebrali. Secondo gli studiosi il segreto per una vecchiaia più sana sta nello stile di vita a tavola fin dalla giovane età. Secondo gli esperti ci sarebbe una molecola che si attiva nelle nostre cellule celebrali se si mangia poco e che avrebbe il miracoloso effetto di rallentare l’invecchiamento. Per capire bene quanto questo procedimento possa essere positivo basti considerare che basterebbe lasciare nel piatto il 30% delle calorie consumate mediamente (nei paesi avanzati ovviamente), quasi un terzo rispetto a quelle consigliate a seconda delle attività che si svolge durante la giornata per ottenere un significativo aumento della durata della propria vita! La straordinaria molecola anti-età è stata scoperta dai ricercatori dell’Università Cattolica di Roma, che l’hanno denominata Creb1. Attivata da una dieta a basso contenuto calorico, funziona da “conduttore del traffico” cellulare, inducendo all’azione altri geni utili alla longevità.

L’eccezionale scoperta è stata fatta dall’equipe di Giovanbattista Pani, dell’Istituto di Patologia generale, in collaborazione con l’equipe di Fisiologia umana guidata da Claudio Grassi. Il loro studio congiunto è stato pubblicato su Procedings of national academy of sciences Usa.

Pani ha quindi commentato: “adesso l’obiettivo è quello di trovare il modo di attivare Creb1, per esempio attraverso nuovi farmaci, anche senza doversi sottoporre a dieta ferrea. La restrizione calorica è stata per noi più che altro un espediente sperimentale per scoprire e accendere un circuito protettivo del cervello, che coinvolge Creb1 e altri geni responsabili della longevità le “sirtuine”.”

Sempre Pani ha spiegato che le osservazioni condotte a scopi anche molto diversi fra loro hanno dimostrato ed avvalorato il collegamento fra obesità ed invecchiamento precoce delle funzioni del cervello, similmente tra l’altro con malattie della terza età come la demenza senile ed il Parkinson.

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La pornografia porta all’impotenza!

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samantha

Secondo gli esperti l’eccessivo utilizzo di materiale pornografico, troppo facilmentre fruibile attraverso il webrenderebbe la sessualità “virtuale” anche a letto, causando negli uomini delle forme di impotenza o incapacità ad eccitarsi.

 

L’allarme viene dalla Società italiana di Andrologia Medica e Medicina della Sessualità, che ha effettuato uno studio su un campione di ben 28000 utenti maschi di siti pornografici. I test hanno rivelato che la sempre più precoce frequentazione di questi siti da parte degli adolescenti interrompe o comunque perturba la loro naturale maturazione sessuale, perché la possibilità di partecipare al gioco sessuale online, attraverso chat e siti appositi causa un’assuefazione prima del tempo ed un’inibizione nei successivi atti sessuali nella realtà.

La conseguenza peggiore è “l’Anoressia Sessuale”, ossia la totale mancanza di desiderio sessuale, che, se avviene all’interno della coppia, ne causa solitamente la rottura. L’incipit per questa ricerca è venuto da un aumento del calo di desiderio registrato proprio fra i ragazzi fra i 20 ed i 25 anni, ossia quella in cui il sesso dovrebbe essere fra le attività considerate più interessanti. Ciò non è cambiato, ma sempre più spesso succede che si sostituisca un partner online invece che uno nel mondo reale.

La BBC One Newsbeat ha intervistato la 19enne Hannan Ewens, che ha sostenuto che i ragazzi della sua età pretendono partner con le stesse prestazioni delle pornostar, prestazioni a cui sono abituati sui video online, ma decisamente difficili (psicologicamente e fisicamente a volte) per persone normali. Per cui la competizione diventa sfavorevole per le partner della vita reale.

In realtà gli stessi maschi, che rimproverano le ragazze per la poca inventiva, non brillano loro stessi per fantasia; infatti chi guarda troppa pornografia sul web tende ad essere sessualmente passivo, preferendo che faccia tutto il partner mentre si rimane a guardare. Insomma, una questione complicata che urta interessi economici enormi e difficili da contrastare con campagne informative come quelle per la droga, l’alcool od il fumo.

hr

Enel Blogger Award 2012: I migliori blogger si sfidano senza paura!

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samantha

Avere un blog è un pò come avere un cagnolino, ha bisogno di cure e attenzioni che spesso vengono a mancare. Dire la propria su come gira il mondo, denunciare le ingiustizie o sfruttare la pagina a mò di diario… Chi scrive spesso è un semplice impiegato, una mamma alle prime armi, un giovane assetato di notorietà ma anche un appassionato che prova a guadagnare qualcosa, o sogna di diventare un giornalista. Sì, chi scrive si sente principalmente un pò giornalista.

Ed Enel ha pensato a chi fa del proprio blog un fatto quotidiano, un lavoro piacevole…

Il concorso Enel Blogger Award 2012 riconosce l’importanza dei blogger che curano quotidianamente le proprie pagine premiandoli con un finale davvero speciale: un iPad 3G.

enel blogger award 2012

Chi può partecipare?

I blog in primo piano sono quelli che parlano di ambiente, finanza, attualità e lifestyle e il concorso è pensato proprio per i blogger che li curano. C’è però una condizione fondamentale: essere attivi da almeno sei mesi e pubblicare un post a settimana. I blog multiautore non rientrano tra i criteri richiesti, so good bye! Se il target del blog corrisponde al profilo richiesto non resta che compilare il form online iscrivendo il vostro blog e suggerendo il post che si ritiene essere il migliore per la propria categoria di appartenenza. Lo scopo del concorso è quello di promuovere la diffusione e la crescita del settore multimediale e non sarà accettata più di una candidatura. Nella prima fase che si concluderà il prossimo 17 gennaio, sarà possibile candidarsi semplicemente compilando la scheda di registrazione. Subito dopo si potrà procedere scaricando il cosiddetto “kit di promozione”, che comprende i banner che confermano la partecipazione al concorso e quindi la possibilità di avere un collegamento diretto alla votazione. Nel frattempo la redazione si occuperà di controllare che il blogger abbia i requisiti per partecipare, inoltre,Enel si riserva il diritto di escludere coloro che non presentano tutte le caratteristiche richieste, non provate a fare i furbetti! Si passerà quindi alla seconda fase e in questo caso i blog saranno votati dal pubblico fino al 13 marzo.

Nel giorno più atteso, quello della premiazione,quelli che saranno stati votati come i migliori delle varie categorie riceveranno un iPad 3G prendendo parte a una cerimonia ufficiale organizzata presso l’auditorium Enel.  E’ l’occasione giusta per dimostrare il proprio valore, per mettersi in gioco o comunque per fare una nuova esperienza! Hai un blog tuo? Ci scrivi con cadenza settimanale? Non temi il confronto? Non perdere tempo! Iscriviti e vinci!

I blog che ritengo meritevoli sono:

Girlpower,  Style.it,  Eco-sostenibile,  Blog di attualitàEcologia e AmbienteAcqua PuraLe (eco) idee tascabili,

SoloecologiaUn mondo differentePianeta Donna

Credo che ciascuno di questi blogger meriti la vittoria!

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